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ⓘ Storia dell'arte




Storia dellarte
                                     

ⓘ Storia dellarte

La storia dellarte è la teoria e la storia che studia la nascita e il progresso delle espressioni artistiche, attraverso un punto di vista metodologico filosofico ed estetico oltre che semiotico - cognitivo e letterario, con particolare riguardo ai fenomeni distintivi. Nellarco dei secoli si è formalizzata come ricerca di conoscenze, tecniche e descrizioni, utili alla comprensione delle più varie forme artistiche. Le prime descrizioni autentiche compaiono in testi greci antichi e romani. In quanto disciplina teorica si occupa dei principi estetici e storici della funzione estetica, della costituzione e delle variazioni di forme, degli stili e dei concetti trasmessi attraverso opere darte. Una grande divisione, tra arte e tecnica, nasce nellAccademia platonica, a contrasto delle forme ibride di imitazione. Nel corso delle importanti egemonie culturali, il punto di vista dello storico dellarte, è stato omologato alla ricerca e diffusione di canoni operativi. Nella sua veste di ricerca stilistica e biografica, essa adotta i criteri della filosofia e della storia letteraria, così come della psicologia evolutiva e della critica darte. Solo dopo la metà dellOttocento, linteresse della sociologia, per studi psicologici e letterari, ha comportato un orientamento verso la comprensione del fenomeno artistico dal punto di vista dei fenomeni sociali coinvolti. In questo quadro scientifico di studi contemporanei, è stato possibile completare la ricerca da un punto di vista sociopedagogico e psicopedagogico, con teorie sulla "formatività" e sullapporto dei musei, delle gallerie e degli archivi pubblici e privati, messi in luce dalla critica contemporanea. La storia dellarte è intesa anche come rispetto delle sistematicità che essa contiene e contribuisce a far conoscere, mediando tra conservazione, innovazione culturale e industriale. Opere unitarie sulla personalità artistica ottengono lambito riconoscimento di ricomporre la teoria e la tecnica delle arti. Si pensi al saggio di Benvenuto Cellini. Uno dei successivi maggiori contributi, nasce con lesperienza vivida dei manieristi al seguito di Michelangelo Buonarroti: Giorgio Vasari comprese la necessità di raccogliere le testimonianze letterarie e critiche, concrete e collezionistiche, tecniche e diaristiche proprie degli artisti e quindi raccolse utili informazioni allo scopo di tracciare la fortuna delle opere e degli artisti. Facendo così intese riportare la tradizione culturale italiana a partire da Giotto, costituendo un modello, presumibilmente derivato dallarte greca, della maniera, affrancandola dallambito servile in cui era collocata per essere considerata unarte libera alla pari con il lavoro intellettuale. La sua raccolta, Le vite de più eccellenti pittori, scultori e architettori, permette di riconoscere la continuità dello stile e la necessità critica di un giudizio sullarte e sullarchitettura, ha innovato nello stile, ha dato unimpronta negli studi, almeno fino a Federico Zeri. La funzione di queste raccolte, pubblicate a mezzo stampa, ebbe colorazioni diverse. Marco Boschini, scriverà con un lessico veneziano, il modo di interpretare la pittura, in una Venezia aperta al riconoscimento e al mercato internazionale, non di meno con intenzioni allegoriche e istruttive dal punto di vista culturale e morale. In Italia, si sono percorse influenze profonde, ancorate a principi teorici: dalla storia della religione, allevoluzione dei concilii, dalla manifestazione di opere pubbliche alla realizzazione di scuole, motivo per cui, una storia dellarte, può avere come suo ancoramento intrinseco, una vocazione dal tratto antropologico culturale propria. Il metodo dello storico dellarte, in sintesi, deve potersi avvicinare a quello del sociologo e semiotico visivo pur rappresentando conoscenze evolutive proprie e accostandosi al metodo filosofico e naturalistico delle scienze. In quanto disciplina, deve occuparsi di tutte le forme artistiche, potersi specializzare e ricoprire quindi una veste scientifica propria per poter essere trasmessa. Laspetto approfondito del bene culturale, così come le conoscenze di opere e di autori, in particolare in pittura, in scultura e in architettura, sono il fondamento degli studi accademici, specialistici e di ricerca. Inoltre, come ogni altra disciplina storica e umanistica, la storia dellarte è soggetta ad unopera di interpretazione e riconoscimento critico ed è soggetta al metodo storiografico progressivo. Lo studio dei contesti, degli antefatti, delle condizioni ambientali e dei mutamenti, della collocazione e della condizione della conservazione, in cui unopera è stata concepita, realizzata, recepita e studiata, nonché della committenza e dei materiali, è parte integrante sia per la comprensione del significato, delle funzioni tipiche dellopera, sia del percorso artistico e del valore dellopera. A queste competenze si aggiungono la museografia e il restauro del bene culturale. Anche su questo piano, la storia dellarte, deve poter cercare le analogie le differenze comprese nellopera, dal punto di vista dei legami con altre scienze, degli usi e dei costumi, nellimpegno complessivo di partecipare allo sviluppo democratico e alla conoscenza in genere.

