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ⓘ Pianura Padana




Pianura Padana
                                     

ⓘ Pianura Padana

La Pianura Padana, detta anche Padano-veneta, Pianura Padano-veneto-romagnola o Val Padana, è una pianura alluvionale, una regione geografica, unitaria dal punto di vista morfologico e idrografico, situata in Europa meridionale che si estende lungo lItalia settentrionale, compresa principalmente entro il bacino idrografico del fiume Po delimitato dalle Alpi e Prealpi italiane a nord e ovest, dallAppennino settentrionale a sud e dallAlto Adriatico a est, comprendendo parti delle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia comprese orientativamente nellisoipsa dei cento metri di quota.

                                     

1. Geografia e formazione della pianura

Con una superficie di circa 47 820 km², è una delle più grandi pianure europee e la più grande dellEuropa meridionale, occupa buona parte dellItalia settentrionale, dalle Alpi Occidentali al mare Adriatico, e ha allincirca la forma di un triangolo. Quasi al centro scorre il fiume Po, che lattraversa in direzione ovest-est.

Il suo nome deriva da Padus, nome latino del Po. Il termine "Padania", benché più recente, compare già nel 1903 in un articolo della Società Geografica Italiana scritto da Gian Lodovico Bertolini e intitolato Sulla permanenza del significato estensivo del nome di Lombardia, mentre pochi anni dopo il prof. Angelo Mariani pubblica per i tipi Hoepli un manuale dal titolo Geografia economico sociale dellItalia in cui Padania si riferisce al territorio a nord dellAppennino, Appenninia e Corsica costituiscono le rimanenti aree italiane.

A nord-est, oltre lAdige per alcuni, oltre la catena dei Colli Euganei e la laguna di Venezia per altri, la pianura assume la denominazione di pianura veneto-friulana. Queste due aree pianeggianti contigue sono separate dallEuropa Centrale dalla catena alpina, spartiacque geografico e climatico, e sono quindi considerate parte dellEuropa Meridionale, anche se la parte nord-orientale viene considerata mitteleuropea in talune fonti bibliografiche ovvero nella Comunità di lavoro Alpe Adria. Le Alpi, le Prealpi, i rilievi delle Langhe e del Monferrato delimitano quindi la pianura padana lungo i versanti nord, ovest e sud-ovest, il versante meridionale è invece chiuso dalla catena degli Appennini mentre a est è bagnata dallAdriatico.

A sud-est, invece, sembra che fino allinizio della seconda metà del XX secolo, fosse ancora visibile una lastra di pietra verticale, accanto alla costa, nella zona estrema a sud della Romagna, a Cattolica, recante una scritta simile: Qui comincia la Pianura Padana ".

Per definirla viene anche usato, sia pur raramente, il toponimo bassopiano padano. Altro termine entrato recentemente nelluso comune è quello di Padania, che viene anche diversamente utilizzato in altri ambiti, come quello politico, per indicare unarea dellItalia Settentrionale in parte coincidente con la pianura stessa.

È bagnata, oltre che dal Po e dai suoi numerosi affluenti, anche da Adige, Brenta, Piave, Tagliamento, Reno e dai fiumi della Romagna nei loro bassi corsi dallo sbocco in pianura fino alla foce.

                                     

1.1. Geografia e formazione della pianura Alta e bassa pianura

La Pianura Padana comprende tre zone con differenti caratteristiche: lalta pianura, la bassa pianura le risorgive. Gli aggettivi "alta" e "bassa" si riferiscono allaltitudine e non alla latitudine.

Vi è una netta distinzione tra le due fasce, differenti non solo per laltezza, ma anche per la natura dei terreni, il regime delle acque e la vegetazione. L alta pianura, detta anche pianura asciutta, si stende ai piedi delle Prealpi e del pedemonte degli Appennini; il suolo è permeabile, composto da sabbie e ghiaie, e non riesce a trattenere lacqua piovana. Perciò questa penetra per decine di metri sotto la superficie, fino a incontrare uno strato di materiale impermeabile. Sulle rocce impermeabili lacqua scorre fino al punto in cui ha la possibilità di riaffiorare dalla falda freatica, dando origine ai fontanili o risorgive. Tali sorgenti, grazie alla temperatura costante compresa tra i 9 e i 12 °C delle loro acque, hanno permesso la diffusione nelle aree interessate di particolari coltivazioni a prato chiamate marcite.

