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ⓘ Traghetto di Leonardo




Traghetto di Leonardo
                                     

ⓘ Traghetto di Leonardo

Il traghetto di Leonardo è un particolare tipo di traghetto a mano, che prende il nome dal suo presunto inventore, Leonardo da Vinci. Ad oggi esistono due soli esemplari tuttora funzionanti: uno unisce i moli di Imbersago e Villa dAdda, allinterno dellEcomuseo Adda di Leonardo da Vinci; laltro collega i moli sulle due sponde opposte del fiume Tevere, allinterno della Riserva Naturale di Nazzano

                                     

1.1. Storia Linvenzione

Nonostante il nome, non vè certezza che Leonardo sia il reale inventore; di sicuro si sa che studiò a lungo il progetto nel periodo che passò a lavorare per Ludovico il Moro, signore di Milano.

In seguito ai suoi studi, disegnò un traghetto uguale in tutto e per tutto a quello esistente tuttora ad Imbersago. Gli studi vennero effettuati dallinventore durante il proprio soggiorno a Vaprio dAdda sotto al Girolamo Melzi, negli anni 1506-1507; il disegno che ne risultò, datato 1513, è stato incluso nel Codice Windsor e viene conservato nellomonimo castello in Inghilterra. Il famoso disegno del "porto della Canonica di Vaprio" raffigura il traghetto detto "porto" vincolato ad una fune, modello comune a tutto il corso del fiume.

                                     

1.2. Storia La gestione dei Landriani

Nel medioevo il transito sullAdda era svolto con diverse imbarcazioni, prima di essere interrotto totalmente a causa del passaggio della sponda bergamasca sotto il governo della Serenissima.

Nel 1512 Tommaso Landriani, un signorotto proveniente dal milanese, ma con residenza ad Imbersago, mise le mani sul porto, acquistandolo da Giovan Angelo e Michele Airoldi allora signori di Imbersago, oltre ad un fabbricato sempre presso il molo. La Regia Maestà ed il Senato Milanese concessero ai Landriani il diritto di ripristinare il servizio di traghetto, con la conseguente riscossione del relativo pedaggio La gestione del traghetto avrebbe dovuto prevedere, come è logico, un accordo con la comunità di Villa dAdda, ma i rapporti tra le due sponde erano notevolmente peggiorati negli ultimi secoli. Laccordo venne raggiunto grazie a tariffe agevolate per gli abitanti del paese bergamasco, anche se molti altri preferirono continuare con la navigazione illegale.

Questo servizio era svolto con unimbarcazione diversa dallattuale traghetto, che venne inaugurato solo dai Barbiano di Belgioioso.

                                     

1.3. Storia La gestione dei Barbiano di Belgioioso

I Barbiano di Belgioioso ereditarono dai Landriani il diritto di sfruttamento del traghetto e dovettero affrontare gli stessi problemi dei predecessori. La loro soluzione fu di migliorare il servizio, e qualche risultato lo raggiunsero. Le modifiche apportate si possono trovare in un documento del 1698. Venne espressamente vietata qualsiasi forma di trasporto fluviale diversa dal traghetto, venne promessa al gestore del traghetto che laveva avuto in affitto la costruzione di un ufficio nei pressi del molo e vennero obbligati i viaggiatori ad aiutare il gestore nel carico-scarico merci.

Il traghetto veniva usato senza permesso durante la notte, per cui si rese necessario luso di catene per ancorarlo. Il conte Alberico fu colui che inaugurò il traghetto che conosciamo oggi, caratterizzato dal trasporto a fune che divenne operativo nel 1678, grazie allaccordo con Villa dAdda, che, tra le altre cose, si impegnava a costruire il sostegno per i cavi.



                                     

1.4. Storia La gestione dei Castelbarco

Nel novecento, durante la gestione dei Castelbarco, esisteva una sola licenza di pesca, che veniva assegnata dai conti al gestore del traghetto, Pietro Magni, il quale fungeva anche da guardiapesca. Negli anni cinquanta Costante Magni inserì un disco tra i due rulli del traghetto. In questo modo il cavo non avrebbe più potuto scorrere verticalmente, ferendo accidentalmente qualcuno. Vennero anche aggiunti dei tiranti al palo presente sulla piattaforma.

