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ⓘ Espressionismo (letteratura)




                                     

ⓘ Espressionismo (letteratura)

L espressionismo è in letteratura unavanguardia che prende le sue mosse in Germania negli anni dieci del Novecento e si protrae fino alla prima metà del Novecento.

La categoria" espressionismo” è diventata ormai un termine tecnico la cui misura di estensione supera molto il confine del territorio in cui essa ha preso la radice. Finora tante definizioni sono state fornite e ognuna di esse ha la propria ragione tanto valida da esistere. Mittner parla di una sorta di "comoda approssimazione" al posto di una definizione definitiva. Ossia, come "romanticismo" e "barocco", lespressionismo è uno dei termini "approssimativi" per indicare un movimento espressivo piuttosto che un oggetto preciso della storia. Invece di cercare una definizione più valida, secondo Mittner, va meglio dunque chiedersi come si svolge lespressionismo. Il termine non indica la realtà storica di una scuola o di un gruppo distinguibile nella loro unità. Essa, si dice con Chiarini, designa una corrente artistica affermatasi in Germania. Non solo. Sempre secondo Chiarini," lespressionismo” è "una vera e propria categoria critica modellata sulle componenti più vistose, sia tematiche sia stilistiche in particolare, dellespressionismo storico". Mittner, nel suo libro dedicato al movimento espressionistico, lha voluto collocare fra il 1905 e il 1926. Tuttavia, come sostengono alcuni critici, lespressionismo nasce, si sviluppa e poi termina non necessariamente allinterno del periodo storico sopra menzionato. Esso ha una sua tradizione molto più lunga di quanto non appaia. Ad esempio, come sostiene Kasimir Edschmid, "lespressionismo cè sempre stato" ; o si dice con Rheiner lespressionismo è quell "atteggiamento spirituale italiana". Significa che lespressionismo è riscontrabile in ogni epoca.

Ventanni possono essere dunque considerati il periodo in cui lespressionismo è più manifesto. Una generazione degli artisti espressionisti nati fra il 1880 e il 1890 è considerata come la principale vittima della prima guerra mondiale. Lespressionismo esprime la necessità artistica di interpretare la sostanziale deformazione della percezione di una realtà avvertita ormai come distorsione del felice rapporto uomo-natura e in aperta opposizione ad una società borghese illusa ed egoista che marcia inconsapevolmente verso la I Grande Guerra. In ambiente di crisi politico-sociale assieme alla crisi dellarte europea ma anche alle nuove e importantissime scoperte scientifiche allinizio del Novecento, si determina lo stile espressionistico che si concentra su alcune tematiche emergenti della società: il "grido interiore", la distruzione del mondo fino allora conosciuto, la solitudine umana, il male e la violenza, la condizione di "smarrimento, dangoscia, dorrore" dellumanità. Le produzioni letterarie hanno messo in luce il modo di percepire la nuova epoca spiegando il perché gli espressionisti abbiano reagito in una certa maniera di fronte alla realtà caotica della società moderna. Allinterno di quella realtà caratterizzata dalla guerra, la sensibilità espressionistica tenta di esasperare o di far esplodere quelle contraddizioni che il progresso e più in generale una società industrializzata hanno innescato nel tessuto sociale. Di fronte allevidenza di una nuova "barbarie" della realtà sociale e psicologica, lottimismo cede il posto al pessimismo, dando luogo a un senso angoscioso di crisi e di disorientamento, oppure alla ribellione, alla protesta e persino alla rinuncia e al sacrificio di sé. Tutti questi temi sono considerati come archetipi espressionistici e si riflettono anche nel linguaggio usato, un linguaggio provocatorio che comprende il pathos esasperato, la deformazione grottesca, il grido di guerra.

Tutto ciò spiega, da una parte, il perché la categoria espressionismo si avvantaggi nella sua geografia di unampia estensione: partendo dalla Germania, si allarga in Austria, Svizzera per arrivare a diffondersi in Russia, Francia, Italia, ecc. Dallaltra, rende più chiaro il motivo per cui lestensione e la profondità della sua presenza siano così ampie nei diversi campi, dalla pittura alla musica, dalla letteratura al teatro, dal cinema allarchitettura. Anche nel movimento letterario di quegli anni, lespressionismo comincia a rendersi visibile. Il termine non viene però usato per primo nella letteratura. Lespressionismo non proviene dalla letteratura ma dalla storia dellarte. È nelle arti figurative che si comincia a chiamare "espressionismo". In Germania, il processo metaforico che passa dalle arti figurative, maggiormente dalla pittura, alle produzioni letterarie si sviluppa in modo progressivo. Lespressionismo letterario rimarrà però in stretto legame con lespressionismo artistico. È dagli storici dellarte, come Alois Riegl e Wilhelm Worringer, che parte lidea di un Kunstwollen volere artistico comune a tutti i tipi di arte. Il concetto spiega larricchimento che le arti figurative hanno fornito alle produzioni letterarie. Esiste anche unaltra ragione quando si parla dello stretto rapporto tra i due ambiti ed è quella legata a numerosi talenti multipli. Sono pittori o scultori ma allo stesso tempo sono anche poeti e scrittori come Oskar Kokoschka 1886-1980, Alfred Kubin 1877-1959, Ernst Barlach 1870-1938. Sono poeti e musicisti ma lasciano anche le loro importanti tracce nella pittura come Arnold Schönberg e Georg Trakl.

                                     

1. Caratteristiche generali

Il carattere essenziale di questa tradizione risulta essere la forza e la vivacità espressiva con cui gli autori portano in scena le problematiche più varie della psicologia umana in un periodo storico di grande rilievo e di crisi profonda. Una di queste è sicuramente il rapporto padre figlio, il conflitto generazionale vissuto in prima persona dagli autori e riflesso nelle loro opere con colori e pennellate tipicamente espressioniste: forti, mostruose, al limite dellignoto. Perché non si tratta di semplici romanzi dautore: sono opere introspettive, che nascondono dietro le parole i segreti dellinconscio e la lotta contro i desideri repressi. È la crisi del Super Io freudiano e la supremazia dellinconscio. Perché è lì che risiede lessenza delluomo. Va sottolineato che non è corretto dire che Kafka facesse attivamente parte della corrente espressionista. Kafka condivideva con gli espressionisti il grande conflitto che affliggeva la propria generazione, ma era altrettanto disinteressato nel cercare di attribuire le cause della crisi al materialismo che pervadeva lambiente paterno. Tanto meno ha cercato riscatto - come hanno fatto gli espressionisti- nei nuovi valori di spiritualità, che dovevano controvertere quelli paterni. Kafka cercherà nel padre "il perdono" che poi si tramuterà nella "condanna" alla morte, come accade a molti dei suoi personaggi.