La "descrizione analitica" ékphrays del formarsi delle opere darte, e delle opere stesse, permette di affrontare tematiche di vasta portata: i ricettari, i trattati, i dizionari monografici, del disegno e del colore, sia tecnici che a glosse, favoriscono la divulgazione della storia delle arti, e rendono possibile una competenza settoriale, uno studio distintivo in Arti maggiori e Arti minori nel rispetto del ritrovamento. Con il contributo dellarcheologia, le opere darte possono essere studiate e descritte approfondendo aspetti ragionati che la costituiscono: dalle osservazioni presemiotiche e meno intenzionali, dai materiali alla conoscenza strutturata, dobbiamo il formarsi di settori propri: iconologia, iconografia, allegoria e simbolo, che di volta in volta hanno arricchito la letteratura artistica, favorendo il nascere di correnti di pensiero ut pictura poïesis. Lo studio delle opere del passato, soprattutto se appartenenti a culture distanti, porta, in particolar modo, alla conoscenza e al rispetto di codici culturali e filosofici ai quali le opere fanno riferimento. Lo studio articolato delle invenzioni e delle scoperte, in storia e storia dellarte, porterebbe ai significati teorici stessi delle opere darte ritenute maggiori. Larte, afferma Edgar Wind, è sottoposta a principi regolativi universali, educare con larte, significa concedere allespressione e al contenuto artistici, uno statuto normativo e progettuale proprio, che attinge alla forma stessa dei linguaggi dei primordi che hanno permesso la formazione del gusto, dellestetica e delletica nelle varie epoche. I contributi degli storici dellarte, non possono che provenire da spontanee costruzioni professionali, nozioni, competenze, disposizioni che restituite ne favoriscono laccesso, tuttavia nel corso del Novecento sono nati veri e propri istituti di eccellenza. Ad esempio il Warburg Institute di Londra, si è occupato dellorientamento religioso, allegorico e astrologico delle opere darte.

Con la didattica museale si esprime un concetto affine, quello del significato dellesperienza diretta del fare artistico accanto alla fruizione estetica del sapere, si favorisce la conoscenza individuale del valore estetico dellopera darte. Le correnti strutturaliste e costruttiviste, linguistiche e psicologiche, hanno orientato la pedagogia artistica sulle direzioni di senso, legate alla comprensione delle procedure artistiche tecniche.

Alcuni sviluppi autoriali

Alois Riegl, 1893, Stilfragen tr. in it. Problemi di stile; Spätrömiche Kunstindustrie, 1901 tr. in it. Arte industriale della tarda romanità Arnold Hauser evoluzione dellarte sociologo dellarte F. Wickhoff narrazione continua Heinrich Wölfflin leggi della visione figurazione Max Dvořák situazione spirituale rispecchiata Julius von Schlosser apporti strutturalisti Carlo Brandi semiologia e arte Benedetto Croce il soggetto del fare artistico è inseparabile dallopera e irriducibile allo stile N. Ivanoff il carattere di una narrazione dello sbocciare successivo e imprevedibile di maniere e stili J. J. Winckelmann adotta il concetto classico di storia e cerca di ricostruire lessenza dellarte che a suo avviso non dipende dalla storia personale degli artisti L. Lanzi le singole maniere nel particolare stile di ciascun artista ma dichiara di non essere interessato a ridurre la storia dellarte a tratti permanenti, come farebbe una scienza naturale, aprendo lo studio alle forme visive e alle scuole

▪︎ J. D. Fiorillo ▪︎ J. B. Seroux DAgincourt ▪︎ L. Cicognara ▪︎ F. Kugler ▪︎ A. Springer ▪︎ P. Selvatico ▪︎ G. B. Cavalcaselle ▪︎ J. A. Crowe ▪︎ L. Moretti ▪︎ A. Venturi ▪︎ R. Longhi ▪︎ P. Toesca ▪︎ B. Berenson

Storia dellarte senza nomi A. Hauser

Storia dello stile H. Wölfflin

Storicismo N. Pevsner

per lo sviluppo di una sintesi

  • Luigi Grassi, Mario Pepe - Dizionario di arte. Termini, movimenti e stili dallantichità a oggi. Torino, UTET, 2003 ISBN 8877508450

Si configura in tal modo la centralità dellinsegnamento di tale disciplina, impartita nelle scuole secondarie di primo grado e nei licei.

                                     

1. Storia della disciplina

Nel 1842 Franz Theodor Kugler scrisse il primo libro sulla storia dellarte al quale si deve la partizione della storia dellarte in quattro momenti, seguito nel 1855 dal diffusissimo manuale di Anton Heinrich Springer.

                                     

1.1. Storia della disciplina Le origini dellArte

È complicato tracciare un preciso quadro storico sulle origini dellarte: essa risale, infatti, alle primitive figurazioni delle popolazioni che iniziarono a riporre nella rappresentazione simbolica una concettualità artistica probabilmente, allinizio, con intenti didascalico-narrativi o, più verosimilmente, unicamente propiziatori.

Nel Paleolitico superiore si sviluppò lusanza di ritrarre, tramite graffiti o dipinti, immagini legate alla vita quotidiana, prevalentemente scene di caccia ma anche momenti legati allagricoltura ed allesperienza religiosa. Il supporto era costituito dalle rocce degli interni delle grotte: grazie alla protezione dagli agenti atmosferici, molte di queste pitture dette per lappunto rupestri sono giunte fino a noi.

