Indietro

ⓘ Armatura (edilizia)




Armatura (edilizia)
                                     

ⓘ Armatura (edilizia)

L armatura, in edilizia, è linsieme degli elementi in ferro – opportunamente sagomati e posizionati – che, conglobati al calcestruzzo, ne complementano la resistenza strutturale, con particolare riferimento allassorbimento degli sforzi di trazione e taglio.

Lunione dei due materiali calcestruzzo ed acciaio origina il calcestruzzo armato: gli elementi strutturali così realizzati sfruttano appieno le caratteristiche prestazionali di ciascuna componente lottima resistenza a compressione del calcestruzzo, e lefficace resistenza a trazione dellacciaio.

                                     

1.1. Descrizione Caratteristiche e utilizzo

Le barre in ferro utilizzate per il confezionamento dellarmatura sono normalmente in ferro al carbonio, hanno una sezione circolare dalla quale deriva il nome comune di tondino e devono avere una superficie esterna caratterizzata da particolari nervature dette zigrinatura che hanno la funzione di migliorare laderenza della barra stessa allinterno della struttura in calcestruzzo. Le barre così realizzate vengono dette ad aderenza migliorata o nervate e sono comunemente conosciute con il nome di tondino zigrinato.

Sino a qualche decennio fa la normativa prevedeva lutilizzo anche di barre lisce e lo scorrimento interno al calcestruzzo era scongiurato con la realizzazione, alle estremità delle barre stesse, di piegature ad uncino che costituivano veri e propri ancoraggi interni.

Larmatura tipica di un elemento strutturale come travi e pilastri è caratterizzata da due serie di barre darmatura:

  • barre trasversali dette staffe: di diametro inferiore rispetto alle correnti, disposte trasversalmente rispetto allasse della membratura, assumono una triplice funzione: consentono il mantenimento in posizione delle barre longitudinali prima e durante il getto del calcestruzzo, si fanno carico degli sforzi di taglio ai quali lelemento è soggetto e riducono la lunghezza di libera inflessione delle barre longitudinali compresse, evitando la loro instabilità per carichi di punta.
  • barre longitudinali dette correnti: disposte parallelamente allasse dellelemento, sia in zona tesa che in quella compressa con il compito principale di collaborare con il calcestruzzo nellassorbire sforzi di flessione o pressoflessione. In zona tesa, vista la scarsa resistenza a trazione del calcestruzzo il ferro ha il compito di assorbire integralmente lo sforzo di trazione, mentre i ferri compressi hanno il compito principale di conferire maggiore duttilità alla membratura. Nella travi i ferri in zona compressa vengono utilizzati anche come reggi staffe.
                                     

1.2. Descrizione Sensibilità alla corrosione

Le armature a seconda della loro sensibilità alla corrosione, si distinguono in due gruppi:

  • armature poco sensibili: appartengono a questo gruppo gli acciai ordinari e gli acciai zincati e quelli inossidabili.
  • armature sensibili: appartengono a questo gruppo gli acciai da precompressione;

Vedi Cap 4.1.2.2.4.4 "Sensibilità delle armature alla corrosione" delle NTC2008

Nel caso di utilizzo nella stessa struttura di acciai di diversa sensibilità alla corrosione, si deve evitare che le armature di diversa natura possano entrare in contatto diretto tra di loro al fine di prevenire linnesco di eventuali fenomeni di corrosione.

Pertanto in questo caso sono vietate le saldature o legature metalliche tra tondini di acciaio appartenenti a gruppi diversi.

In merito alle armature in acciaio inossidabile si fa presente che il loro elevato costo ne limita lutilizzo solo per la realizzazione di opere in condizioni ambientali delevata aggressività, soprattutto legata alla presenza dacqua di mare o di sali disgelanti, oppure nei casi in cui, per limportanza della struttura, sia richiesta una vita di servizio molto lunga ad esempio maggiore di 100 anni.

In questi casi infatti la protezione offerta dal copriferro può non essere sufficiente a prevenire la corrosione, e pertanto per garantire la durata richiesta per lopera senza costose e complesse manutenzioni straordinarie.

In questo caso potrebbe risultare economicamente più conveniente lutilizzo integrale o parziale dellacciaio inossidabile.