                                     

2. Lespressionismo in relazione con altri movimenti

Lespressionismo, si dice con Contini, racchiude in sé lidea di "unarte di movimento" e del "precario frutto duna forza scatenata, una momentanea deformazione sollecitata da un movimento, in altre parole una spazialità che includa il tempo". Appena limpressionismo termina, lespressionismo comincia. Questultimo rinuncia a quello precedente e si distingue nettamente. La distinzione si vede già nella loro etimologia: im-pressionismo ed es-pressionismo. Limpressionismo è "fissaggio formale dun istante labile fermato" e quindi non enuncia "una realtà permanente attraverso il tempo". Nella traduzione grammaticale del termine, "limpressionismo appare, nellambito duno stile nominale, caratterizzato dalla promozione dellaggettivo a sostanza". Ciò significa che limpressionismo implica, come Marinetti sostiene, unistantanea staticità, una meditazione che mal si accorda col dinamismo invocato da futurismo ed espressionismo. Lespressionismo a sua volta, per la sua volontà di includere la dimensione temporale in quella spaziale, trova una forma espressiva più adatta nel verbo. Il verbo è un elemento indispensabile quando si parla della letteratura espressionista. Il verso, come dice Mittner, è "carico di forza esplosiva, il verbo deformato e deformatore è il principale contrassegno dellespressionismo, come laggettivo delicatamente e quasi timidamente accostato al nome è quello dellimpressionismo". Fra i due movimenti pur essendoci una netta frattura, si vede però la loro continuità.

Il tentativo di Richter è di distinguere limpressionismo, il naturalismo e lespressionismo. Diversamente da Bally che prescinde da ogni significato letterario dellimpressionismo e oppone fra loro due rappresentazioni linguistiche della realtà, Richter trascura da ogni distinzione fra lismo linguistico e quello letterario per formare una fenomenologia generale degli ismi. Per Richter, limpressionismo è la "riproduzione delle cose in quanto appaiono allosservatore", il naturalismo invece è la "riproduzione il più possibile esatta del mondo esterno", e infine lespressionismo è "riproduzione di rappresentazione o di sentimenti suscitati dalle impressioni secondo che esterne o interne". La critica, però, non esclude lalternanza di procedimenti impressionistici ed espressionistici nel linguaggio corrente, nonché nei singoli autori, come Rimbaud, Mallarmé.

Esistono diversi modi per definire il movimento espressionistico. Riassume Contini che, in autori come Leo Spitzer, "la definizione di espressionismo è certamente morfologica, ma inserita nella storia: anche esteso alla Francia, esso è pur sempre un carattere della letteratura del primo anteguerra" mentre in autori come Richter essa diventa una "categoria a propri". Contini cita Richter a proposito dellespressionismo secondo cui esso "non si occupa di ciò che è obiettivamente presente Lespressionismo abbraccia ogni modo di palesare il dato interiore e irrazionale". Si arriva alla definizione che Richter ha dato del movimento: "è espressionistico ogni mezzo di comunicazione che manifesti una presa di posizione dellIo innanzi a un processo o a una situazione". Commentando tale definizione, Contini evidenzia che con Richter, la categoria di espressionismo "viene a designare aprioristicamente un aspetto necessario e permanente dellespressione e perde per il critico buona parte della sua utilità euristica".

                                     

3. Linguaggio espressionistico

Le novità particolarmente note dellespressionismo non si trovano solo nei temi rilevanti della società moderna in cui gli autori hanno vissuto, ma stanno anche nel linguaggio da loro utilizzato. La letteratura espressionistica è vista come quella del grido e della deformazione. In questa chiave si deve andare a esaminare il linguaggio espressionista. Nel 1902, Benedetto Croce ha pubblicato un libro intitolato Estetica come scienza dellespressione e linguistica generale, il quale diventa un punto di riferimento fondamentale per la linguistica e in particolare fornisce una prematura valutazione dellespressionismo. Il libro di Croce coincide in termini cronologici con il movimento degli espressionisti di Dresda che si dedicano maggiormente alle arti figurative. Questi artisti fondano la Die Brücke puntando sulluso del colore per "esprimersi con forza" come Van Gogh aveva sottolineato. Lartista intuisce mentre il pensatore teorizza. Ciò che è comune ad ambedue riguarda il problema della traduzione’. Secondo Devoto, traduzione in termini espressivo-linguistici vuol dire passare da un livello pregrammaticale a quello grammaticale. La lingua prende una posizione primaria e sperimentale da strumento di osservazione nella produzione espressionistica. Nel momento in cui lartista esprime, cioè traduce, sente il peso della tradizione linguistica organizzata, che lo costringe a rispettare determinati schemi. Devoto prende questo come il motivo per spiegare listintivo moto di ribellione che gli espressionisti avvertono nel correre i rischi dellillegalismo e dellincomprensione.

August Stramm, nelle sue poesie, distrugge la sintassi e stabilisce lestrema attenzione del verbo allinfinito come conseguenza della guerra al sostantivo. Lo afferma appunto Franz Werfel "il mondo deve venire dissostantivato". Stramm parte dalla presupposizione che esprimersi vuol dire soprattutto battere a morte gli schemi grammaticali prefissati. La lingua è perciò da considerarsi come "un fascio di fonemi morfemi semantemi lessemi provvisori risultanti da una tradizione tuttaltro che coerente e omogenea". Significa che, come sostiene Scardigli, non bisogna rimanere in una sfera pregrammaticale o agrammaticale nella quale lespressione afferma se stessa. Leo Spitzer, nella sua Critica stilistica e storia del linguaggio, suggerisce che "linterpretazione più corretta dellestetica espressionistica non riguarda tanto quella individualistica che rompe ogni contatto per esprimersi in pure forme ma sta in quella che fa leva sugli interessi umani e sociali, estroversa pur nella sua ribellione polemica e diretta al suo lettore". Il lettore non deve essere solo guidato. Il poeta esige da lui partecipazione, maturità e responsabilità. Ma ora lautore espressionista nega al lettore lelaborazione e la descrizione che sarebbe finita ma momentanea. Attraverso gli scritti di Goethe, Stramm, Trakl e degli altri espressionisti, si rende conto che la lingua preferirà rivestirsi di ritmi e allitterazioni anziché diluirsi nella prosa e lascerà intatta la sostanza fonetica e lessicale, puntando a creare nuove dimensioni sintattiche e morfologiche.

