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ⓘ Oltreuomo




Oltreuomo
                                     

ⓘ Oltreuomo

Il concetto di oltreuomo o superuomo, introdotto dal filosofo Friedrich Nietzsche, è unimmagine o figura metaforica che rappresenta luomo che diviene se stesso in una nuova futura epoca contrassegnata dal cosiddetto nichilismo attivo: secondo Nietzsche, infatti, il nichilismo passivo, che seguirebbe alla scoperta dellinesistenza di uno scopo della vita, può essere superato solo con un accrescimento dello spirito personale, il quale appunto aprirebbe le porte a una nuova epoca, annunciata in Così parlò Zarathustra, in cui luomo è libero dalle catene e dai falsi valori etici e sociali dettati dallo spirito apollineo e dallantica filosofia di Socrate, seguendo invece lo spirito dionisiaco. Latteggiamento di attesa di tipi umani superiori è detto superomismo, mentre alcune dottrine politico-ideologiche - come il nazionalsocialismo tedesco - mutuarono poi, strumentalizzandolo, il concetto nietzschiano di superuomo.

                                     

1. Descrizione

Il termine "superuomo" rappresenta la traduzione originale che fu data allespressione Übermensch ; tuttavia è rilevante linterpretazione successiva di Gianni Vattimo, il quale afferma che la traduzione "oltreuomo", secondo lui più letterale, risulta più appropriata e rispecchia meglio lideale perseguito da Nietzsche. Questa traduzione è però contestata dal filosofo Domenico Losurdo.

Il termine tedesco può comunque essere fatto risalire al greco ὑπεράνθρωπος hyperànthropos, le cui prime attestazioni sono nel I secolo a.C., con Dionigi di Alicarnasso, e nel II secolo d.C., con Luciano. In tedesco il vocabolo Übermensch appare per la prima volta nel 1527, in una lettera con la quale il domenicano Hermann Rab si scagliava violentemente contro i luterani.

Altri autori che usarono il termine, benché con un diverso contenuto semantico, furono il teologo Heinrich Müller, nellopera Geistliche Erquickungsstunden 1664, Johann Gottfried von Herder e il filosofo indiano Sri Aurobindo. Johann Wolfgang von Goethe ha usato il termine in senso ironico nel Faust "Welch erbärmlich Grauen fasst Übermenschen dich!" "Quale tremendo orrore ti suscitano gli oltreuomini", parte I, scena I, v. 490) e nella sua poesia Zueignung 1787.

Il superuomo abbandona le ipocrisie dei moralisti e afferma se stesso, ponendo di fronte alla morale comune i propri valori. Egli identifica il ritorno al mondo del pensiero dionisiaco, guidato dalle passioni. Nietzsche è convinto dellesistenza di ununica vita terrena, legata alla corporeità fisica; luomo è dunque solo corpo e deve lasciarsi guidare dalle proprie pulsioni, lacerando così il "Velo di Maya" introdotto da Schopenhauer, ovvero lapparenza che cela la Volontà opprimente lindividuo.

Lo scopo del superuomo non è posto in un universo trascendente, ma trascendentale che punta alla felicità immanente tramite la capacità creativa. Egli è visto come il grado più alto dellevoluzione, ed esercita il diritto dettatogli dalla forza e dalla superiorità sugli altri. Questo diritto gli si presenta tuttavia anche come dovere di contrapporsi allipocrisia della massa e va contro la stessa tradizionale etica del dovere. Il superuomo contrappone al "Tu devi!" kantiano il nietzschiano "Io voglio!".

Nel concetto di superuomo è essenziale la volontà di potenza, che va vista come movente della storia delluomo. Essa si presenta nella creazione della natura così come nelle strutture sociali, e va continuamente oltrepassata. Nel superuomo non rientra tuttavia alcuna prospettiva di violenza o spirito di dominio. Nietzsche non va assolutamente inteso come precursore di Hitler, in quanto nella figura del superuomo non viene identificato un capo carismatico, ma un annunciatore di una nuova figura di uomo. Zarathustra è colui che rende luomo consapevole di essere solo un ponte verso una sua più completa e "umana" affermazione, nella quale si serve di un supplemento di coscienza e di spirito per adempiere al soddisfacimento della propria esistenza. Nonostante esso sia un modello del tutto a-morale, non può essere identificato come celebrazione del germanesimo, né con il superomismo legato al modello estetico di Gabriele DAnnunzio.

