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ⓘ Federico Munerati




Federico Munerati
                                     

ⓘ Federico Munerati

Federico Munerati, detto Mune, è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo ala.

Tra i più importanti nel ruolo nella storia della Juventus, è stato bandiera bianconera per undici stagioni, vincendo a Torino quattro campionati italiani 1925-1926, 1930-1931, 1931-1932 e 1932-1933 e partecipando alla genesi del Quinquennio doro ; inoltre con 114 gol totali in maglia juventina, si trova al 10º posto nella classifica marcatori all time del club bianconero.

                                     

1. Caratteristiche tecniche

Soprannominato "Ricciolo" per via dei capelli neri e riccioluti, fu un calciatore molto moderno per la sua generazione: era infatti unala destra coriacea e risoluta, dalle grandi doti atletiche, aiutato da un fisico potente ma asciutto. Rapido, opportunista e con eccellenti qualità tecniche soprattutto nel palleggio, in un calcio in cui ai giocatori di fascia era ancora prettamente demandato il compito di servire traversoni per i centrattacco, Munerati preferiva andare incontro al pallone anziché attendere il passaggio da parte dei compagni, indole che gli consentì di diventare decisamente prolifico sottorete, a tutti gli effetti un bomber aggiunto della squadra. È oggi ricordato come una delle ali destre più forti nella storia della Juventus, al pari di futuri eredi nel ruolo quali Stacchini, Causio, Damiani, Mauro, Di Livio e Camoranesi.

                                     

2. Carriera

Iniziò a giocare a calcio nella sua città natale tra le file dello Virtus Spezia, per poi passare ventunenne al Novara, allepoca formazione di primo piano del panorama calcistico italiano, con cui fece il suo debutto nellallora massima serie italiana, la Prima Divisione. Dopo una sola stagione con i gaudenziani, nel 1923 venne acquistato dalla Juventus, club dove rimarrà per i successivi undici anni.

Nel primo anno a Torino, si ritrovò a esser schierato da mezzala per non togliere spazi sulla fascia al più veloce compagno di squadra Grabbi, e occasionalmente ben si comportò anche da attaccante puro. Fu nella stagione 1924-1925 che il tecnico danubiano Jenő Károly, nel frattempo sedutosi sulla panchina bianconera, lo spostò definitivamente e con successo allala destra: si trattò del primo tassello, nella costruzione del prolifico attacco juventino che negli anni seguenti farà incetta di scudetti. Il primo titolo arrivò già nel campionato 1925-1926, quando con Pastore centrattacco, e i neoacquisti Torriani a sinistra e il magiaro Hirzer mezzala, Munerati emerse tra i maggiori protagonisti di un successo che i piemontesi attendevano da ben ventuno anni.

Nelle stagioni seguenti la squadra rimase ai vertici, tuttavia "Mune" dovette attendere gli anni 1930 per riassaporare la vittoria; nel 1927 il calciatore dovette inoltre affrontare, insieme al compagno di squadra Pastore, unaccusa di combine in merito al caso Allemandi, da cui entrambi ne uscirono con un semplice richiamo ufficiale da parte del presidente federale Leandro Arpinati.

Assieme al portiere Combi e al terzino Rosetta, Munerati fu di fatto lanello di congiunzione tra la Juventus campione dItalia nel 1926 e quella del Quinquennio doro, a cui contribuì per i primi tre dei suoi cinque titoli consecutivi 1930-1931, 1931-1932 e 1932-1933. Dal 1931 iniziò a dividersi i compiti sulla fascia col più giovane Sernagiotto, oriundo brasiliano acquistato dalla dirigenza proprio in vista della sua futura sostituzione, e a cui lascerà definitivamente il posto due anni più tardi. Con 114 reti in 256 presenze totali 111 in 249 nei campionati è ancora oggi il decimo goleador di tutti i tempi per la squadra torinese, nonché lo spezzino più prolifico di sempre in Serie A. Da qui alla fine del decennio militò con alterne fortune in compagini minori come Sampierdarenese, vincendo nellunica sua stagione a Genova il campionato di Serie B 1933-1934, Pistoiese e Biellese, sino al ritiro dallattività agonistica avvenuto nel 1939 con la Pavese Luigi Belli.

Conta 4 presenze in nazionale, collezionate tra il 1926 e il 1927. Giocò anche in nazionale B nella prima partita della rappresentativa, ad Esch-sur-Alzette il 17 aprile 1927, terminata con la vittoria degli azzurri contro il Lussemburgo per 5-1.

Finita la carriera di calciatore iniziò quella di allenatore, veste che ricoprì nella stessa Juventus nella stagione 1940-1941 subentrando al posto dello scomparso Umberto Caligaris; tra gli altri club guidati figurano anche il Fanfulla tra il 1942 e il 1946 e, a più riprese, la Biellese e il Borgosesia.

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