Indietro

ⓘ XVI dinastia egizia




XVI dinastia egizia
                                     

ⓘ XVI dinastia egizia

La XVI dinastia egizia è stata una dinastia faraonica dellantico Egitto; regnò nella sola regione di Tebe per un settantennio. Principale fonte dinformazioni a riguardo è una porzione gravemente danneggiata e incompleta del Papiro dei Re conservato al Museo egizio di Torino, che elenca i nomi di almeno 15 enigmatici esponenti della dinastia.

La determinazione dei regnanti e/o pseudoregnanti che la compongono, così come la loro collocazione cronologica, sono quantomai difficoltose per gli studiosi, dal momento che le informazioni su questi "nebulosi" personaggi sono pressoché inesistenti e "le poche pervenuteci non presentano interesse storico": i loro nomi non compaiono in celebri e fondamentali liste reali egizie quali la Sala degli antenati di Thutmose III, la Lista di Abido e la Lista di Saqqara, bensì in esigui oggetti, come piccoli scarabei, e iscrizioni recanti i loro cartigli spesso incompleti.

Unitamente alla contemporanea XV dinastia e alla XVII dinastia che invece successe cronologicamente alla XVI a Tebe, questa dinastia forma la fase della storia egizia denominata "Secondo periodo intermedio" circa 1650–1550 a.C., un periodo instabile e caotico che vide la divisione dellAlto e Basso Egitto fra i faraoni di Tebe e i sovrani hyksos della XV dinastia, invasori asiatici dorigine semita installatisi ad Avaris, nel delta del Nilo, intorno alla metà del XVII secolo a.C. Per questo motivo coloro che li ritengono vassalli degli invasori chiamano, talvolta, i governanti della XVI dinastia Piccoli Hyksos ", tracciando un parallelismo con i "Grandi Hyksos", cioè la XV dinastia degli occupanti asiatici.

                                     

1. Identificazione

Per quanto riguarda gli autori che forniscono frammenti dei perduti Aegyptiaca di Manetone lantica fonte canonica di informazioni sulle dinastie egizie, la XVI dinastia è denominata dal più affidabile Sesto Giulio Africano, supportato anche dal bizantino Giorgio Sincello, con lespressione "Re–pastori ", mentre Eusebio di Cesarea la definì tebana. Stando a quanto riporta Giorgio Sincello nella sua Ecloga Chronographica, Manetone riferiva solamente:

A parte lormai assodata inesattezza nel computo degli anni, il dato rilevante è quello confermato secondo cui si sarebbe trattato di re "stranieri" o comunque correlati con la supremazia delle popolazioni semite insediatesi nel delta del Nilo.

Ricostruendo lassai frammentario Papiro dei Re del Museo egizio di Torino, legittologo danese Ryholt 1997, seguito da Bourriau 2003, ha identificato una serie di sovrani regnanti da Tebe con la XVI dinastia descritta da Manetone, benché si tratti di una delle conclusioni "più discutibili e impegnative" di Ryholt; per questa ragione, altri studiosi hanno rifiutato lipotesi di Ryholt, limitandosi a constatare linsufficienza di prove che porterebbero a interpretare come tebana la XVI dinastia.

                                     

2. Storia

Fatta eccezione per i nomi dei re, i dati conservatisi per questo periodo sono esigui a causa della sostanziale inesistenza di resti archeologici: per questo gli egittologi devono ricorrere ad analisi comparative di una cronologia relativa basata, a sua volta, su ritrovamenti assai scarsi.

                                     

