Indietro

ⓘ Centro storico di Napoli




Centro storico di Napoli
                                     

ⓘ Centro storico di Napoli

Il centro storico di Napoli rappresenta il primo nucleo storico della città. Esso racchiude quasi tre millenni di storia e risulta essere il più vasto dItalia e uno dei più vasti dEuropa con i suoi 17 km², ossia il 14.5% dellintera superficie comunale ; seguito dal centro storico di Roma che copre 14.30 km², cioè la quasi totalità del primo municipio, e da quello di Milano.

Una porzione, pari a 1021 ettari, è stata dichiarata patrimonio dellumanità dallUNESCO nel 1995, per i suoi eccezionali monumenti, che testimoniano la successione di culture del Mediterraneo e dellEuropa. Nel centro storico si riconosce il pregio di una straordinaria concentrazione di punti di interesse: a tal proposito nel 2017 la BBC definì Napoli come "la città italiana con troppa storia da gestire". La sua particolare unicità sta nella conservazione quasi totale e nelluso dellantico tracciato viario di epoca greca.

                                     

1. Storia

Il centro storico di Napoli testimonia levoluzione storico-artistica della città, dal suo primo insediamento greco avvenuto nellVIII secolo a.C. lungo la zona che affaccia sul mare, la rifondazione della stessa città in unarea più interna, costituente il "centro antico", fino alla città barocca e spagnola che ha visto lapertura verso ovest del nucleo urbano ed a quella centro dell élite culturale ottocentesco, con la fioritura in città di numerose ville nobiliari e borghesi che caratterizzano tutta larea di Posillipo e del Vomero.

Larea considerata patrimonio dellUNESCO è estesa per circa 1021 ettari e contiene i seguenti quartieri: Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato Municipalità II, Stella, San Carlo allArena, Municipalità III, Chiaia, San Ferdinando, San Lorenzo, Vicarìa e parte delle colline del Vomero e Posillipo.

Il terremoto dellIrpinia del 1980 danneggia parte del centro storico e porta alla luce problemi strutturali e sociali anche antichi ai quali si decide di porre rimedio anche urbanistico con lemanazione della legge n. 219 1981, recante disposizioni per la pianificazione e il controllo dellattività edilizia, azioni sanzionatorie, di recupero e riabilitazione dellabusivismo. Attualmente, buona parte del centro storico della città versa in condizioni poco idonee ed atte alla conservazione, infatti, molte strutture, oltre alle già citate chiese dellarte giacciono in condizioni di estremo abbandono: per far fronte a questa emergenza varie organizzazioni e comitati cittadini stanno cercando di far intervenire lUnesco.

Un recente accordo siglato tra regione Campania, comune e Ministero dei Beni Culturali, ha fatto sì che venissero stanziati nel giugno 2012 dallUnione europea 100 milioni di euro per eseguire anche lavori di restauro dei monumenti del centro storico più a rischio.

                                     

1.1. Storia Il centro antico

La città ha due veri e propri nuclei antichi originari: il primo è la collina di Pizzofalcone sulla quale nacque la città di Partenope, mentre il secondo è la zona dei decumani di Napoli dove è sorta la successiva Neapolis. In questultimo spazio, in particolare, si sono concentrate tutte le costruzioni avute nel corso dei secoli fino al XVI, con lapertura verso ovest della città per volere del viceré spagnolo don Pedro de Toledo.

Insistono su questo sito un numero particolarmente elevato di risorse culturali e artistiche: obelischi, monasteri, chiostri, musei, le note vie del presepe, catacombe, scavi archeologici allaperto e sotterranei con resti romani e greci, compreso il teatro romano, statue e bassorilievi, fregi monumentali, nonché colonne medievali a reggere antichi palazzi storici e molto altro ancora.

Solo il centro antico, che ingloba i quartieri di San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, San Lorenzo e Vicarìa che, nello specifico, corrispondono pressoché allarea dei decumani di Napoli, vede lesistenza di più di 200 chiese storiche alle quali sono legate lattività di esponenti illustri dellarte italiana. Fra i principali artisti si ricordano Giotto, Caravaggio, Donatello, Giuseppe Sanmartino, Luca Giordano, Cosimo Fanzago, Luigi Vanvitelli, Jusepe de Ribera, Domenichino, Guido Reni, Tino di Camaino, Marco dal Pino, Simone Martini, Mattia Preti e tanti altri.

Durante lepoca medievale, la città fu divisa in seggi. Questi erano: Capuana, Montagna, Nido, Porto, Portanova e Forcella. In questo contesto la città era chiusa dalla sua cinta muraria oltre la quale vi era il divieto assoluto di edificazione. La caratteristica che contraddistinse il centro antico di Napoli, infatti, è la pressoché preclusione dello sviluppo in estensione della città, favorendo quindi quello "in altezza". La circostanza che la città poggi su terreno tufaceo ha favorito pratiche di sopraelevazione di edifici preesistenti, attingendo il materiale dalle cave sotterranee già utilizzate sin dal primo nascere della città.

Tuttavia, lo spostamento del potere politico al Maschio Angioino, fu un primo impulso per laristocrazia locale nel trascinare verso la parte occidentale della città le proprie residenze nobiliari.

                                     

1.2. Storia Lapertura a occidente col vicereame spagnolo

Lampliamento della città verso occidente, avvenuto nel XVI secolo con don Pedro de Toledo, comporta la nascita dellattuale "centro storico". Nacquero così i quartieri Spagnoli, con via Toledo, largo di Palazzo, via Medina fino allarea di Pizzofalcone e Chiaia.

Il palazzo reale, nello specifico, fu motivo di un vero e proprio accaparramento da parte degli aristocratici napoletani e stranieri degli spazi vuoti nascenti lungo la strada che giungeva direttamente alla residenza del viceré, ossia via Toledo.

Queste riforme, determinarono nella città la "riconquista" del mare che, dallavvento di Partenope e fino ad allora, non fu più utilizzato.

                                     

1.3. Storia Le grandi edificazioni del periodo borbonico

Col passaggio dal vicereame spagnolo al regno borbonico, si ha il definitivo salto culturale nella città, la quale divenne meta estrema del Grand Tour europeo.

Napoli matura una propria coscienza illuminista confermandosi grande capitale europea. Nel giro di soli venti anni dal 1730 al 1750 nascono imponenti edifici simbolo del livello culturale raggiunto: la reggia di Capodimonte, il real Albergo dei Poveri ed il real teatro di San Carlo.

Con lavvento del neoclassicismo di inizio Ottocento e anche delleclettismo di fine secolo, il centro storico si allarga anche allarea di Posillipo e del Vomero, sfruttando questi spazi "nuovi" caratterizzati da vedute paesaggistiche di particolare bellezza e da un ampio spazio naturale circostante. Nascono dunque la villa Floridiana, villa Rosebery e numerose altre importanti ville napoletane.