Nel linguaggio degli espressionisti si discute molto spesso della sua stranezza in particolare quella riguardante lirregolarità sintattica. Si tratta, cioè, della libertà linguistica. Sappiamo che la lingua dà la preferenza alla sicurezza e stabilità soprattutto per lortografia e perciò tende a respingere i tentativi di violarle. Lespressionista diventa autentico quando decide di trasmettere il proprio sentire nella libertà della lingua. Tuttavia, la libertà non vuol dire rinunciare del tutto alla grammatica ma sta piuttosto nella verità e indiscutibilità della parola scelta. Lo esprime Edschmid: "le proposizioni legano punta a punta, scoccano luna nellaltra non più legate dai cuscini del trapasso logico, dal molleggiante esterno mastice della psicologia. La loro elasticità è immanente. Anche la parola riceve unaltra forza. La parola descrittiva, esplorativa finisce. Non cè posto per essa. Diviene freccia. Penetra nellinterno delloggetto ne viene animata. Cristallizza limmagine, essenziale della cosa. Allora cadono le parole riempitive. Il verbo si dilata e appuntisce, teso verso lespressione chiara e propria. Laggettivo si fonde con la parola significante. E questa non deve parafrasare. Deve rendere lessenza nel modo più conciso possibile e soltanto lessenza. Nientaltro".

Un esempio tipico del linguaggio espressionistico si può perfettamente prendere dal Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin. Lo scrittore si afferma come una delle personalità più conosciute dellespressionismo letterario. Döblin ha colpito il lettore con uno stile linguistico che tocca lintera sfera grammaticale: dalla fonetica, alla sintassi e al lessico usato. La sintassi è estremamente frantumata e disgiunta come la mente confusa del protagonista Franz Biberkopf. Il lessico è misto di volgarità e letterarietà. Sul piano stilistico, lautore vuole mettere in risalto "lidea della frammentarietà, neopica e grottesca ma forte, assoluta nella sua umanità". Sul piano etico-sociale limprevedibilità del protagonista è sentita come libertà espressiva. Sul piano grammaticale, Döblin dà lassoluta priorità allespressione indisciplinata. Per questo, il fenomeno di Döblin è decisamente prezioso per inquadrare il linguaggio espressionistico, chiarendo il problema dellespressione linguistica.

Cè da sottolineare che in molti espressionisti esiste un atteggiamento di tipo antilinguistico come giustamente osserva Mittner facendo nota all’ Urschrei. Molti scrittori poi lhanno superato. Kafka, ad esempio, non nega la lingua, non rifiuta il sistema ma riesce ugualmente a evocare il misterioso, il simbolico, il trascendente. La sua lingua rispetta le norme e il suo stile è legalitario. Tutto ciò mostra che lo scrittore ha a disposizione la lingua e che sta a lui agire artisticamente come lui vuole per il suo obiettivo despressione. Spitzer, osservando lo stile di Romains, ha messo in luce il parallelismo che trascorre fra il credo e il verbo di un autore. La parola, come la vita, continua a nascere e morire. La vita è crescita, dissolvimento, riunione varia, compenetrazione di anima e corpo. Così è lo stile: ampliamento del campo semantico, formazione di nuovi composti, dissoluzione della sintassi e intensa connessione fra la lingua e il pensiero.

Contini, nel suo saggio dedicato allespressionismo letterario, cita Gottfried Benn a proposito della ricerca dellespressività del movimento: " dissipazione della lingua” mirante alla" dissipazione nel mondo". Contini non dimentica Mittner e la sua analisi molto approfondita sulla lingua e sullo stile degli scrittori espressionisti ricordandoci di un aspetto notevole che è luso del pronome Io, Ich. In Benn "è rappresentato con grandiosa tragicità il disfacimento dellIo, le tendenze regressive mediante la parola, più interessante i sostantivi:" sentimenti di disformazione”".



                                     

4.1. Espressionismo tedesco Contesto storico-sociale

Per comprendere il movimento espressionistico nel suo pieno senso, bisogna prima di tutto inserirlo nel contesto storico-sociale in cui esso si è sviluppato. La società tedesca dalla fine dellOttocento ai primi decenni del Novecento presenta delle profonde contraddizioni. Si tratta di una realtà che si stava trasformando velocemente come un risultato inevitabile della tecnicizzazione e della modernizzazione. È una sorta di cambiamento radicale in tutti gli aspetti compresi quello filosofico, ideologico ed estetico. Di fronte ai mutamenti sociali, le persone reagiscono in diversi modi: gli uni pensano che il cambiamento sia la causa di crisi e di decadenza, gli altri sono convinti invece che porti libertà e progresso. Quando lespressionismo comincia a presentarsi nellambito artistico e letterario in Germania, lambiente che devono affrontare gli espressionisti è caratterizzato dallostilità tra il potere politico e gli artisti interessati al nuovo. Le contraddizioni vanno cercate nel periodo dalla riunificazione 1871 alla fine della prima guerra mondiale. Dopo lunificazione e in particolare, dopo le dismissioni di Otto von Bismarck nel 1890, la figura di Guglielmo II 1888-1918 diventa sempre più negativa per la sua gestione del potere estremamente autoritaria e per la sua politica culturale che non accetta nessuna apertura nei confronti dellarte moderna. Gli espressionisti, opponendosi a questa politica, cercano di far emergere limportanza dellautonomia dellarte perché essa non venga più sfruttata come mezzo di propaganda politica dellimperatore. Il "nuovo pathos" espressionista non è solo una nuova forma di linguaggio letterario ma è anche considerato come una categoria psicologica, conoscitiva, estetica e morale. Gli espressionisti vanno contro la nuova classe che accompagna lascesa al potere dellimperatore. Il pathos antiborghese spinge gli espressionisti a creare la propria identità espressa nelle loro opere con uno stile estetico completamente opposto a quello borghese. Cè da porre laccento che pur comportandosi come gli opposti, la maggior parte degli espressionisti ha accettato come inevitabile la problematica della "doppia esistenza" Benn, cioè la frattura tra ambizioni puramente artistiche e necessità della vita borghese.

Il disagio degli autori espressionisti è causato anche dai processi di modernizzazione socio-culturale. La Germania in questo periodo si sta trasformando da un paese agricolo a uno industriale. Tanti espressionisti reagiscono a questi processi con un atteggiamento di profondo scetticismo e pessimismo. Lindustrializzazione e lautomatizzazione sono pensate come cause dellinstabilità delle istituzioni e della dissoluzione sociale. Da tale atteggiamento alcuni temi connessi cominciano a diffondersi: la demonizzazione della grande città, percepita come il centro di tutti i mali portati dalla civilizzazione; la demonizzazione del denaro, della tecnica, della democrazia. Inoltre, si approfondisce la crisi dellindividuo, dellalienazione della vita moderna. In Kafka, la burocrazia nel Processo e nel Castello è negativamente vista ed è anche il motivo per linterpretazione pessimista dellesistenza.

