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ⓘ Nazione




Nazione
                                     

ⓘ Nazione

Una nazione si riferisce ad una comunità di individui che condividono alcune caratteristiche comuni come la lingua, il luogo geografico, la storia, le tradizioni, la cultura, la religione, letnia ed eventualmente un governo.

Unaltra definizione considera la nazione come uno "stato sovrano" che può far riferimento a un popolo, a unetnia, a una tribù con una discendenza, una lingua e magari una storia in comune.

Una differente corrente di pensiero, che fa riferimento allidea di nazione in quanto realtà oggettiva e legata a pensatori riconducibili a diverse espressioni politico-culturali, include tra le caratteristiche necessarie di una nazione il concetto di sangue Herder o di "consanguineità" Meinecke.

Unaltra definizione vede la nazione come una "comunità di individui di una o più nazionalità con un suo proprio territorio e governo" o anche "una tribù o una federazione di tribù come quella degli indiani nord-americani". È appoggiandosi a tali nozioni che si è sviluppato negli anni 70 il concetto di micronazione.

Alcuni autori, come Jürgen Habermas, considerando obsoleta la nozione tradizionale di nazione, si riferiscono a essa come a un libero contratto sociale tra popoli che si riconoscono in una Costituzione comune. Tale concetto, in questo caso, si estenderebbe anche a quello di patria e il patriottismo nazionale verrebbe così rimpiazzato dal "patriottismo costituzionale".o grazie al concetto di gruppo di appartenenza ": la nazione è tale dal punto di vista politico. Ciò prevede un profondo senso del noi ", pace e ordine al suo interno, una serie di simboli e miti comuni, la garanzia di protezione e la consapevolezza della durevolezza nel tempo della nazione rispetto ai singoli individui.

                                     

1. Caratteristiche

Il senso del noi si sviluppa nella popolazione spesso grazie al confronto con il gruppo esterno ", che alle volte assume la forma di un odiato nemico. Un esempio può trovarsi nella storica rivalità tra nazione francese e nazione tedesca: entrambe hanno caratterizzato la loro identità nellostilità rispetto al vicino. Una nazione può essere rappresentata da uno Stato, che garantisce un ordinamento giuridico ne afferma la sovranità. In tal caso si parla di Stato-nazione. Oltre gli stati esistenti, alcuni partiti politici e associazioni rivendicano di appartenere a nazioni senza Stato e, per quanto riguarda lEuropa occidentale, si riuniscono nella Conferenza delle nazioni senza stato dEuropa occidentale CONSEU. Lorganizzazione che raccoglie nazioni e popoli non rappresentati di tutto il mondo è lOrganizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati UNPO.

Ernest Renan definisce nazione come lanima e il principio spirituale di un popolo, che gode di una ricca eredità di ricordi e del consenso attuale. Ne consegue che la nazione esiste finché trova posto nella mente e nel cuore delle persone che la compongono.

Lidea di nazione matura nel tempo.

Giustificazione storica della nazione è fornita da opere letterarie, da poesie e da canti, composti anche in un passato molto lontano ma che vengono rapportati al presente; classica giustificazione della nazione tedesca è riscontrabile nella Germania di Tacito, in cui i popoli abitanti nel cuore dellEuropa vengono esaltati come valorosi, leali e incorrotti: è probabile che Tacito abbia voluto in questo modo fare una critica della società romana, dando comunque materiale ai tedeschi per legittimare la propria superiorità.

Nelluso quotidiano erroneamente i termini come nazione, stato e paese vengono usati spesso come sinonimi per indicare un territorio controllato da un singolo governo, o gli abitanti di quel territorio o il governo stesso; in altre parole lo Stato.

In senso stretto tuttavia, nazione indica le persone, mentre paese indica il territorio e stato la legittima istituzione amministrativa. Per aumentare la confusione, i termini nazionale e internazionale si applicano agli Stati.

Nonostante al giorno doggi molte nazioni coincidano con uno Stato, le cose non sono sempre andate così in passato e ancora oggi esistono nazioni senza Stato e viceversa ci sono degli stati formati da più nazioni. Vi sono anche stati senza nazione.

Occorre infine ricordare che con il termine "nazioni" in passato si intendevano anche associazioni di mercanti aventi la stessa nazionalità e residenti in uno Stato estero per motivi di commercio verso il cui governo erano rappresentati da propri consoli diversi dalle rappresentanze statali presso altri stati.