In caso di esecuzione di graffiti, si utilizzavano rudimentali strumenti prevalentemente in pietra, mentre per le pitture si mescolavano terre utilizzando come leganti sangue, grasso ed altre sostanze, successivamente stese con lausilio delle mani, di bastoni o di peli di animali.

Larte preistorica, per la sua figurazione essenziale ed incisiva è stata fonte di ispirazione per molti artisti moderni, fra i quali Pablo Picasso, per alcuni aspetti quale apporto interculturale.

                                     

2.1. Descrizione Temi prevalenti

Per ragioni probabilmente da ricondursi ad un più antico e profondo sviluppo dello stesso concetto di arte, oltre che ad una numericamente più copiosa produzione, la storia dellarte sino a tempi recenti si è occupata in prevalenza delle aree culturali del bacino del Mediterraneo, sul quale si affacciano le regioni dellarte classica e rinascimentale.

Con il sorgere del secondo millennio, allo studio dellarte greca e di quella romana, di quella bizantina e di quella prodotta nellarea italiana e provenzale, si è estesa la considerazione alle produzioni delle aree dei Franchi e dei Sassoni, includendo quindi progressivamente porzioni sempre più estese di fonti del Vecchio Continente, di pari passo con lo sviluppo delle comunicazioni culturali fra gli stati europei, che consentivano di prendere scambievole nozione, ad esempio del contributo romanico e di quello gotico.

Il succedersi dellUmanesimo e del Rinascimento italiano seguito dalla renaissance francese, riportò sulla penisola italiana e sul paese confinante il fuoco dellattenzione. È questo, del resto, il periodo in cui la produzione artistica esplose di rigogliosa fioritura particolarmente nei campi della pittura, della scultura e dellarchitettura, ed è dunque la fase in cui divenne parimenti necessario uno sviluppo organico dello studio, anche in ragione, non va nascosto, del crescente valore economico delle opere di quei campi.

In più, mutate condizioni culturali favorirono lo sviluppo di una sorta di ceto artistico, forse non organizzato in corporazione, ma comunque di sempre più solida importanza sociale, caratterizzato da un verso dalla pluralità di modi espressivi di ciascun autore e da un altro verso da una sempre più intensa comunicazione fra gli autori che, nella sfida competitiva come nella prova istrionica, davano prova costante di conoscenza tecnica e logica delle opere dei colleghi e quindi compivano un vero e proprio studio dellarte altrui. Il più noto fra coloro che si posero con consapevolezza scientifica dinanzi alla produzione dei colleghi fu certamente Giorgio Vasari, che con la sua opera "Vite degli Artisti", malgrado lassenza del mero tentativo di evitare giudizi personalistici, introduce peraltro un canone si potrebbe forse dire un canone artistico nello studio storico che si riflette tuttora nello svolgimento dei temi di questa disciplina.

Se nel Seicento entrarono a far parte dello studio le "barocche forme del barocco" per approfondire lindagine e di un diffuso crescente sentore di "necessità darte" per imporre limportanza delle proprie elaborazioni, nel secolo che avrebbe celebrato la consacrazione delle "Belle Arti".

Il Novecento, con gli straordinari sviluppi delle modalità di comunicazione, ma anche e forse per effetto di quelli con la sua crescente progressione di approfondimento culturale, di pari passo seguita dallespansione fra le classi sociali della frequentazione dellarte e con la diffusione dellarte popolare, creò le condizioni per una venuta a maturità della storia dellarte, che oggi ricerca con indirizzo più strettamente scientifico di ristrutturare le proprie metodologie.

La storia dellarte, contrariamente ad una tradizione peraltro più avvertita presso le culture anglosassoni che non presso quelle latine, non si limita o forse non si limita più allindagine sulle arti figurative e visive in genere, nonostante soprattutto in relazione ai secoli passati tale specialità costituisca una porzione ben rilevante dellintera sua analisi.



                                     

2.2. Descrizione Le critiche alla critica

Sempre labile si è rivelata la linea di confine fra il relato storico ed il commento critico, e ben più che per la storia, si segnala per questa disciplina invece un costante conflitto fra lesigenza di una narrazione oggettiva e neutrale, come nel metodo scientifico tradizionale, e la difficoltà di rendere lelaborazione e lanalisi senza far trapelare un convincimento dello studioso che inevitabilmente finisce col costituire interpretazione e dunque si pone a rischio di partigianeria, comunque motivata.

Nel tempo, quindi, la critica ha assunto un ruolo di cospicua infiltrazione con la relativa influenza nella narrazione storica, determinando, a detta di alcuni, i successi o loblio di talune opere e di taluni artisti; la circostanza ha una sua rilevanza non irrisoria dato il necessario riferimento materiale al finanziamento dellarte, che abbisogna infatti quasi sempre con poche eccezioni di una disponibilità finanziaria di terzi anche successivamente alla realizzazione dellopera, in stretti termini di "vendibilità commerciale" della stessa per potersi alimentare. La determinazione delle provvidenze per larte mecenatismo è infatti spesso storicamente dipesa dalle analisi degli storici dellarte, assunti taluno dice, assoldati dai munifici sponsor che desiderano finanziare larte ed investire in arte, pur non disponendo di capacità critiche personali.

