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ⓘ Eschine




Eschine
                                     

ⓘ Eschine

Le principali fonti a proposito della vita di Eschine sono i suoi tre discorsi superstiti: lorazione Contro Timarco, lorazione Sulla corrotta ambasceria e lorazione Contro Ctesifonte. Due di queste orazioni sono scritte nel contesto di uno scontro giudiziario e politico con Demostene. Al contrario di Demostene, infatti, egli apparteneva al partito "filomacedone" ed era seguace della linea di Eubulo.

Mentre Demostene incitava gli Ateniesi contro i Macedoni, che stavano conquistando il potere sulla Grecia, Eschine consigliava la pace; per questo fu anche accusato di essersi lasciato corrompere dal denaro di Filippo.

Nel 336 a.C. Eschine osteggiò aspramente la proposta, avanzata dallateniese Ctesifonte, di conferire a Demostene la corona civica per le sue benemerenze. Egli motivò la sua avversione a tale gesto sia adducendone levidente incostituzionalità, in quanto si assegnava unonorificenza ad un magistrato ancora in carica, sia perché con esso si esaltava pubblicamente una linea politica da lui disprezzata. A queste accuse, Demostene rispose con la sua orazione Sulla Corona, appassionata autobiografia politica e capolavoro della sua oratoria.

Anche se lorazione di Demostene non venne pronunciata se non sei anni dopo le accuse mossegli, lopposizione di Eschine non fu tenuta in gran conto.

Così, sconfitto, egli preferì la strada dellesilio, rifugiandosi prima in Caria e poi a Rodi. Si tramanda che, durante questo esilio, per mantenersi aprì una scuola di retorica. Ancora più importante la notizia che fu proprio lui il creatore delle regole per la declamazione pubblica dei discorsi.

                                     

1. Opere

Di lui ci rimangono tre orazioni:

  • Contro Timarco
  • Sulla corrotta ambasceria
  • Contro Ctesifonte.

Le caratteristiche stilistiche di Eschine sono vicine a quelle di Lisia: non uno stile veemente come quello di Demostene, ma uno stile fondato sulla chiarezza, sullaccuratezza compositiva ed in sostanza sulla tipizzazione dei personaggi. Proprio come Demostene, però, anche Eschine scriveva i propri testi in vista della pubblicazione.

                                     

2. Edizioni italiane

  • Eschine, Orazioni Contro Timarco; Sui misfatti dellambasceria, introduzione, traduzione e note di Antonio Natalicchio, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1998, ISBN 88-17-17201-4.
  • Oratori attici minori, I: Iperide, Eschine, Licurgo, a cura di Mario Marzi, Pietro Leone, Enrica Malcovati, Torino, UTET, 1977.

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