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ⓘ Francesco Leoni (fotografo)




Francesco Leoni (fotografo)
                                     

ⓘ Francesco Leoni (fotografo)

Francesco Leoni è stato un fotografo italiano.

È stato uno fra i maggiori fotoreporter fra gli anni cinquanta e settanta, titolare di unagenzia fotogiornalistica - lo Studio Leoni - attiva attraverso una fitta rete di giovani fotografi "di bottega" e di freelance da Cannes a Livorno. Genova, negli anni cinquanta, era scalo importante degli ultimi transatlantici e Leoni ebbe la possibilità di fotografare buona parte dei personaggi internazionali di passaggio per la Superba: teste coronate e statisti, registi e attori, scrittori e musicisti. In quello stesso periodo, le Riviere simponevano come set di grande bellezza naturalistica, assai apprezzate da cineasti europei e americani. E a Portofino, attorno a Rex Harrison, si formava una piccola colonia di VIP britannici.

La fotocamera di Leoni è stata testimone di un momento irripetibile del costume italiano, ma anche della crescita e del cambiamento di Genova, che le sue immagini riescono a restituire come una capitale europea a pieno titolo.

Ha pubblicato per diverse testate giornalistiche fra cui Epoca.

                                     

1. Biografia

Ancora adolescente, nel 1937 si era avvicinato alla fotografia come apprendista di bottega nello studio del cavalier Agosto, il fotografo ufficiale del Comune di Genova. Nel 1953 aveva aperto una propria agenzia, con un metodo di lavoro relativamente nuovo, basato su una ricerca di notizie e una rete di informatori che anticipasse le richieste dei giornalisti anziché seguirle.

Fondamentale, sotto questo profilo, fu la collaborazione con due giornalisti allora poco più che allesordio professionale, Guido Coppini ed Arrigo Petacco il primo - che sarà poi inviato della Gazzetta del Popolo - è stato uno dei pochi giornalisti italiani a testimoniare di persona i fatti di Ungheria del 1956; il secondo diventerà un apprezzato storico: Coppini e Petacco tradurranno in storie gli scatti in bianco e nero che fissano la realtà vista con gli occhi del fotoreporter.

Una terza figura fondamentale per la crescita professionale di Leoni è stata poi quella di Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica Italiana, dal 1946 al 1968 direttore del quotidiano socialista genovese Il Lavoro, per il quale il fotoreporter genovese collaborò.

                                     

2. Bianco e nero per una storia

Nelle sue istantanee in bianco, vicinissime per stile al nascente neorealismo cinematografico, servendosi di macchine allepoca allavanguardia come Leica, Nikon e Rolleiflex, Leoni ha immortalato il centro storico attorno ai portici di Sottoripa, la città in guerra sotto i bombardamenti delle forze alleate, il dopoguerra con il doloroso capitolo del soccorso del piano Marshall e della ricostruzione, gli scontri di piazza del 30 giugno 1960 in piazza De Ferrari contro il governo Tambroni fissando sulla lastra fotografica quelli che sarebbero da allora stati definiti i ragazzi dalle magliette a strisce, la rinascita e il recupero di unantica fierezza per Genova in un periodo che ha segnato una decade destinata a diventare storica - quella degli anni sessanta - fino alla vigilia dei fasti di inizio anni novanta con il recupero del porto antico di Genova, la ricostruzione del Teatro Carlo Felice, le celebrazioni colombiane per il cinquecentenario colombiano della scoperta dellAmerica.

Sorta di memoria storica, Leoni è stato curatore - come collezionista - di un proprio personale archivio fotografico che testimonia quasi un secolo di storia cittadina: le visite nel capoluogo ligure del duce Benito Mussolini, il lavoro operaio ai cantieri navali, le opere di Padre Umile, i lavori di costruzione della camionale, oggi Autostrada A7 Genova-Milano, lattività dei primi venditori ambulanti cinesi sulle spiagge cittadine.

Una delle istantanee storiche di cui Leoni acquisì i diritti per devolverne poi però il ricavato a beneficio della madre della vittima è quella, scattata da un fotografo dilettante, Giuliano Galletta, che riprese luccisione di un fattorino dellIstituto Case Popolari da parte dei membri di una banda di rapinatori, la Banda XII Ottobre, da cui sarebbe poi nato un braccio delle Brigate Rosse.

Nel 2007, Banca Carige gli ha dedicato, in occasione dei centosessantanni dalla fondazione, una mostra intitolata Francesco Leoni e il fotogiornalismo - Istantanee per una storia, allestita nei sala delle Grida al Palazzo della Borsa Nuova di Genova, e curata da Mauro Bocci.

La cura dellArchivio e dello Studio Leoni sono passati, con la morte di Leoni, ai figli Paola e Andrea.