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ⓘ L'uccello di fuoco (balletto)




Luccello di fuoco (balletto)
                                     

ⓘ Luccello di fuoco (balletto)

Luccello di fuoco è un balletto in due scene su musica di Igor Fedorovič Stravinskij del 1910. La coreografia originale fu di Mikhail Fokine, scene di Aleksandr Golovin, costumi di Léon Bakst, direzione dorchestra di Gabriel Pierné. Fu uno dei cavalli di battaglia dei Balletti Russi di Djaghilev. È il primo grande balletto del musicista russo, seguito di lì a poco da Petruška nel 1911 e da La sagra della primavera nel 1913, anchessi commissionati da Diaghilev. Lopera è dedicata a Andrej Nikolajevič Rimskij-Korsakov.

LUccello di fuoco ha un ruolo storico determinante nella storia del balletto. Questopera, per il suo grande valore musicale, ha dato novello vigore ad un genere che tentennava tra opere non proprio concepite per la danza, come Shahrazād e altre, anche se notevoli, che avevano un carattere più folcloristico come le Danze polovesiane del terzo atto dellopera Il Principe Igor.

                                     

1. Storia

Djagilev aveva intuito molto presto lo straordinario talento del giovane Stravinskij, già dalle primissime opere Scherzo fantastique e Feu dartifice del 1908; egli iniziò con laffidare al musicista lorchestrazione di due brani di Chopin per Les Sylphides, balletto che intendeva mettere in scena nel 1909. Poco dopo limpresario pensò di realizzare un nuovo balletto costruito su di una fiaba russa, Luccello di fuoco, per la stagione dei Balletti russi del 1910. Inizialmente diede lincarico a Ljadov che era stato suo professore di armonia, ma questi non si dimostrò allaltezza del compito e Djagilev pensò allora di parlare del lavoro a Stravinskij. Il musicista iniziò subito a pensare al balletto, prima ancora di avere lincarico ufficiale; incominciò a scrivere nel mese di novembre quando si trovava in vacanza in una dacia di proprietà della famiglia Rimskij-Korsakov in compagnia del figlio del maestro, Andrej.

A dicembre Djagilev gli diede infine il via per lincarico e rimase molto stupito quando seppe che lopera era già avviata. Il compositore inizialmente si spaventò allidea di comporre per una scadenza fissa, egli infatti non conosceva ancora bene quali fossero le proprie capacità. Rientrato a San Pietroburgo riprese il lavoro ritrovando sicurezza con gli attestati di fiducia che gli diedero Djagilev, Nižinskij, Bakst e Benois che andarono a fargli visita per rassicurarlo. Da allora Stravinskij lavorò intensamente tenendosi in contatto con Fokine, Golovine e Bakst; soprattutto interagì molto con il coreografo e insieme studiarono il libretto minuziosamente seguendo anche i suggerimenti di Djagilev. Lopera fu terminata nel marzo 1910; nel mese successivo il compositore si dedicò allorchestrazione. La partitura ha la data definitiva del 18 maggio in quanto comprende anche le ultime rifiniture apportate da Stravinskij.

                                     

1.1. Storia La prima rappresentazione

Stravinskij era notevolmente emozionato e lusingato dal fatto che il suo balletto venisse rappresentato a Parigi, città in cui non era mai stato; egli vi giunse alla fine di maggio direttamente da Ustyluh. Le sue aspettative, però, andarono presto scemando quando si accorse che non tutto si svolgeva come egli avrebbe desiderato. Il direttore Pierné teneva poco conto delle sue annotazioni sulla partitura e molte scene di mimica danzata erano brutali perché così le voleva Fokine. La sera della prima, il 25 giugno, con i Balletti russi per la prima volta allOpéra, il nuovo balletto si annunciava come il clou della stagione. Stravinskij sedeva nel palco di Djagilev dove vi era un susseguirsi di celebrità; il musicista conobbe così Marcel Proust, Jean Giraudoux, Paul Claudel e Sarah Bernhardt.

Linizio della rappresentazione fu quasi uno spettacolo da circo. Djagilev aveva deciso di far entrare in scena dei cavalli neri per farli sfilare a tempo di musica, ma quando i poveri animali si spaventarono e si impennarono, lasciando anche escrementi sul palcoscenico, il pubblico scoppiò in fragorose risate. Ovviamente linfelice idea venne subito accantonata nelle repliche successive. Linconveniente venne subito dimenticato e la rappresentazione si svolse nel migliore dei modi. Fokine, oltre che coreografo, fu anche linterprete del Principe Ivan, la Tamara Karsavina fu perfetta nella parte dellUccello di fuoco e Enrico Cecchetti diede risalto alla figura di Kašej; completavano il cast Vera Fokina e Alexei Bulgakov. Gabriel Pierné, nonostante i timori di Stravinskij, diresse lorchestra con maestria. Il pubblico decretò un grande successo alla serata e Stravinskij venne chiamato più volte sul palco. Quando calò lultimo sipario Djagilev gli presentò Claude Debussy che parlò cortesemente con lui della musica del balletto; fu linizio di una cordiale amicizia che durò fino alla morte del compositore francese.