                                     

2.1. Il concetto di nazione nella storia Larchetipo della nazione dIsraele

La Bibbia descrive il concetto di nazione nationes o gentes come una delle grandi divisioni naturali della specie umana uscita dalle mani di Dio creatore, espressione della diversità visibile della società umana sulla terra ". Le nazioni sono il risultato della divisione dellumanità in schiatte, stirpi e popoli, come il frutto del superamento dellunità originaria del genere umano.

La Genesi racconta del passaggio da un primitivo universalismo a una dispersione dei popoli, causata forse nel tempo attraverso la discendenza dei figli di Noè, sopravvissuti con lui al Diluvio universale, o repentinamente dalledificazione della torre di Babele. L’ Apocalisse di San Giovanni pronostica un ripristino dellantico universalismo, secondo un piano di salvezza che riguarderà tutte le nazioni e non soltanto il popolo dIsraele.

Di preferenza, nelle Sacre scritture il termine "nazione" ricorre per indicare i nemici pagani del popolo eletto, quelle nazioni, cioè, che non riconoscono Dio e la sua potenza. Il popolo di Dio deve lottare e combattere le nazioni per difendersi dalla sottomissione e dallerrore. Tutto ciò riconduce a un sentimento di nazionalismo.

La nazione di Israele nasce come lega sacra tra le varie tribù ebraiche, su una base al tempo stesso etnica e religiosa. Sarà questa unione culturale variabile culturale a tenere unito il popolo di Dio, anche in assenza di una forma politica stabile.

                                     

2.2. Il concetto di nazione nella storia Grecia

Possiamo tradurre in greco il termine nazione con ethnos ", sebbene questa voce abbia assunto un elevato numero di connotazioni: popolo greco o barbaro, forme politiche associative non riconducibili alle polis, ma anche un popolo o una comunità etnica con un proprio statuto politico-giuridico e unautonoma struttura costituzionale. Il termine ethnos indica non tanto una popolazione dispersa su un territorio esteso, che vive in villaggi e unita da legami politici deboli e intermittenti ", quanto un insieme, etnicamente omogeneo, di comunità politiche locali, con unidentità politica fondata essenzialmente sullelemento territoriale. Il termine genos indica la comune discendenza, la provenienza da uno stesso ceppo, i vincoli di sangue, ma generalmente non esprime vincoli di appartenenza politica.

I differenti popoli che formano la nazione ethnos ellenica sono accomunati su vincoli di sangue variabile naturale più che da legami di tipo culturale o politico territoriale.

Levento che più di ogni altro ha unito i greci in un sentimento unitario, sono state le Guerre persiane. Socrate distingue la rivalità interna e la definisce discordia ", dalla minaccia di altri popoli, che chiama guerra ". La superiorità culturale e politica dei greci rispetto ai barbari favorisce un sentimento di unione non solo di sangue, ma anche politica e culturale, che si perpetuerà oltre la contingenza persiana, anche se non si raggiungerà mai la realizzazione di una nazione in senso proprio, libera da conflitti interni e rivolta a un espansionismo esterno.



                                     

2.3. Il concetto di nazione nella storia Roma

È nel mondo romano che il termine nazione fa la sua comparsa per la prima volta e viene utilizzato con sfumature diverse. Nel suo significato immediato la natio richiama la nascita e lorigine, la comunità di diritto alla quale si appartiene per vincolo di sangue, secondo uno degli usi restrittivi che già si trova nella tradizione biblica. Nelluso romano la natio è anche la terra nella quale si è nati, il luogo dorigine, di appartenenza o di provenienza. Generalmente natio viene utilizzato per indicare le popolazioni straniere, alleate o sottomesse a Roma. Altre volte indica popolazioni ostili alla Res pubblica, o popolazioni barbare e arretrate.

A differenza di gens, che indica una stirpe intera ad esempio la gens Germanica, natio indica le singole tribù.

Il termine natio ha assunto dunque valenze e connotazioni diverse, che indicavano lesistenza di vincoli di appartenenza politica basati sul sangue, sullaffiliazione tribale e sui legami territoriali, ma non la presenza di un ordine politico complesso e articolato, di un livello di civiltà lontanamente paragonabile a quello romano. Questo spiega perché, per indicare Roma, il sostantivo natio venga sostituito da civitas, patria, res pubblica, Urbs.

