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ⓘ Gruppo parlamentare




Gruppo parlamentare
                                     

ⓘ Gruppo parlamentare

Giuseppe Ugo Rescigno lo definisce come "lunione dei membri di un ramo del Parlamento appartenenti allo stesso partito che si costituiscono in unità politica con unorganizzazione stabile ed una disciplina costante di gruppo". Dal punto di vista pratico costituisce la proiezione di un partito politico in parlamento parliamentary party, sebbene, come sottolinea lo stesso Rescigno, nella prassi concreta non vi sia una necessaria coincidenza fra partito e gruppo parlamentare, potendo esistere gruppi non corrispondenti ad alcun partito o corrispondenti a più partiti contemporaneamente. Possono inoltre esserci partiti i cui parlamentari, secondo le regole poste dai regolamenti parlamentari, non possono costituirsi in gruppo.

                                     

1. Nellesperienza parlamentare europea

Nellambito del diritto parlamentare comparato è possibile individuare due fondamentali filoni in tema di gruppi parlamentari:

  • lesperienza del Regno Unito, nella quale i parliamentary parties sono pressoché interamente regolati a livello convenzionale.
  • i Regolamenti delle Assemblee dellEuropa continentale, i quali disciplinano dettagliatamente il fenomeno dei gruppi parlamentari;

Per quanto riguarda i parlamenti continentali, un primo aspetto comune è costituito dalla tendenza di operare una riduzione della dispersione rappresentativa, perseguendo nella composizione dei gruppi lobiettivo di un equilibrio duraturo fra consistenza numerica e coesione ideale e programmatica. Per assicurare il raggiungimento di questo scopo, i Regolamenti parlamentari continentali intervengono su due diversi livelli: su un piano quantitativo, innanzitutto, è normalmente prevista una soglia minima di composizione numerica dei gruppi che varia da caso a caso in genere tale soglia è compresa fra il 3.5% circa ed il 5% dei membri dellAssemblea; in secondo luogo, sotto un piano qualitativo o della rappresentatività i Regolamenti prevedono alcune deroghe al requisito della consistenza numerica minima, la previsione di forme alternative di aggregazione e limposizione di limiti alla mobilità fra igruppi.

Quanto al filone "Westminster", il leader ha il controllo del" partito parlamentare” attraverso il Chief whip, figura a cui spetta la responsabilità materiale della gestione e dellorganizzazione dei lavori parlamentari. A tale figura fa poi riferimento lintera squadra dei Government/Opposition Whips, i quali fungono da raccordo fra la base parlamentare ed il vertice del partito: da un lato, infatti, essi esercitano il controllo dei backbencher ; dallaltro, essi riferiscono al leader le opinioni che si formano allinterno della Camera.

                                     

2. Al Parlamento europeo

Gli eurodeputati sono organizzati in diversi gruppi parlamentari, compreso quello dei non iscritti dedicato a chi non si riconosce in nessuno dei gruppo costituiti. Perché un gruppo parlamentare possa essere riconosciuto occorrono almeno 25 deputati eletti in almeno un quarto degli stati, che possono afferire a diversi partiti politici. Essi lavorano suddivisi in 20 commissioni. Una volta riconosciuti, i gruppi ricevono sovvenzioni finanziarie dal parlamento e vengono garantiti loro posti nei comitati: un incentivo alla loro formazione.

I due gruppi principali sono il Partito Popolare Europeo PPE e lAlleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici S&D. Questi due gruppi hanno dominato il Parlamento per gran parte della sua vita, spartendosi costantemente tra il 50% e il 70% dei seggi. Nessun singolo gruppo ha mai avuto una maggioranza assoluta. Per via delle ampie alleanze che stipulano i partiti nazionali, i partiti europei appaiono molto decentrati e quindi hanno più in comune con partiti tipici degli stati federali, come la Germania o gli Stati Uniti, che gli Stati unitari come sono la maggioranza degli Stati dellUnione europea.

                                     

3. In Italia

In Italia gruppi parlamentari sono lo strumento di organizzazione della presenza dei partiti politici allinterno delle Camere, sono definiti "associazioni di deputati" e "soggetti necessari al funzionamento della Camera" art 14 r.C; sono dotati di un proprio statuto o regolamento. Gli eletti, poco dopo la prima seduta della camera di appartenenza, devono dichiarare a quale gruppo appartengono; se non lo fanno, o se per qualsiasi ragione non sono accettati da alcun gruppo, confluiscono nel "gruppo misto". Il numero minimo prescritto è di 20 deputatialla Camera e 10 senatorial Senato: i regolamenti prevedono deroghe per i partiti organizzati su tutto il territorio nazionale ma solo se autorizzati dallufficio di presidenza. Invece è permessa la costituzione, allinterno del gruppo misto, di "componenti politiche".

