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ⓘ Martiri di Cordova




Martiri di Cordova
                                     

ⓘ Martiri di Cordova

Sotto il nome di Màrtiri di Cordova si indica un gruppo di cristiani mozarabi che, sotto gli Emiri di al-Andalus, in particolare ʿAbd al-Rahmān II e suo figlio Maometto I, furono condannati a morte dalle autorità islamiche per aver pubblicamente vilipeso il Corano e insultato il Profeta Maometto, nella Grande Moschea di Cordova, pur sapendo che una precisa disposizione puniva con la morte i responsabili di tali azioni.

Eulogio fu il più importante dei "Martiri di Cordoba" assieme a Sancho, Rodrigo e Salomone.

                                     

1. Contesto storico

Strappata ai Visigoti dagli Arabi nel 771, Cordova raggiunse il suo apogeo culturale nel X secolo, prima di essere riconquistata nel 1236 da Ferdinando III di Castiglia. I musulmani non si erano quasi mai mostrati persecutori dei cristiani, limitandosi a imporre loro di non testimoniare la propria fede in pubblico e di versare un cospicuo tributo periodico in quanto "dhimmi"; se ciò provocava lo spirito dindipendenza dei cristiani, i più sensibili non potevano tollerare una specie di ibernazione religiosa. Di qui sporadiche reazioni alla dominazione, che venivano soffocate con immediate repressioni.

Di una di queste reazioni furono protagonisti Rodrigo, Salomone ed Eulogio. Questo era prete; non potendo accettare la passività dei cristiani, parlò apertamente contro il Corano. Imprigionato una prima volta, venne rilasciato nell851. Avendo incontrato in carcere santa Flora e Marta Maria che furono poi decapitate morendo in nome della fede cristiana, SantEulogio attribuirà la sua scarcerazione, avvenuta pochi giorni dopo il loro martirio, proprio allintercessione di queste due donne, contribuendo così alla loro santificazione. Nominato vescovo di Toledo, non poté essere ordinato, perché venne anchegli decapitato l11 marzo 859. La legislazione islamica prevedeva infatti la pena di morte per i rei di blasfemia e dinsulto alla religione coranica.

Lappariscente contestazione cristiana, regolarmente sanzionata dalla pena di morte prevista per i reati di vilipendio della religione del Profeta Maometto, finì quando le autorità islamiche di Cordova si rivolsero - preoccupate per il mantenimento dellordine pubblico - alle autorità ecclesiastiche cristiane perché intervenissero a metter fine a unazione che comportava, comera a tutti noto, la condanna a morte.

Ci furono colloqui tra Cordova, Santiago di Compostela e la stessa Roma, e un apposito concilio, svoltosi a Cordova nel l852 e presieduto da Recafredo, metropolita di Siviglia, con la presenza anche dell exceptor ossia esattore delle imposte Comes, un funzionario cristiano della corte omayyade, decise - con lopposizione del solo vescovo di Cordova, Saul - che quelle azioni da quel momento in poi non dovessero essere più fraintese come "santo martirio" per lattestazione della vera fede ma come forme irrituali di suicidio, quindi irrimediabilmente condannate dal credo cristiano, anche senza tener conto che quei martìri non erano stati il prodotto di una persecuzione, condotta oltretutto da pagani, e che nessuna manifestazione miracolosa aveva chiosato la santità di quei "màrtiri".

Le decisioni del concilio di Cordova non vennero mai riconosciute dalla Chiesa di Roma che venera tuttora come santi i martiri di Cordova, anche se occorre dire che alcuni di loro erano stati giustiziati prima del deliberato conciliare e che, quindi, potevano essere considerati màrtiri a pieno titolo anche dalla Chiesa cristiana locale.

Quattordici condanne a morte e relative esecuzioni di cristiani proseguirono fino all859, in molti casi p.es. Aurelio e Sabigotone per vera o presunta imputazione di apostasia, che prevede nella Sharia la condanna a morte del reo, salvo si possa dimostrare la sua insanità mentale o si verifichi il pentimento dellapostata. Lesecuzione di Eulogio - rimesso dapprima in libertà dallEmiro Muhammad I ma incarcerato nuovamente nell859 e decapitato l11 marzo 859 - mise fine a quelle che venivano giudicate plateali manifestazioni di ostilità al governo islamico di al-Andalus.

                                     

2. Lista dei martiri di Cordova

  • Adolfo e Giovanni, martirizzati il giorno 27 settembre 824
  • 824
  • 835
  • Pomposa, martirizzata il giorno 19 settembre 835
  • Perfetto, martirizzato il giorno 18 aprile 850
  • 850
  • 851
  • Sisenando, martirizzato il giorno 16 luglio 851
  • Pietro, Valabonso, Sabiniano, Vistremondo, Abenzio e Geremia, martirizzati il giorno 7 giugno 851
  • Isacco, martirizzato il giorno 3 giugno 851
  • Flora e Maria, martirizzate il giorno 24 novembre 851
  • Alodia e Nunilone, martirizzate il giorno 22 ottobre 851
  • Paolo, martirizzato il giorno 20 luglio 851
  • Sancio, martirizzato il giorno 5 giugno 851
  • Teodemiro, martirizzato il giorno 25 luglio 851
  • Giorgio, Aurelio, Sabigoto o Sabigotone detta anche Natalia, Felice e Liliosa martirizzati il giorno 27 luglio 852
  • Cristoforo e Leovigildo, martirizzati il giorno 20 agosto 852
  • 852
  • Emila e Geremia, martirizzati il giorno 15 settembre 852
  • Gumesindo e Servidio, martirizzati il giorno 13 gennaio 852
  • Benilde, martirizzata il giorno 15 giugno 853
  • 853
  • Fandila, martirizzato il giorno 13 giugno 853
  • Colomba, martirizzata il giorno 17 settembre 853
  • Anastasio, Felice e Degna martirizzati il giorno 14 giugno 853
  • 854
  • Abbondio, martirizzato il giorno 11 luglio 854
  • Witesindo, martirizzato il giorno 15 maggio 855
  • 855
  • Amatore, Pietro e Ludovico, martirizzati il giorno 30 aprile 855
  • Sandila, martirizzato il giorno 3 settembre 855
  • 856
  • Elia, Paolo e Isidoro, martirizzati il giorno 17 aprile 856
  • Argimiro, martirizzato il giorno 28 giugno 856
  • Aurea, martirizzata il giorno 19 luglio 856
  • 857
  • Rodrigo e Salomone, martirizzati il giorno 13 marzo 857
  • Eulogio, martirizzato il giorno 11 marzo 859
  • Leocrizia, martirizzata il giorno 15 marzo 859
  • 859
  • Laura, martirizzata il giorno 19 ottobre 864
  • 864