In corrispondenza della linea delle risorgive incomincia la bassa pianura, detta anche pianura irrigua. Questa ha invece suoli formati da materiali più fini, argille di solito, impermeabili o poco permeabili, dove le acque ristagnano originando facilmente paludi e acquitrini.

Un tempo la Pianura Padana era ricoperta da foreste nella parte più umida bassa pianura e da brughiere in quella più arida alta pianura.

                                     

1.2. Geografia e formazione della pianura Clima

La Pianura Padana ha un clima temperato umido con estate molto calda classificazione Köppen-Geiger Cfa.

Il clima è caratterizzato da unampia escursione termica annuale con temperature medie basse in inverno -1º/2 °C e alte in estate le medie massime estive oscillano dai 25 °C misurati a Cuneo ai 28 °C della stazione meteorologica di Milano Brera. Nella stagione fredda, le temperature minime possono attestarsi anche diversi gradi al di sotto dello zero nelle ore notturne, e talvolta permanere negative o prossime allo zero anche nelle ore centrali del giorno specialmente in caso di nebbia; nella stagione invernale, causa il ristagno dellaria le temperature massime si attestano su valori decisamente bassi: in alcuni casi si possono registrare, anche se di poco, giornate di ghiaccio ossia con valori termici che restano negativi anche durante il giorno, con fenomeni come la galaverna. In estate invece le temperature massime possono toccare, in caso di anticiclone subtropicale, punte di 38 °C, talvolta, superiori. Recenti misurazioni di questi valori estremi: nellestate 2003, con lanticiclone subtropicale, sono stati toccati i 41º/43º; nel gennaio e nel dicembre 2009, grazie alleffetto albedo e allinversione termica, si sono toccati i -12º/-14º, mentre nel febbraio 2012 si è scesi a -23/-18 °C nella pianura occidentale.

La piovosità è concentrata principalmente nei mesi primaverili e autunnali, ma nelle estati calde e umide sono frequenti i temporali, soprattutto a nord del Po. La caratteristica conformazione "a conca" della Pianura Padana fa sì che sia in inverno sia in estate vi sia un notevole ristagno dellaria è una delle aree meno ventilate dItalia, con effetti diversi nelle due stagioni.

In inverno, per via della protezione dalle correnti marittime offerta da Alpi e Appennini, quando vi è un accumulo di freddo e scarsità di vento, si vengono a creare le condizioni per la formazione di inversioni termiche.

A causa di questo fenomeno sul settore centro occidentale si verificano nevicate di rilievo quando aria calda e umida, sospinta da una depressione sui mari a ovest dellItalia, affluisce, dai quadrati meridionali, sopra uno spesso strato di aria fredda, preesistente, intrappolata dal sistema orografico; sono le cosiddette "nevicate da raddolcimento" o da "cuscino freddo"; esse segnano generalmente il passaggio tra il dominio dellanticiclone freddo le correnti cicloniche atlantiche; in queste condizioni le massime precipitazioni nevose si verificano sul Piemonte e sulla Lombardia occidentale, dove il "cuscino" si presenta più spesso e tenace, talvolta possono estendersi allEmilia occidentale, mentre sulla Romagna e sul Triveneto, con tale configurazione, è più frequente la pioggia anche se la temperatura al suolo è prossima allo zero in quanto il cuscino di aria fredda è qui meno spesso e i venti caldi in quota provocano linnalzamento dello zero termico con conseguente fusione della neve prima del suo contatto col suolo; può capitare che nevichi su Piemonte e ovest Lombardia, mentre piove non solo sul settore centro orientale, ma anche sullAppennino Tosco Emiliano investito direttamente dai venti caldi meridionali.