LÜbermensch per Nietzsche è inteso quasi come meta nel suo significato etimologico di "oltre" e figurato di "fine"-uomo, a cui tendere e per cui venire selezionati ed educati; in quanto bisogna prima creare le condizioni psicofisiche interne ed esterne adatte perché il superuomo possa apparire. In questo da un lato prendendo a modello il grandioso splendore, culturale e politico, prodotto dalla secolare selezione psicofisica della nostra passata aristocrazia fenomeno comune a tutte le civiltà in ascesa ma "inconscio" rispetto alla sua teoria meta-umana incominciato nel Rinascimento italiano e culminato nel 700 francese; dallaltro rifacendosi allantico ginnasio greco o la Repubblica di Platone, il cui scopo finale era la creazione del guerriero-filosofo. Uomo nuovo che però resta in bilico "sulla corda tesa sopra labisso", a metà rappresentante di quel superuomo al di là dellominide e per laltra metà precursore e generatore dello stesso.

Di qui lammirazione di Nietzsche per la tragedia greca in particolare Eschilo, quale mezzo educativo alleroica tragicità della vita, e per il prometeico istinto delluomo rinascimentale luomo universale che nella sua completezza teorica e pratica sapeva tendere oltre l"umano troppo umano"; con una magnificenza creatrice, culturale e politica, che quellimpulso vitale, "al di là del bene e del male", comporta. Per lui, e ai suoi tempi, ancora incarnato in particolare da Napoleone e Goethe.

Il superomismo, ossia latteggiamento di attesa di tipi umani superiori, non è stata comunque una novità assoluta introdotta da Nietzsche. Per esempio, già un autore amato da Nietzsche, Ralph Waldo Emerson, ispirandosi al culto degli eroi di Thomas Carlyle, parlava di una variegata serie di figure umane idealizzate come i "grandi uomini", gli "uomini rappresentativi", "il Poeta", il "Pensatore" il "semidio" ma anche luomo della potenza e della sovrabbondanza vitale, che Emerson chiamava plus man nel saggio Potenza. Probabilmente l Übermensch nietzschiano è stato mutuato da questespressione.

Nella sua opera Così parlò Zarathustra Also sprach Zarathustra Nietzsche spiega i tre passi che lessere umano deve seguire per divenire superuomo uomo del super amento:

  • superare il nichilismo, attraverso la gioia tragica e il recupero della volontà di potenza;
  • perpetrare e promuovere eternamente il processo di creazione e rigenerazione dei valori sposando la nuova e disumana dimensione morale dell" amor fati ", che delinea un amore gioioso e salubre per leternità in ogni suo aspetto terribile, caotico e problematico.
  • possedere una volontà costruttiva, in grado di mettere in discussione gli ideali prestabiliti;
                                     

1.1. Descrizione I suoi maestri

Per esperienza storica, quanto e forse più importante del superuomo, erano per Nietzsche i suoi educatori alluniversalità rinascimentale e al "grande stile" tragico eschileo che - come nella Repubblica di Platone, lAio rinascimentale, Il Principe di Machiavelli o Napoleone - dovevano formare una nuova aristocrazia di "Signori della Terra" della politica mondiale. In questo aiutati dallarte, lascesi. e la scienza per selezionare e rafforzare quel determinato tipo duomo superiore già apparso in passato in modo casuale e represso dal "gregge" in modo voluto; dando così inizio a una filosofia sperimentale la cui meta-fisica, avvalendosi del sapere scientifico le creazioni artistiche, elaborasse i canoni estetici le nuove tavole dei valori psicofisici per ottenere e plasmare tali portatori della specie umana oltre se stessa: gli "Iperborei".