La coreografia di Fokine aveva rivisitato fortemente lo stile del balletto di stampo ottocentesco, introducendo nuovi passi, elementi folclorici, molte caratterizzazioni e particolari plastici; egli cercava inoltre una forte interazione fra musica e danza. Le novità introdotte arrivarono anche a far eseguire a Tamara Karsavina un numero acrobatico appesa a un cavo metallico. Stravinskij però ritenne la coreografia troppo complicata e sovraccarica al punto che i ballerini avevano difficoltà nel coordinare i movimenti con la musica. Il risultato fu comunque notevole e si può ben dire che allora iniziò quello che oggi consideriamo il balletto moderno.

                                     

2. Trama

Ispirata a una fiaba russa, la storia vede lo scontro tra due elementi antitetici: un mago immortale di nome Kašej simbolo del male e lUccello di Fuoco che rappresenta la forza del bene.

Il principe Ivan capita per caso in un bellissimo giardino dove crescono alberi dai frutti doro; il giardino è incantato e appartiene allinfernale Kašej, mago che pietrifica gli uomini e imprigiona le donne. Ivan vede una strana creatura, lUccello di fuoco, dal piumaggio rosso oro e riesce a catturarlo; il principe, ascoltando le sue implorazioni, lo libera ricevendo in cambio del suo gesto una delle penne che ha il potere di proteggere dai malefici di Kašej. Nel suo castello il mago tiene prigioniere tredici principesse che, durante la notte, escono e iniziano a danzare. Ivan si avvicina alla più bella che gli narra come il mago trasformi chi giunge nel giardino in statua di pietra. Allalba, però, le giovani devono rientrare nel castello; il principe, ormai innamorato, tenta di seguire la fanciulla e non desiste nemmeno quando lei lo supplica di non procedere oltre. Al suono di un allarme una piccola schiera di mostri, servitori del mago, cattura Ivan; Kašej lancia il suo incantesimo, ma la penna doro, sventolata dal principe davanti al mago, richiama lUccello di fuoco che trascina i malvagi in una danza infernale annientandoli. Su indicazione delluccello, il principe trova il grosso uovo che contiene lanima del mago e lo distrugge, ponendo così fine ad ogni incantesimo, alla vita di Kašej e riunendosi alla principessa.



                                     

3. La musica

Luccello di fuoco si può considerare la sintesi di tutta la produzione creativa di Stravinskij fino al 1910. La musica di questopera deve indubbiamente molto a Čajkovskij e a Rimskij-Korsakov, soprattutto nei brillanti colori orchestrali; anche le atmosfere e gli andamenti fluttuanti della musica di Debussy vi hanno lasciato il segno. Il linguaggio musicale di questo balletto è però fortemente stravinskijano per la potenza e larditezza della scrittura, per lautonomia del dinamismo ritmico, per luso particolarissimo del timbro puro degli strumenti; si può senza dubbio dire che "Stravinskij ha acceso la prima esca nella compagine strumentale dellorchestra ottocentesca".

La contrapposizione di due mondi differenti, quello magico dellUccello di fuoco e di Kašej e quello umano di Ivan e delle principesse, è rimarcato nella partitura con modalità parimenti contrapposte; laspetto fiabesco ha connotazioni orientaleggianti che risaltano con luso di un accentuato cromatismo, mentre il mondo umano ha motivi diatonici legati a suggestioni ciakovskijane. La novità dellopera è già presente dall Introduzione, misteriosa nel suo andamento cadenzato e solenne, sottolineato dagli accordi dei legni e degli ottoni. Leffetto prodotto dai glissando dei corni e dei tromboni e da quello sugli armonici naturali degli archi stupirono non solo il pubblico, ma anche musicisti come Richard Strauss. Questo mondo oscuro e fantastico viene interrotto improvvisamente dallapparizione dellUccello di fuoco, introdotto dalle terzine veloci e violente degli archi; la danza della creatura magica, in 6/8, secondo lautore, è il pezzo più riuscito di tutta lopera. Ancora i legni, strumenti molto amati dal compositore, sottolineano lincontro fra il principe Ivan e lUccello di fuoco.