Un ulteriore problema che gli espressionisti devono affrontare riguarda la società di massa. È il risultato più vistoso del processo di industrializzazione e di urbanizzazione. Tale risultato provoca la crisi dellartista e dellintellettuale perché in questa società temono di perdere la propria individualità di uomini e il proprio ruolo di artisti e dintellettuali. In questa sfida, cercano di identificarsi con l "uomo nuovo", il "superuomo", leroe. Nella società di massa, lespressionismo "recupera il patrimonio di una cultura reazionaria, conservatrice, anteriore allindustrializzazione e al liberalismo e quindi pre-moderna". La critica al mondo borghese e ai processi di modernizzazione che comportano la cosiddetta società di massa è un luogo comune della letteratura di fine secolo. Quella espressionista si differenzia da tutte le altre perché è concepita allinterno di un modo di pensare che salta da un estremo allaltro e conosce solo il parossismo. In un caso o nellaltro interpreta il mondo e la storia partendo dalla consapevolezza di essere arrivati alla fine di unepoca e di non essere in grado di produrre più nulla di originale e per questo non resta niente da fare che attendere catastrofi.

                                     

4.2. Espressionismo tedesco Temi principali

Fin dallinizio, il baricentro dellespressionismo, almeno di quello letterario, gravita intorno a Berlino. Limmagine di una grande metropoli è già, da Baudelaire, lattrazione costante della letteratura moderna in Europa. Sin dalla nascita di "Nuovo Club" dal 1909 e di "Cabaret neopatetico" dal 1910, lespressionismo ha un carattere metropolitano che durerà fino al 1914. Kurt Hiller 1885-1972 ha riunito nel "Nuovo Club" diversi giovani talenti come Jakob van Hoddis, Georg Heym, Ernst Blass ed Else Lasker-Schüler. Insieme hanno propagato laspetto estetico della grandemetropoli che rappresenta lo spazio in cui luomo moderno esercita il massimo dello stress causato dalle veloci trasformazioni sociali. Lo spazio urbano oramai è coperto dallangoscia e dallo smarrimento. Ciò vale per la vita dellindividuo immerso in quello spazio. La letteratura metropolitana, perciò, assume il senso di dare spazio ai temi prima poco frequentati che puntano alla ferrovia e alle stazioni. Gli autori tentano di modernizzare la letteratura adeguandola ai ritmi della vita moderna. Allo stesso tempo si crea la congenialità tra il linguaggio letterario e quello cinematografico. Il critico Klaus Scherpe specifica questo processo come "la letterarizzazione del film" e la "filmizzazione della letteratura".

Ladislao Mittner parla dellanno 1914 come l "anno-limite" della letteratura tedesca perché segna la fine o linizio della fine del "mondo di ieri". Questo "mondo di ieri" è caratterizzato dai valori ottocenteschi e delle certezze borghesi. Lespressionismo, a partire da questa data, si può distinguere in tre fasi. La prima, che si può chiamare la fase del primo espressionismo, va dallinizio del Novecento allo scoppio della prima guerra mondiale e fa emergere linteresse per i fenomeni della decadenza e della crisi. La seconda fase, tra il 1914 e il 1919, lespressionismo di guerra, sviluppa i temi fondamentali del pacifismo e della rivoluzione, riflettendo anche limpatto degli eventi bellici. In particolare, durante gli anni della guerra mondiale si fa molto sentire lo slancio utopico e lespressionismo arriva alla sua massima diffusione. Nella terza fase, la tardo- espressionista, lespansione continua ma si vede anche il suo esaurimento, come già aveva intuito Iwan Goll nel 1921 proclamando che "lespressionismo è morto".

Nelle produzioni letterarie di queste tre fasi si registra lo stretto legame tra lespressionismo e la guerra, dovuto soprattutto al fatto che gli autori stessi hanno avuto esperienze dirette, reali e immaginarie legate, al conflitto mondiale. Il linguaggio usato è perciò molto espressivo per poter esprimere queste esperienze. La guerra, dal punto di vista della produzione letteraria, apre nuove prospettive e impone nuovi soggetti. In una poesia di Georg Heym, Der Krieg, la guerra viene rappresentata allegoricamente come un dio terrificante con lambiente ormai caratterizzato dalla distruzione e dalla morte. Non molto diversamente da Heym, Stramm, nella sua raccolta Tropfblut Sangue gocciolante, 1919, ha interpretato la guerra come un evento mitico o cosmico e come un momento delleterno dinamismo della vita cui è impossibile sottrarsi. Stramm nelle sue poesie non ha espresso solo la disperazione e lorrore della guerra ma ha cercato anche di far sconvolgere la percezione del mondo interiore e la realtà esterna. Seguendo il filone di Heym e Stramm, Reinhard Goering 1887-1936 ha scritto i suoi drammi sulla guerra. Possiamo nominare un suo dramma che è Seeschlacht Battaglia navale, scritto nel 1917. È unopera messa in scena da Max Reinhardt nel 1918, ha un grande successo e rimarrà come un esempio particolarmente espressionistico. I personaggi, i sette marinai, sono tipicizzati e stilizzati in modo da assomigliarsi tutti. I marinai non hanno nomi. Lestrema situazione dei sette marinai poco prima della battaglia diventa unallegoria della situazione esistenziale delluomo e del suo "essere gettato nel mondo", come Heidegger ha commentato. Da una parte, il dramma può essere considerato pacifista e antimilitarista perché pone sotto gli occhi di tutti lassurdità e gli orrori della guerra facendo emergere la debolezza dellindividuo di fronte a questi orrori. Dallaltra parte, esprime le perplessità sulla sensatezza della guerra e i marinai coinvolti nella battaglia finiscono per trasformarsi in perfette macchine da guerra.

Esiste un altro modo di interpretare la guerra allinterno del movimento espressionista. Se per August Stramm e per gli altri autori la guerra è un evento cosmico, regolato da leggi esterne iscritte nella natura umana, per Brecht con i suoi drammi fra cui Die heilige Johanna der Schlachthöfe – Santa Giovanna dei macelli e Mutter Courage und ihre Kinder – Madre coraggio e i suoi figli e gli altri la guerra ha delle precise cause storiche le sue leggi dipendono dai ben concreti rapporti di lotta tra il capitale e la classe operaia. Prima di Brecht, si può ricordare questo ragionamento nel dramma Die Wandlung – La trasformazione, 1919 di Ernst Toller che ha messo in scena dei banchieri come rappresentanti della cosiddetta strumentalizzazione economica della guerra e della corruzione nel sistema capitalistico. Lo stretto collegamento fra lindustria capitalistica e la dinamica della guerra si mostra anche in Gas II di Kaiser con le stesse persone anonime. Mentre Goering trasforma la guerra in un grande problema metafisico, Kaiser mette in rilievo gli aspetti storico-sociali del conflitto.