                                     

2.1. Influenza politiche, sociali e culturali Superuomo e anarchismo

Il pensiero di Nietzsche ebbe unimportante influenza sugli autori anarchici. Spencer Sunshine scrive che "Cerano molte cose che hanno attirato gli anarchici a Nietzsche: il suo odio per lo Stato; il suo disgusto per il comportamento sociale irragionevole delle "greggi"; il suo anticristianesimo; la sua diffidenza verso leffetto sia del mercato sia dello Stato sulla produzione culturale; il suo desiderio di un superuomo "overman" - vale a dire, di uomo nuovo che non doveva essere né padrone né schiavo; il suo elogio del sé estatico e creativo, con lartista come suo prototipo, che avrebbe potuto dire, Sì per lauto-creazione di un nuovo mondo sulla base del nulla; e la sua trasmissione della trasvalutazione dei valori come fonte di cambiamento, in contrasto a una concezione marxista della lotta di classe e alla dialettica di una storia lineare." Linfluente anarchica statunitense Emma Goldman nella sua celebre raccolta di saggi Anarchia, femminismo e altri saggi Anarchism and Other Essays, nella prefazione difende appassionatamente sia Nietzsche sia Max Stirner dagli attacchi allinterno dellanarchismo quando dice che "La più avvilente tendenza comune tra i lettori è quello di strappare una frase da unopera, come criterio delle idee o della personalità dello scrittore. Friedrich Nietzsche, per esempio, viene denigrato come un odiatore dei deboli, perché credeva nellÜbermensch. Non sovviene agli interpreti poco profondi di quella mente gigante che questa visione dellÜbermensch invoca anche uno stato della società che non darà vita a una razza di deboli e schiavi."

Sunshine afferma che "gli anarchici spagnoli mescolarono anche la loro politica di classe con lispirazione nietzschiana." Murray Bookchin, in The Spanish Anarchists, descrive il membro di spicco del CNT–FAI Salvador Seguí come "un ammiratore dellindividualismo nietzscheano, del superhombre a cui tutto è permesso." Bookchin, nella sua introduzione del 1973 a The Anarchist Collectives di Sam Dolgoff, descrive a sua volta la ricostruzione della società da parte dei lavoratori come un progetto nietzscheano. Bookchin afferma che "i lavoratori devono vedersi come esseri umani, non come esseri di classe; come personalità creative, non come proletari, come individui autonomi, non come masse. la componente economica deve essere umanizzata proprio dalla proposizione di unaffinità di amicizia per il processo di lavoro, diminuendo il ruolo del lavoro oneroso nella vita dei produttori, infatti da una trasvalutazione dei valori totale per usare lespressione di Nietzsche, in quanto si applica alla produzione e al consumo così come alla vita sociale e personale."



                                     

2.2. Influenza politiche, sociali e culturali Superuomo e nazionalsocialismo

Il termine Übermensch fu utilizzato frequentemente da Hitler e dal regime nazista per descrivere la loro idea di una razza ariana o razza dominante germanica biologicamente superiore; una forma di Übermensch nietzschiano divenne un fondamento ideologico per il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi. La loro concezione di Übermensch, tuttavia, fu di natura razziale. La nozione nazista di razza dominante generò anche lidea di "esseri umani inferiori" Untermenschen che potevano essere dominati e schiavizzati; questo termine non è presente nelle opere di Nietzsche. Nietzsche stesso fu critico sia con lantisemitismo sia con il nazionalismo tedesco. A dispetto di queste dottrine, affermò che egli e la Germania erano stati grandi solo a causa di "sangue polacco nelle loro vene", e scrisse nel 1887 che "Gli ebrei sono più interessanti dei tedeschi, la loro storia presenta problemi ben più fondamentali".

                                     

2.3. Influenza politiche, sociali e culturali Il "superuomo" dannunziano

Gabriele DAnnunzio per la stesura dei suoi primi romanzi si rifece molto al superomismo nietzschiano. Infatti molti dei temi toccati nelle opere dannunziane sono quelli della ricerca del protagonista nel diventare un asceta, un essere perfetto in grado di controllare la Natura, le passioni che provengono da essa, e perfino le passioni stesse che egli prova stando con le sue amanti. Un elemento forse che separa DAnnunzio dal superomismo di Nietzsche è proprio il fatto della relazione amorosa del protagonista "superuomo" con le donne. Non vi è opera nella produzione di DAnnunzio in cui il protagonista non sia solo senza una donna.