                                     

3.1. In Italia Storia

I" gruppi politici” con il tradizionale nome di" ufficio” entrano nel Parlamento italiano dopo la riforma del regolamento della Camera dei deputati nel 1920, la quale seguì la modificazione in senso proporzionale della legge elettorale. Per effetto di queste due innovazioni legge elettorale, riforma regolamentare, il Parlamento liberale dei" notabili” si trasformò dunque nel Parlamento dei" partiti”, la cui proiezione naturale era costituita per lappunto dai gruppi parlamentari.

La riforma del 1920 ha avuto però vita breve: in seguito alle elezioni del 1924, la mozione Grandi cancellò gruppi e commissioni della Camera, segnando il tramonto delle istituzioni rappresentative. Tuttavia, i motivi ispiratori ed i contenuti della riforma del 1920 verranno richiamati dallAssemblea Costituente, la quale darà un riconoscimento diretto in Costituzione ai Gruppi parlamentari.

La grande riforma regolamentare del 1971, nellambito della riflessione sulle procedure delle" democrazia concertata”, valorizzerà ulteriormente il ruolo dei gruppi parlamentari, riconoscendoli come vere e proprie articolazioni politiche fondamentali. Come è stato scritto nella relazione sulla riforma regolamentare del 1971 della Giunta per il regolamento della Camera dei deputati, uno dei principali motivi ispiratori della riforma è appunto la "reale necessità di una Camera organizzata per gruppi e dai gruppi".



                                     

3.2. In Italia Regolamentazione

La disciplina dei gruppi, nellordinamento italiano, va ricercata anzitutto in due disposizioni costituzionali che toccano, sia pure incidentalmente, il tema in questione: il terzo comma dellart. 72: "il Regolamento può stabilire i casi le forme in cui lesame e lapprovazione dei disegni di legge vengono deferiti a Commissioni, anche permanenti, in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari" ed il secondo comma dellart. 82: "le Commissioni dinchiesta sono formate in modo da rispecchiare la proporzione tra i vari gruppi".

Alle due norme sopra indicate si aggiungono poi le indicazioni che indirettamente possono ricavarsi dallart. 49 Cost: "tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" e dallart. 67 Cost.: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".

In particolare, questultima disposizione segna la rottura con quelle esperienze costituzionali che, allo scopo di mantenere la disciplina interna ai gruppi, avevano invece adottato il mandato imperativo, o" clausola cecoslovacca”. Il divieto di mandato imperativo importa quindi, sotto il profilo giuridico, che nessuna conseguenza può derivare a carico del parlamentare per il fatto che egli abbia votato contro le direttive del proprio gruppo parlamentare.

Nello specifico, la disciplina dei gruppi parlamentari è dettata dai Regolamenti della Camera e del Senato. In particolare, essi stabiliscono:

  • lelezione degli organi direttivi dei Gruppi parlamentari secondo le modalità previste dallart. 15 e 15bis R.C. e dellart. 15 RS.
  • una condizione numerica minima per la costituzione dei gruppi, ossia venti deputati alla Camera o dieci senatori al Senato, salvo diversa autorizzazione dellUfficio di Presidenza Consiglio di Presidenza in presenza dei requisiti stabiliti dallart. 14 secondo comma R.C. art. 14 quinto comma R.S.;
  • lobbligatoria iscrizione al Gruppo misto per i parlamentari non appartenenti ad alcun Gruppo;
  • la possibilità di costituire allinterno del Gruppo misto delle" componenti politiche”;

I gruppi parlamentari sono poi presenti nella legislazione ordinaria, specialmente in un settore strategico come quello della comunicazione e dei rimborsi elettorali.

Le disposizioni richiamate, costituzionali, legislative o regolamentari, vanno infine unite con il cospicuo corpus di fonti non scritte che caratterizzano il diritto parlamentare. Si pensi, per esempio, alla convenzione in base alla quale il Capo dello Stato nelle consultazioni per la formazione di un nuovo Governo è solito convocare le delegazioni dei gruppi parlamentari.