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ⓘ Dote




Dote
                                     

ⓘ Dote

La dote è linsieme dei beni che la famiglia di una sposa conferisce allo sposo con il matrimonio.

Insieme al prezzo della sposa e alla controdote è alla base delle trattative matrimoniali della maggior parte delle culture tradizionali. Lusanza della dote è più comune nelle culture che sono fortemente patrilineari e che si aspettano che le donne risiedano nei pressi o con la famiglia del marito patrilocalità.

                                     

1. Funzione della dote

Variando molto a seconda dellepoca, del paese, del diritto e del tipo di contratto matrimoniale scelto dai contraenti e dalle loro famiglie, la dote ha assunto diversi significati: contributo da parte della famiglia della sposa alle spese del matrimonio e ai beni della nuova famiglia, valorizzazione della sposa, indennizzo/anticipazione alla figlia delleredità dei genitori in occasione del suo distacco dalla famiglia di origine, tutela della moglie grazie alla cessione al marito del solo usufrutto dei beni oppure grazie allobbligo di restituzione della dote in caso di separazione o morte del marito oppure grazie al necessario consenso di lei nelluso dei beni, ritorno dei beni residui alla famiglia originaria di lei in caso di morte della moglie.

La presenza o lassenza di alcuni dei suddetti aspetti ha fatto sì che la dote potesse essere una forma di tutela della sposa ma anche il contrario, arrivando ad essere uno dei moventi non solo del matrimonio ma anche della separazione o dellomicidio della sposa. Lapplicazione o meno dei suddetti criteri oltre che essere regolato dalle leggi, in epoche e contesti in cui le leggi non erano applicate o applicabili, era garantita dalle prassi delle comunità locali e il rispetto reciproco tra le famiglie.

In molti casi storici, la dote e il matrimonio è risultata essere una delle componenti di un vero e proprio contratto tra famiglie. Tra le componenti del contratto, il denaro versato con la dote, risultava garantito dalla presenza di lei nella casa di lui nonché dallintromissione della famiglia creditrice della sposa nellasse successorio nella famiglia debitrice dello sposo.

Gli studi comparativi dellantropologo britannico Jack Goody sui vari sistemi di dote nel mondo hanno dimostrato che la dote è una forma di eredità diffuso largamente nelle società eurasiatiche, dal Giappone allIrlanda, che praticano la "devoluzione divergente", vale a dire, che trasmettono la proprietà ai figli di entrambi i sessi. Questa pratica è diversa da quella della maggior parte delle società dellAfrica sub-sahariana, che praticano la "eredità omogenea" in cui la proprietà è trasmessa soltanto ai figli dello stesso sesso del titolare della proprietà. Queste società africane si caratterizzano per il pagamento del "prezzo della sposa", cioè il denaro, i beni o la proprietà dati dallo sposo o dalla sua famiglia ai genitori della sposa non alla sposa stessa.

Goody ha dimostrato una correlazione storica tra le pratiche di "devoluzione divergente" dote e lo sviluppo dellagricoltura intensiva con laratro da un lato, e tra lereditarietà omogenea prezzo della sposa e agricoltura estensiva con la zappa dallaltro. Partendo dal lavoro di Ester Boserup, Goody osserva che la suddivisione del lavoro rispetto ai sessi varia nellagricoltura intensiva con laratro e nella coltivazione estensiva itinerante shifting cultivation. Nelle regioni scarsamente popolate, dove è praticata la coltivazione itinerante, la maggior parte del lavoro è svolto dalle donne. In queste società è in uso il prezzo della sposa. Boserup inoltre associa la coltivazione itinerante con la poligamia, e quindi la ricchezza della sposa viene pagata a titolo di risarcimento per la sua famiglia per la perdita del suo lavoro. Nellagricoltura con laratro il lavoro è svolto in gran parte dagli uomini; in questi casi si usa la dote. Al contrario, lagricoltura con laratro è associata con la proprietà privata e il matrimonio tende ad essere monogamo, per mantenere la proprietà allinterno del nucleo famigliare. I familiari prossimi sono i coniugi preferiti in modo da mantenere proprietà allinterno del gruppo

                                     

2.1. Storia Babilonia

Anche nei più antichi testi a disposizione, come ad esempio il Codice di Hammurabi dellantica Babilonia, la dote è descritta come una consuetudine già esistente. Le figlie normalmente non ereditavano nulla dal padre, in compenso con il matrimonio ricevevano una dote dai genitori, che offriva loro una sicurezza proporzionale a quanto la famiglia poteva permettersi. A Babilonia erano in uso sia la dote che il prezzo della sposa, tuttavia questultimo era quasi sempre compreso nella dote. In caso di divorzio senza ragione luomo doveva restituire la dote alla moglie così come il prezzo della sposa andava restituito al marito. La restituzione della dote poteva essere evitata se il divorzio rientrava in uno dei casi previsti dalla legge.