Dopo il raffinato Khorovod, dove le pricipesse danzano in cerchio, un crescendo potente dellorchestra, con il ritmo che si fa sempre più ossessivo, annuncia larrivo di Kašej e dei suoi adepti; la Danza infernale del mago e dei suoi sudditi segna uno dei momenti più significativi dellopera; la tensione sale, sottolineata dai fagotti e dai tromboni e, quando si scatena la Danza, il ritmo deventa preminente con i suoi ritmi sincopati, rimarcato dallo staccato degli archi e dal grande e sapiente uso delle percussioni. Qui lo stile tipico di Stravinskij diventa evidente e preannuncia alcuni momenti de La sagra della primavera. A questo momento concitato segue la Berceuse dal lento andamento, suonata con dolcezza dagli archi e appena accompagnata dai legni e dagli ottoni. Il Finale è ancora in contrasto, con il suo tempo veloce sottolineato dai timpani; leffetto grandioso e luminoso di questa ultima parte è esattamente antitetico a quello dell’ Introduzione misteriosa e cupa nel suo carattere solenne.

Stravinskij realizzò tre suites dalla partitura, una quasi subito, nel 1911, di soli cinque brani; la seconda, del 1919, è la più conosciuta ed eseguita e consta in una selezione di sei brani, differenti dalla prima versione. La terza, del 1945, comprende altri sei brani oltre a quelli presenti nella suite precedente.

                                     

4. Struttura

  • 14. Apparizione dellUccello di fuoco
  • 17. Ninna-nanna
  • 10. Khorovod delle principesse rondò
  • 8. Gioco delle principesse con le mele doro scherzo
  • 6. Supplica dellUccello di fuoco
  • 3. Apparizione dellUccello di fuoco inseguito dal principe Ivan
  • 5. Cattura dellUccello di fuoco da parte del principe Ivan
  • 12. Carillon magico – apparizione dei mostri guardiani di Kašej - cattura del principe Ivan
  • 1. Introduzione
  • 4. Danza dellUccello di fuoco
  • 18. Morte di Kašej
  • 9. Improvvisa apparizione del principe Ivan
  • 11. Alba
  • 2. Scena 1 - Il giardino incantato di Kašej
  • 15. Danza della scorta di Kašej sotto lincantesimo dellUccello di fuoco
  • 7. Apparizione delle tredici principesse prigioniere
  • 13. Arrivo di Kašej limmortale - dialogo col principe Ivan - intercessione delle principesse
  • 16. Danza infernale di tutti i sudditi di Kašej
  • 19. Scena 2 - Sparizione del palazzo e dissoluzione delle magie di Kašej - liberazione dei guerrieri pietrificati - ringraziamenti generali
                                     

5. Organico orchestrale

Quattro flauti 3° e 4° anche ottavino, tre oboi, corno inglese, tre clarinetti 3° anche clarinetto piccolo, clarinetto basso, tre fagotti, controfagotto, quattro corni, tre trombe, tre tromboni, basso tuba, timpani, grancassa, piatti, triangolo, tamburello basco, tam-tam, campane tubolari, glockenspiel, xilofono, celesta, tre arpe, pianoforte, archi. Sulla scena sono presenti tre trombe e quattro tube wagneriane.

                                     

6. Altre versioni coreografiche

Il balletto fu riproposto, con la stessa coreografia, dal Balletti russi di Djagilev nel 1926 con le scene e i costumi di Natalja Gončarova e poi nel 1954 a Edimburgo con Margot Fonteyn e Frederick Ashton protagonisti.

George Balanchine realizzò unimportante produzione il 27 novembre 1949 con il New York City Ballet, scene di Marc Chagall e interpreti Maria Tallchief e Francisco Moncion. Lo stesso balletto fu riallestito successivamente in collaborazione con Jerome Robbins nel 1970 al New York State Theater. Sempre del 1970 è una versione di John Neumeier col Balletto di Francoforte ; la sua è una rivisitazione in stile fantascienza dove Kašej diventa un robot con la testa a forma di televisore e il Principe Ivan un eroe dello spazio.

Maurice Béjart, sempre nel 1970, il 31 ottobre, creò la sua versione con il Ballet du XXe siècle a Parigi al Palais des Sports. Rivisitato in chiave moderna, lUccello di fuoco diventa una sorta di apologia della libertà. Un eroe partigiano muore in battaglia con i suoi soldati, ma rinascono tutti simili alla Fenice a simboleggiare linvincibilità della rivoluzione.

Brian McDonald realizzò unaltra versione nel 1972 con lHarkness Ballet al Kennedy Center di New York.

Il coreografo italiano Fredy Franzutti, creò la sua versione nel 2007 per il Balletto del Sud, realizzando lo spettacolo come fosse un racconto di Robert E. Howard; il Principe Ivan diventò così Conan il barbaro. Il ruolo del mago Kašej era interpretato da Lindsay Kemp.