                                     

1.5. Storia La gestione attuale

Il traghetto è oggi di proprietà del Comune e viene dato in concessione ai privati. Lattuale concessionario è Giuseppe Crevenna, che è subentrato a numerosi altri predecessori. Tra il 1900 ed oggi si sono succeduti i seguenti concessionari:

  • Mario Spada
  • Luigi Maggioni
  • Renato Villa
  • Samuele, Pietro e Costante Magni
  • Donato Frisia
  • Carlo Maggioni
  • Paolo Viscardi
  • Giuseppe Crevenna
  • Annamaria Milani
  • Mariarosa Milani
  • Vincenzo Maggioni

Nel dicembre del 1991 il traghetto venne bloccato, perché non più in regola con le norme di sicurezza. Il servizio restò fermo per più di due anni, il tempo necessario perché i maestri dascia di Venezia ne realizzassero un identico esemplare, inaugurato il 22 maggio 1994. Il vecchio traghetto è stato acquistato dal comune di Olginate per ricordare il loro vecchio esemplare.

Questa ristrutturazione ha permesso anche di fare piccoli miglioramenti, necessari per facilitarne il lavoro. Allinterno degli scafi si trova unelettropompa che riempie o svuota due casse di zavorra, nuove aggiunte, a seconda del livello del fiume. Prima venivano riempiti gli scafi, provocando danni alle strutture in legno. Per evitare i danni causati dalla pioggia, sono stati coperti gli scafi, ed il ponte del traghetto ha ora una forma leggermente concava. La parte esterna degli scafi è stata plastificata e ricoperta con fibra di vetro, sempre per lo stesso motivo.

                                     

2. Altri esemplari

Negli anni vennero creati quattro diversi traghetti, tutti utilizzati per attraversare lAdda. Essi collegavano:

  • Olginate e Calolziocorte: citato in scritti del 1575 che parlano dellepidemia di peste;
  • Vaprio dAdda e Canonica dAdda: questo era quello disegnato dal genio di Vinci.
  • Brivio e Cisano Bergamasco: traghetto che Ludovico il Moro cedette ai Borromeo nel 1499; dal 1917 è stato sostituito da un ponte in cemento;
  • Imbersago e Villa dAdda: il più importante dei quattro e lunico ancora funzionante;

Lunico esemplare tuttora funzionante di questo genere di traghetti è di proprietà del comune di Imbersago e collega il paese a Villa dAdda, unendo il Meratese LC alla provincia di Bergamo.

                                     

3. Funzionamento

Tra le due sponde del fiume è stato teso un cavo dacciaio, a cui è affrancato il traghetto. Il traghetto trae il movimento dalla corrente del fiume, rendendo inutile luso di un motore. Lesemplare tuttora in funzione permette di portare fino a 100 persone e 5 automobili, grazie alla superficie di 60mq, e viene fatto funzionare da una sola persona. Il manovratore opera su un timone per orientare il traghetto mentre, con luso di un bastone in ferro, agisce sul cavo dacciaio dando la spinta iniziale.

Non appena i due scafi si trovano in posizione obliqua, la corrente ne permette la traversata.

Il traghetto di Olginate aveva un funzionamento leggermente differente, essendo ancorato ad un palo conficcato al centro del fiume. In questo modo il traghetto faceva un movimento a pendolo, costringendo i manovratori a completare a remi la traversata.

                                     

4. Papa Giovanni XXIII

Papa Giovanni XXIII, durante i suoi molteplici pellegrinaggi per raggiungere il Santuario della Madonna del Bosco, era solito transitare sul traghetto. Ormai da anni lamministrazione locale di Imbersago ha fatto collocare una lapide in marmo per ricordarne i passaggi vedi immagine.

                                     

5. Turismo

Il costo della traversata per una persona è di 90 centesimi di euro, cosa che, unita alla quiete del paesaggio del Parco Adda Nord, rende il luogo una meta turistica della Brianza. A bordo del traghetto è possibile caricare biciclette, moto, autovetture e cani. La sponda imbersaghese permette anche una passeggiata lungo largine, sia nella direzione nord verso Brivio e Lecco), sia in direzione sud verso Paderno dAdda e Milano, lungo il percorso dellEcomuseo Adda di Leonardo da Vinci. Sul lato bergamasco sono presenti aree per pic-nic, ristoranti e trattorie.

La fauna del luogo comprende anche intere colonie di cigni, germani reali e folaghe.