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ⓘ L'illusione di Dio




Lillusione di Dio
                                     

ⓘ Lillusione di Dio

Lillusione di Dio è unopera delletologo britannico Richard Dawkins, professore di Public Understanding of Science presso lUniversità di Oxford. Il libro è stato pubblicato in italiano nel settembre 2007.

The God Delusion ha raggiunto nel novembre 2006 la seconda posizione nella classifica dei bestseller di Amazon.com. Allinizio di dicembre 2006 ha raggiunto la quarta posizione della New York Times Best Seller list dopo nove settimane in classifica. A partire da aprile 2007 è elencato al decimo posto.

                                     

1. Sinossi

Dawkins sostiene che la fede in un creatore sovrannaturale si qualifica come unillusione, che egli definisce come una credenza falsa e persistente, mantenuta anche di fronte a forti prove contraddittorie. È concorde con losservazione di Robert Pirsig secondo cui quando una persona soffre di unillusione parliamo di pazzia, ma quando ciò accade a molte persone parliamo di religione.

Dawkins scrive che The God Delusion contiene quattro messaggi che "sviluppano la coscienza":

  • gli atei dovrebbero essere orgogliosi, non vergognarsi, perché lateismo è indice di una mente indipendente e in salute.
  • la selezione naturale e simili teorie scientifiche sono superiori all"ipotesi di Dio" - lillusione del disegno intelligente - nel dare una spiegazione del mondo vivente e del cosmo. La necessità di trovare una spiegazione allorigine delluomo nasce dal fatto che esseri estremamente complessi sono anche estremamente improbabili e non si possono spiegare col caso. La selezione naturale spiega come da individui più semplici possano nascere individui più complessi. Ipotizzare lesistenza di un dio creatore significa ipotizzare lesistenza di un essere estremamente complesso ossia più improbabile dello stesso uomo, il che non spiegherebbe nulla ripresentando semplicemente il problema amplificato. Chi ha creato un essere di tale complessità? Dawkins suggerisce che, ammesso che esista, sia a sua volta il risultato di un processo di evoluzione naturale;
  • gli atei possono essere felici, equilibrati, morali ed intellettualmente appagati;
  • i bambini non dovrebbero essere "etichettati" con la religione dei loro genitori, allo stesso modo in cui non sono "etichettati" con la fede politica dei loro genitori. I bambini, sostiene Dawkins, non hanno scelto coscientemente di appartenere ad una religione. Non si dovrebbe parlare di "bambino cattolico" o "bambino musulmano", così come non si parla di "bambino comunista";

Secondo lautore la fede religiosa è pericolosa perché può spingere gli uomini a compiere azioni atroci. Dawkins sostiene la tesi del fisico statunitense Steven Weinberg; secondo cui la religione è un insulto alla dignità delluomo, senza di essa ci sarebbero persone buone che compiono buone azioni e cattive persone che compiono cattive azioni; la religione però può fare compiere cattive azioni alle persone buone. Le guerre di religione, le crociate, il tribunale del santo uffizio, le bombe dei kamikaze islamici sono esempi di azioni che hanno creato dolore e sparso sangue. Dawkins si chiede quante persone buone hanno commesso questi omicidi a causa della loro fede religiosa.

Dawkins inoltre risponde a chi sostiene che "Dio deve esistere, perché molti miliardi di persone credono in lui", ricordando che niente diventa vero solo perché qualcuno crede che sia vero. In passato milioni di persone hanno creduto che la terra fosse piatta, dobbiamo forse dedurre che la terra lo fosse davvero?

Nel libro si affronta anche il tema etico, argomentando che i testi sacri non sono alla base delletica moderna. In essi ci sono sia episodi edificanti, che episodi contrari alletica moderna. Chi sostiene che i testi sacri siano di guida dal punto di vista etico sta ignorando questi ultimi episodi. Secondo Dawkins il criterio in base al quale decidere cosa ignorare e cosa no non può essere dedotto dagli stessi testi che li contengono, ma è riconducibile ad idee nuove, cioè ad un processo di modernizzazione che è in corso da secoli e che non è imputabile alle religioni. Fenomeni come labolizione della schiavitù, il progresso della democrazia, la condanna della tortura indicano che lumanità sta maturando dal punto di vista morale. Tuttavia episodi come le uccisioni di medici abortisti le stragi compiute da fanatici religiosi sembrano indicare che questa maturazione avvenga nonostante leffetto frenante delle religioni.