In relazione al tema della guerra, gli espressionisti toccano anche il discorso sul corpo. È un corpo dolente, straziato e mutilato che con il protrarsi della guerra diventa un tema centrale dellarte espressionista. E non si esagera se si afferma che lespressionismo, nella sua forma più autentica, è una letteratura del dolore. Il nuovo pathos invocato degli espressionisti è un modo di percepire il mondo che ci circonda sub specie doloris, cioè sotto forma di sofferenze o di "disagio della civiltà". La sofferenza e il disagio si evincono dal senso di estraneità che il soggetto prova nei confronti di se stesso o del mondo moderno. Il senso di oppressione a volte arriva alla violenza nelle sue forme più estreme. Walter Hasenclever nel suo dramma, Der Sohn Il figlio, 1914 tratta dellomicidio del padre come inevitabile conseguenza di una sofferenza e di unoppressione insopportabili. Solo raramente latto di violenza liberatorio riesce a vincere lansia, langoscia e la disperazione ormai diffuse, anzi le immagini dellimpotenza, del disorientamento o dellalienazione sono molto frequenti nella letteratura e nellarte espressionista. Per questa frequenza, Thomas Anz ha parlato di una "psicopatologia espressionista". La guerra diventa a questo punto come un fattore che fa crescere ancora di più questo disagio generalizzato perché la realtà appare sempre più assurda e incomprensibile. Il corpo che soffre viene ben rappresentato. La letteratura è interessata in particolare alle condizioni di vita degli operai e degli emarginati e punta sulle cause sociali del loro dolore e della loro miseria: sfruttamento, sovraffaticamento da lavoro, mancanza di igiene, ecc. Nei romanzi di Dickens, il corpo viene letto come la biografia sociale di una persona perché conserva le tracce della violenza che ha subito nella società. Kaiser protesta contro la deformazione che il corpo subisce quando diventa una funzione del processo lavorativo di cui fa parte e ci presenta degli uomini ridotti a piedi giganteschi a forza di servire la macchina, dandoci una delle immagini più suggestive dellalienazione moderna prodotta dalla tecnica.

                                     

4.3. Espressionismo tedesco Protagonisti del movimento

La letteratura espressionista si manifesta più visibilmente in Germania nel decennio 1910-1920. In questa letteratura si può parlare dellurlo e della distruzione che sono le principali caratteristiche della guerra. La lirica è sin dallinizio il genere preferito della letteratura espressionista come testimoniano le prime raccolte di poesie di Heym e Werfel mentre, nel dramma il nuovo pathos ’ comincia a contaminare solo dal 1913. Dagli anni Dieci, le poesie e i testi brevi in genere vengono elaborati diffusamente e costituiscono il volto ufficiale del movimento con la nascita di circoli come il "Nuovo Club" lo "Sturm" allo scopo di propagandare la "rivoluzione" espressionista. La svolta apportata dallespressionismo alla poesia tradizionale è sia di tipo contenutistico che di tipo formale, ma si lascia identificare solo in parte con la matrice della "rivoluzione" o della "distruzione delle forme", il che è stato considerato per tanto tempo sinonimo della lirica espressionista. Lo sperimentalismo Wortkunst e in particolare le poesie di Stramm possono apparire come una "rivoluzione del linguaggio" ed un momento di totale rottura con la tradizione. Stramm sostituisce il sistema della "grammatica" con quello del "ritmo" e del "sentimento". Le forme tradizionali vengono gradualmente modificate. I versi sciolti e liberi prevalgono sempre di più su quelli in rima, sulle strofe e sui metri regolari. Si evidenzia quella "dissipazione della lingua" mirante alla "dissipazione del mondo" ponendo laccento sulla "carica distruttiva".



                                     

4.4. Espressionismo tedesco August Stramm 1874-1915

Mittner dedica una parte ben curata nella sua critica del movimento a mettere in rilievo la particolarità dellaspetto linguistico utilizzato da Stramm. Lo Stramm lirico, forse influenzato dal futurismo, ha strutturato le sue opere soprattutto nelle raccolte poetiche Du e Die Menschheit e nella postuma Tropfblut con enunciati brevi, frantumati e condensati in un nucleo semantico. Questo stile lo rende eccezionale e non si trova in nessun altro espressionista. Le sue poesie di guerra sono ben ricordate da Ungaretti e sono "quasi una feroce prefigurazione del Porto Sepolto". Si può prendere un esempio nella poesia Untreu Infedele in cui Stramm utilizza l’ossimoro moderato "Dein Lächeln weint in meiner Brust" - Il tuo sorriso mi piange nel petto; alcune innovazioni linguistiche con degli arricchimenti della funzione verbale ; lindiretta disputa tra pronomi Du, Dich, Ich e Geschehen, Stramm inserisce nellambiente borghese un "dramma cosmico-mitico" della liberazione dei due sessi e fa notare lincomunicabilità fra luomo e la donna che è la causa della loro solitudine. Il linguaggio di Stramm, in particolare nelle scene di Kräfte 1914-1915 passa progressivamente "dalla banalità del lessico quotidiano al grido espressionistico". Lautore si concentra massimamente nella parola-urlo con diverse sfumature: in una scena Stramm condensa il monologo della donna sul cadavere delluomo amato e odiato nel grido triplice con i tre pronomi Du, Dich, Ich "Tu giaci ora immobile. Te hanno ucciso. Io fui a voler la tua morte", a volte è un grido violento per poi arrivare sino a un grido lacerante. I drammi di Stramm, insieme con quelli di Schreyer e Kokoschka hanno lasciato delle tracce inconfondibili contribuendo a determinare il teatro espressionista di avanguardia.

Nello stile di Stramm si può verificare unestrema manifestazione della ricerca della frontiera dellIo tipicamente espressionistico. Per Stramm si tratta di una sorta dincomunicabilità. In termini grammaticali, è una forma negativa, come mostra nellincipit di Paul Zech "le case hanno schiuso gli occhi", o più forte quello doloroso di Alfred Ehrenstein "Così nevica su di me il tempo morto". È anche frequente lidentificazione del mondo nellIo negli espressionisti: "Io sono la foresta" Becher; "Allora divento tappeto, prato rosso vellutato" Däubler, ecc.

                                     

4.5. Espressionismo tedesco Gottfried Benn 1886-1956

La ricerca dellIo espressionistico si trova rilevante in Benn soprattutto con la sostantivazione dellIo. Essa diventa uno dei temi principali del linguaggio benniano nella sua produzione letteraria comprendente sia poesie che prose. Benn mette in evidenza, tramite le sue opere, il rapporto fra il mondo e lIo. Nella sua raccolta Lyrisches Ich, emerge il disfacimento dellIo trasmettendo il "sentimento della disformazione". Si va dall "in Dorn des Ich" "negli spini dellIo" all "Ich-Zerfall" "decadenza dellIo" e allo "Zerprengtes Ich" "Io spaccato". Si osservi Schöpfung:

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Il testo ci fa notare della particolarità delle maiuscole al capoverso, della frequenza delle brevissime proposizioni nominali, della poesia sonora e spesso recitata o dellenunciazione iniziale composta di elementi esclusivamente nominali ad esempio: "Marrone come cognac. Marrone come fogliame. Rosso marrone. Giallo malese. / Diretto Berlino-Trelleborg e spiagge baltiche".