2.1. Storia Invasione degli Hyksos

La caduta della XIII 1803–1649 a.C. e della contemporanea XIV dinastia fu segnata dal dilagare degli Hyksos nel delta del Nilo e in vastissime aree dellEgitto e infine dalla stabile occupazione di queste ultime come uno Stato organizzato, con capitale Avaris, retto dalla XV dinastia dei capi invasori. Parallelamente alla formazione della straniera XV dinastia nel nord dellEgitto, da cui controllava la maggior parte del territorio egizio, Kim Ryholt ha proposto lesistenza di una ventennale dinastia di Abido, sorta in concomitanza con la XVI dinastia, che avrebbe governato su Abido e dintorni: tale ipotesi è discutibile e non gode di pieno consenso allinterno della comunità scientifica. È però certo che la XVI dinastia fu minacciata a sud dal regno di Kush, che già alla fine della XIII dinastia aveva approfittato della debolezza di quei faraoni per avanzare e occupare la parte meridionale dellAlto Egitto, giungendo a dominare la città di Elefantina sulla prima cateratta del Nilo così come Kurgus tra la quarta e la quinta cateratta. Con la pressione degli Hyksos a nord e dei Kushiti a sud, nellAlto Egitto si produsse un vuoto di potere che i governanti locali, forse imparentati con gli eredi della vecchia XIII dinastia, tentarono di colmare: proprio a questi è attribuita la dicitura di "XVI dinastia egizia". Larea dinfluenza di tale dinastia non si discostò generalmente dai territori intorno a Tebe, anche se esistono indizi che abbia governato anche tra Hu/Het ed Edfu, essendo fortemente limitata a settentrione dagli Hyksos e a meridione dai Kushiti.



                                     

2.2. Storia Carestia e occupazione di Tebe

La durata della XVI dinastia fu segnata dal continuo susseguirsi di principi, vassalli, regoli cioè re di poco conto e capi locali, dalle carestia e, infine, dallassedio della stessa Tebe: le armate della XV dinastia, espugnando una città dopo laltra, penetrarono inesorabilmente nel cuore dellEgitto e assediarono Tebe, conquistandola. Non si sa come gli Egizi siano riusciti a riprendersi la propria capitale e i territori sopra Abido: è probabile che abbiano negoziato qualche patto cui si dovette la pace destinata a durare fino alla grande guerra di liberazione dellEgitto di Seqenenra Tao 1558–1555 a.C., Kamose 1555–1550 a.C. e Ahmose I 1550–1525 a.C. La carestia, che infieriva sullAlto Egitto già dalla fine della XIII e XIV dinastia, mise a dura prova il territorio anche al tempo della XVI dinastia, soprattutto durante il brevissimo regno di Neferhotep III 1629–1628 a.C. Nel suo studio sul Secondo periodo intermedio, Kim Ryholt ha ipotizzato che re Dedumose I, uno degli ultimi re della XVI dinastia, abbia invocato una tregua, anche se già uno dei suoi predecessori, Nebirau I, potrebbe aver goduto di maggiori successi facendo del proprio regno un periodo di pace. La XVI dinastia si sarebbe però esaurita proprio in occasione della crisi tebana, lasciando posto alla XVII dinastia che si sarebbe fatta garante della liberazione del Paese.

                                     

2.3. Storia Necropoli

Benché non sia stata localizzata alcuna tomba appartenente a esponenti della XVI dinastia, sembra verosimile che la loro necropoli si trovasse a Dra Abu el-Naga, in seguito necropoli della XVII dinastia, nei pressi di quella di Tebe: qui fu scoperta da parte dellavventuriero italiano Giuseppe Passalacqua 1797–1865 la sepoltura della "grande sposa reale" Mentuhotep, consorte del faraone Sekhemra-Sementaui Djeuti 1650 a.C. circa, da alcuni identificato come secondo sovrano di questa dinastia. Sulla bara di Mentuhotep è stata rivenuta la più antica occorrenza conosciuta delle formule confluite nel Libro dei morti, il che potrebbe indicare la necessità dei tebani di disporre di nuovi testi per i riti funerari, non potendo accedere agli archivi degli scribi di Menfi.

                                     

3. Re

Gli studiosi hanno proposto varie liste e classificazioni cronologiche dei sovrani di questa confusa dinastia. Tali elencazioni rispecchiano, sostanzialmente, due correnti di pensiero: la prima intende la XVI dinastia come un mero gruppo di vassalli dei re hyksos, come hanno sostenuto gli egittologi Jürgen von Beckerath, Wolfgang Helck e Nicolas Grimal questultimo sostiene che il faraone hyksos Apopi avrebbe "delegato una parte della sua autorità" alla vassalla XVI dinastia, solo "impropriamente" ritenuta una dinastia; la seconda ipotizza che la XVI dinastia abbia governato su di un regno tebano indipendente, quasi un ultimo baluardo della cultura egizia accerchiata da invasori stranieri sembra che Tebe abbia però pagato regolari tributi ad Avaris, come proposto da Kim Ryholt.