                                     

2.4. Il concetto di nazione nella storia Medioevo

Il Medioevo è un periodo di mezzo fra il mito delluniversalismo realizzato antecedentemente sotto forma di impero e il particolarismo nazionale che si realizzerà nei secoli a venire. È un periodo importante, che pone le basi per i successivi mutamenti storici e sociali. Tra letà tardoromana e linizio dellAlto medioevo vanno ricercati i fattori e gli elementi dalla cui combinazione scaturirà in seguito la maggior parte delle nazioni storiche che ancora oggi compongono la carta politica dellEuropa.

Il Medioevo è il periodo delezione per studiare la formazione di buona parte degli stati europei.

                                     

2.5. Il concetto di nazione nella storia Le nationes universitarie

Le nationes universitarie, sorte nelle Università medievali dEuropa dal XIII secolo in avanti, sono una delle espressioni storicamente più significative del compromesso tra universalismo e particolarismo. Gli scholares vagantes si muovono da tutta Europa per apprendere nelle diverse città europee gli insegnamenti impartiti da magistri a loro volta provenienti da ogni paese.

Particolarismo dettato dalla loro provenienza territoriale. Universalismo caratterizzato dal sapere universale appunto.

Al tempo stesso, le corporazioni e associazioni cui davano vita nelle città che li ospitavano per difendersi reciprocamente dalle pressioni dei poteri locali, tendono a strutturarsi in funzione della loro differente provenienza geografica, sulla base dunque della terra dorigine, della lingua materna e della diversità di costumi.

"Luniversità divenne il centro e il punto di partenza dellorganizzazione nazionale".



                                     

2.6. Il concetto di nazione nella storia Le nationes mercantili e conciliari

Più rilevante è stata la funzione svolta dalle nationes mercantili. Si tratta di comunità forestiere composte da commercianti e operatori economici stabilmente insediate allestero.

Similitudini con le nationes universitarie:

  • Nascita spontanea, volontaria e limitata nel tempo;
  • Garantire assistenza e tutelare gli interessi professionali;
  • Laggregazione avviene in base a criteri linguistico-territoriali;

In generale, le nationes mercantili hanno avuto un ruolo più spiccatamente politico-rappresentativo: non si sono limitate alla salvaguardia dei privilegi e delle concessioni ottenuti dal potere locale o al perseguimento di comuni obiettivi materiali, ma hanno anche perseguito lo sviluppo delle relazioni economiche e politico-diplomatiche tra paesi e la definizione di modelli socioculturali e didentità politico-territoriali. Si può dunque dire che hanno storicamente contribuito alla costruzione della futura Europa delle nazioni.

Agli interessi dei commercianti si affianca la solidarietà patriottica, laffinità culturale e religiosa, una lingua comune e un comune sentimento riferiti a una città/regione/nazione.

Il principio qui stabilito, se da un lato dimostra come in questa fase storica lappartenenza o identità nazionale sia ancora priva di rilevanti connotazioni politiche, dallaltro conferma come i valori etnolinguistici che sono alla base di quella che potremmo definire lidea di nazione culturale fossero già pienamente attivi nella mente delle classi dirigenti e dei ceti intellettuali dellepoca.

                                     

2.7. Il concetto di nazione nella storia Dalla Riforma alla Rivoluzione

A partire dal 500 fenomeni come laccentramento del potere politico nelle mani dei sovrani, laffinamento letterario delle lingue vernacolari, il radicamento su base territoriale delle chiese riformate producono, su gran parte del territorio europeo, il progressivo consolidarsi del sentimento collettivo e della coscienza unitaria di sempre più vaste comunità umane, che cominciano ad assumere una fisionomia e unidentità nazionale.

Machiavelli: Il termine nazione assume un significato generale ed estensivo poiché si riferisce a collettività straniere, a popolazioni e a paesi oppure può richiamare una o più comunità con la loro particolare fisionomia storica e culturale. Nazione indica dunque differenze linguistiche e territoriali, diversità culturali, ma anche la continuità storica che caratterizza la vita di un popolo rendendolo specifico e differente dagli altri.

Guicciardini: Oltre agli usi scontati, nazione indica anche una comunità etnico-territoriale distinta dal punto di vista della cultura. Gli Svizzeri si alleano col Ducato di Milano per respingere i Francesi.

Nascita delle "chiese nazionali" cuius regio, eius religio. Distacco teologico ma anche politico e linguistico rafforza il senso di appartenenza.

In questa fase è possibile individuare una profondità storica: il termine nazione non indica soltanto coloro che su un dato territorio condividono la stessa lingua, gli stessi costumi e la stessa religione, ma un insieme di caratteri e di legami che rimanda ad un passato percepito come unico e peculiare, con una sua forza vincolante.