Ad esempio ne Linnocente il protagonista Tullio ha vari rapporti amorosi con la sua donna e dopo che viene a conoscenza dellesistenza di una via per arrivare a guardare la sua esistenza senza dolore, abbandona per sempre lamata. Tuttavia questa è incinta e così Tullio si ritrova come frenato nel percorrere il suo percorso filosofico allinfuori della vita terrena. Egli è fortemente collegato al suo mondo perché ora sta per diventare padre. Per liberarsi di quel calvario uccide il figlio non appena nasce.

Nel Trionfo della morte il nobile protagonista Giorgio, la cui stirpe affonda le radici nella città abruzzese di Guardiagrele, è distrutto proprio dal fatto che possiede unamante troppo invadente: Ippolita. Giorgio, dopo aver provato delusione nel tornare nel suo paese dorigine da Roma, si trasferisce in una casa a San Vito Chietino sopra un eremo che oggi è chiamato "Eremo Dannunziano". Ma neanche lì trova la pace, perché si accorge che un male lo tormenta. Pian piano Giorgio scopre che lorigine del suo male di vivere è proprio Ippolita stessa, dissuadente e infantile. Nel romanzo ci sono molte citazioni dal Così parlò Zarathustra in cui Giorgio cerca di emulare, senza riuscirci, i dettami del filosofo nietzschiano. Dopo aver avuto unennesima delusione nellessersi accorto come la gente della sua terra dAbruzzo fosse caduta in basso, Giorgio focalizza definitivamente in Ippolita la sua Nemica, la ragione del suo male. Disperato egli si suicida coinvolgendo anche lamante.

Nel Fuoco tutto cambia: Stelio è un uomo acceso dalla passione per larte e per la fama, già consapevole di essere "superuomo". Loggetto del suo desiderio ovviamente sono sempre le donne nude e così Stelio si sazia sia della consapevolezza di essere "superuomo nietzschiano" sia del suo potere sulle donne. Infatti ne ama molte, consapevole inoltre di essere un favorito del compositore Richard Wagner. Quando muore costui, Stelio ha un attimo di debolezza, ma non si perde danimo. In Forse che sì forse che no i protagonisti sono molti e il tema del superuomo già è in secondo piano, perché la tragedia giganteggia nelle varie storie.

                                     

2.4. Influenza politiche, sociali e culturali Opere di DAnnunzio in cui è presente il Superuomo

  • Il trionfo della morte 1894 - fallito non conclusa la serie
  • Maia primo libro delle Laudi - 1903 - superuomo che si mescola con la natura
  • Linnocente 1892 -?
  • Le vergini delle rocce 1895 - fallito
  • Elettra secondo libro delle Laudi - super nazionalista
  • Forse che sì forse che no 1910 - raggiunto in parte
  • Alcyone terzo libro delle Laudi - vacanza del superuomo: completa fusione panica
  • Il fuoco 1900 - raggiunto
                                     

3. Influenza nella cultura di massa

  • James Joyce utilizza il concetto di Übermensch nel primo capitolo del suo romanzo Ulisse Ulysses.
  • Il dramma di George Bernard Shaw Uomo e superuomo Man and Superman è un riferimento a questo archetipo; il suo personaggio principale si considera un rivoluzionario indomabile, al di sopra delle normali preoccupazioni dellumanità.
  • Leroe dei fumetti Superman, quando Jerome "Jerry" Siegel lo ideò, era in origine un cattivo modellato sullidea di Nietzsche vedi The Reign of the Superman. Venne reinventato come eroe dal suo disegnatore, Joseph "Joe" Shuster, dopodiché mostrava poche somiglianze col personaggio precedente, pur avendo ancora dubbi morali.
  • Jack London dedicò i suoi romanzi Il lupo di mare e Martin Eden a criticare il concetto di superuomo di Nietzsche e il suo radicale individualismo, che London considerava autoreferenziale ed egoistico.