Sul settore nord orientale, le nevicate, meno frequenti e abbondanti, sono legate di preferenza agli afflussi di masse di aria fredda da NE al suolo o in quota; esse interessano più direttamente la costa veneta e la Romagna; la pianura veneta settentrionale può beneficiare, a volte, di temporanei cuscini freddi in grado di garantire nevicate da scorrimento caldo, che solitamente evolvono in pioggia.

Cadute di neve particolarmente abbondanti possono manifestarsi con circolazioni depressionarie che dal Tirreno si spostano verso le regioni centrali e il medio Adriatico, quando è presente un anticiclone sullEuropa centrale; in tali condizioni, laria calda e umida che affluisce in quota dai quadranti meridionali contrasta con laria fredda richiamata da NE negli strati più bassi; il marcato contrasto tra le due masse daria e il sollevamento determinato dalla presenza dei rilievi appenninici, perpendicolari alle correnti, determinano nevicate più abbondanti via che ci si avvicina allAppennino. Tale situazione è particolarmente favorevole alle nevicate sullEmilia Romagna e sul basso Piemonte e spiega la maggiore nevosità del pedemonte emiliano romagnolo rispetto alla bassa pianura. Non è raro che in tali condizioni la pianura a nord del Po, meno esposta ai venti di settentrionali, si trovi in condizioni di tempo piovoso o venga risparmiata dai fenomeni grazie a effetti favonici.

In questa stagione vi sono tuttavia anche diverse giornate più secche, ma comunque sempre rigide, poiché entra direttamente sulla pianura vento freddo dalla "porta della bora" da nord-est e dalla valle del Rodano da nord-ovest sotto forma di fohn freddo. In alcune occasioni soffia anche il buran, vento orientale di origine russa che qualche volta riesce a raggiungere la Pianura Padana sferzandola con intense raffiche gelide. Ed è proprio in questi casi che fanno spesso la comparsa intense bufere di neve, con copiose precipitazioni derivanti da perturbazioni provenienti dalle latitudini polari, rinforzate dal vento freddo già presente sulla pianura. Le zone più nevose sono quelle a ridosso dellAppennino del piacentino, tra Modena e Bologna oltre al basso Piemonte e alla bassa Lombardia occidentale.

Per contro, nelle zone ai piedi delle Alpi possono soffiare venti di caduta occidentali e nord-occidentali in Piemonte e Valle dAosta, settentrionali in Lombardia, come il comune föhn, che, oltre a rendere il cielo limpidissimo, porta giornate più miti e secche lumidità relativa può scendere anche fino al 10% anche in pieno inverno. Cessato questo vento però, se il cielo è sereno, le temperature calano sensibilmente nella notte anche 10 °C in 3-5 ore. La catena alpina esplica unazione di difesa verso le perturbazioni invernali, ma, come detto, ostacola anche il passaggio di masse daria umide e temperate di origine atlantica, che in tal caso non riescono a mitigare il clima come nelle regioni atlantiche europee. Il bacino della Pianura Padana, delimitato dalle Alpi a nord e a ovest e dagli Appennini a sud che la isolano dalla regioni limitrofe, ha quindi un clima a sé, diverso in particolare dal comune clima mediterraneo a cui di solito viene abbinata lItalia. Il mare Adriatico peraltro si limita a mitigare solo le zone costiere della pianura romagnola, veneta e friulana, poiché troppo basso e lungo per incidere profondamente sul clima padano, mentre le masse daria calda provenienti dal mar Ligure vengono bloccate dallAppennino ligure e dalle ultime propaggini delle Alpi.

In estate, invece, leffetto cuscinetto della Pianura Padana produce effetti opposti, favorendo il ristagno di aria calda e molto umida che produce temperature alte, connesse a tassi di umidità altrettanto alti, che causano frequenti giornate molto calde e afose specialmente in presenza dellanticiclone africano. Tale umidità, inoltre, tende spesso a scaricarsi sotto forma di violenti temporali e grandine, che portano temporaneo refrigerio e permettono di rimescolare le masse daria, causando un rapido ridimensionamento termico. Ma di solito questa situazione dura poco, con un veloce aumento delle temperature e degli indici di umidità.

