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ⓘ Individuazione




Individuazione
                                     

ⓘ Individuazione

Individuazione è un concetto elaborato nellambito della psicologia analitica dallo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung negli anni 20. È sinonimo di quel processo psichico unico e irripetibile di ogni individuo che consiste nellavvicinamento dellIo con il Sé, cioè con una crescente integrazione e unificazione dei complessi che formano la personalità. Lavvicinamento avviene tramite lattribuzione di significato ai simboli e la loro interpretazione che lindividuo incontra durante la sua vita. Il simbolo lo si può trovare nel mondo interno e nel mondo esterno. La formazione interna avviene tramite regressioni e progressioni della libido. La sincronicità invece aiuterebbe lindividuo a vedere simboli non solo al suo interno ma anche nel mondo che lo circonda. Questo percorso designa quindi una sorta di "viaggio spirituale" verso una maggiore consapevolezza di sé.

                                     

1. Le tappe

Il processo in termini ancora più collettivi è riconoscibile tramite le sue tappe, assimilate da Jung alle fasi di realizzazione alchemica della Grande Opera: nigredo, albedo, rubedo. Linconscio personale e linconscio collettivo vengono esperiti dallindividuo in modo semplicemente diverso: dal viverli in modo passivo ossia inconscio al viverli in modo attivo ossia consapevole. Sotto questa luce lindividuazione è il frutto della continua collaborazione tra Coscienza, Inconscio, Io e Sé.

  • La prima tappa, corrispondente alla nigredo degli alchimisti, è caratterizzata dallarchetipo dellOmbra, ossia tutti quegli aspetti che lindividuo non conosce di se stesso. LOmbra rappresenta tutto ciò che è stato rimosso per leducazione le influenze dellambiente sottoposte allindividuo. Questi elementi sono rappresentati nei sogni e nei simboli generalmente con figure demoniache, discariche, viaggi nelloscurità, mostri e inseguimenti.
  • La seconda tappa, corrispondente all albedo alchemica, è caratterizzata dallincontro con larchetipo dellAnima per il maschio e l Animus per la donna. LAnima rappresenta tutti quegli aspetti prettamente psichici e mentali, ossia il primo contatto iniziatico dellindividuo con la propria psicologia. Viene rappresentata come una donna, una figura femminile. Questo archetipo è quello più comunicativo di tutti gli altri perché sommerge lindividuo di immagini provenienti dallinconscio, crea illusioni e complicazioni, nonché anche crisi. LAnimus rappresenta tutti quegli aspetti prettamente maschili, pratici e concreti, razionali, e reali, ossia il contatto con la sfera del diretto e del tangibile, il "ora e qui". Questo archetipo è il più battagliero e pragmatico ed è pericoloso per le sue capacità strumentali e armamentarie di sommergere lindividuo. Viene rappresentato nei sogni con la guerra, il fabbro e simboli simili. La non comprensione di tale archetipi può costare un blocco, una stasi, una nevrosi. Entrambi hanno potenzialità di creatività e distruzione.
  • La terza tappa, corrispondente a una fase alchemica intermedia detta citrinitas, è caratterizzata dallincontro con il Vecchio Saggio. Tale archetipo è da intendere come il corrispondente speculare della figura maschile, ossia paterna, della Grande Madre. È quellarchetipo in cui sono rinchiuse tutte le potenzialità dellindividuo, ossia la sua previsione, la sua capacità di ragionamento e la sua esperienza. La Grande Madre rappresenta la meta finale della psicologia femminile. Il Vecchio Saggio rappresenta tutto ciò che lindividuo sta per diventare dopo aver attraversato le fasi precedenti, un uomo, un saggio che sa, che ha conosciuto il passato, il presente e il futuro. Il Vecchio Saggio è capace di districarsi dalla tela appiccicosa dellAnima e dalle battaglie furenti dellAnimus e come tale viene rappresentato come un consigliere, un filosofo, un esperto in materia. La sua non comprensione può tenere saldo lindividuo nella sua situazione bloccandone levoluzione che rappresenta.
  • La quarta tappa, rubedo in alchimia, è caratterizzata dallincontro con larchetipo del Sé. Tale archetipo è la summa del percorso di individuazione, il fine dellindividuo che si dispiega avanti a lui, come un fiore che sboccia. Viene rappresentato come luce, come mandala, come quaterna, come centro e come Dio. Tale archetipo rappresenta lindividuo stesso, tutto ciò che durante la strada ha visto e ha accumulato. Se lindividuo ha incontrato il Sé significa che lIo è allineato con esso. Non andarci incontro significa semplicemente che il percorso non è ancora terminato.
                                     

2. Individuazione e Psicoterapia

Il percorso di individuazione caratterizzato dalle sue tappe rappresenta quindi una possibilità per lindividuo di non sentirsi bloccato nel suo percorso personale, scavalcare i suoi blocchi e andare avanti. Ogni individuo ha un proprio percorso, filtrato dalla sua personalità. Seguire la propria strada, che si dispiega da sola e viene dispiegata dallindividuo, è secondo la scuola junghiana un ottimo primo passo verso la crescita e la maturazione individuale. Non andarci incontro significherebbe scontrarsi con equilibri instabili nati dalla polarità troppo forte e ingestibile del mondo interiore inconscio, anima e mondo esteriore maschera, persona, che creano sofferenze ed emotività troppo alterate causando danni a se stessi e agli altri. Essendo linconscio ricco di fini, poterli gestire coscientemente diventa quindi un atto automaticamente terapeutico.

Essendo un percorso impegnativo, ricco di trappole ma anche di tesori, ogni individuo ha un suo tempo personale a disposizione che dipende dalla struttura fisiologica. Secondo Jung, dare un fine alla propria vita non potrebbe fare altro che migliorarla.

                                     

3. Oriente e psicoanalisi

La filosofia buddista, e anche in alcuni tratti quella taoista e induista, è indirizzata verso la liberazione dellindividuo dal Samsāra verso il Nirvana tramite lilluminazione. Jung scrisse un saggio riguardante un testo cinese sacro tradotto in "Il Segreto del Fiore dOro". In quel saggio notò e mise in luce i parallelismi tra le sue teorie psicoanalitiche dellindividuazione le idee di consapevolezza spirituale e liberazione dalleterno ciclo della vita delluomo. Jung lo si può definire come il pioniere che vide un ponte tra occidente e oriente basandosi sulle sue esperienze decennali con i pazienti.

                                     

4. Autopoiesi e Individuo

Nei concetti epistemologici espressi dalla teoria dei sistemi autopoietici lindividuo autopoietico viene definito come entità capace di organizzarsi e di mantenere la sua integrità e unità nonostante venga perturbato. Queste organizzazioni interne al sistema non sono finalizzate a niente se non soltanto per il mantenimento del sistema e per evitare la sua disintegrazione. Dal punto di vista dellosservatore, cioè in un altro dominio, il sistema individuale mantiene una sua teleonomia.

Con questa epistemologia di base si può quindi intendere il principio terapeutico junghiano di individuazione come un ristabilire un equilibrio tra inconscio e conscio in modo da preservare e aiutare la naturale e spontanea organizzazione del sistema psichico di un individuo.