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ⓘ Anthozoa




Anthozoa
                                     

ⓘ Anthozoa

Gli Antozoi sono una classe di animali del phylum degli Cnidaria. Con oltre seimila specie, solitarie e coloniali, è il più grande taxon degli Cnidaria.

Consistono di piccoli polipi singoli o radunati tipicamente in colonie di molti individui simili. Il gruppo include gli organismi comunemente noti come coralli, costruttori delle barriere coralline tropicali, che, producendo carbonato di calcio sotto forma di calcite, formano il tipico scheletro calcareo.

Inoltre comprendono gli anemoni di mare o attinie, le pennatule, i coralli molli.

                                     

1. Etimologia

Il nome "Anthozoa" significa letteralmente fiori animali dal greco άνθος ánthos; "fiore" e ζώα zóa; "animali" un riferimento allaspetto floreale che assumono i polipi.

                                     

2. Descrizione

Il corallo, percepito comunemente come un singolo organismo, in realtà è formato da migliaia dindividui identici geneticamente detti polipi, ognuno grande solo pochi millimetri.

Di forma e di dimensione variabili da piccoli individui di meno di mezzo centimetro a grandi colonie di un metro o più di diametro, sono sparsi nelle acque costiere tropicali in cui formano trottoir come nel Mar Rosso, atolli come nelle isole polinesiane o barriere come nel caso dellAustralia, con la Grande Barriera Corallina. Queste colonie, generalmente, sono tipiche di acque molto luminose e calde, pur sopportando poco sia le alte temperature sia linquinamento che porta, infatti, alla loro morte e, quindi, alla loro sedimentazione.

Presentano la cavità gastrovascolare con setti longitudinali radiali alternati a tentacoli.

                                     

3. Biologia

Si distinguono in:

  • coralli ermatipici, con scheletro carbonatico e che vivono in simbiosi con le zooxantelle che gli forniscono nutrimento, e hanno quindi bisogno di luce. Queste simbiosi si fondano sul mutuo scambio di sostanze tra simbionte alga e ospite antozoo. Le simbiosi in questione sono di estremo e attuale interesse, soprattutto in relazione ai fenomeni di sbiancamento dei coralli, che si ritengono dovuti a un aumento della temperatura, conseguenza delleffetto serra;
  • coralli aermatipici o anermatipici, sprovvisti di zooxantelle, che non hanno dunque bisogno di luce e possono vivere più in profondità e che si nutrono catturando plancton o per osmosi.
                                     

3.1. Biologia Alimentazione

Gli Antozoi sono carnivori, cacciano le prede con i loro tentacoli.

Gli anemoni attendono che pesci o altri animali marini finiscano tra i loro tentacoli urticanti, per poterli immobilizzare e mangiare. Alcuni animali tuttavia, come il pesce pagliaccio, sono immuni a tali tentacoli e riescono a vivere fra di essi.

Molte specie inoltre completano il loro fabbisogno energetico stabilendo una simbiosi con alghe unicellulari fotosintetiche zooxantelle che vivono allinterno dei loro tessuti. Queste specie vivono in acque poco profonde, perché possano essere raggiunte dalla luce necessaria alle alghe, e molte sono costruttrici di barriere coralline. Altre specie mancano delle zooxantelle e, non avendo bisogno di aree ben illuminate, vivono tipicamente in acque profonde.

                                     

3.2. Biologia Riproduzione

Il corallo, percepito comunemente come un singolo organismo, in realtà è formato da migliaia dindividui identici geneticamente, ognuno grande solo pochi millimetri.

La parte terminale del corallo si sviluppa tramite riproduzione asessuata dei polipi attraverso la formazione di gemme o la fratturazione del polipo. In acque ricche di nutrienti, gli anthozoi possono andare incontro a lacerazione pedale si staccano dal piede un gruppo di cellule. Dalle cellule staccate si sviluppano nuovi individui.

Si riproducono anche sessualmente. A differenza di altri membri di questo phylum, gli antozoi non presentano, durante il loro sviluppo, uno stadio di medusa. Invece, rilasciano sperma e uova nellacqua. Dopo la fecondazione, le larve fanno parte del plancton. Quando sono completamente sviluppate, le larve si depositano sul fondo del mare e si attaccano al substrato, subendo la metamorfosi in polipi.