La dote era amministrata dal marito come parte del patrimonio di famiglia; egli però non ne poteva disporre liberamente e legalmente la dote doveva essere mantenuta separata in quanto ci si aspettava fosse dedicata alla moglie e ai figli. La moglie aveva diritto alla sua dote alla morte del marito. In caso di morte della moglie senza figli, la sua dote ritornava alla famiglia di origine al padre se ancora vivo, altrimenti ai fratelli mentre in presenza di figli, andava divisa equamente tra loro ma non tra eventuali altri figli del marito da parte di altre donne.

                                     

2.2. Storia Antica Grecia

Nella antica Grecia la dote poteva essere dote" diretta” se costituita da beni della famiglia della sposa, o" indiretta” se proveniente da regali fatti alla sposa in occasione del matrimonio. Lammontare della dote dipendeva dalla generosità del padre o del fratello e in generale, dipendeva da vari fattori: la ricchezza di colui che forniva la dote; il numero di fratelli e sorelle; le convenzioni in uso nel gruppo sociale al quale apparteneva la famiglia sia per quanto riguardava i beni dati al momento delle nozze che per quanto riguardava una eventuale eredità che in alcuni contesti era sostituita in tutto o in parte dalla dote. Oltre al corredo la dote poteva consistere di denaro e persino di schiavi, indice questo di grande ricchezza del padre della sposa.

La dote era vincolata: né il padre, né il tutore, né il marito o la donna stessa potevano disporne legalmente poiché garantiva la sopravvivenza della moglie anche nel caso di divorzio o vedovanza.



                                     

2.3. Storia Impero Romano

Luso di trasmettere alcuni beni con il matrimonio è sancito nel diritto romano con lo scopo duplice di indennizzare la donna che uscendo dalla famiglia di origine perdeva il diritto alleredità paterna, e di contribuire alle spese del matrimonio.

                                     

2.4. Storia Medioevo ed Età moderna

Il Codice Giustinianeo del VI secolo la rese obbligatoria; questo istituto, seppure modificato, sopravvisse in Italia fino al 1975, quando, con la riforma del diritto di famiglia, fu vietato.

Tradizionalmente in Italia nelle società contadine la dote era costituita da una cassapanca contenente il corredo che doveva consistere di un certo numero di lenzuola, tovaglie, piatti, bicchieri ed altre suppellettili per la casa.

                                     

3. India contemporanea

Nel 1960 è stato emanato il Dowry Prohibition Act legge che vieta in India lestorsione coniugale, pratica tuttoggi diffusa.

In India, la dote è chiamata Dahej in Hindi, e Jahez in arabo derivato dallislamico Jahez-e-fatimi. In alcune zone della parte più orientale dellIndia, la dote è chiamata Aaunnpot. La dote consiste nel pagamento di contanti o nel conferimento di regali da parte della famiglia della sposa alla famiglia dello sposo, in previsione del matrimonio. Esso può includere contanti, gioielli, elettrodomestici, mobili, biancheria da letto, stoviglie, utensili, auto e altri oggetti per la casa che aiutano i neo-sposi ad iniziare la propria coabitazione.

In India, il sistema dote comporta un notevole impegno finanziario per la famiglia della sposa. Il pagamento della dote è ora vietato dalla legge sulla proibizione della dote del 1961 nel diritto civile indiano, alla cui aprovazione seguirono le sezioni 304b e 498a del codice penale indiano IPC. Nonostante le leggi anti-dote in India, essa è ancora una pratica illegale comune. Altre leggi che tentano di affrontare il problema, includono Dowry and Bridal Gifts Restrictions Rules, 1976 ed il Dowry Prohibition Maintenance of Lists of Presents to the Bride and Bridegroom Rules, 1985, che sono destinati a documentare i regali e fornire evidenza di prova nel caso in cui si verifichi successivamente laccusa di reati commessi nei confronti della sposa.

La dote in India non è limitata agli indù o ad una religione specifica. al contrario, rimane una prassi sociale diffusa. Gli islamici classificano la jahez in due categorie: la prima comprende alcuni articoli essenziali per laspetto esteriore della sposa e per la vita coniugale. La seconda tipologia è costituiao da beni di valore, vestiti, gioielli, denaro per la famiglia dello sposo, che è determinata a seguito di contrattazione. Il jahez spesso supera di gran lunga il costo del baraat e del banchetto matrimoniale. Il jahez è a sua volta cosa distinta dal pagamento in contanti come Mahr controdote imposti dalla Sharia islamica. Sebbene da decenni lindia abia approvato delle leggi per contrastare la pratica della dote, esse sono state oggetto di critiche per la scarsa efficacia. La tradizione della dote e il suo corollario di sangue continuano ad essere fuori controllo in vaste regioni dellIndia, suggerendo lopportunità di ulteriori interventi normativi in materia.

In India, si uccide ancora a causa di una dote ritenuta insufficiente, al culmine di una serie di abusi da parte della famiglia del marito.



                                     

4. Diritto italiano

Con la riforma del diritto di famiglia del 1975 il nuovo testo del Codice civile dispone il divieto di costituzione di dote, sentita come un retaggio del passato.