A livello dei temi, Benn pone al centro la questione della rottura, della caducità totalmente difforme dalla tradizione perché esaspera fino alleccesso il verismo dellespressione nelle nove poesie di Morgue, oppure la riduzione delluomo a carne dolente e peritura allo scopo di contrastare due tradizioni di pensiero: quella religiosa che viene capovolta e ridicolizzata nella famosa battuta "Il coronamento del creato, luomo, il maiale" e quella filosofica che postula lidea di una soggettività autonoma, razionale e cosciente.

                                     

4.6. Espressionismo tedesco Georg Trakl 1887-1914

Benn, Stramm, Heym, Trakl, ecc., sono tutti fondatori dellespressionismo letterario. Contini pone la questione su se Heym e Trakl siano stati innovatori linguistici. Rispondendo a questa domanda, Contini cita Stadle quando parla del caso di Heym, in particolare della "durezza troppo rigida della forma" osservando la postuma Umbra vitae. Anche Benn nota della "lontananza dallespressionismo proverbiale" di Heym.

Trakl è tradizionalmente considerato espressionista. Ha fatto, dopo il 1945, da punto di riferimento valido per grandi lirici di lingua tedesca. Dal punto di vista ideologico e culturale, ciò che associa Trakl allespressionismo è soprattutto la critica alla civilizzazione. Il suo profondo pessimismo gli impedisce di avere nessun sogno di rinnovamento e di lasciarsi convincere dallentusiasmo per la tecnica e per la guerra. In Trakl si trova il rifiuto dello stile di vita borghese. La vita di Trakl riflette il disagio della cultura e lincapacità di vivere in una società opprimente, nemica dellarte autentica e delloriginalità. Uno dei punti di contatto che resta fra Trakl e lespressionismo è la considerazione negativa del paesaggio metropolitano. Lo si mostra progressivamente nelle poesie Die schöne Stadt La bella città, In die Heimat Al paese e Vorstadt in Föhn. Si presentano inoltre, nelle opere di Trakl, il lamento e la rabbia per le mutilazioni di cui soffrono gli uomini che devono vivere nella città e la speranza in una nuova umanità che porterà la liberazione da questi mali si ricorda ad esempio la poesia An die Vertummten, Agli ammutoliti. Tramite le sue opere, Trakl trasmette il suo sguardo negativo sulla città metropolitana. La guerra viene presentata dallautore come lo scoppio immotivato di una catastrofe che sconvolge un mondo prima tranquillo. Nelle Grodek e Klage Lamento, lo scenario caratterizzato dalluso espressivo del colorismo, fa pensare al sangue e al lutto che si diffonde in tutta la natura.

Dal punto di vista tipologico-stilistico, si parla di una serie di deficienze grammaticali e di procedimenti concepiti non solo per allentare le strutture sintattiche che gli altri come Baudelaire e Mallarmé hanno lasciato intatte, ma anche per creare uninconsueta ricchezza di riferimenti semantici che invade singoli versi, singole strofe o tutto il testo. In brevi parole, come sostiene Larcati, lespressionismo di Trakl consiste nel montare impulsi estremamente soggettivi e personali come quelli provenienti dal nero senza preoccuparsi dei passaggi logici, delle restrizioni semantiche o delle regole della sintassi. Ciò testimonia che Trakl è uno degli innovatori linguistici? Secondo Contini, rispondere positivamente a tale domanda sarebbe poco convincente. Per supportare questopinione, Contini parla delle "rarissime deviazioni linguistiche" trovate nelle poesie di Trakl mentre conferma che "il più specifico dato linguistico dellespressionismo sia la riduzione de-formante alle radici e la selva di sostanze in cui si urta emergendo da una realtà buia".

                                     

4.7. Espressionismo tedesco Alfred Döblin 1878-1957

Mentre gli autori tedeschi sopra citati sono familiari per la prima ondata espressionistica in Germania, Alfred Döblin può perfettamente essere una personalità rilevante per la seconda ondata della "irradiazione" del movimento che coincide con gli anni della repubblica di Weimar 1919-1933. Il romanzo Berlin Alexanderplatz 1929 diventa il best seller e fa del suo autore il rappresentante più conosciuto. La tendenza espressionistica in Döblin si mostra già nei suoi primi prodotti letterari. Il romanzo, Der schwarze Vorhang. Roman von den Worten und Zufällen La tenda nera. Storia di parole e di casi fortuiti, 1902-1903 parla della storia di un assassino sessuale e il conseguente suicidio per incapacità di amare un giovane solipsista e alla fine confessa che "Ich wollte keine Liebe. Meine Einsamkeit – wollte – ich - verlassen" "Non desideravo amare. Volevo – abbandonare – la mia solitudine". Nel romanzo, Döblin pone laccento sul rapporto necessario tra le parole insincere le azioni delittuose. La posteriore novella, Die Ermordung einer Butterblume, narra di un commerciante-banchiere che prova un inconscio sentimento di colpa, tipico delluomo di città, davanti alla natura; incapace di reagire di fronte agli uomini, egli si libera del suo complesso assassinando un fiore e poi diventa un sadico megalomane nel suo ufficio. In particolare, Berlin Alexanserplatz mette al centro la classe operaia berlinese in quegli anni ponendo la questione espressionistica che è la metropoli. La città di Berlino è diventata ormai una Babele moderna in cui emergono tutte le problematiche causate dallo sviluppo delle metropoli, dalla scoperta della società di massa e dal processo dindustrializzazione. Luomo in questa città vive di una tragicommedia, nella follia e nella solitudine.



                                     

5. Espressionismo francese

Dopo la prima guerra mondiale, lespressionismo non scompare ma continua a estendersi. Si arriva persino a parlare di un "espressionismo ecumenico post-bellico". La Germania rimane ancora il centro del movimento. Nel 1933, Benn tenta di dare una coraggiosa definizione dellespressionismo contribuendo a definire il termine come "stile, chiamato altrove futurismo o cubismo, polimorfo nella sua inflessione empirica, unitario nel suo atteggiamento fondamentale di distruzione della realtà, di spietata penetrazione alla radice delle cose". In base a queste considerazioni, Benn costruisce a ritroso una linea letteraria di espressionismo tedesco comprendente, ad esempio, Goethe, Nietzsche e Hermann Conradi mentre per le altre arti nomina Cézanne, van Gogh, Munch e Marinetti. Lestensione dellespressionismo non si ferma però solo nel territorio germanico ma arriva anche alle letterature non germaniche fra cui quella francese. Si tratta dellestensione della categoria espressionismo in termini stilistico - grammaticali.