Lacciaio zincato risulta invece più economico però presenta problemi di corrosione dovuti al fatto che lo zinco è attaccato in ambienti molto alcalini.

Pertanto se larmatura viene protetta, particolarmente nel primo periodo dopo il getto del calcestruzzo, la zincatura garantisce buoni risultati anche per lunghi periodi sia in presenza di carbonatazione che di cloruri.

                                     

1.3. Descrizione Sagomatura

Lacciaio per calcestruzzo armato è prodotto in stabilimento sotto forma di barre o rotoli, reti o tralicci, per lutilizzo diretto in cantiere o come elementi base per le successive trasformazioni.

Le operazioni di sagomatura dellarmatura possono avvenire allinterno del cantiere edile, mediante lutilizzo di macchine piegaferro, anche se la tendenza moderna alla specializzazione ha favorito lo sviluppo dei centri di trasformazione specializzati i quali provvedono, prima della fornitura in cantiere dei ferri, a saldarli, presagomarli, o preassemblarli formando elementi composti direttamente utilizzabili in opera quali ad esempio:

  • elementi presagomati - staffe, ferri piegati, ecc.;
  • elementi preassemblati - gabbie di armatura, tralicci, ecc.

I centri di trasformazione specializzati sono attrezzati con specifici macchinari, con cui si effettuano le operazioni di taglio, piegatura presagomatura e assemblaggio delle diverse componenti sagome. I centri di trasformazione sono obbligati dal D.M. 14/01/2008 ad essere certificati ISO 9001 e a effettuare deposito della dichiarazione della loro attività e certificazione presso il C.S.LL.PP. / S.T.C. oltre che nominare un direttore del centro che è responsabile dei prelievi nel centro stesso. I prelievi devono essere sottoposti a prove sia meccaniche che di indice di aderenza, in dipendenza del tipo di materiale, presso i laboratori ufficiali o autorizzati dal C.S.LL.PP. / S.T.C. I Direttori dei Lavori devono ottenere copia dellattestato rilasciato dal S.T.C. e possono verificare che il materiale consegnato in cantiere sia comprensivo del riferimento al DDT nella copia dellattestato stesso. Il direttore dei lavori può chiedere copia delle prove effettuate, dal centro stesso, secondo le frequenze stabilite dal decreto ministeriale 14 gennaio 2008 presso il laboratorio ufficiale o autorizzato. La presenza delle prove effettuate dal Centro di Trasformazione non esime il direttore dei lavori da effettuare le prove di cantiere. I prelievi di cantiere possono essere effettuati presso il centro di trasformazione nel rispetto di quanto previsto dal decreto ministeriale 14 gennaio 2008.

La materia prima utilizzata è rappresentata da acciaio in barre e in rotolo.

Le barre subiscono, a seconda delle sagome predisposte nei disegni esecutivi strutturali, un taglio a misura e una successiva piegatura a freddo.

Il materiale in rotolo necessita prima della sagomatura unoperazione di raddrizzatura che può avvenire con un sistema a rulli contrapposti o con un meccanismo a rotore.

I principali produttori di macchine per la presagomatura a livello mondiale sono italiani.



                                     

1.4. Descrizione Assemblaggio

Una volta preparate le diverse componenti, sagomate in cantiere o in stabilimento, queste devono essere assemblate in modo tale che la gabbia darmatura risultante sia conforme, con la giusta tolleranza, al progetto strutturale con riferimento specifico alla posizione del sagomato e al rispetto del copriferro e dellinterferro.

La serie di operazioni di assemblaggio dei tondini di ferro viene indicato con legatura dei ferri di armatura.

La legatura delle barre deve garantire il mantimento della posizione del ferro durante tutte le fasi di getto e costipamento del calcestruzzo.

Lassemblaggio può avvenire in stabilimento attraverso unione con punti di saldatura per piccole gabbie o tralicci ma il più delle volte avviene direttamente in cantiere.

I punti di saldatura sono consigliati solo per lassemblaggio in stabilimento poiché tale unione garantisce una idonea resistenza anche alla movimentazione della gabbia di armatura.

Di prassi in cantiere si procede alla legatura con fil di ferro.

