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ⓘ Politica




                                               

Partito politico

Un partito politico è unassociazione tra persone accomunate da una medesima visione, identità, linea o finalità politica di interesse pubblico ovvero relativa a questioni fondamentali circa la gestione dello Stato e della società o anche solo su temi specifici o particolari. Lattività del partito politico, volta ad operare per linteresse comune, locale o nazionale, si esplica attraverso lo spazio della vita pubblica con la definizione di un programma o piano politico da perseguire e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per "ambito prevalente" quello elettorale.

                                               

Politics (disambigua)

Politics è un termine della lingua inglese che indica la "politica" nel senso di meri rapporti di forza, di partiti e politici. Il termine può inoltre riferirsi a:

                                               

Policy (politica)

Con policy si intende la politica pubblica, "reale", contrapposta alla politics che invece soggiace a meri rapporti di forza, su basi ideologica, tra forze politiche e leader. I due significati non sono distinguibili in italiano perché nel nostro vocabolario entrambi i significati ricadono sotto il termine generico di "politica". La differenziazione del termine infatti appartiene in origine al lessico della politica statunitense e della cultura locale fortemente pragmatica. Vi è una apposita disciplina che si occupa degli studi in questo campo. Essa prende diversi nomi anche questi evident ...

                                               

Politica estera

Per politica estera si intende la definizione delle priorità e degli interessi pubblici reciproci nellambito delle relazioni che i governi dei vari Stati della Comunità internazionale intrattengono tra loro. Più recentemente, ai tradizionali attori statali si sono aggiunti molteplici enti di diversa natura, quali le organizzazioni internazionali, le organizzazioni internazionali non governative, le aziende multinazionali.

                                               

Geopolitica

La geopolitica è una disciplina che studia le relazioni tra la geografia fisica, la geografia umana e lazione politica. Ancorché si tratti di una disciplina piuttosto popolare, manca ancora di una definizione univoca e condivisa. La grande notorietà di questa disciplina deriva dalla capacità attribuitale dai suoi cultori di predire lazione politica tramite lanalisi del contesto spaziale degli attori politici stessi o almeno di una parte dei comportamenti politici. La collocazione scientifica della geopolitica spazia dal campo della geografia politica a quello della politica internazionale ...

                                               

Regionalismo (politica)

In politica, il regionalismo è unideologia politica incentrata sullo "sviluppo di un sistema politico o sociale basato su una o più" regioni e / o gli interessi nazionali, normativi o economici di una specifica regione, gruppo di regioni o unaltra entità subnazionale, che guadagna forza o mira a rafforzare la "consapevolezza e lealtà verso una regione distinta con una popolazione omogenea", in modo simile al nazionalismo. Più specificamente, "il regionalismo si riferisce a tre elementi distinti: movimenti che richiedono lautonomia territoriale allinterno degli stati unitari; lorganizzazion ...

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ⓘ Politica

Il termine politica viene utilizzato in riferimento allattività ed alle modalità di governo, o anche nel lessico politico alla cosiddetta attività di opposizione. Può riferirsi a stati, confederazioni ed organizzazioni intergovernative, oppure a entità locali e territoriali più circoscritte, come regioni e comuni: in questi ultimi casi lazione di governo è detta più propriamente amministrazione locale.

                                     

1. Etimologia del termine

Dal greco antico politikḗ "che attiene alla pόlis ", la città-stato, con sottinteso téchnē "arte" o "tecnica"; per estensione: "arte che attiene alla città-stato", talvolta parafrasato in "tecnica di governo della società".

Dalla stessa radice derivano anche il sostantivo polī́tēs πολίτης, "cittadino" e laggettivo polītikós πολιτικός, "politico".

                                     

2.1. Storia Mondo antico

Secondo unantica definizione scolastica è larte di governare le società. Lo stesso Aristotele nella "Politica", identificò per primo tre forme di governo con le relative degenerazioni:

  • Monarchia Tirannide: da Monos solo indica il governo di un sol uomo. Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Nellantica Grecia non aveva il significato spregiativo attuale, ma indicava solamente l"illegalità" del potere.
  • Politeia - simile alla democrazia del linguaggio attuale la sua corruzione: Democrazia - nel linguaggio corrente demagogia: il governo in cui a comandare è la massa.
  • Aristocrazia Oligarchia: Dal greco Aristoi i migliori si intende il governo dei più adatti a governare in contrapposizione alla sua corruzione Oligarchia Da Oligoi pochi ovvero il governo di alcuni, non necessariamente i migliori. Il termine aristocrazia è passato a indicare il ceto dei nobili anziché la forma di governo. Cè inoltre da notare come unulteriore degenerazione possa essere lOclocrazia cioè il "governo della feccia del popolo".

Da notare che nel mondo ellenico era conosciuta anche la Diarchia ovvero il governo di due uomini come accadeva a Sparta.

