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ⓘ Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro




                                     

ⓘ Tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro

Il tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro, in Italia, è un operatore sanitario che, in possesso della laurea abilitante, è responsabile, nellambito delle proprie competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e controllo in materia digiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e veterinaria.

                                     

1. Storia

Il moderno profilo professionale del tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro porta dentro sé le esperienze le competenze del vigile sanitario comunale, guardie di sanità 1907, del vigile sanitario provinciale, dellispettore digiene 1970-1984.

La legge 23 dicembre 1978, n. 833 viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale, nellattribuire alle unità sanitarie locali lesercizio delle funzioni per le attività di prevenzione aveva previsto che le stesse si avvalessero degli operatori sia dei propri servizi di igiene sia dei servizi multizonali. Inoltre, per quanto riguarda ligiene del lavoro veniva disposto che alle unità sanitarie locali venissero attribuiti i compiti svolti dallIspettorato del lavoro in materia di prevenzione, di igiene e di controllo della salute dei lavoratori con lorganizzazione di propri servizi di igiene ambientale e di medicina del lavoro. Nulla veniva precisato, invece, in merito al personale di igiene e sanità pubblica. Con il DPR 20 dicembre 1979 n. 761 stato giuridico del personale delle ULS viene inquadrata la figura di "Personale di vigilanza e ispezione". Col DM 30 gennaio 1982 Normativa concorsuale venivano stabiliti i nuovi titoli per laccesso ai concorsi pubblici: diplomi di perito industriale, di perito agrario e di geometra.

Con il DPR 7 settembre 1984 n. 821, venivano attribuite al personale di vigilanza e ispezione attività e funzioni orientate verso lautonomia professionale e la Legge 26 febbraio 1999 n. 42 Disposizioni in materia di professioni sanitarie cancella ogni residuo concetto di ausiliarietà e complementarità. Al tecnico della prevenzione viene assegnato un proprio campo di attività, gli vengono riconosciute una propria responsabilità professionale, una propria autonomia professionale e pari dignità rispetto alle altre professioni sanitarie. Nel decreto 27 luglio 2000 viene definita lequipollenza di diplomi e attestati al diploma universitario di tecnico della prevenzione nellambiente e dei luoghi di lavoro, ai fini dellesercizio professionale e dellaccesso alla formazione post-base mentre nel decreto 3 novembre 2011, modifica del decreto 27 luglio 2000, vengono aggiunti i titoli di guardia di sanità e personale dellex-Comando antidroga e dellex-Comando antisofisticazioni e sanità transitato nel Comando carabinieri per la tutela della salute, con il grado minimo di brigadiere.

Lart. 4 della legge 10 agosto 2000 n. 251 definisce gli ambiti le attività degli operatori delle professioni tecniche della prevenzione mentre lart. 5 del decreto 29 marzo 2001 identifica le figure professionali del tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro e dellassistente sanitario quali costituenti le professioni tecniche della prevenzione.

                                     

2. Funzioni

Le funzioni del tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro, specificate nel D.M. 17 gennaio 1997 n. 58, connettono le storiche competenze sanitarie con quelle tecniche e giuridiche. Le principali funzioni che vengono ora richieste al tecnico della prevenzione sono la formulazione di pareri professionali, lerogazione di consulenza professionale, lesecuzione di attività di controllo ufficiale, leffettuazione di indagini e di attività di polizia giudiziaria, la partecipazione a programmi di prevenzione, la promozione della salute e della tutela dellambiente e la realizzazione di interventi formativi.

                                     

3. Percorso formativo

Il profilo professionale del tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro è disciplinato dal decreto ministeriale 17 gennaio 1997 n. 58.

Il diploma di laurea in Tecniche della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro, conseguito ai sensi dellart. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 Riordino della disciplina in materia sanitaria, e successive modifiche, abilita allesercizio della professione.

La laurea in Tecniche della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro ha lobiettivo qualificante di formare operatori che svolgono con autonomia tecnico-professionale attività di prevenzione, verifica e controllo in materie di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e veterinaria. Il corso di laurea in Tecniche della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro afferisce alla classe delle lauree L/SNT4 stabilite dal decreto interministeriale 19 febbraio 2009 Determinazione delle classi delle lauree delle professioni sanitarie ai sensi del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270. Con la laurea triennale in "Tecniche della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro", lo studente riceve una specifica formazione teorica e compie dei tirocini professionalizzanti in previsione delle future opportunità di lavoro. "Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione" è la laurea magistrale delle professioni tecniche della prevenzione.