                                     

3.1. Larte delle prime civiltà Larte nella Mesopotamia

Nellarea compresa tra lodierna Turchia e la foce dei due fiumi Tigri ed Eufrate, allora chiamata Mesopotamia, circa 5000 anni fa, i primi agricoltori impararono a governare le piene dei fiumi e a sfruttare la fertilità del suolo. Lo sviluppo economico che ne seguì permise la formazione delle più antiche città della storia. Il popolo dei Sumeri fu il primo a insediarsi in Mesopotamia attorno al 4500 a.C.; è a loro che dobbiamo progressi tecnologici quali luso della ruota e linvenzione della scrittura. Successivamente altre popolazioni si stabilirono in questarea: nel 2000 a.C. gli Assiri, un popolo guerriero e molto combattivo e nel 1800 a.C. i Babilonesi, così chiamati dal nome della mitica città di Babilonia. Le città, anche se costruite in epoche diverse, avevano caratteristiche comuni: erano circondate da mura o fossati e possedevano allinterno un grande tempio, detto ziqqurat, realizzato con mattoni di argilla essiccati al sole. Sulla sommità di questi imponenti edifici si riteneva abitassero le divinità, a cui i sacerdoti e fedeli si rivolgevano con preghiere e offerte.

                                     

3.2. Larte delle prime civiltà Larte in Egitto

Nellantico Egitto larte era uno strumento al servizio della politica e della religione. Essa rifletteva limmutabilità del potere del faraone, il suo essere divinità vivente che continua a esistere nellimmagine dipinta o scolpita anche dopo la morte. Nella statuaria gli dèi, il faraone, i dignitari di corte furono rappresentati sempre in pose stilizzate, con lineamenti idealizzati che non conoscono i segni della vecchiaia o della malattia. Nella postura in piedi, hanno le braccia lungo i fianchi e muovono un passo in avanti come se camminassero lentamente; se vengono ritratti seduti appoggiano le mani sulle ginocchia. Tutto era previsto dal rigido cerimoniale di corte e agli artisti non rimaneva che seguire delle precise regole di rappresentazione. Lunica eccezione riguardò il regno di Amenofi IV poi conosciuto come Akhenaton: questo faraone promosse la massima rivoluzione religiosa della storia dEgitto e durante il suo regno agli artisti venne concessa una maggiore libertà interpretativa, come testimonia il busto-ritratto della regina Nefertiti, sua moglie.



                                     

4.1. Larte greca Lacropoli, orgoglio e vanto di Atene

Le prime póleis greche nacquero a partire dallVIII secolo a.C. La rapida crescita della popolazione e la scarsità delle risorse spinsero i Greci a esportare questo modello di organizzazione anche nelle colonie, che fondarono un po in tutto il Mediterraneo. Al centro della pólis, circondate da case e botteghe, si trovava lagorà, la piazza del mercato e delle pubbliche assemblee; la parte più alta della città costituiva lacropoli. La più celebre acropoli della Grecia è quella di Atene. Lacropoli era larea sacra, dove sorgevano i templi in onore delle divinità e si celebravano le feste Panatenee, con solenni processioni religiose e manifestazioni sportive. Con il governo di Pericle, lartefice della democrazia ateniese, e sotto la supervisione dello scultore Fidia, la rocca di Atene si trasformò in un frenetico cantiere dove affluivano gli ingegni e gli artisti migliori del tempo. Si costruirono il Partenone, tempio così chiamato da Athena Parthénos, la dea protettrice della città; i Propilei, cioè lingresso monumentale allarea sacra; il Tempio di Atena Nike, di piccole dimensioni ma di squisita eleganza; lEretteo, un tempio costituito da diversi ambienti tra cui la celebre Loggia delle Cariatidi, dove le colonne sono sostituite da eleganti figure femminili.

                                     

4.2. Larte greca Il tempio

Per i Greci il tempio doveva esprimere unidea di bellezza e armonia tra le parti, per questo alla sua costruzione partecipavano i più abili architetti del tempo. Presso il cantiere, le maestranze prima sbozzavano i blocchi facendo assumere loro la forma desiderata, poi servendosi di funi e carrucole, li collocavano nel punto stabilito dallarchitetto. Lesterno del tempio veniva successivamente decorato da rilievi e da sculture, a volte dipinte con colori vivaci; i rilievi ornavano sia il frontone sia il fregio. Il tempio più ammirato dellacropoli di Atene fu sicuramente il Partenone. Ciò che rendeva questo edificio il caposaldo dellarte greca era soprattutto la ricchezza delle sue decorazioni, superiori a qualsiasi edificio mai costruito. Lartista chiamato a dirigere questo immenso cantiere fu lo scultore Fidia, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

                                     

4.3. Larte greca Ordini architettonici e regole di armonia

Il tempio rappresentava per i Greci la costruzione più perfetta e armoniosa. Per raggiungere questa perfezione gli architetti si servivano di regole geometriche e matematiche con cui legare ogni dettaglio delledificio. Questi diversi modi di concepire la costruzione di un tempio sono stati chiamati "ordini". Gli ordini utilizzati dai Greci sono tre:

  • Dorico dal nome del popolo dei Dori
  • Ionico dal nome del popolo degli Ioni
  • Corinzio dal nome della città di Corinto
                                     

4.4. Larte greca Lordine dorico

Si caratterizza per lessenzialità e la solennità delle sue forme. La colonna dorica non ha una base, poggia direttamente sullo stilòbate il pavimento del tempio, si restringe verso lalto ed è solcata da scanalature tagliate a spigolo vivo. Il capitello ha una forma semplice che serve a sostenere i blocchi di pietra rettangolare che formano larchitrave. La decorazione del fregio è costituita da lastre scolpite dette mètope alternate da pannelli solcati da tre scanalature detti triglìfi.