Questa regione geografica è una zona di "transizione", nel continente europeo, tra il tipico clima mediterraneo a sud e quello oceanico o marittimo temperato a nord, nord-ovest. Secondo la classificazione dei climi di Köppen il clima che caratterizza la pianura del Po è detto "Cfb" per le zone più fredde Cuneo, Novara o "Cfa - Humid Temperate quello mediterraneo è "Csa, Csb - Mediterranean ". Alla luce delle caratteristiche evidenziate, in linea generale, si può definire il clima della Pianura Padana anche come continentale.

Una delle caratteristiche del clima padano, comune a tutta la pianura, è la scarsità della ventilazione, che in estate rende le giornate ancora più calde e afose e in generale accresce i livelli dinquinamento dellaria, contribuendo a fare della Pianura Padana una delle zone più inquinate dEuropa.

La particolare posizione geografica, che la vede chiusa tra alte catene montuose e aperta solo sul lato orientale, ostacolando in parte i venti e favorendo laccumulo di forte umidità nellaria, è causa del noto fenomeno della nebbia. Le località con maggior numero di giorni di nebbia in Italia sono infatti quelle dellarea padana, soprattutto verso la zona del delta.



                                     

2. Geologia

Lattività dei fiumi presenti è la principale causa della formazione dellambiente attuale di pianura alluvionale con significativi condizionamenti dovuti alle glaciazioni e ai fenomeni di subsidenza differenziali in corrispondenza di sinclinali e anticlinali sepolte.

Il suo assetto contemporaneo è il risultato dellazione di numerosi corsi dacqua che hanno, in successivi tempi geologici e storici, asportato e apportato sedimenti fluviali al bacino marino costiero, soggetto a fenomeni di subsidenza, che occupava lodierna Pianura Padana. In particolare la gran parte dei depositi superficiali affioranti è il prodotto dellattività fluviale, successiva alla glaciazione Würm che si concluse circa 18 000 anni fa. Lo scioglimento dei ghiacciai, liberando una gran quantità dacqua in tempi geologicamente brevi ha comportato lerosione dei grandi corpi morenici, edificati precedentemente dallattività dei ghiacciai; i materiali erosi a monte o in prossimità dei depositi morenici deposti allinizio delle vallate, furono deposti a valle.

Tuttavia, al di sotto dei depositi continentali fluviali e fluvio-glaciali che presentano spessori di svariate centinaia di metri si sviluppa un basamento di origine marina con assetto strutturale complesso e non priva di significato neotettonico.

Sin dal tardo Cretacico, infatti, la Pianura Padana ha rappresentato la parte frontale di due catene di opposta convergenza: lAppennino settentrionale le Alpi meridionali. Studi sulla base della sequenza plio-quaternaria nella porzione centrale e meridionale della Pianura Padana, mostrano lo sviluppo di una serie di bacini sedimentari di tipo sin-orogenetici formatisi a seguito di movimenti ricollegabili a varie fasi tettoniche; la porzione settentrionale della pianura, invece, presenta una struttura monoclinale immergente verso sud.

Laspetto finale della Pianura Padana si è raggiunto con il riempimento definitivo cominciato nel Pliocene, con depositi dapprima marini e poi continentali, dei bacini ampiamente subsidenti delle avanfosse padane.

Sebbene la definitiva strutturazione del substrato sepolto venga tradizionalmente associata a una fase tettonica pliocenica media-inferiore databile dalla discordanza esistente tra i sedimenti plio-pleistocenici marini e il substrato più antico, è opinione sempre più diffusa che i depositi alluvionali quaternari siano stati coinvolti in fasi neotettoniche, condizionando così anche la morfogenesi più recente.

                                     

3. Mitologia

Nella mitologia greca classica la Pianura Padana è uno dei teatri dove si svolge una parte delle cosiddette "fatiche di Eracle" o Bran come chiamato dai Celti. La decima e undicesima fatica di Eracle interessano la valle del Po considerato dai Greci come un fiume che nasce nella terra degli Iperborei.

