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ⓘ Governo provvisorio della Toscana




Governo provvisorio della Toscana
                                     

ⓘ Governo provvisorio della Toscana

Il Governo provvisorio della Toscana guidò il territorio sommariamente corrispondente allodierna Toscana per ventidue mesi tra il 1859 e la nascita del Regno dItalia.

                                     

1.1. Storia Contesto

Il Granducato di Toscana, uno dei tanti Stati preunitari, nel 1859 era retto da oltre un secolo dalla dinastia dei Lorena.

I Lorena erano profondamente imparentanti con gli Asburgo, titolari dellImpero austriaco, questultimo controllante il Lombardo-Veneto e quindi contrapposto alle aspirazioni di egemonia nazionale dei Savoia e del Regno di Sardegna.

La stima e laffetto della popolazione per i Lorena, promotori di riforme sociali, importanti opere pubbliche, esercitanti uno dei regimi più illuminati e tolleranti dellintera Europa, era venuto meno con i moti rivoluzionari del 1848. Il Granduca Leopoldo II di Toscana a febbraio aveva concesso la costituzione liberale, e a marzo del 1848 sotto la spinta del movimento liberale aveva inviato truppe regolari della Toscana al fianco di quelle del Piemonte sotto la bandiera tricolore con lo stemma dei Lorena. Successivamente però i suoi sentimenti filo-italiani vennero messi duramente alla prova prima dalla pressione degli Asburgo, strettamente a lui imparentati, e poi dal comportamento espansionista di Carlo Alberto di Savoia. Intimorito dal comportamento del partito democratico che era stato contrario al ritiro delle truppe dal fronte, e dopo un moto popolare a Livorno, fuggì e si rifugiò a Gaeta. Ritornò al trono grazie agli austriaci, e continuo a governare con la consueta mitezza, ma non avendo più la fiducia del suo popolo.

Nel 1859 alla vigilia dello scoppio della seconda guerra di indipendenza sia il governo sabaudo sia quello austriaco fecero pressioni sugli altri stati italiani per attirarli nel proprio schieramento, ma nonostante i vincoli parentali con la casa regnante austriaca il granduca si proclamò neutrale.

                                     

1.2. Storia Rivoluzione toscana

Nel Granducato di Toscana erano allopera molti sostenitori della causa dellunità italiana, inquadrati in varie organizzazioni e rappresentanti le fasce sociali più significative, compresi molti ufficiali dellesercito. Molto attivo era anche Carlo Boncompagni, rappresentante diplomatico del Regno di Sardegna presso la corte lorenese.

Il 23 aprile 1859 gli eventi cominciarono a precipitare visto che lImpero austriaco aveva inviato un ultimatum che intimava il Piemonte a ritirare le truppe dal confine nei mesi precedenti infatti ci fu una politica di riarmo e provocatorie azioni di addestramento dellesercito sabaudo ai confini. Un proclama dei "soldati toscani" diretto ai "fratelli toscani" esprimeva la volontà dellesercito granducale di combattere a fianco dellesercito sardo contro gli austriaci, chiamando esplicitamente "patria" lItalia.

Il 24 aprile, giorno di Pasqua, alcuni reparti schierati finsero di non udire il comando di presentare le armi al granduca ed alla sua corte che si recava al Duomo per le celebrazioni liturgiche.

La notte del 25 aprile in alcune caserme al grido di "Viva lItalia" fu spezzato il busto del granduca e lacerati i ritratti del principe ereditario e del comandante dellesercito granducale, generale Ferrari. Quel giorno vi furono incontri frenetici fra i capi dei vari schieramenti a favore dellunificazione italiana ed i costituzionali toscani, guidati dal barone Bettino Ricasoli. Nessuno accordo fu trovato visto che alcuni di essi volevano soltanto porre richieste riformatrici e di uno Statuto.

Il 26 aprile lAustria dichiarò guerra al Regno di Sardegna: cominciava la seconda guerra dindipendenza. La notte stessa a Firenze, capitale del granducato, si tenne unulteriore riunione dei capi dei vari schieramenti politici favorevoli allunificazione italiana, presenti anche molti ufficiali dellesercito toscano. Fu stabilita per il giorno successivo una grande manifestazione in tutte le principali città, e fu nominata una giunta provvisoria. La rivoluzione era pronta a scoppiare.

La mattina del 27 aprile una gran folla scese in piazza Barbano, peraltro limitandosi a gridare il proprio sostegno al Regno di Sardegna ed a lanciare invettive contro lAustria; le truppe richiesero la sostituzione della bandiera granducale, molto simile a quella asburgica, con il tricolore e la dichiarazione di guerra allAustria. Il granduca Leopoldo II, trincerato in Palazzo Pitti con i suoi ministri, convocò il principe Neri Corsini, liberale daltissima reputazione non direttamente compromesso con i rivoltosi, dichiarando che era disposto a formare un nuovo governo, schierarsi contro lAustria e concedere una costituzione; per calmare gli animi acconsentì alle truppe di inalberare il tricolore.