Questo è costituito da filo nero di acciaio del diametro pari a 1 – 2 mm e si pone in opera mediante lutilizzo di tenaglie o attrezzatura analoga.

La normativa vigente non riporta alcuna indicazione a proposito delle modalità di legatura.

Comunque esistono delle regole generali in merito:

  • tutti gli incroci delle barre in corrispondenza del perimetro della gabbia di armatura devono essere fissati per rendere stabile la gabbia;
  • se il diametro della barra è d > 12 mm gli incroci interni legati lungo la generica barra sia longitudinale che trasversale devono distare s ≤ 50 d e tra due barre contigue le connessione devono essere sfalsate;
  • se il diametro della barra è d ≤ 12 mm, gli incroci interni lungo ogni barra sia longitudinale che trasversale devono essere legati in modo alternato uno si e uno no e pertanto tra due barre contigue le connessione devono risultare sfalsate;
  • elementi bidimensionali
  • tutti gli incroci tra larmatura principale le staffe in corrispondenza delle piegature di queste ultime devono essere legati per rendere stabile la gabbia;
  • elementi monodimensionali travi pilastri
  • gli incroci tra le barre longitudinali, che non intercettano le staffe in corrispondenza della piegatura, le staffe stesse devono essere connessi ad una distanza s < 50 d dove d è il diametro della barra longitudinale.

In ogni caso se la legatura va ad interessare lo spessore del copriferro, per evitare problemi alla durabilità del calcestruzzo a seguito della corrosione del materiale di legatura, si deve rimuovere la parte in eccesso.

Si sta diffondendo lutilizzo di componenti accessori di edilizia per lassemblaggio delle gabbie di armatura quali i ganci rapidi e i distanziatori, di varie forme e materiali, prodotti a catalogo che consentono standardizzazione nonché evitano la realizzazione del dispositivo di legatura legame un filo di ferro a mano in cantiere. Alcuni articoli fungono da gancio e distanziatore contemporaneamente.

                                     

2.1. Classificazione Evoluzione normativa

In merito allacciaio da cemento armato normale, o acciaio per armatura lenta, fino a quando è rimasto in vigore il decreto ministeriale 9 gennaio 1996, la normativa prevedeva i seguenti tipi di acciaio che venivano classificati con riferimento al processo di produzione:

  • Fe B 32 k acciaio dolce: caratterizzato da una tensione di rottura non inferiore a 490 N/mm 2 ; da una tensione di snervamento non inferiore a 315 N/mm 2 e da un allungamento di rottura A5 non inferiore al 23%;
  • acciai in barre tonde lisce - acciai trafilati a freddo
  • Fe B 22 k acciaio dolce: caratterizzato da una tensione di rottura non inferiore a 335 N/mm 2 ; da una tensione di snervamento non inferiore a 215 N/mm 2 e da un allungamento di rottura A5 non inferiore al 24%;
  • Fe B 38 k acciaio duro: caratterizzato da una tensione di rottura non inferiore a 450 N/mm 2 ; da una tensione di snervamento non inferiore a 375 N/mm 2 e da un allungamento di rottura A5 non inferiore al 14%;
  • acciai in barre ad aderenza migliorata acciaio nervato - acciai laminati a caldo
  • Fe B 44 k acciaio duro: caratterizzato da una tensione di rottura non inferiore a 540 N/mm 2 ; da una tensione di snervamento non inferiore a 430 N/mm 2 e da un allungamento di rottura A5 non inferiore al 12%;

Con lentrata in vigore del decreto ministeriale 14 settembre 2005, la normativa ha introdotto lutilizzo delle sole seguenti tipologie di acciaio nervato classificato in base alla loro resistenza e alla loro duttilità:

  • B 450 A acciaio trafilato a freddo: caratterizzato da una tensione di rottura non inferiore a 540 N/mm 2 ; da una tensione di snervamento non inferiore a 450 N/mm 2 e da un allungamento totale a carico massimo A gt non inferiore al 3% minore duttilità rispetto al precedente.
  • B 450 C acciaio laminato a caldo: caratterizzato da una tensione di rottura non inferiore a 540 N/mm 2 ; da una tensione di snervamento non inferiore a 450 N/mm 2 e da un allungamento totale a carico massimo A gt non inferiore al 7%;