                                     

5.1. Espressionismo francese Jules Romains 1885-1972

Leo Spitzer, considerato da tempo un massimo esponente della critica stilistica, ha preso le opere giovanili dellespressionista francese, Jules Romains, in esame nel suo saggio Unanimismo di Jules Romains Introduzione alla lingua dellespressionismo francese 1928 mettendo in risalto lo stile collettivistico, o più esattamente umanistico. Lo scopo del saggio è esaminare lo stile puntando in particolare allinnovazione stilistica di un autore. Spitzer sottolinea il verbo exister plus usato da Romains non per indicare lo stato, bensì lazione dellesistere: "è significativo che vivre occupi di raro un posto di primo piano: evidentemente esso è troppo passivo". Secondo Spitzer, Romains è "uno scrittore per il quale scrivere è un eterno parto e il processo creativo si può simboleggiare materialmente, ogni separazione di una parte dal tutto e ogni accrescimento di un intero potrebbero presentarsi sotto laspetto di un parto, o di una naturale funzione eruttiva del corpo umano vomito, evacuazione". È dunque importante tenere presente lo stretto rapporto fra linnovazione linguistica e la "particolare esperienza che lo scrittore ha del processo vitale". Come Contini, anche per Spitzer, lespressionismo letterario prende le sue iniziative allinterno delle arti figurative. Per quanto riguarda laspetto linguistico, il critico indica tre strade: la dissoluzione della sintassi, neologismi e la dilatazione semantica. Questa ultima non si presenta in Romains dato che, secondo Spitzer, la formazione di nuove parole è più spontanea nella lingua tedesca rispetto a quella francese.

Il critico arriva alla distinzione fra la lingua dellespressionismo dal tedesco al francese annunciando: "lespressionismo tedesco riesce facilmente un grido inarticolato; mentre quello francese è una forza potenziata. A questo contribuisce anche la lingua, che modera e tempera le ricerche dissolutive degli scrittori". Commentando lo stile dellespressionista, Spitzer nota che lamore che Romains porta per il movimento espressionista non ha distrutto però "il senso della costruzione; né quello della composizione linguistica". Spitzer sottolinea inoltre che la lingua di Romains "non si scioglie mai in un balbettio primitivo, ma sa raggiungere spesso un pathos solenne". Davanti alle novità dellespressionismo, il linguista sente di dover "tracciare le nuove possibilità espressive che lo scrittore ha offerto alla lingua francese; quella ardente e agitata elaborazione e spiritualizzazione, che rappresenta il riflesso linguistico dellunanimismo". Ma Jules Romains, pur essendo dominato dallidea della forma, non è tuttavia "ricorso a un francese violentato e sconvolto, ma soltanto a una lingua più intensamente espressiva".

Inoltre, il linguaggio di Romains è particolarmente caro ai critici perché non comprende solo luso del verbo, la categoria più rilevante dellespressionismo, ma anche quello dellaggettivo prevalentemente attribuito allimpressionismo. Questa convivenza non è solo presente in Romains. Essa si trova anche allinterno di una tradizione letteraria. Jakob Wassermann, ad esempio, si inclina per il verbo mentre Thomas Mann per laggettivo. Il critico ritrova la fenomenologia diaristica dellimpressionismo nel grande artista espressionista Vincent van Gogh e nella poesia di Paul Morand prima di arrivare a una sicura conferma: "Limpressionismo trapassa quindi lentamente e impercettibilmente in espressionismo".

                                     

5.2. Espressionismo francese Luis-Ferdinand Céline 1894-1961

Céline è stato un altro scrittore francese nominato nel percorso di Contini. Céline è qualificato espressionista con tanto ritardo. Nelle prime pagine di Mort à crédit 1936, si trovano degli elementi espressionistici nella notazione ferroviaria. Continua Contini mettendo in rilievo che l "antologizzazione, che fa violenza allassunto monotono dello scrittore, mette in luce una situazione tipica di ogni espressionismo verbale".

                                     

5.3. Espressionismo francese Jacques Audiberti 1899-1965

Di Jacques Audiberti, Contini parla di "unesperienza esasperatamente espressionistica, non contenta della sintassi surreale delle immagini, ma che esercita la sua violenza sulla verbalità e la fonicità". Si prende lesempio nellopera poetica di Audiberti in cui lo scrittore si dedica alla putrefazione, un tema che ha uno stretto rapporto fra la vita e la morte. Questultima è anche resurrezione. Allo scopo di fa presto la resurrezione, Audiberti procede più velocemente la putrefazione che vuol dire anche processi di autodistruzione. Nella raccolta Toujours 1943, questi temi sono rilevantemente messi al centro. La souffrance, per esempio, tratta della sofferenza che si distrugge prendendo coscienza di sé.

                                     

6. Espressionismo italiano

Nel saggio Primo ingresso dellespressionismo letterario in Italia, L. J. Mazzucchetti ha tentato di fornirci una data per indicare da quando lespressionismo entra a far parte della letteratura italiana riferendosi al primo dopoguerra del 1930 con larrivo della "Neue Sachlichkeit". Il numero degli italiani che affrontarono e compresero lespressionismo allora era poco. Una figura significativa che si avvicina ai temi espressionisti è forse Pirandello grazie alle sue scomposizioni dei personaggi e alla loro trasformazione in maschere e che ha messo in evidenza il problema fra essenza e apparenza. Ma nessuno tradusse gli autori, né mise in scena quel teatro, né si trovarono i dibattiti del movimento sulle riviste italiane. Mazzucchetti nomina Alberto Spaini, uno fra gli esploratori della prima ora per il movimento. Alberto era ancora studente nel 1913-1914 quando mandava le sue caotiche impressioni berlinesi alla "Voce" di Firenze. Ma solo nel 1931 comincia a lasciare le sue tracce espressionistiche traducendo Berlin Alexanderplatz di Döblin.

La categoria "espressionismo" viene introdotta in Italia e assume un "significato metastorico" ed esprime la "tentazione di rivoluzione permanente" rispetto alla tradizione linguistica classica. È nel futurismo che si vedono le prime manifestazioni. Il futurismo ebbe anche la fortuna di andare al di fuori dei confini italiani se si ricorda del cubo-futurismo russo con Majakovskij o Esenin e dellespressionismo tedesco e francese. Ciò non vuol dire però che i futuristi in Italia sono riusciti del tutto a mettere quei suggerimenti rivoluzionari nella letteratura con i loro mezzi stampati. Inoltre, in Italia, non ci sono stati "riflussi di espressionismo storico", salvo il caso eccezionale di Ungaretti.