Legittologo britannico Alan Gardiner si soffermò sulla problematicità "regalità" di molti esponenti della XVI dinastia. Il solo ricordo di molti di questi è spesso costituito da sigilli cilindrici e scarabei scoperti in zone anche molto distanti fra di loro, come la Palestina meridionale e Kerma in Nubia Sudan. Un paio di essi, Anater e Semqen, possono essere inquadrati come sovrani hyksos in virtù del loro appellativo, archeologicamente attestato, di capotribù; Yacob-her e Sheshi che Gardiner chiama proprio con i loro nomi regali, rispettivamente Meruserra e Maaibra fecero racchiudere il proprio nome in cartigli regali; Yamu come re, Nebuserra e ancora Sheshi si fregiarono dellorgoglioso epiteto di "Figlio di Ra" s3 rˁ, sa-Ra: a dispetto di ciò, così Gardiner commentò questo sfoggio di regalità:

Tali cartigli, titoli e nomi regali compaiono infatti su oggetti di scarso valore, ben poco regali e facilmente trasportabili come piccoli e fragili scarabei, ma mai su monumenti o su epigrafi su roccia, a differenza di altri faraoni, meno discutibili, della loro medesima epoca. Legittologo italiano Franco Cimmino ha interpretato la dinastia come poco meno che fittizia, nel senso che si sarebbe trattato di un insieme "piuttosto disordinato, rissoso e non organico" di principi, vassalli, re e capi locali e quindi non propriamente una "dinastia" controllati dai sovrani hyksos della XV dinastia, per loccasione chiamati "Grandi Hyksos" in parallelo ai Piccoli Hyksos o Governatori Hyksos della stessa XVI dinastia.



                                     

3.1. Re Vassalli degli Hyksos?

La lista tradizionale dei sovrani della XVI dinastia raggruppa re ritenuti vassalli degli Hyksos, alcuni dei quali sono noti con nomi semitici come Semqen e Anater. Lelenco differisce da studioso a studioso: di seguito è fornita lautorevole lista proposta da Jürgen von Beckerath nel suo Handbuch der ägyptischen Königsnamen. La lista proposta da Wolfgang Helck, che pure riteneva la XVI dinastia una linea di vassalli degli Hyksos del Basso Egitto, è leggermente diversa. Molti dei dinasti di seguito elencati nellipotesi che fossero vassalli della contemporanea XV dinastia possono anche essere ascritti alla XIV dinastia, nellipotesi alternativa che XVI dinastia regnasse su di uno Stato indipendente dagli Hyksos insediato in Tebe. La loro disposizione cronologica è largamente dibattuta.

Attestazioni archeologiche

                                     

3.2. Re Regno tebano indipendente?

Nel suo studio del 1997 sul Secondo periodo intermedio, legittologo danese Kim Ryholt sostiene che la XVI dinastia avrebbe regnato su di un regno indipendente limitato alla regione di Tebe; secondo la sua ricostruzione del Papiro dei Re, 15 sovrani potrebbero essere associati alla dinastia, molti dei quali attestati da fonti contemporanee. Mentre buona parte di essi avrebbe effettivamente governato sulla città di Tebe e sui territori circostanti, altri dei nomi elencati potrebbero appartenere a prìncipi che regnarono su città come Abido, Nekheb ed Edfu. Durante il regno di Nebirau I il territorio controllato dalla XVI dinastia si estese a settentrione almeno fino a Hu/Het Diospolis Parva e a meridione fino alla stessa Edfu. Non compare nel Papiro dei Re secondo la ricostruzione di Ryholt il re Upuautemsaf, che lasciò il proprio ricordo su di una stele ad Abido e fu verosimilmente un regolo cioè un re dal potere assai limitato, anche territorialmente delleffimera dinastia locale di Abido.

Ryholt ha ricostruito la linea di successione della XVI dinastia come segue. Altri come Helck, Vandersleyen e Bennet uniscono alcuni di questi governanti con la XVII dinastia.

Ulteriori cinque re sono ascritti alla XVI dinastia da parte di Kim Ryholt, ma la loro posizione cronologica è incerta. Si potrebbe trattare degli ultimi cinque nomi scomparsi dal Papiro dei Re:

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...