Al fine di garantire un comportamento duttile delle strutture in calcestruzzo armato durante gli eventi sismici, il decreto ministeriale introduce dei limiti a 2 parametri che misura della duttilità dellacciaio:

  • il rapporto di incrudimento, ottenuto da rapporto tra la tensione massima e quella di snervamento dellacciaio, deve risultare f t /f ymedio ≥ 1.13. IL rapporto di incrudimento è uno dei parametri fondamentali per definire la duttilità. Il valore di 1.13 è conseguente ad un insieme di prove sperimentali effettuate su manufatti in c.a. che hanno permesso di determinare una soglia limite, per cui solo al disopra di quel valore si hanno strutture in cemento armato duttili.
  • rapporto tra il valore effettivo di snervamento e quello teorico f y /f ynom≤ 1.3. È noto che negli acciai tanto più lo snervamento è basso tanto più la duttilità è elevata. Pertanto tale verifica consente di controllare che lacciaio effettivamente utilizzato in cantiere non presenti una tensione di snervamento molto superiore da quella di progetto; utilizzando armature aventi caratteristiche rispondenti a quelle progettate, si garantisce infatti che il collasso della struttura avvenga nelle sezioni ipotizzate.

Il decreto ministeriale 14 settembre 2005 prevedeva inoltre i seguenti prodotti siderurgici da cemento armato ordinario tondini in acciaio non legato, zincato e inox:

  • rotoli;
  • reti e tralicci elettrosaldati.
  • barre;
                                     

2.2. Classificazione Differenza tra lallungamento A 5 e Allungamento A gt

Fino al DM del 9 gennaio 1996 la normativa valutava lallungamento dellacciaio con riferimento allungamento percentuale specifico a rottura A 5.

Tale valore rappresenta lallungamento permanente residuo dopo la rottura del provino di acciaio.

Fino al raggiungimento del carico massimo f t la deformazione del provino è uniforme lungo tutto il provino.

Raggiunto il carico massimo la deformazione aumenta notevolmente in una zona limitata dando luogo ad un restringimento della sezione evidente anche a occhio nudo, detta zona di strizione.

Lallungamento A 5 pertanto tiene conto della strizione che avviene dopo il carico massimo ed è riferito ad una lunghezza convenzionale di riferimento L 0, che per i provini di sezione circolare, di diametro d, è pari a 5d.

Sul provino, prima della prova di trazione vengono segnate 2 tacche a distanza 5d; successivamente si porta a rottura il tondino di ferro, si riaccostando i lembi della provetta e si misura la nuova lunghezza L u tra le tacche riferimento:

  • A 5 =100*L u -L 0/L 0.

con il DM 14 settembre 2005, in sostituzione di A 5, viene introdotto lallungamento percentuale totale a carico massimo definito A gt.

Tale valore rappresentala massima deformazione del provino prima che si manifestino i fenomeni di strizione e di rottura dellacciaio.

Sul provino vengono segnate due tacche a distanza L O = 100 mm.

Durante la prova di trazione, raggiunto il carico massimo f t si determina la nuova distanza L u tra le tacche dopo lo scarico del provino:

  • A gt = 100*L u -L O/L O +f t /E

dove:

  • L u -L O/L O =A g rappresenta lallungamento permanete residuo del provino a carico massimo
  • f t /E è invece lallungamento elastico.

Pertanto A5 > A gt



                                     

2.3. Classificazione Attuale classificazione

La attuale normativa decreto ministeriale 14 gennaio 2008 NTC 2008 e la sua recente modifica in materia di utilizzo degli acciai B 450 A decreto ministeriale 15 novembre 2011 hanno riconfermato solo in parte quanto introdotto dal decreto ministeriale 14 settembre 2005.

