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ⓘ Indice cefalico




                                     

ⓘ Indice cefalico

L indice cefalico è il rapporto tra la dimensione trasversa e quella anteroposteriore della testa, moltiplicato per 100; serve a esprimere in termini statistici la forma della testa.

                                     

1. Storia

Lindice cefalico venne definito dallanatomista svedese Anders Retzius 1796-1860 il quale lo introdusse in antropologia fisica per classificare gli antichi reperti umani che venivano trovati in Europa. In base al rapporto fra la larghezza diametro trasverso e la lunghezza diametro anteroposteriore del cranio, Retzius distingueva gli individui dal cranio allungato e aventi indice cefalico inferiore a 76 dolicocefali da quelli con il cranio più breve e arrotondato con indice > = 85 brachicefali.

Il concetto di "mesocefalia" venne introdotti nel 1861 da Paul Broca per designare gli individui con indici di valore intermedio. Lindice rimase in auge in ambito antropologico, utilizzato soprattutto dagli antropologi, fino alla metà del XX secolo per la semplicità del calcolo sia nei reperti archeologici che nei soggetti viventi, con la convinzione che i dati quantitativi fossero in sé indizio di scientificità e che le dimensioni del cranio fossero in correlazione con la cultura. Lindice cefalico di Retzius venne contestato dallantropologo italiano Giuseppe Sergi come sistema rozzo e poco sensibile per gli studi antropologici delle popolazioni umane e propose di sostituirlo con una classificazione basata sulla morfologia del cranio. Lantropologo Franz Boas, analizzando lindice cefalico dei figli degli immigrati europei negli Stati Uniti nel periodo 1910-1912, osservò che lindice cefalico dei primi differiva significativamente da quello dei loro genitori, dimostrando così che lindice cefalico dipendesse anche da fattori ambientali, non solo genetici.

Boas sosteneva che, essendo le caratteristiche craniofacciali così malleabili in una singola generazione, allora lindice cefalico aveva unutilità molto scarsa per definire razze e per mappare popolazioni ancestrali. Studiosi come Earnest A. Hooton continuarono tuttavia a sostenere che sia lambiente che la genetica erano coinvolti. Boas da parte sua non sostenne mai che la forma del cranio fosse totalmente condizionata dallambiente.

Nel 2002, uno studio di Sparks e Jantz effettuato utilizzando nuove tecniche statistiche rivalutò alcune delle conclusioni di Boas dimostrando che esiste una "componente genetica relativamente alta coinvolta nello sviluppo della forma del cranio.

Nel 2003, gli antropologi Clarence C. Gravlee, H. Russell Bernard, e William R. Leonard analizzarono di nuovo i dati di Boas e conclusero che la maggior parte delle sue conclusioni erano corrette. Inoltre, applicando nuove tecniche statistiche al computer, scoprirono nuove prove a supporto della plasticità del cranio. In una pubblicazione successiva, Gravlee, Bernard and Leonard rivisitarono anche lanalisi di Sparks e Jantz. I tre sostennero che Sparks e Jantz avevano male interpretato Boas e che il loro stesso studio dava ragione a Boas. Per esempio, essi sottolineano che Sparks e Jantz interpretano i cambiamenti nelle dimensioni del cranio in relazione a quanto tempo un individuo è stato negli Stati Uniti, al fine di valutare linfluenza dellambiente. Boas, tuttavia, esaminò i cambiamenti nella dimensione cranica rispetto a quanto tempo la madre era negli Stati Uniti. Essi sostengono che il metodo Boas è più utile, perché lambiente prenatale è un fattore di sviluppo fondamentale.

Attualmente lindice cefalico è utilizzato soprattutto in medicina per descrivere la morfologia della testa nellesame obiettivo o per stimare letà fetale in ostetricia, in studi epidemiologici, e in veterinaria nel caso dei mammiferi.

                                     

2. Classificazione in base allindice cefalico

La classificazione degli individui in base allindice cefalico viene effettuata secondo la seguente tabella:

Lindice cefalico permette di identificare diversi gruppi:

  • ultradolicocefali (
                                     
  • a quella della distribuzione neotropicale - australasiana, è un possibile indice di antichissima origine, precedente al distacco del continente africano
  • presentano una sezione triangolare. Onychoselache, inoltre, possedeva spine cefaliche e nucali dalla base molto larga, presenti solo nei maschi. I denti di
  • lungo l intero avambraccio. Le principali vene superficiali sono le vene cefaliche mediane antebrachiali e basiliche. Tali vene possono essere usate per
  • la funzione delle protuberanze cefaliche di G. madiba. La posizione di queste strutture sopra e sotto l orbita indica che le protuberanze avrebbero potuto
  • predeterminate di minore resistenza, che decorrono circolarmente intorno al polo cefalico o anche radialmente, longitudinalmente, ecc. Per ottenere questa rottura
  • con ghiaccio. È sezionata l aorta prima dell origine del tronco brachio - cefalico e dopo l insorgenza della vena succlavia. Sono sezionate le arterie polmonari
  • arterie intercostali posteriori da II a VI. Le vene fanno capo alle vene cefalica giugulare esterna, mammaria interna e intercostali. I linfatici posteriori
  • composta da 11 segmenti apparenti a causa della retrazione del segmento cefalico nel protorace. Il corpo è di colore variabile dal biancastro al giallastro
  • Specie Indice di encefalizzazione Insettivori 1 Primati 11 Delfino 20 Uomo 28

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