                                     

4.5. Larte greca Lordine ionico

Si caratterizza per una maggiore eleganza e leggerezza rispetto a quello dorico. La colonna non poggia direttamente sullo stilòbate, ma ha una propria base o plinto costituita da rientranze e sporgenze. Le scalanature sono più numerose e meno profonde. Il capitello è decorato da òvoli così chiamati per la forma che ricorda delle mezze uova e da due eleganti volute che si piegano lateralmente. Nella trabeazione, il fregio è continuo: sono assenti metope e triglifi.

                                     

4.6. Larte greca Lordine corinzio

Lordine corinzio l’ultimo dei tre ordini fu impiegato soprattutto per linterno dei templi. Il fusto della colonna corinzia simile a quella ionica è sollevato da una pedana di marmo posta sotto la base. Il capitello è la parte che caratterizza maggiormente lordine corinzio; le sue forme ricordano un cesto di vimini da cui fuoriescono delle foglie stilizzate di acànto.

                                     

4.7. Larte greca La scultura delletà arcaica e classica

Gli artisti della Grecia antica cercarono di produrre delle opere ideali, in grado di non sfigurare al cospetto delle divinità. Questo risultato fu raggiunto, specialmente nella scultura a tutto tondo, attraverso un lungo e ininterrotto processo di perfezionamento formale. Le prime testimonianze appartengono alletà arcaica, tra il VII e il VI secolo a.C.: si tratta di giovani nudi o di fanciulle vestite caratterizzati dalla fissità dellespressione.

Durante letà classica V-IV secolo a.C., uno studio più attento del movimento e dellanatomia umana permise agli scultori di raggiungere traguardi di sorprendente bellezza e armonia. I Greci idealizzavano la bellezza fisica, a cui doveva sempre rispondere la bellezza interiore: luna doveva essere lo specchio dellaltra. Le opere di Policleto, di Mirone e di Prassitele testimoniano lo straordinario livello raggiunto nella ricerca delle proporzioni. Bisogna tuttavia ricordare che nessuna di queste statue è da intendersi come il ritratto di persone realmente esistite: sono piuttosto la rappresentazione delle qualità fisiche e morali del genere umano e, proprio perché distaccate dalla realtà terrena, si collocano in una sfera di ideale perfezione.



                                     

4.8. Larte greca Larte ellenistica

Durante questa stagione Greci e non Greci furono protagonisti di una storia e di una cultura universali capace di mettere in contatto tra loro mondi e tradizioni diverse. Con lEllenismo la Grecia non rappresentò più lunico centro dinfluenza del mondo antico: la Macedonia, le città di Pergamo in Asia Minore, di Antiochia in Medio Oriente e di Alessandria dEgitto divennero centri politici, culturali e artistici altrettanto importanti. Questi cambiamenti portarono molte novità nelle arti. Nella costruzione degli edifici, gli architetti cercarono di esaltare la spettacolarità, la monumentalità e la scenografia. Le città ellenistiche, racchiuse da solide mura, divennero simili ad immensi teatri. Colossali sculture, poderosi colonnati e scalinate imponenti avevano lo scopo di intimorire i sudditi e di glorificare la potenza dei tiranni, che in epoca ellenistica avevano sostituito i regimi democratici. Gli artisti al loro servizio, abbandonati gli ideali astratti della bellezza, presero in considerazione aspetti prima trascurati. Le ricerche dei pittori e degli scultori mutarono e si diversificarono: essi rappresentarono con realismo espressioni di dolore, crudeltà e sofferenza fisica; si presero gioco dei difetti umani raffigurando persone afflitte dalla vecchiaia o dalla deformità; impararono a interpretare in modo più esplicito la seducente bellezza del corpo femminile.

                                     

5. Larte etrusca

Larte etrusca si espresse ad alto livello nella lavorazione dei metalli, nella ceramica e nella pittura, raggiungendo risultati di rilievo; poiché la pittura greca è andata perduta, quella etrusca rappresenta la più importante testimonianza di epoca pre-romana. Gli Etruschi rivelarono la loro abilità soprattutto nella costruzione di edifici civili e religiosi, adottando larco a volta semicircolare. A loro si deve la costruzione di città fortificate con possenti mura in pietra e dotate di porte, quali Perugia, Arezzo, Volterra. Purtroppo la deperibilità dei materiali e il fatto che le città etrusche siano state espugnate, riedificate nei secoli successivi e abitate fino ai nostri giorni, hanno causato la perdita pressoché totale delle realizzazioni di quella civiltà.