La nuova normativa tecnica, al contrario dei precedenti D.M fino a quello del 1996, classifica gli acciai da utilizzare nelle opere in calcestruzzo armato ordinario secondo la classe di resistenza e la classe di duttilità, essendo daltra parte questi requisiti finali ad influenzare il comportamento della struttura in cui il tondino è inserito e non certo il processo di produzione. Le NTC 2008 prevedono le seguenti classi:

  • una sola classe di resistenza - 450 N/mm 2 ;
  • due classi di duttilità indicate con le lettere A acciaio trafilato a freddo e C acciaio laminato a caldo le quali corrispondono esattamente a quelle definite nella UNI EN 1992 -1-1Eurocodice 2, la quale individua anche unulteriore classe di duttilità indicata con la lettera B che non viene però prevista nel decreto ministeriale 14 gennaio 2008 NTC 2008. Lacciaio B 450 C è più duttile del B 450 A.

Nello specifico lEC2 definisce tre classi di acciaio, tipo A normale duttilità, tipo B alta duttilità ed il tipo C più alta duttilità.

Le NTC 2008 prevedono inoltre i seguenti prodotti siderurgici da cemento armato ordinario che devono rispettare le caratteristiche dimensionali: di seguito riportate:

  • in acciaio tipo B 450 A 5 mm ≤ O ≤ 10 mm e tipo B 450 C 6 mm ≤ O ≤ 16 mm se ottenute dal raddrizzamento di filo prodotto in rotolo;
  • in acciaio tipo B 450 C 6 mm ≤ O ≤ 40 mm se prodotte e fornite come tali;
  • barre
  • reti e tralicci elettrosaldati: in acciaio tipo B 450 C 6 mm ≤ O ≤ 16 mm e tipo B 450 A 5 mm ≤ O ≤ 10 mm. Per le reti il lato della maglia deve essere ≤ 330 mm. Per i tralicci i ferri indicati sono da utilizzare come barre longitudinali mentre per le staffe deve essere O ≥ 5 mm in acciaio tipo B 450 A o C. Tali prodotti vengono fornite in pacchi.
  • rotoli: in acciaio tipo B 450 C 6 mm ≤ O ≤ 16 mm e tipo B 450 A 5 mm ≤ O ≤ 10 mm;

lacciaio B450C è più duttile del B450A e presenta un allungamento a rottura maggiore.

Le NTC 2008 prescrivono, nellesecuzione di strutture in calcestruzzo armato, lutilizzo del B 450 C e del B 450 A. Lacciaio tipo B 450 A, con diametri compressi tra 5 e 10 mm, è ammesso per le reti e i tralicci nonché per le staffe staffe, ecc. per strutture in CD "B", negli altri casi se ne consente luso per larmatura trasversale unicamente se è rispettata almeno una delle seguenti condizioni: elementi in cui è impedita la plasticizzazione mediante il rispetto del criterio di gerarchia delle resistenze, elementi secondari di cui al par. 7.2.3, strutture poco dissipative con fattore di struttura q≤1.5 così come specificato nel decreto ministeriale 15 novembre 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 270 del 19 novembre 2011.

                                     

3.1. Altro Contrassegni

Per normativa è previsto che sulla barra darmatura sia riconoscibile la ferriera e il paese di origine. A tale scopo è stato introdotto un raggruppamento di nervature speciali di norma più spesse delle altre da cui dedurre, come un codice a barre, il paese di fabbricazione e la ferriera dorigine. Normalmente il marchio con cui si identifica il materiale è indicata sulle documentazioni che accompagnano le varie forniture, ed è costituito dalla nervatura e dalla marchiatura e cioè una serie di numeri tipo: 0.4.6, che indicano il numero di nervature trasversali normali comprese tra quelle speciali nervature rinforzate. La marchiatura ha inizio con due nervature rinforzate consecutive tra le quali pertanto non vi sono nervature normali0. Le nervature normali comprese tra il punto dinizio e la successiva nervatura speciale indica il paese di origine.

Secondo le UNI EN 10080 i paesi di origine sono individuati dal seguente numero di nervature trasversali normali comprese tra linizio della marcatura e la nervatura speciale successiva:

Le ulteriore nervature normali fino allultima nervatura speciale leggibile indica il codice della ferriera stabilimento di produzione. Le ferriere devono depositare il marchio di identificazione nervatura e marchiatura presso il Ministero dei lavori pubblici - Servizio Tecnico Centrale STC.