Un altro tema su cui lautore si sofferma è limmunità di cui godono le religioni. Le religioni sono immuni da qualsiasi critica, nessuno ha il diritto di criticare o porre in dubbio le "verità" di una fede religiosa. Nella nostra società, persino tra gli atei, si è affermata lidea che sia assolutamente normale muovere obiezioni a chi crede nellastrologia, negli oroscopi, ma non a chi crede nella nascita di un bambino da una donna non fecondata, nella resurrezione di un uomo morto da tre giorni, nel fatto che la rivoluzione della terra intorno al sole sia stata temporaneamente fermata per consentire la vittoria dellesercito di Israele ed altri episodi simili. Nel giudicare quanto riportato in un testo sacro non prestiamo alcun ascolto al buon senso, tantomeno alla ragione. Se leggiamo che un dio, offeso da un atto di insubordinazione delluomo, decide dopo anni di perdonare loffesa non ci soffermiamo a riflettere su quanto sia strano che:

  • il dio scelga di farsi torturare e crocifiggere, per lavare con il proprio sangue loffesa che egli stesso ritiene di aver subito, anziché semplicemente comunicare alluomo che è perdonato;
  • il dio scelga di perdonare solo i battezzati, e quindi considerare colpevoli, tra i tanti, anche i bambini morti prima di essere battezzati, e probabilmente quando erano troppo piccoli per compiere qualsiasi peccato.

Chi impedisce a questo dio di scegliere un modo più semplice di perdonare il genere umano? Perché questo dio sceglie la via del masochismo, della sofferenza, della tortura e della morte?

                                     

2. Reazioni del mondo culturale

Il libro ha prodotto reazioni ovviamente sia positive che negative a seconda dei vari ambienti. Il libro è stato pubblicato con lendorsement di ricercatori come il premio Nobel James D. Watson e lo psicologo di Harvard Steven Pinker.

Il libro venne nominato "Miglior Libro" al British Book Awards, dove Dawkins fu nominato Autore dellanno.

Il London Review of Books critica Richard Dawkins per non condurre una ricerca appropriata dellargomento che tratta, ossia la religione, e di creare un sofismo per sviluppare le sue conclusioni contro la validità del teismo.

Il teologo dellUniversità di Oxford Alister McGrath autore di The Dawkins Delusion Lillusione di Dawkins e Dawkins God) afferma che Dawkins è ignorante nellargomento della teologia cristiana e quindi non può dibattere di religione e fede in maniera intelligente. In risposta, Dawkins controbatte: "Ma che, bisogna approfondire in materia di follettologia prima di non credere ai folletti?" e - nelledizione tascabile EN del suo libro - fa riferimento alle argomentazioni del biologo americano Paul Zachary Myers, che ha scritto una satira su questo tipo di logica addotta da McGrath, chiamandola "La Risposta del cortigiano" cfr. I vestiti nuovi dellimperatore.

Il filosofo cristiano Keith Ward, nel suo libro del 2006 Is Religion Dangerous?, controbatte allaffermazione di Dawkins e di altri di come la religione sia socialmente pericolosa.

Leticista Margaret Somerville, suggerisce che Dawkins "esagera nel processo alla religione", particolarmente il suo ruolo nei conflitti umani. Molti dei difensori di Dawkins affermano che i suoi critici hanno generalmente frainteso il suo vero punto: durante un dibattito a Radio 3 Hong Kong, David Nicholls, scrittore e presidente della Fondazione Atea dAustralia, ribadisce i sentimenti di Dawkins che la religione è "un aspetto inutile" dei problemi globali.

Nel suo libro Il furore di Dio, il filosofo tedesco Peter Sloterdijk definisce Lillusione di Dio "un monumento imperituro alla banalità dellateismo anglicano" e Richard Dawkins un esempio di come "certi atei professi possano venire turlupinati dal loro stesso zelo".

Il 3 ottobre 2007, John Lennox, professore di matematica allUniversità di Oxford, dibatte pubblicamente con Dawkins allUniversity of Alabama at Birmingham, opponendosi alla validità delle sue affermazioni contro la fede cristiana.

Dawkins sostiene che "lesistenza di Dio è unipotesi scientifica come tante altre". Non è daccordo con il principio di Stephen Jay Gould sui "magisteri non sovrapposti" NOMA: in unintervista sulla rivista TIME, Dawkins dice:

Penso che i compartimenti separati di Gould siano soltanto uno stratagemma per attirare verso la scienza le persone religiose che stanno nel mezzo. Ci sono un sacco di posti in cui la religione non si tiene fuori dal campo scientifico. Qualsiasi credenza nei miracoli è totalmente contraddittoria non solo ai fatti della scienza, ma anche allo spirito della scienza.

Lastrofisico Martin Rees asserisce che lattacco di Dawkins alla religione mainstream è futile. In merito allaffermazione di Rees sul suo libro Our Cosmic Habitat che dice "tali questioni stanno al di là della scienza; sono tuttavia la provincia dei filosofi e dei teologi", Dawkins chiede "quali competenze possono portare i teologi a profonde domande cosmologiche che gli scienziati non possono?" Altrove, Dawkins scrive che "cè tutta la differenza del mondo tra una credenza che si è disposti a difendere citando prove e logica, e una credenza che non è supportata da nullaltro che tradizione, autorità o rivelazione."

                                     

3. Edizioni

  • Richard Dawkins, Lillusione di Dio, traduzione di Laura Serra, Arnoldo Mondadori Editore, 2007, pp. 400, cap. 10, ISBN 978-88-04-57082-0.
  • Richard Dawkins, Lillusione di Dio, traduzione di Laura Serra, Arnoldo Mondadori Editore, 2010 3ª edizione, pp. 400, cap. 10, ISBN 978-88-04-57082-0.