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ⓘ Divide et impera




Divide et impera
                                     

ⓘ Divide et impera

Dīvĭdĕ et ĭmpĕrā è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente di una tirannide o di unautorità qualsiasi per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie.

Il motto, sebbene di origine incerta, fu attribuito a Luigi XI di Francia che lo declinava ripetendo: diviser pour régner e ripreso nel XIX secolo con riferimento alle strategie politiche perseguite dalla Casa dAsburgo nei suoi possedimenti. Prima ancora, pare essere stato usato - non in latino - da Filippo il Macedone.

Esplicitato per la prima volta per descrivere una tecnica socio-politica romana, questa locuzione può essere utilizzata in tutti gli ambiti in cui, per ottenere il risultato, è in primo luogo necessario o vantaggioso spezzare o dividere ciò che si oppone alla soluzione, ovvero un determinato problema iniziale.

                                     

1. Tecnica politica

In politica e sociologia si usa per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dellopposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità, ciascuna titolare di una quantità di potere, possano unirsi, formando un solo centro di potere, una nuova e unica entità più rilevante e pericolosa. Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a creare dissapori tra le fazioni, in modo che queste ultime non trovino mai la possibilità di unirsi contro di esso.

Questa tecnica permette quindi ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa.

Elemento tipico di questa tecnica consiste nel creare o alimentare le faide e i dissapori tra le fazioni autoctone: facendo ciò si contribuisce allindebolimento e al successivo deterioramento dei rapporti tra le fazioni o le tribù dominate, rendendo impossibili eventuali alleanze o coalizioni tra esse che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Altra caratteristica è il concedere aiuti e promuovere eventuali tendenze a rendersi disponibile e fedele al dominatore. Questa tecnica è applicabile solo se accompagnata da abilità e conoscenze politiche nei suoi campi specifici: scienze politiche, storia politica e psicologia generale e nella fattispecie politica.

Ove la tecnica del divide et impera risulta applicabile rende risultati soddisfacenti, soprattutto nel caso di società frammentate e frammentarie, coinvolte già in uno scenario dequilibrio tra le tribù o fazioni interne o determinano spesso conflitti sociali atti a generare odio tra le persone culturalmente meno edotte e informate.

Tale tecnica è stata applicata in particolar modo per lamministrazione dei grandi imperi, che grazie ad essa riuscirono a controllare territori molto estesi con forze armate esigue.

                                     

2. Roma e la sua politica

Ai tempi dei romani tale strategia era un mezzo adoperato per governare il territorio italiano o estero, evitando che le singole popolazioni si coalizzassero in rivolte e sommosse contro Roma. Un tipico esempio fu linvasione della Macedonia e la sconfitta del re Perseo di Macedonia nella battaglia di Pidna 168 a.C., dopo la quale la Macedonia fu divisa in quattro repubbliche dipendenti da Roma, cui furono pesantemente limitati i rapporti reciproci nonché quelli con gli altri stati ellenici. Ad essa seguì una spietata persecuzione di tutti i cittadini presunti anti-romani, denunciati per tali dai loro stessi compatrioti e deportati in gran numero.

                                     

3. Nel mondo moderno

Un esempio moderno si poteva veder applicato nellimpero coloniale britannico, più precisamente nellIndia britannica, dove gli inglesi utilizzavano marginalmente i loro eserciti, e contestualmente alimentavano le diatribe tra le tribù che combattevano luna contro laltra, ignare che così facendo semplificavano il governo e il dominio dei britannici. Nello specifico, gli inglesi mantennero i confini regionali tra le varie etnie indiane, per preservare le diversità culturali e linguistiche nonché gli attriti le rivendicazioni territoriali di unetnia sullaltra, e per mantenere i dissapori e i contenziosi di carattere religioso e sociale.

Questa situazione sopravvisse anche allindipendenza dellIndia britannica, sfociando in una serie di lotte interne al subcontinente indiano, che frammentarono quello che un tempo era il grande impero indiano-britannico in sei stati indipendenti invece che in una grande entità nazionale. Le diatribe e i contenziosi tra etnie avevano vinto sulla volontà di un popolo di costituire una nazione unita.

Altro caso tristemente noto del secolo scorso fu quello del Belgio, che per favorire i propri interessi coloniali nel Ruanda come già aveva fatto la Germania alimentò e fomentò lodio interetnico tra le due principali etnie del paese, gli Hutu e i Tutsi: tale odio tra classi finì per sfociare nellatroce genocidio del Ruanda.

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