I tondini possono avere 2.3 o 4 superfici con nervature a rilievo:

  • 2 facce nervate: acciaio B450 C laminato a caldo in barre prodotte tal quali;
  • 4 facce nervate: acciaio B450 C laminato a caldo in barre raddrizzate da filo in rotoli.
  • 3 facce nervate: acciaio B450 A trafilato a freddo in barre raddrizzate da filo in rotoli prodotto mediante deformazione a freddo a partire da vergella liscia;

Se il tondino presenta una superficie con impronte dentellatura normalmente presenta 3 facce dentellate ed è riferito ad acciai B450 A.

                                     

3.2. Altro Conformità alla normativa

  • Fornitura effettuata da un produttore ferriera: tutte le forniture devono essere accompagnate dellAttestato di Qualificazione ADQ rilasciato dal Consiglio Superiore dei LL.PP. - Servizio Tecnico Centrale nel quale deve essere riportato
  • data di emissione validità 5 anni.
  • il marchio di laminazione identificativo dello stabilimento;
  • tipo di acciaio es. B 450 C e caratteristiche dimensionali es barre di diametro 6-40
  • riferimento alla norma decreto ministeriale 14 gennaio 2008;
  • il numero dellADQ che deve essere riportato sul documento di trasporto DDT che deve accompagnare la fornitura p.to 11.3.1.5. del decreto ministeriale 14 gennaio 2008;
  • indirizzo dello stabilimento;
  • indirizzo dello stabilimento;
  • logo o il marchio del centro di trasformazione;
  • data di emissione validità 1 anno.
  • Fornitura effettuata da un centro di trasformazione CDT: la fornitura deve essere accompagnata dal DDT riportante gli estremi dellAttestato di avvenuta dichiarazione di attività ADA, rilasciato dal STC del Consiglio Superiore dei LL.PP e dallattestazione inerente allesecuzione di tutte le prove di controllo previste e fatte eseguire dal direttore tecnico del centro di trasformazione p.to 11.3.1.7 del decreto ministeriale 14 gennaio 2008. Su richiesta del direttore dei lavori deve essere fornita anche la copia dei certificati relativi alle prove eseguite nei giorni in cui il materiale è stato lavorato. SullADA deve essere riportato
  • riferimento alla norma del decreto ministeriale 14.01.2008;
  • numero dellADA da riportare sul DDT;
  • nome dellazienda di trasformazione;
  • Fornitura effettuata da un commerciante: la fornitura deve essere accompagnata da copia dei documenti rilasciati dal produttore/i e completati con il riferimento al DDT del commerciante stesso

Il direttore dei lavori prima della messa in opera è tenuto a verificare quanto sopra indicato; in particolare dovrà provvedere a verificare la rispondenza tra la marcatura riportata sullacciaio con quella riportata sui certificati consegnati.

La mancata marcatura, la non corrispondenza a quanto depositato o la sua illeggibilità, anche parziale, rendono il prodotto non impiegabile e pertanto le forniture dovranno essere rifiutate.

                                     

3.3. Altro Controllo di accettazione

Il direttore dei lavori è obbligato ad eseguire i controlli di accettazione sullacciaio consegnato in cantiere, in conformità con le indicazioni contenute nel decreto ministeriale 14 gennaio 2008 al punto 11.3.2.10.4.

Il campionamento ed il controllo di accettazione dovrà essere effettuato entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale.

Allinterno di ciascuna fornitura consegnata e per ogni diametro delle barre in essa contenuta, si dovrà procedere al campionamento di tre spezzoni di acciaio di lunghezza complessiva pari a 100/120 cm ciascuno, sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento.

In caso contrario i controlli devono essere estesi agli altri diametri delle forniture presenti in cantiere. Non saranno accettati fasci di acciaio contenenti barre di differente marcatura.

Il prelievo dei campioni in cantiere e la consegna al laboratorio ufficiale incaricato dei controlli verranno effettuati dal direttore dei lavori o da un tecnico da lui delegato; la consegna delle barre di acciaio campionate, identificate mediante sigle o etichettature indelebili, dovrà essere accompagnata da una richiesta di prove sottoscritta dal direttore dei lavori.

La domanda di prove al laboratorio ufficiale dovrà essere sottoscritta dal direttore dei lavori e dovrà inoltre contenere precise indicazioni sulla tipologia di opera da realizzare.