Nella decima fatica definita "Il bestiame di Gerione" nel suo ritorno dalloccidente iberico durante la traversata delle Alpi Liguri, Eracle "tagliò una strada dove potessero comodamente passare il suo esercito le sue salmerie; disperse anche le bande di briganti che infestavano il passo e poi entrò nellattuale Gallia cisalpina." Nellundicesima fatica definita "I pomi delle Esperidi" "Eracle, che non sapeva quale direzione prendere per giungere al giardino delle Esperidi, camminò attraverso lIlliria fino al fiume Po, patria del profetico dio del mare Nereo. Quando Eracle finalmente giunse al Po, le ninfe del fiume, figlie di Zeus e di Temi, lo condussero presso Nereo addormentato. Eracle agguantò il canuto dio del Mare e senza lasciarselo sfuggire di mano nonostante le sue continue proteiche metamorfosi Proteo, lo costrinse a riverargli il modo per impossessarsi delle mele doro."

                                     

4.1. Storia Liguri e palafitticoli

Al principio, quando ancora nessun popolo di origini greche né di origini tirreniche vi aveva messo piede, la Pianura Padana orientale si sostiene che fosse abitata da Liguri intorno al XX secolo a.C., i quali non solamente compaiono nelle leggende del delta padano vedi sezione sotto, ma avrebbero lasciato tracce linguistiche e artigianali riscontrabili nellarea archeologica prossima alla costa adriatica settentrionale. Ai Liguri si attribuisce la formazione dei primi villaggi padani detti dei Terramaricoli; società che ben si adatta con quella della media e recente età del Bronzo: facies delle palafitte e degli abitati arginati. Per quanto riguarda larea adriatica che interesserà maggiormente i Greci, va detto che nonostante sia uso comune datare la fine delle società palafitticole con lultimo periodo del Bronzo, ciò non è sempre esatto: ad Adria, ad esempio, forse per il terreno eccessivamente paludoso che non permetteva altro tipo di costruzione, si sono ritrovate tracce di società palafitticola risalente alla piena età del Ferro: del VI e V secolo a.C.



                                     

4.2. Storia Siculi e Liburni

Un passo dellantico romano Plinio il Vecchio chiarisce la successione di popoli per la parte di pianura Padana sud-orientale:

La Gallia Togata di cui parla Plinio è la Gallia Cisalpina, detta così perché considerata civilizzata dalla toga, veste romana in contrapposizione alla Gallia ancora di usi e costumi barbari, ovvero la Gallia Comata dai lunghi capelli dei Barbari.

Plinio è abbastanza chiaro: dalla costa di Ancona, per cui dalla fine delle Marche verso lEmilia Romagna, ha inizio il territorio dei Galli Togati. Qui, sostiene lo storico romano, dominarono nei tempi più antichi Siculi e Liburni.

Di seguito Plinio ricorda che questi due popoli, stavolta nel Piceno meridionale, avevano preso possesso soprattutto dellagro del Palmense, del Pretuzio e dellAtriatico - si tratta dellAtria abruzzese, non di quella veneta. Plinio prosegue infine con lordine cronologico dei popoli che abitarono la Gallia Togata poiché la citazione delle aree abruzzesi era solo un excursus in mezzo al discorso incentrato sui Galli.

Tra i popoli più antichi stanziatisi nella bassa val Padana quelli che maggiormente innescano degli interessanti interrogativi sono i Siculi, poiché gli altri due Liguri e Liburni si sono successivamente affermati in località non distanti dal contesto padano: i Liguri, a occidente della pianura colonizzarono la Liguria, che da essi ha tratto il nome, i Liburni si affermarono nel lato orientale del medio-alto Adriatico, nella Liburnia. Ma la terra alla quale i Siculi imposero il loro nome, la Sicilia, sorge a grande distanza dal contesto del passo pliniano. Eppure una connessione tra questi popoli esiste ed è data principalmente dallo storico siracusano Filisto, il quale sostiene che i Siculi altro non erano che Liguri la sua affermazione è però guardata con sospetto dalla storiografia moderna a causa degli interessi degli antichi Siracusani in Italia.