Per il periodo storico compreso tra Rinascimento e Rivoluzione francese possiamo distinguere tre modelli o varianti del concetto di nazione:

  • Nazione statale: la nazione si forma sotto la spinta dello Stato. La crescita del sentimento nazionale è proporzionata alla crescita dello Stato territoriale. Es. Inghilterra;
  • Nazione culturale: sviluppata in quegli stati in cui il modello politico statuale si è sviluppato con maggiore ritardo Germania, Italia. La nazione coincide in questo caso con una comunità popolare basata sulla cultura, sulla lingua e sulle tradizioni storiche.
  • Nazione politica sovrana. La nazione costituisce ununione volontaria di cittadini che si pone, al posto dellantico sovrano, come fondamento esclusivo dello Stato. Da qui si sviluppa una sovranità politica. Es. Francia rivoluzionaria.
                                     

2.8. Il concetto di nazione nella storia La nazione culturale

Si sviluppa nel 700. Fonda la sua coesione sulla lingua, sulla cultura e sulla tradizione Herder, non sullastratta rigidità di unobbligazione politica Kulturnation. Secondo Herder nella vita di una nazione, lunità di cultura e di lingua viene prima dellunità politica, dello Stato e della costituzione. I vincoli culturali sono più stabili e duraturi di quelli istituzionali. Esempi di nazione culturale Germania, Italia. Herder teorizza la nazione come un fattore di progresso civile e morale, nonché come un tramite fra lindividuo e lumanità. Realizzando sé stesso allinterno di una realtà sociale culturalmente omogenea e spiritualmente coesa, luomo può più facilmente attingere alla dimensione delluniversalità e realizzare la sua natura sociale visione universalistica.

                                     

2.9. Il concetto di nazione nella storia La nazione politica - Visione romantica di Rousseau

Pone al centro la volontà degli individui che vi fanno parte volontà di costituire una nazione, piuttosto che la natura e la storia, come fattore fondante della nazione politicamente intesa. Richiamo al sentimento piuttosto che alla ragione Rousseau. R. sottolinea limportanza che le istituzioni, la volontà politica e un agire sociale collettivo sorretto dalla passione comune e dalla consapevolezza di sé e della propria identità rivestono nel salvaguardare e rafforzare il sentimento di appartenenza nazionale di qualunque identità politica. A proposito delle diversità dei popoli Rousseau afferma che sono le forme di governo, i sistemi di legislazione le leggi che devono adattarsi allo spirito dei popoli e al loro carattere.

Per Sieyès il terzo Stato rappresenta la nazione intesa proprio come un organo assoluto senza il quale lo Stato non esisterebbe. Gli ordini privilegiati sono qualcosa di esterno alla nazione. Minoranza infima e inutile. Ciò che lega una nazione non è dunque la comune origine storica, la lingua, i costumi o il territorio, ma la volontà degli individui, tutti ugualmente liberi. Volontà non alimentata da retaggi storici ma da sé stessa.



                                     

2.10. Il concetto di nazione nella storia Ottocento

In seguito al periodo rivoluzionario, il campo semantico del termine nazione si allarga notevolmente: da semplice realtà collettiva caratterizzata da usi e costumi a soggetto originario dellorganizzazione della società, la comunità fondamentale che legittima le istituzioni che organizzano la vita collettiva.

Associazione con altri termini: popolo, patria, libertà, cittadinanza, Stato, volontà, sovranità.

                                     

2.11. Il concetto di nazione nella storia Aspetto terminologico

Nel XIX secolo il concetto di nazione diventa globale e inclusivo in corrispondenza della nascita degli stati-nazione. Indica quindi la totalità degli abitanti di un paese, si avvicina al concetto di cittadinanza e spesso si rivela indipendentemente da componenti culturali o etniche. Dunque nazione coincide sempre più con "insieme dei cittadini" o "popolo", il quale assume la valenza di un soggetto politico unitario composto da uguali. Al contempo la nazione si compenetra alla patria. Nasce il nazionalismo.

                                     

2.12. Il concetto di nazione nella storia Aspetto relativo al contesto in cui si impone la nazione

Mutamenti legati alla rivoluzione industriale. La nazione rimane un punto di riferimento per i cittadini innanzi ai mutamenti sociali.