                                     

2.2. Storia Età moderna

Nel 1500 il termine politica viene rivisto anche da Machiavelli che con il suo trattato Il principe, la analizza ne identifica una nuova formulazione, distinguendo da unetica civile unetica statuale, in quanto tale più alta e differente, unetica del governo di unentità territoriale e di una comunità umana, quale superiore attore distinto dalle esigenze di ogni singolo uomo o gruppo di uomini della comunità stessa. Egli inventa così il termine "Ragion di stato", che però manterrà sempre ben separato dal termine politica, la cui accezione per Machiavelli rimarrà in totale positiva, la frase "il fine giustifica i mezzi" è stata falsamente attribuita al Machiavelli. Machiavelli intendeva dare alla politica unautonomia che il Clero dellepoca non era disposto a concedere. Verrà censurato dai suoi contemporanei e criticato in tutta Europa per le sue dichiarazioni.

Stessa sorte toccherà un secolo dopo a Thomas Hobbes che pur avendo riconosciuto la migliore forma di governo nel Sovrano assoluto considerava la sua funzione derivante non dalla volontà divina come stabiliva la tradizione ma da un patto originario tra uomini liberi. Al contrario di Hobbes, John Locke non solo non vedeva nellattribuzione al sovrano di tutti i poteri la soluzione alla conflittualità della società ma anzi formulò lidea che il sovrano doveva rispettare i diritti fondamentali come la proprietà privata. Fondamentale è nella storia del pensiero politico lopera di Montesquieu "Lésprit des lois" Lo spirito delle leggi dove viene formulata la distinzione dei poteri come principio base per evitare la tirannide. Anche Montesquieu esamina i vari tipi di governo, per concludere che la monarchia costituzionale resta la forma migliore, perché la classe nobiliare in generale è meno corruttibile, in quanto vincolata al principio dellonore.



                                     

2.3. Storia Età contemporanea

Nel XIX secolo Karl Marx formulò la critica scientifica al sistema capitalista borghese e la filosofia, in contrapposizione allidealismo e allo spiritualismo, del materialismo storico, e poi dialettico: la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua "sostanza" dai rapporti economici in essere. Leconomia rappresenta la base fondamentale ed essenziale della società, che viene ad essere modellata e influenzata dai rapporti economici la struttura, la quale, proprio perché alla base dellorganizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici del sistema capitalista borghese sovrastruttura o "forma". Marx sottolineò che tuttavia il rapporto non è da considerarsi in maniera semplicemente deterministica.

Nel XX secolo, larte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi di destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.

Negli ultimi anni la politica è andata via trasformandosi, includendo come soggetto la cosiddetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla allastrazione in cui è stata sempre confinata: la politica si fa globale e nella coscienza di molti si delinea come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche.

Uno degli strumenti di intervento della società civile nellazione politica istituzionale sono apparsi sempre più spesso i referendum di iniziativa popolare, sia in ambito nazionale, sia sempre più spesso in ambito regionale o locale.

                                     

3. Descrizione

La prima definizione di "politica" risale ad Aristotele ed è legata alletimologia del termine; secondo il filosofo, "politica" significava lamministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo delluso della forza e, per questo, richiede loperato di appositi professionisti ; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi cioè di decisioni nellambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale - riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla - è loccuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso "fa politica" anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare; questaccezione del termine si spinge fino a sostenere che - se la politica in senso generale è loccuparsi del bene pubblico - allora anche prendere una carta da terra e metterla nel cestino è azione lato sensu politica. Per converso, la regola della temporaneità degli incarichi pubblici elettivi aiuta ad evitare che la politica non resti "il mestiere di chi non ha mestiere, come denunziò Max Weber La politica come professione, 1919".

                                     

3.1. Descrizione Branche della politica

La politica si può suddividere in tre branche in base allaspetto della società e dei suoi rapporti in cui viene analizzata: politics, policy e polity.

  • Per polity si intende il problema dellidentità e dei confini della comunità politica.
  • Per policy si intendono le leggi o altri atti giuridici attuati dal potere politico per gestire la cosa pubblica.
  • Per politics si intendono le dinamiche attuate dai vari partiti o gruppi di pressione per riuscire a conquistare il potere politico; le dinamiche sono ovviamente differenti in base al sistema di riferimento, che può essere democratico o meno.

Questi tre aspetti si intrecciano e influenzano tra di loro, attuando più complesse dinamiche e aspetti socio-politici.

Dal punto di vista statale unaltra classificazione attuale della politica vuole la distinzione tra:

  • politica estera: riguarda le relazioni politiche internazionali con gli Stati esteri.
  • politica interna: riguarda lamministrazione interna dello Stato in tutti i suoi aspetti ;
  • politica economica: riguarda le scelte in materia economica da parte dello Stato con effetto sul sistema economico del paese.