Laltro popolo dominante, i Liburni, è stato a sua volta identificato, se pur sporadicamente, da diversi storici del XVIII e XIX secolo con i Liguri e alle volte anche con i Siculi. In verità molto poco si conosce sulle rispettive origini di questi popoli; due di essi però, Siculi e Liburni, sono stati in epoca più contemporanea posti in connessione con gli antichi Popoli del Mare.

                                     

4.3. Storia Umbri e Pelasgi

Gli Umbri sono indicati da Plinio come i più antichi abitatori dellItalia, sopravvissuti allinondazione delle terre. Ma a parte la certezza, pliniana, che si insediarono nella bassa Padana dopo aver cacciato Siculi e Liburni, non è semplice tuttavia stabilire se essi vi arrivarono prima o dopo di un altro nuovo popolo, di cui Plinio non fa menzione nella sua cronologia ma che è invece attestato da diverse fonti antiche: il popolo dei Pelasgi. Costoro, afferma Diodoro Siculo, giunsero nella pianura del Po dopo essere fuggiti dalla Tessaglia allepoca del diluvio di Deucalione la versione greca del diluvio universale. Se però la notizia di Diodoro viene conciliata con quella riferita da Strabone, ovvero che i Tessali fondarono Ravenna ma che a causa dellaggressività dei Tirreni la cedettero agli Umbri, si può affermare, pur sempre con prudenza - poiché letnonimo tirrenico, ancora prematuro per larea padana, è molto probabilmente frutto della pubblicistica siracusana depoca classica -, che i Pelasgi giunsero in queste terre prima degli Umbri; considerando che i Tessali di Strabone sono identificabili con i Pelasgi della Tessaglia citati dal passo diodoreo.

I Pelasgi sono inoltre indicati come i fondatori della polis deltizia sopra Ravenna: Spina. Questi protogreci giunsero in Italia perché loracolo di Dodona aveva detto loro che dovevano cercare "la terra dei Siculi" ; la Saturnia nel Lazio, ma una tempesta li condusse alle bocche del Po, per cui essi si stanziarono prima nella bassa pianura Padana.

                                     

4.4. Storia Cultura villanoviana, Veneti, Greci ed Etruschi

Nel frattempo nellalto Adriatico faceva la sua comparsa la cultura protovillanoviana XII-X secolo a.C., seguita dalla cultura villanoviana IX-VIII secolo a.C., la cui principale caratteristica era la sepoltura a incinerazione. Il suo nome deriva dal sito archeologico scoperto a Bologna antica Felzna, capitale padana degli Etruschi.

La cultura villanoviana è strettamente connessa con gli Etruschi, perché essa copre quasi la stessa identica porzione di penisola italica nella quale si estese la Tirrenia/Etruria.

Intorno al IX secolo a.C. nella parte nord-orientale della pianura Padana giunse il popolo dei Veneti. Essi, di probabile origine asiatica forse giunti dalla Paflagonia, in quanto probabili discendenti degli Eneti trovarono già insediati nel medesimo sito le popolazioni dette degli Euganei, che a seguito dellarrivo del nuovo ethnos cercarono rifugio nelle valli delle Alpi orientali.

La prima frequentazione ellenica dellalto Adriatico si fa risalire alla civiltà micenea anteriore al X secolo a.C. e prosegue con la navigazione degli euboici. Qui inoltre, si sostiene, vennero ambientate molte delle arcaiche leggende dei Greci come parte della saga degli Argonauti e dell Odissea di Omero, risalenti a un lasso di tempo che si stima vada dal IX agli inizi dellVIII secolo a.C. I primi contatti dei Greci con gli Adriatici precedettero quindi larrivo e linfluenza degli Etruschi sulla Pianura Padana la formazione della cultura etrusca si data alla seconda metà dellVIII secolo a.C., mentre la colonizzazione della cosiddetta Etruria padana ebbe la sua fase maggiore solo nel VI secolo a.C. Gli Etruschi furono a loro volta testimoni di un nuovo arrivo nella valle del Po: lavvento gallico. La prima invasione gallica si data al IV secolo a.C.; i Greci di Siracusa giunsero nel delta padano a seguito di ciò.