Attivismo politico di nuovi ceti e gruppi sociali di matrice borghese. Dunque nazione come fattore di integrazione socioculturale innanzi alla disgregazione delle rivoluzione industriale.

La nazione ha bisogno di basi storiche e culturali su cui radicarsi: costruzioni più o meno spontanee da parte di poeti, storici, scrittori, filosofi, linguisti e filologi intellettuali. Nazionalizzazione attribuire un significato nazionale dei miti del passato. Dunque dare radici storiche a qualcosa di già esistente.

                                     

2.13. Il concetto di nazione nella storia La nazione romantica

Visione illuministica: nazione come realtà nella quale si riconoscono gli esseri illuminati e i popoli i cui costumi siano stati segnati dalla logica del progresso storico. Visione romantica: nazione come sfera di appartenenza particolaristica ma non esclusiva. La nazione non può fare a meno di entrare in rapporto con la cultura e lo spirito delle altre nazioni e degli altri popoli, insieme con i quali essa costituisce un più vasto organismo vivente. I popoli possono vivere in armonia mantenendo la propria individualità.

Passaggio dallo spirito cosmopolitico settecentesco al nazionalismo ottocentesco. Fichte: solo la nazione tedesca grazie alla sua superiorità linguistica e culturale, ecc. può fare da guida politico-spirituale a beneficio dellintero genere umano. Realizzare il cosmopolitismo partendo dal nazionalismo. La Germania è superiore: dunque è lunica in grado di generare quelluniversalità.

La superiorità linguistica della nazione tedesca, secondo Fichte, è legata alla capacità dellUrvolk "popolo originario" di mantenere e salvaguardare la propria lingua originaria "Ursprache" da influssi stranieri, restando stanziati sul territorio dappartenenza, a differenza di altri ceppi germanici che, migrando, hanno favorito il modificarsi non solo delle proprie abitudini comportamentali, ma anche della propria lingua. Dunque, il popolo tedesco è lunico popolo, il popolo non corrotto dal progresso e dalle regole.

                                     

2.14. Il concetto di nazione nella storia Nazione, libertà, umanità

Le differenze fra nazione culturale e politica non sono così individuabili da un punto di vista dellanalisi pratica sangue e volontà si mescolano.

La nazione italiana: non è qualcosa da costruire ex novo, ma è una comunità naturale che deve essere risvegliata dandole uno Stato e un assetto politico unitario. Per gli autori italiani, il termine nazione è unito alla libertà, alla politica e allo Stato. Al contrario degli intellettuali tedeschi come Herder, quelli italiani pensano che le variabili culturali siano solo un punto di partenza per giungere a una nazione in senso politico, libera e sovrana, dotata di istituzioni e di un governo che ne rispecchi la specificità.

Mancini: le nazioni costituiscono una dimensione naturale e necessaria della storia umana, la cui vitalità storica dipende tuttavia dalla loro libertà e indipendenza, dal fatto cioè di essere non un mero aggregato di fattori naturali e storici, bensì un corpo politico e di possedere un governo, una volontà giuridica e leggi proprie. Senza lo Stato la nazione rischia di restare un corpo inanimato.

Mazzini vede nella nazione la base politica della sovranità popolare e dello stato democratico: "Per nazione noi intendiamo luniversalità de cittadini parlanti la stessa favella, associati, con eguaglianza di diritti politici, allintento comune di sviluppare e perfezionare progressivamente le forze sociali e lattività di quelle forze."

Differenza fra Mazzini e Sieyès. Per Sieyès il soggetto storico che fa nascere la nazione attraverso la volontà sono i cittadini liberi e uguali, per Mazzini è invece il popolo, inteso unitariamente come titolare di diritti e doveri che trascendono quelli dei singoli individui, popolo come espressione di una nuova epoca storica. Funzione pedagogica della nazione: essa educa luomo al sacrificio, al dovere e alletica in funzione della comunità.

                                     

2.15. Il concetto di nazione nella storia Marxismo e questione nazionale

Marx vede la nazione come un progetto della classe borghese, la quale, proponendosi come classe dominante, conquista il controllo dello Stato, dei suoi apparati legali e produttivi, a scapito dei vecchi ceti feudali e aristocratici. La nazione non costituisce dunque una totalità omogenea. I proletari vi sono esclusi. In quanto prodotto borghese, la nazione è strettamente connessa alle dinamiche del sistema capitalistico e come tale questa verrà meno con il superamento del capitalismo. La nazione è dunque una realtà storico-politica contingente.