Il principe Corsini si recò presso la sede diplomatica del Regno di Sardegna dove erano riuniti i capi congiurati, ma tornò dal granduca con un ultimatum volutamente inaccettabile, che prevedeva labdicazione del sovrano, la destituzione del Ministero, del Generale e degli ufficiali che si erano maggiormente pronunciati contro il sentimento nazionale, unalleanza offensiva e difensiva col Piemonte, la pronta collaborazione militare e il comando delle truppe al generale Ulloa, e ladeguamento dellordinamento toscano a quello italiano. Leopoldo II lasciò Firenze con la famiglia, ma rifiutandosi di abdicare anche se virtualmente salì al trono Ferdinando IV. Non riconosceva più il suo governo, ma non ne creò un altro.

                                     

1.3. Storia Istituzione del governo provvisorio

La sera stessa, preso atto della mancanza di un governo legittimo, il municipio di Firenze nominò un Governo Provvisorio Toscano formato da Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini ed Alessandro Danzini.

Il 28 aprile il governo provvisorio offrì la dittatura a Vittorio Emanuele II che però ritenne opportuno non accettare in quanto la situazione internazionale era molto fluida e soprattutto non era chiara la posizione di Napoleone III, potente e fondamentale alleato del Savoia nella guerra allImpero austriaco.

Vittorio Emanuele II si limitò ad accordare la propria protezione e nominò commissario straordinario il suo inviato Carlo Boncompagni, con funzioni di capo di Stato. Il commissario prima provò a formare un direttorato di tecnici, poi preso atto dellimpossibilità di proseguire in quella direzione l11 maggio formò un gabinetto di governo con personalità locali: Bettino Ricasoli agli interni, Cosimo Ridolfi esteri ed istruzione pubblica, Enrico Poggi culto, Raffaele Busacca finanze, commercio e lavori pubblici, il piemontese Paolo De Caverobusacca alla guerra. Comandante dellesercito fu nominato il generale Girolamo Calà Ulloa.



                                     

1.4. Storia Evoluzione

La sovranità della Toscana rimase quindi intatta, ma di fatto non era più un Granducato in quanto il 21 luglio Leopoldo II, che nel frattempo aveva raggiunto la corte asburgica, abdicò in favore del figlio Ferdinando IV di Toscana il quale però né si insediò né abdicò né cedette formalmente i poteri.

Il 5 maggio, per decreto del Governo provvisorio, fu riformato lesercito del Granducato di Toscana, formando:

  • 6º Reggimento di linea, sulla base del 1º Reggimento cacciatori granducale;
  • 1º Reggimento di linea, sulla base del VII e IX battaglione di linea granducale;
  • 5º Reggimento di linea, sulla base del II e IV battaglione di linea granducale;
  • 4º Reggimento di linea, sulla base del I e III battaglione di linea granducale;
  • 3º Reggimento di linea, sulla base del VI e VIII battaglione di linea granducale;
  • Reggimento granatieri, sulla base del battaglione veliti granducale.
  • 2º Reggimento di linea, sulla base del V e X battaglione di linea granducale;

Il 23 maggio i soldati del 5º corpo darmata francese sbarcarono a Livorno, al comando del principe Napoleone Gerolamo, ed occuparono i passi appenninici per prevenire colpi di mano da parte degli austriaci.

Il 29 maggio fu dichiarata lalleanza della Toscana al Regno di Sardegna ed alla Francia nella guerra contro lImpero austriaco. Due giorni dopo, preso atto dellinutilità della sua presenza nel granducato, il principe Napoleone Gerolamo partiva verso la Lombardia con le sue truppe e con le truppe di volontari toscani comandate da Girolamo Calà Ulloa.

Dopo larmistizio di Villafranca, il 1º agosto il commissario straordinario cedette i poteri al consiglio dei ministri, presieduto dal barone Bettino Ricasoli.

Vennero adottati provvedimenti tendenti allannessione al Regno di Sardegna, come lintroduzione dello stemma di casa Savoia, della lira piemontese al posto della moneta granducale. Non si perse loccasione per promuovere alcune opere pubbliche, soprattutto in ambito ferroviario.

                                     

1.5. Storia Annessione e scioglimento

L11 marzo ed il 12 marzo 1860 si tenne il plebiscito che decretò a larghissima maggioranza lannessione della Toscana al Regno di Sardegna: 366.571 voti favorevoli contro 14.925 contrari 4.949 schede annullate per forma illegittima. La Suprema Corte di Cassazione delle Province di Toscana promulgò lannessione in data 15 marzo 1860 e latto formale di annessione fu firmato pochi giorni dopo, il 22 marzo; Eugenio di Savoia-Carignano divenne luogotenente del re, Bettino Ricasoli governatore generale.

Lunificazione non fu attuata di colpo, si preferì mantenere alla Toscana unampia autonomia amministrativa che durò fino al 14 febbraio 1861, quattro giorni prima della prima convocazione del parlamento del neonato Regno dItalia.

Lassimilazione completa e definitiva nelle strutture amministrative del nuovo Stato si concluse nel mese di ottobre dello stesso anno col decreto del nove ottobre 1861 n.274, anche se alcune leggi ed usanze rimasero in vigore per anni, oltre a quelle che furono recepite dallordinamento giuridico unitario.

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