Il controllo del materiale riguarda lindividuazione, per ogni campione, dei valori di resistenza e di allungamento, i quali devono essere compatibili con quelli riportati dalle norme tab. 11.3.VI NTC.

Qualora allinterno della fornitura siano contenute anche reti elettrosaldate, il controllo di accettazione dovrà essere esteso anche a questi elementi.

In particolare, a partire da tre differenti reti elettrosaldate verranno prelevati 3 campioni di dimensioni 100*100 cm.

Il controllo di accettazione riguarderà la prova di trazione su uno spezzone di filo comprendente almeno un nodo saldato, per la determinazione della tensione di rottura, della tensione di snervamento e dellallungamento; inoltre, dovrà essere effettuata la prova di resistenza al distacco offerta dalla saldatura del nodo.

Quando il prodotto utilizzato proviene da un Centro di Trasformazione, la spedizione del materiale deve essere accompagnata dallattestazione inerente allesecuzione delle prove interne, fatte eseguire dal direttore tecnico del centro di trasformazione.

Lattestazione deve riportare anche il giorno in cui la fornitura di acciaio è stata lavorata.

Se il direttore dei lavori lo richiede il centro di trasformazione deve fornire anche una copia dei certificati relativi alle prove effettuate nei giorni in cui la lavorazione è stata eseguita §11.3.1.7 NTC.

Il direttore dei lavori può comunque effettuare i controlli di accettazione previsti dalle NTC direttamente presso il Centro di Trasformazione.

In questo caso il prelievo dei campioni è un onere del direttore tecnico del Centro di Trasformazione che li deve effettuare nel rispetto degli ordini del DL.

Resta nella discrezionalità del direttore dei lavori effettuare tutti gli eventuali ulteriori controlli ritenuti opportuni es. indice di aderenza, saldabilità.



                                     

4. Diagramma sforzi - deformazioni

Nel tratto iniziale che va da zero fino alla tensione di proporzionalità σ p il diagramma σ - ε dei comuni acciai al carbonio è rettilineo ed è comune a tutte le tipologie di tondino, poiché hanno lo stesso modulo di Young, pari a E = 210 000 N/mm 2 30 000 psi, circa. Pertanto fino a σ p vale la legge:

  • σ = E ε fase elastica lineare.

Per valori compresi tra la tensione di proporzionalità e la tensione di snervamento f y, oltre la quale finisce il comportamento elastico del materiale, si ha un comportamento elastico non lineare per cui vale una legge del tipo:

  • σ = Eε ε

Oltre la tensione di snervamento inizia la fase plastica del materiale. La fase plastica dipende dal tipo di acciaio, infatti per acciai dolci, che sono i più duttili, la fase di snervamento è più estesa, man mano che ci si sposta verso quelli più duri tale fase si riduce. Dopo la tensione di snervamento i diagrammi σ - ε non sono più uguali per ogni tipologia di acciaio, in pratica passando dagli acciai dolci a quelli duri si riduce la fase di snervamento e si innalza la f y. Per gli acciai armonici utilizzati nella precompressione, la fase duttile è praticamente assente e pertanto non è sempre possibile individuare la f y. In questo caso si fa riferimento alla f y,0.2 che è la tensione a cui corrisponde, allo scarico, una deformazione residua pari allo 0.2%.

                                     

4.1. Diagramma sforzi - deformazioni Diagramma di calcolo tensione-deformazione

Il legame di calcolo tensione - deformazione dellacciaio è ricavato da diagrammi che rappresentano una idealizzazione delle leggi costitutive sperimentali dellacciaio.

il decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 consente lutilizzo dei seguenti diagrammi:

  • elastico perfettamente plastico indefinito
  • bilineare finito con incrudimento: linclinazione del tratto plastico tiene conto dellincremento di resistenza dovuto allincrudimento del materiale dopo lo snervamento. La pendenza di tale tratto è espressa dal k rapporto di sovraresistenza che rappresenta il rapporto caratteristico tra la tensione di picco o rottura f t e la tensione di snervamento f y
                                     

5. Normativa

  • Decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 - Nuove norme tecniche per le costruzioni
  • UNI EN 10080:2005 – Acciaio darmatura per calcestruzzo - Acciaio darmatura saldabile - Generalità