                                     

4. Carriera e inquadramento

Col profilo professionale definito dal citato decreto ministeriale 17 gennaio 1997 n. 58 al tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro viene riconosciuto il ruolo di professionista sia allinterno del servizio sanitario nazionale che in regime libero professionale. Il tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro è una delle 22 professioni sanitarie non mediche e collabora nella ASL con altre figure professionali come medici igienisti, medici del lavoro, medici veterinari ed altri professionisti della sanità, con i quali concorre al raggiungimento degli obiettivi di sanità pubblica, di sanità veterinaria, di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e di igiene degli alimenti. Nelle ARPA il tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro collabora con ingegneri, chimici, fisici, biologi, geologi, tecnici laureati o diplomati per la protezione dellambiente.

Nelle aziende private il tecnico della prevenzione ha compiti organizzativi e gestionali e, come libero professionista o dipendente, si adopera per la sicurezza e la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro, la gestione dei sistemi di qualità e la sicurezza alimentare mediante la produzione di documenti di valutazione del rischio, piani di autocontrollo ispirati ai principi del sistema HACCP, valutazioni tecniche e progetti tecnici. Inoltre il tecnico della prevenzione, se in possesso oltre che della laurea di I livello anche dellattestato di frequentazione di un corso di formazione denominato "Modulo C", può svolgere le funzioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione RSPP aziendale sia pubblico che privato.

Il tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro della ASL o delle ARPA operante nei servizi con compiti ispettivi e di vigilanza è, nei limiti delle proprie attribuzioni, ufficiale di polizia giudiziaria. I tecnici della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro, quali professionisti allinterno del Servizio sanitario nazionale, possono essere inquadrati in uno dei seguenti servizi del Dipartimento di prevenzione:

  • Servizio prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro SPSAL: vigilando e controllando la verifica dellapplicazione delle norme in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, dalla conformità delle macchine da lavoro e delle attrezzature alla corrispondenza strutturale ed impiantistica, dalla misurazione strumentale dei fattori di rischio chimico e fisico al riconoscimento delle cause e delle responsabilità nei casi di infortunio e di malattia professionale;
  • Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione SIAN: svolgendo attività di vigilanza e controllo sulligiene, la produzione, il commercio e la distribuzione di prodotti alimentari atti alla nutrizione umana in ogni fase del loro processo. Inoltre si occupano di tutela della qualità delle acque destinate al consumo umano, controllo ufficiale dei prodotti alimentari, consulenza e verifica di commestibilità dei funghi, controlli nellambito di centri cottura e mense collettive e sociali, registrazione attività imprese alimentari, controllo e vigilanza sui prodotti fitosanitari, gestione di sistemi di allerta alimentari, attività di formazione su educazione alimentare e nutrizionale;
  • Servizio veterinario suddiviso in
  • Servizio igiene e sanità pubblica SISP: svolgendo attività volte a preservare la salute dellindividuo e della collettività nei vari ambiti di competenza ; professioni sanitarie ed arti ausiliarie; sistema di allerta RAPEX;
  • Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche Area C.
  • Sanità Animale Area A.
  • Igiene degli alimenti di origine animale Area B.

In alcune aziende sanitarie locali i tecnici della prevenzione possono essere inseriti in servizi quali servizio di prevenzione e protezione, servizio di medicina legale, servizio ingegneristico ed altri. Alcune procure dItalia vista la preparazione dei tecnici della prevenzione hanno formato sezioni di polizia giudiziaria ad alta specializzazione, vedesi NISA di Catanzaro, Crotone, La Spezia, Savona, Genova ecc.

Lo sviluppo della carriera professionale del tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di lavoro si evolve attraverso specifici strumenti contrattuali e legislativi. Lart. 7, comma 2 della legge 10 agosto 2000 n. 251 prevede che le aziende sanitarie locali possano conferire incarichi dirigenziali, con modalità analoghe a quelle previste al comma 1, per le professioni sanitarie di cui alla legge 26 febbraio 1999, n. 42, nelle regioni nelle quali sono emanate norme per lattribuzione della funzione di direzione relativa alle attività della specifica area professionale.

La legge 1º febbraio 2006 n. 43, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2006, istituisce le funzioni di coordinamento. In conformità allordinamento degli studi universitari, il personale laureato appartenente alle professioni sanitarie viene articolato in vari profili. Lesercizio della funzione di coordinamento è espletato da coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti: master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento nellarea di appartenenza, esperienza almeno triennale nel profilo di appartenenza. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 25 gennaio 2008 disciplina laccesso alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione della prevenzione e della professione di ostetrica del ruolo sanitario, alla quale si accede con il possesso della laurea magistrale in scienze delle professioni sanitarie della prevenzione ed unanzianità di servizio di almeno 5 anni nella categoria contrattuale D, compreso il livello Ds.

                                     
  • Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico - sanitarie e della prevenzione su parlamento.it. URL
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