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ⓘ Essenzialismo




Essenzialismo
                                     

ⓘ Essenzialismo

L essenzialismo è quella speculazione filosofica orientata alla ricerca dei principi essenziali, intesi come realtà prime e definitive degli oggetti di conoscenza.

                                     

1. Lessenzialismo nella scienza

La ricerca dellessenza o della sostanza, che ha caratterizzato dapprima la filosofia naturalista dei filosofi presocratici, convinti che esistesse un principio primo da cui derivassero tutte le cose, si consolidò infine con la filosofia platonica ed aristotelica, nellambito di un contesto religioso-contemplativo:

Anche Aristotele, fondatore della logica razionale, in forma meno poetica fa dellessenza loggetto di una contemplazione divina:

Questo atteggiamento, secondo Popper, avrebbe causato nella scienza "scolasticismo, misticismo e sfiducia nella ragione" fino a quando Galilei contestò questo modo dintendere la conoscenza scientifica.

                                     

1.1. Lessenzialismo nella scienza Galileo Galilei

Galilei criticò lessenzialismo. Che cosa, si domanda Galilei, luomo nella sua ricerca vuole arrivare a conoscere? "O noi vogliamo specolando tentar di penetrar lessenza vera ed intrinseca delle sustanze naturali; o noi vogliamo contentarci di venir in notizia dalcune loro affezioni". Per conoscenza intendiamo arrivare a cogliere i principi primi dei fenomeni o come essi si sviluppano? Risponde Galilei:

La ricerca infatti dei principi primi essenziali comporta una serie infinita di domande poiché ogni risposta fa nascere una nuova domanda: se noi ci chiedessimo quale sia la sostanza delle nuvole, una prima risposta sarebbe che è il vapore acqueo ma poi dovremo chiederci che cosè questo fenomeno e dovremo rispondere che è acqua, per chiederci subito dopo che cosè lacqua, rispondendo che è quel fluido che scorre nei fiumi ma questa "notizia dellacqua" è soltanto "più vicina e dependente da più sensi", più ricca di informazioni particolari diverse, ma non ci porta certo la conoscenza della sostanza delle nuvole, della quale sappiamo esattamente quanto prima. Ma se invece vogliamo capire le "affezioni", le caratteristiche particolari dei corpi potremo conoscerle sia in quei corpi che sono da noi distanti, come le nuvole, sia in quelli più vicini, come lacqua.

                                     

1.2. Lessenzialismo nella scienza La critica di Popper

Sebbene Popper non si pronunci sullesistenza o meno delle essenze, un aspetto negativo della permanenza nella storia della filosofia di questatteggiamento, consisterebbe secondo lo stesso Karl Popper nell"essenzialismo metodologico", un metodo cioè che, sulla linea della concezione platonica, vorrebbe risolvere problemi scientifici riconducendoli ad ununica e fondamentale spiegazione che non può essere ulteriormente spiegata, mentre invece "ogni spiegazione può venire ulteriormente chiarita mediante una teoria di universalità superiore."

Allopposto è la soluzione degli strumentalisti i quali cercano di evitare il problema negando che vi sia la necessità di spiegare i fenomeni scientifici in quanto essi hanno un carattere di strumento predittivo senza alcun valore esplicativo.

Vi è infine un "essenzialismo modificato", definizione ripresa da Popper, dove alligna una concezione animistica che fa credere di poter rispondere alla domande del tipo "che cosè?", avanzando la tesi che in ogni singola cosa ci sia un principio intrinseco che la fa essere ed agire così comè portando gli essenzialisti "come Newton a rifuggire dalle proprietà relazionali, come la gravità, e a credere.che una spiegazione soddisfacente debba essere formulata in termini di proprietà intrinseche anziché di proprietà relazionali"

Popper, per il quale la vita non ha un significato religioso ma consiste piuttosto nel perenne tentativo di risolvere problemi, contrappone allessenzialismo il cosiddetto "nominalismo metodologico" sostituendo alla domanda "che cosa è?" il quesito "come accade che?". Il nominalismo metodologico è lopposto dellessenzialismo, che si limita a descrivere le cose e gli eventi che noi sperimentiamo servendosi delle parole come strumenti contingenti poiché la scienza non dipende dalle definizioni ma dalla verità delle sue teorie: "Nella scienza tutti i termini che sono realmente necessari devono essere termini indefiniti."



                                     

1.3. Lessenzialismo nella scienza Lessenzialismo nelle scienze sociali

Nellambito del pensiero scientifico moderno lessenzialismo è stato abbandonato in quanto inadeguato, nel campo delle cosiddette scienze sociali è fonte ideologica di legittimazione delle disuguaglianze sociali basata sulla "credenza che le caratteristiche relative ad una determinata appartenenza sociale si basino su qualità innate dellindividuo. Le teorie essenzialiste suggeriscono che le differenze tra i gruppi non siano dovute a fattori ambientali o sociali, ma si basino su caratteri interni allindividuo considerati stabili e immodificabili.".

Dario Antiseri in controtendenza trova utili campi di applicazione: "La società muta, ma prima e dopo il mutamento noi dobbiamo essere capaci di dire ancora cosa sia il governo, cosa sia lo stato o la moneta. E ciò vuol dire cogliere lessenza delle cose, delle istituzioni, dei fenomeni."

Ancora più importante ai fini dei rapporti sociali è riuscire a definire lessenza di concetti come "essere umano". Si potrebbe parlare dellesistenza di unessenza umana se tutti gli elementi culturali fossero ritenuti per comune accordo "accidentali", e ci si limitasse a una descrizione essenziale puramente biologica basata su aspetto fisico o codice genetico. Daltro canto, rifiutare lesistenza duna simile "essenza", cosa in sé non contraria alla logica, lascia aperta la possibilità di ritenere che alcuni esseri viventi "sembrino" umani, ma che in realtà non siano tali ma si limitino a "sembrarlo", così come fu apertamente teorizzato dal pensiero nazista. Pertanto postulare un concetto di "natura umana" essenziale e non accidentale, è in questo caso necessario per motivi non solo epistemologici ma sociali e politici.

Sembrerebbe allora che lanalisi sociologica potesse fare a meno di utilizzare nella sua ricerca lo stesso metodo sperimentale alla base della scienza: ma le cosiddette "essenze sociali" se sono osservabili lo sono "per leffettivo lavoro dei sociologi i quali, al pari dei fisici o dei biologi, fanno progredire la loro disciplina" ipotizzando teorie che mettono alla prova utilizzando il criterio della falsificabilità, "primo requisito delle teorie scientifiche".

La credenza di una conoscenza essenzialistica dei fenomeni sociali deriva dal fatto che