                                     

4.5. Storia Età moderna

A seguito dellapprovazione della prima legge forestale italiana n. 3917/1877, che tolse la tutela dai boschi dal livello del mare al limite superiore del castagno, fu favorito un massiccio disboscamento delle aree boscate che si erano ancora conservate fino ad allora. Rimasero boscate solo alcune proprietà come il Bosco Fontana, varie riserve di caccia, come quelle lungo il fiume Ticino, e alcune aree dellalta pianura non irrigua, ove i terreni erano poco adatti alluso agricolo, corrispondenti ad esempio agli attuali Parco delle Groane e Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate.

                                     

5. Inquinamento

A causa della scarsa ventilazione della Pianura Padana, soprattutto occidentale, dellindustrializzazione e dellalta densità di popolazione, dagli anni sessanta è molto cresciuto il problema dello smog e dellinquinamento dellaria in genere, inquinamento che non colpisce solo le grandi città o le aree industriali ma che si distribuisce a interessare lintera macroregione. I telerilevamenti da satellite mostrano come linquinamento dellaria nella Pianura Padana sia il più grave in Europa, quarto nel mondo. Inoltre, a differenza delle altre grandi pianure europee, la Pianura Padana è quasi totalmente coltivata, lasciando spazi irrisori a boschi e altri ambienti naturali.

Alcune amministrazioni provinciali e regionali, ad esempio la provincia di Milano e quella di Lodi, stanno prodigandosi per migliorare i pochissimi ambienti naturali rimasti nella pianura e per crearne artificialmente altri, ad esempio col progetto "Dieci grandi foreste per la pianura" della Regione Lombardia. Altre province restano in transizione verso unagricoltura meno intensiva e più estensiva, creando i cosiddetti corridoi ecologici, con lobiettivo di proteggere la residua biodiversità di una macroregione geografica tra le più impoverite dEuropa.

Secondo uno studio del giugno 2014 dellUniversità di Modena e Reggio Emilia, la concentrazione di polveri sottili nel corso dei precedenti 14 anni sono diminuite significativamente in tutto il bacino padano, tra l1 e il 4% ogni anno, ed è stato dimostrato come tali diminuzioni "siano in parte dovute a miglioramenti tecnologici relativi alle sorgenti emissive" miglioramento dellefficienza dei motori dei veicoli e dei sistemi di emissione.



                                     

6. Economia

Grazie alla fertilità, la vicinanza geografica dei mercati esteri, la superficie pianeggiante e il conseguente agevole collegamento fra città e la costruzione di infrastrutture più facile rispetto al resto del complesso territorio italiano, la Pianura Padana gode oggi di una robusta economia diversificata grazie anche alla buona distribuzione, quantomeno nella parte orientale, della popolazione in diversi centri urbani medio-grandi che costituiscono ottimi punti di riferimento produttivi, logistici e industriali immersi nella campagna ad altissima meccanizzazione agricola circostante. Nella parte occidentale, che è comunque produttiva ma con un reddito pro-capite leggermente più basso, la popolazione si concentra principalmente nei grossi poli dellex triangolo industriale Torino, Milano e Genova, che hanno un peso demografico molto più imponente.

Nella Pianura Padana si concentrano diverse aree agricole e industriali, tra le più importanti allinterno delleconomia italiana. Coltivazioni tipiche sono il grano e il mais. Nella pianura trovano spazio anche coltivazioni destinate allindustria di trasformazione, come la barbabietola da zucchero per gli zuccherifici. Diffuso è lallevamento intensivo dei bovini e suini. Sono sviluppate tutte le industrie manifatturiere, soprattutto nelle regioni nordoccidentali. Importanti sono anche il turismo, il settore bancario e il commercio.

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