                                     

6. Larte romana

Levoluzione dellarte romana avvenne gradualmente, sotto linfluenza della pittura greca ed etrusca. In genere si trattava di una pittura veloce, stesa con rapidi tocchi di colore, e tuttavia capace di sorprendenti effetti tridimensionali. Andata perduta quasi del tutto la pittura su tavola, si è salvato un consistente numero di affreschi, notevole soprattutto a Pompei e a Ercolano, destinati a ornare grandi edifici pubblici e lussuosi ambienti domestici. Si è anche conservato un notevole numero di mosaici, spesso utilizzati in alternativa alla pittura per decorare pareti e pavimenti. I maestri mosaicisti, impiegando tessere molto piccole, riuscivano infatti a produrre effetti cromatici simili alla pittura. I temi variano da motivi geometrici a soggetti tratti dalla natura a riproduzioni di giochi, battaglie o scene di caccia.

                                     

7. Larte paleocristiana

Nel III secolo, nonostante le persecuzioni, il Cristianesimo era già diventato la religione più diffusa. Gli esempi di arte paleocristiana dagli inizi, fino al sec. VI circa, risalenti a questo periodo sono piuttosto scarsi e di quantità modesta. Per le tombe i primi cristiani sceglievano dei cimiteri comunitari assai semplici, detti catacombe gallerie sotterranee. Ma quando il cristianesimo diventò la religione ufficiale dellimpero, la chiesa, organizzata con una propria gerarchia, fece costruire appositi edifici per il culto, come la basilica e il battistero, in grado di accogliere lintera comunità dei fedeli. Innalzati di solito dove era stato martirizzato o sepolto un santo come la Basilica di San Pietro, questi edifici vennero spesso eretti con marmi recuperati dalle costruzioni romane in rovina. Lo scopo non era solo quello di risparmiare ma anche di sottolineare il carattere romano di queste costruzioni.

                                     

8. Arte bizantina

Larte bizantina si è sviluppata nellarco di un millennio, tra il IV ed il XV secolo, prima nellambito dellImpero romano, poi di quello bizantino, che ne raccolse leredità. Le caratteristiche più evidenti dei canoni dellarte bizantina sono la religiosità, lanti-plasticità e lanti-naturalismo, intese come appiattimento e stilizzazione delle figure, volte a rendere una maggiore monumentalità ed unastrazione soprannaturale smaterializzazione dellimmagine. Infatti il gusto principale dellarte bizantina è stato quello di descrivere le aspirazioni delluomo verso il divino. Larte bizantina ha comunque avuto espressioni stilistiche molto diverse fra di loro nei suoi oltre mille anni di vita, ma nellImpero dOriente larte rimase quasi invariata.

                                     

9. Arte longobarda

Con arte longobarda si intende lintera produzione artistica cui si diede corso in Italia durante il periodo e nel territorio della dominazione longobarda 568-774, con residuale permanenza nellItalia meridionale fino al X-XI secolo, indipendentemente dallorigine etnica dei vari artefici, tra laltro spesso impossibile da definire. Al loro ingresso in Italia, il popolo germanico orientale dei Longobardi portò con sé la propria tradizione artistica di matrice germanica, anche se già influenzata da elementi bizantini durante il lungo soggiorno del popolo in Pannonia VI secolo; tale matrice rimase a lungo visibile nellarte longobarda soprattutto nei suoi aspetti formali e ornamentali. In seguito al radicarsi dello stanziamento in Italia, ebbe inizio un vasto processo di fusione tra lelemento germanico e quello romanico latino-bizantino, che diede vita a una società sempre più indistinta.

                                     

10. Arte romanica

Il romanico è quella fase dellarte medievale europea sviluppatasi a partire dalla fine del X secolo allaffermazione dellarte gotica, cioè fin verso la metà del XII secolo in Francia e i primi decenni del successivo in altri paesi europei. Il romanico rinnovò principalmente larchitettura e la scultura monumentale, questultima applicata allarchitettura stessa.

                                     

11. Arte gotica

Larte gotica nasce in un periodo compreso fra la metà del XII secolo e, in alcune aree europee, i primi decenni del XVI secolo. La novità più originale dellarchitettura gotica è la scomparsa delle spesse masse murarie tipiche del romanico: il peso della struttura non veniva più assorbito dalle pareti, ma veniva distribuito su pilastri allinterno e nel perimetro, coadiuvati da strutture secondarie come archi rampanti e contrafforti. Lo svuotamento della parete dai carichi permise la realizzazione di pareti di luce, coperte da magnifiche vetrate, alle quali corrispondeva fuori un complesso reticolo di elementi portanti. Anche in scultura gli artisti di epoca gotica si mossero a partire dalle conquiste del secolo precedente, quali la ritrovata monumentalità, lattenzione per la figura umana, il recupero della plasticità e del senso del volume. Le innovazioni furono radicali e si pervenne dopo molti secoli ad una rappresentazione della figura umana finalmente realistica e aggraziata. La pittura nel periodo gotico subì uno scarto temporale rispetto alle altre arti arrivando a un rinnovamento con un ritardo di tre-quattro decenni, grazie alla scuola italiana, grazie allopera di Giotto.

                                     

12. Arte rinascimentale

Nel Rinascimento XIV sec XV sec. si ha una vera e propria rinascita delle arti. In architettura vengono reinterpretati gli ordini classici e gli edifici religiosi e civili vengono progettati con precisi criteri di proporzionalità tra le parti come nellarchitettura romana e greca. Vengono, inoltre, ristrutturati molti edifici medievali e viene ampliato il tessuto urbano come a Firenze che tra il 1450 e 1470 vengono edificati trenta nuovi palazzi. Vengono costruite molte ville di campagna dove i nobili si recavano durante lestate.