                                     

3.3. Biologia Longevità

Le colonie coralline costituiscono i più vecchi organismi animali vivi al mondo: la loro longevità supera di gran lunga quella delle tartarughe, che vivono oltre 210 anni, o di alcune specie di vongola che possono vivere oltre 405 anni. Secondo gli esperti del NOAA alcune colonie avrebbero anche molte centinaia, e forse migliaia di anni.

                                     

4. Distribuzione e habitat

Nelle fasce tropicali degli oceani i coralli, stanziatisi da millenni, hanno formato delle grandi bio-costruzioni calcaree con i loro scheletri, creando un nuovo ambiente naturale la barriera corallina che ha addirittura modificato la geografia dei mari e degli oceani in quelle zone formando scogliere e permettendo lo sviluppo di tipici ambienti di piattaforma carbonatica e atollo.

Le principali barriere coralline si trovano nelle acque delloceano Atlantico occidentale e nellIndo-Pacifico, tra le latitudini di 30°N e 30°S.

Il Triangolo dei coralli, tra oceano Pacifico e oceano Indiano, ha la massima biodiversità per ciò che riguarda le barriere coralline; si estende tra il Mediterraneo Australasiatico e la zona di mare a nord e a est della Nuova Guinea.

È tuttavia un errore credere che il corallo possa svilupparsi soltanto nei mari caldi, infatti i mari freddi quello della Scandinavia, della Gran Bretagna e della penisola iberica ospitano scogliere coralline e piattaforme carbonatiche cosiddette barriere coralline di acque profonde.

Un esempio di formazioni coralline di profondità sono i Darwin Mounds, situati a oltre 1 000 metri di profondità in prossimità di Cape Wrath, in Scozia.

Numerose specie, come per esempio Epiactis georgiana Actiniidae o Capnea georgiana Capneidae sono presenti anche nei mari dellAntartide. La famiglia Halcampulactidae è lunica endemica dei mari antartici.

Anche se i coralli possono catturare il plancton usando gli cnidoblasti presenti sui loro tentacoli, la maggior parte di questi animali nei mari caldi ottiene il sostentamento tramite le zooxanthellae, delle alghe unicellulari endosimbiotiche. Di conseguenza la maggior parte dei coralli dipende dalla luce solare e si sviluppa in acqua luminosa e poco profonda. Questi coralli sono quelli tipici dei reef tropicali e subtropicali, come la Grande Barriera Corallina australiana. Altri coralli non sono invece in simbiosi con le zooxantelle e possono vivere in acque più profonde, come nelloceano Atlantico, dove il genere Desmophyllum sin. Lophelia vive fino a 3 000 metri.



                                     

5. Tassonomia

I coralli appartengono tutti alla classe Anthozoa e sono divisi in tre sottoclassi monofiletiche Octocorallia, Hexacorallia e Ceriantharia a seconda del numero di tentacoli, della linea di simmetria, del loro esoscheletro, del tipo di nematocisti o dellanalisi genetica. I coralli con otto tentacoli sono chiamati Octocorallia o Alcyonaria, quelli con più di otto tentacoli in multipli di sei sono chiamati Hexacorallia in passato detti anche Zoantharia, denominazione oggi circoscritta a un ordine.

Storicamente, si pensava che i "Ceriantipatharia" fossero una sottoclasse separata ma oggi i due ordini che comprendeva sono stati redistribuiti: Antipatharia è ora considerata parte di Hexacorallia e Ceriantharia è ora considerata una sottoclasse indipendente.

Gli esacoralli comprendono le specie costruttrici di barriere coralline: i coralli pietrosi Scleractinia, gli anemoni di mare Actiniaria e gli zoantidi Zoantharia. Studi genetici sul DNA ribosomiale hanno dimostrato che Ceriantharia è un gruppo monofiletico ed è il più antico, o basale, tra questi.



                                     

6. Conservazione

Il riscaldamento globale colpisce duramente i coralli mettendone a dura prova la sopravvivenza. Quando la temperatura marina si incrementa anche di solo 2 gradi Celsius, lintera struttura entra in una sorta di "febbre" e i microorganismi non sono più in grado di produrre nutrimento, pertanto dopo pochi giorni i polipi del corallo espellono le zooxantelle simbiotiche, facendo assumere alla struttura calcarea una colorazione più pallida o lasciandola completamente bianca. In assenza della principale fonte di nutrimento, i polipi sono destinati a morire.

Per salvaguardare queste creature alcuni ricercatori hanno fondato la "Banca dei coralli", una struttura in grado di mantenere intatto per secoli lo sperma del corallo.