Lespressionismo letterario in Italia è caratterizzato dalle tre vie aperte allo scrittore espressionista che Leo Spitzer aveva indicato nel caso specifico di Romains. Queste tre possibilità sono dissoluzione della sintassi, formazione di nuove parole, dilatazione semantica. Tutte e tre venivano rese visibili dagli autori italiani. Contini fa accenno a tre autori considerati espressionisti che sono Clemente Rebora, Enrico Pea e Arturo Onofri. Nel caso di Rebora con i suoi Frammenti lirici, abbiamo trovato accensioni vernacole lombarde "lignavava sloia dei rari passanti" e accensioni di verbi "uno sdraia/passi dargilla". Il poeta "si appiglia a ogni sporgenza del suo linguaggio per comunicare il proprio tremito al mondo". Enrico Pea porta nelle sue opere il suo dialetto toscano ed è uno che presta molta attenzione ai dettagli, non nel senso di descrittivismo ma di un "osservazione che trapana le superfici in traccia dinquietanti segreti". Le persone che incontriamo nelle sue opere sono spesso vagabondi, pazzi, prostitute, alcolizzati. In Arturo Onofri, si trova la formazione di fusioni nominali e verbali "odi il tuo soergere-estasi", "quando il volerci-eternità-nel-tempo/era il non-ancor-nostro unico Amarci" e anche una sorta di "avverbializzazione dei sostantivi".

                                     

6.1. Espressionismo italiano Giovanni Boine 1887-1917

Giovanni Boine è stato considerato un espressionista per la sua novità della prosa, anzi "il più immiammato espressionista degli anni vociani". In Boine si trova un grande interesse della città. È infatti un tema centrale nelle produzioni letterarie di Boine. Da La città 1912, i lettori possono vedere spesso delle immagini della morte. La città è divenuta il posto in cui si sta male: "è come la denudazione improvvisa di un malato che ti mostri senza vergogna il suo corpo piagato" ; "sentì improvviso per tutto il corpo stanco un impeto duro e come un urlo dentro" ; "labbattimento, la paura nauseosa succedeva in lui al bagliore, che sfiammavano a un tratto in una lucidità nera, sottile, apparentemente crudele: un lampostretto, che sfuggiva a punta, de traverso, come una bugia delatrice della verità, ce non anco proferita vorrebbe già smorrire sul labbro".

La scelta linguistica di Gadda, come nota Contini, parte dal fatto che per lo scrittore, essa è lunico modo per esprimere il "carattere asimmetrico e composito della deformazione" causata dalla realtà aggressiva.

La personalità di Gadda, pur rimanendo isolata, gioca un ruolo importantissimo, poiché la sua produzione letteraria ha accompagnato la nuova ondata naturalistica del dopo guerra. Senza il Gadda romanesco, sarebbe molto difficile comprendere Ragazzi di vita e Una vita violenta di Pasolini oppure i Racconti romani di Alberto Moravia. se non ci fosse il Gadda lombardo, non ci sarebbero nemmeno né Il dio di Roseio di Gianni Testori e Il Calzolaio di Vigevano di Lucio Mastronardi. Gli autori sopra nominati non possono tuttavia essere considerati espressionisti. Così neanche Antonio Pizzuto è stato pensato espressionista nonostante le sue innegabili innovazioni grammaticali

                                     

6.2. Espressionismo italiano Curzio Malaparte 1898-1957

Anche Curzio Malaparte, specialmente per i romanzi neorealisti-autobiografici Kaputt e La pelle mostra una notevole affinità con lespressionismo, già affinata nei decenni precedenti e che raggiunge il vertice in queste pagine, proseguendo poi con Maledetti toscani e Mamma marcia, con una tecnica linguistica e descrittiva che salta dal realismo crudo allimmaginifico e allespressività pura.

                                     

7. Conclusione

Lespressionismo è stato una delle avanguardie nei primi decenni del Novecento. Malgrado la sua breve durata, esso è riuscito a dare il suo massimo contributo alla percezione di una generazione che si trova davanti a unepoca tutta nuova. Il termine è stato messo in uso nel mondo dellarte. È Worringer che lha inventato per indicare la caratteristica fondamentale dello stile di Cézanne, Van Gogh e Matisse sottintendendo allo sviluppo storico dellimpressionismo ma anche a un rovesciamento delle sue basi. "Con la parola espressionismo si vuole dire che la sensazione visiva non è che il dato, necessario ma non sufficiente: il processo dellarte non va dallesterno allinterno, non è un ricevere; ma va dallinterno allesterno; non è un dare. Larte non è più un modo di conoscere, ma unazione che si fa e che, ovviamente, non si esercita sulla natura ma sugli uomini: è un ponte, cioè comunicazione". Queste frasi citate da Argan non escludono però la letteratura espressionista. La generazione dellespressionismo è quella delle giovani vittime della prima guerra e della reazione per la seconda. È dunque poco convincente affermare che lespressionismo non può durare a lungo poiché si tratta di un movimento giovanile. È più logico se si prendono in considerazione "le forme artistiche le cause psicologico-sociali di tale sempre dolorosa, spesso tragicissima incompiutezza" per una valutazione completa del movimento espressionistico. A prescindere da questa sorta di considerazioni, non si capisce fino in fondo come mai gli autori hanno inserito allinterno del movimento un linguaggio di "straniamento" ma che serve alla "necessità di esprimere".

                                     
  • e profondo conoscitore delle avanguardie del Novecento, ha insegnato Letteratura tedesca all Università di Roma e ha diretto per quaranta anni l Istituto
  • sviluppo della prosa novecentesca, la letteratura francese è talvolta accostata alla letteratura greca e alla letteratura latina in ragione della sua forte
  • file su letteratura giapponese Letteratura giapponese, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. EN Letteratura giapponese
  • spasmodica: presagi di Espressionismo in L illuminista n. 37 - 38 - 39 2013 numero monografico: L Espressionismo Letteratura italiana e altro, a cura
  • La letteratura bulgara è la più antica tra le letterature slave. Giocò un ruolo decisivo per la nascita e la crescita delle altre letterature slave. Nella
  • arabo, il Libro Agregà de Serapiom. Sono poi da ricordare, per il loro espressionismo i sonetti in pavano rustico di Marsilio da Carrara e di Francesco di
  • della letteratura tedesca Einaudi, 1964 - 77 ed edizioni successive Scrisse anche un importante volume più specifico, intitolato La letteratura tedesca
  • scrittore tedesco. E noto soprattutto come teorico dell espressionismo Sull espressionismo in letteratura Uber den Expressionismus in der Literatur und
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