I principali architetti sono Filippo Brunelleschi 1377-1446 che realizzò la cupola della chiesa di Santa Maria del Fiore e lospedale degli innocenti a Firenze; Michelangelo Buonarroti 1475-1564 che realizzò la Sagrestia Nuova nella chiesa di San Lorenzo e la biblioteca Laurenziana a Firenze, progettò la cupola di San Pietro in Vaticano e restaurò piazza del Campidoglio, i Palazzi dei Conservatori e i Musei Capitolini; Donato Bramante 1444-1514 che usò la prospettiva illusoriamente nei suoi edifici per creare un effetto di uno spazio che si estende oltre i confini della realtà, un esempio è la chiesa di Santa Maria presso San Satiro; realizzò inoltre il Tempietto di San Pietro in Montorio e contribuì alla costruzione della basilica di San Pietro; Leon Battista Alberti 1406-1472 che scrisse il Trattato sullArchitettura e realizzò i modelli di chiesa e palazzo cittadino utilizzati per tutto il Rinascimento: la chiesa di SantAndrea a Mantova e il palazzo Rucellai a Firenze.

In scultura la figura umana è studiata nelle sue caratteristiche anatomiche, nelle sue proporzioni, nelle sue diverse posizioni e espressioni; viene inoltre riutilizzata la tecnica a cera persa, inventata dai romani e caduta in disuso nel Medioevo, per la realizzazione di sculture in bronzo. I principali scultori sono: nel primo Rinascimento Donato di Niccolò di Betto Bardi detto Donatello 1386-1466 che realizza numerose statue in bronzo, come il monumento equestre di Erasmo da Narni setto "Gattamelata" a Padova, e molti bassorilievi con la tecnica dello stiacciato da lui inventata, e Michelangelo Buonarroti che realizza la Pietà conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano, e il David conservato a Firenze.

Il David non rappresenta solo leroe biblico che uccise Golia, ma rappresenta la forza della città di Firenze che riesce a distruggere qualsiasi nemico nel nome di Dio. I principali pittori sono Piero della Francesca 1420 circa-1492 che lavora ad Urbino per il Duca di Montefeltro; Andrea Mantegna 1431-1501 che dipinge molti palazzi dei marchesi Gonzaga, a Mantova; Francesco del Cossa 1436-1478 che realizza a Ferrara, per il Duca dEste, il Salone dei Mesi nel palazzo Schifanoia; Paolo Uccello 1397-1475 che lavora a Firenze per i de Medici, realizzando affreschi con temi del Gotico Internazionale dame, cavalieri utilizzando la tecnica della prospettiva; Sandro Botticelli 1445-1510 che realizza a Firenze dipinti con figure aggraziate ed eleganti come nella Nascita di Venere ; Michelangelo Buonarroti 1475-1564 in cui, nei suoi dipinti, è evidente la mentalità di scultore: infatti le figure dominano il dipinto, hanno volumi solidi, compatti e imponenti e una muscolatura molto evidente come nel dipinto Tondo Doni conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze o nellaffresco del Giudizio Universale realizzato da Michelangelo, per papa Giulio II, nella Cappella Sistina; Raffaello Sanzio 1483-1520 che fu allievo del Perugino, anche se superò in un modo sorprendente il suo maestro, come è evidente nello Sposalizio della Vergine.

                                     

13. Manierismo

Il Manierismo è un movimento artistico, nato nella seconda metà del Cinquecento, che si ispirava ai grandi artisti del Rinascimento, in particolare a Michelangelo Buonarroti. Il Termine "Manierismo", coniato da Giorgio Vasari nel suo libro: "Le vite de più eccellenti pittori, scultori e architettori; da Cimabue insine à tempi nostri ", deriva dal sostantivo "maniera". Inizialmente il Manierismo venne giudicato poco originale ma successivamente gli storici lo considerarono lultimo sviluppo del Rinascimento. Gli artisti più importanti sono Parmigianino, Rosso Fiorentino, Pontormo e i veneti Paolo Veronese e Tintoretto.

                                     

14. Arte della Controriforma

Per arte della controriforma si intende quella parte di arte europea della seconda metà del XVI secolo che è più fortemente influenzata dagli indirizzi teorici sullarte sviluppati a seguito del Concilio di Trento.

                                     

15. Arte barocca

Barocco indica lo stile dominante del XVII secolo. Il barocco diviene in brevissimo tempo, grazie alla sua esuberanza, alla sua teatralità, ai suoi grandiosi effetti e alla magniloquenza profusa su ogni superficie e con ogni materiale, lo stile tanto della Chiesa cattolica che delle monarchie europee, tese verso lassolutismo. Caratteristiche fondamentali dellarchitettura barocca sono le linee curve, dagli andamenti sinuosi, come ellissi, spirali o curve a costruzione policentrica, con motivi intrecciati tra di loro. Tutto doveva destare meraviglia e il forte senso della teatralità spinse lartista allesuberanza decorativa, unendo pittura, scultura e stucco nella composizione spaziale e sottolineando il tutto mediante suggestivi giochi di luce ed ombre. Furono privilegiati la monumentalità, gli effetti drammatici e i contrasti di luce. In particolare fu ricercato lillusionismo, un effetto di inganno che traducesse in arte la perdita di certezze dominante nellepoca. Lillusionismo, cioè la sovrapposizione tra realtà, rappresentazione e finzione, si manifestò in pittura con prospettive impossibili e giochi di specchi che rendevano unimmagine deformata della realtà

                                     

16. Arte rococò

Il Rococò è uno stile ornamentale sviluppatosi in Francia nella prima metà del Settecento come evoluzione del tardo barocco, sotto il regno di Luigi XV. Si distingue per la grande eleganza e la sfarzosità delle forme, caratterizzate da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. Sono espresse soprattutto nelle decorazioni, nellarredamento, nella moda e nella produzione di oggetti. Caratterizzato da delicatezza, grazia, eleganza, gioiosità e luminosità si poneva in netto contrasto con la pesantezza e i colori più forti adottati dal precedente periodo barocco. I motivi Rococò cercano di riprodurre il sentimento tipico della vita aristocratica libera da preoccupazioni o del romanzo leggero piuttosto che le battaglie eroiche o le figure religiose. Verso la fine del XVIII secolo il rococò verrà a sua volta rimpiazzato dallo stile neoclassico.

                                     

17. Arte neoclassica

Neoclassicismo è il nome dato alla tendenza culturale sviluppatasi in Europa tra il XVIII ed il XIX secolo. Il neoclassicismo fu variamente caratterizzato, ma ben riconoscibile nelle varie arti, nella letteratura, in campo teatrale, musicale e nellarchitettura. Nacque come reazione al tardo barocco e al Rococò; e si ispiró allarte antica, in particolar modo verso quella greco-romana. Grande influenza nello sviluppo dello stile Neoclassico ebbero gli scavi di Ercolano e di Pompei, avviati dal 1738 a Ercolano e dal 1748 a Pompei, da Carlo di Borbone, re di Napoli, che ispirarono tra gli altri Luigi Vanvitelli.

                                     

18. Arte moderna

Il termine arte moderna denota lo stile e la concezione dellarte propri di quellepoca e, più in generale, alle espressioni artistiche che esprimono una forma di "rifiuto" per il passato e di apertura alla sperimentazione. Gli artisti moderni sperimentarono nuove forme visive e avanzarono concezioni originali della natura, dei materiali e della funzione dellarte, alternando periodi più realisti sia per le tecniche adottate che per i soggetti scelti a periodi più "simbolisti" o "espressionisti" fino allastrazione. La produzione artistica più recente è spesso definita come arte contemporanea, o arte postmoderna.

                                     

19. Arte contemporanea

Larte dopo lera moderna si è trasformata seguendo i cambiamenti economici, globali, politici e socioculturali. La sempre maggior velocità e mole di scambi di idee, risorse economiche, informazioni e cultura intorno al globo avviene anche nel mondo dellarte, rendendone difficile una caratterizzazione precisa. Molte delle barriere e distinzioni allinterno dellarte sono cadute contribuendo ad una vivacità e multidisciplinarità tipica dellarte contemporanea che ne ha fatto spesso ragione dessere.

                                     

20. Campi dello studio

La storia dellarte comprende tradizionalmente il campo delle arti visuali:

  • Storia della scultura
  • Storia dellarchitettura
  • Storia della pittura

In un concetto più ampio può arrivare a comprendere tutte le "sette arti", comprendendo le arti performative, la letteratura e la musica.

  • Storia della danza
  • Storia del cinema
  • Storia del teatro
  • Storia della musica
  • Storia della letteratura
                                     

21. Arte per area geografica/culturale

  • Arte occidentale
  • Arte mesopotamica
  • Arte precolombiana
  • Arte persiana
  • Arte giapponese
  • Arte aborigena
  • Arte indiana
  • Arte islamica
  • Arte coreana
  • Arte cinese
  • Arte africana
                                     
  • artistica è la discussione o la valutazione dell arte visiva. I critici d arte solitamente analizzano l arte in un contesto estetico o di teoria della bellezza
  • un passato in Italia. Viene ricompresa in questa suddivisione della storia dell arte anche l espressione artistica che si sviluppò in Irlanda, territorio
  • rappresentati con realismo al contrario dell arte greca basata soprattutto sul corpo. Ancora a differenza dell arte greca classica la scultura romana non
  • oltre mille anni di vita, ma nell Impero d Oriente l arte rimase quasi invariata. La storia dell arte bizantina potrebbe essere divisa in: un primo periodo
  • Introduzione all archeologia classica come storia dell arte antica, conosciuto semplicemente come Introduzione all archeologia, è un volumetto scritto
  • Hollingsworth, Storia universale dell arte Giunti, Firenze, 2002, pag.35 - 44. Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell arte volume 1, Bompiani
  • La storia della pittura è una branca della storia dell arte che si occupa di dipinti e, più in generale, di opere d arte bidimensionali realizzate con
  • Ceroli Si No, 1963 che tratta in modo seriale silhoutte prese dalla storia dell arte o insiemi di figure umane moltiplicate o serializzate con una tecnica
  • Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, I tempi dell arte Volume 1, Bompiani, Milano, 1999. Architettura preistorica Arte preistorica in Italia Cromlech Dolmen

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