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ⓘ Antipapismo




Antipapismo
                                     

ⓘ Antipapismo

L antipapismo o anticattolicesimo è lopposizione ideologica, la critica o lostilità verso le posizioni dottrinali e/o politiche del papa, della Chiesa cattolica e della gerarchia ecclesiastica; a seconda dei casi e dei vari contesti, il termine può indicare anche o solamente forme di discriminazione e persecuzione violenta dei cattolici, cioè i cristiani laici che aderiscono alle pratiche e alla fede del cattolicesimo romano.

                                     

1.1. Origini e storia del fenomeno Germania

Le origini del fenomeno antipapista possono essere fatte risalire al XVI secolo, durante il papato di Leone X, i costumi della cui corte furono una delle concause della nascita della Riforma: il monaco agostiniano tedesco Martin Lutero, autore di pesanti critiche contro la corruzione morale ed economica della Chiesa di Roma e a seguito delle quali ricevette la bolla di scomunica dallo stesso Leone X, descrisse il Papa come lAnticristo e la stessa Chiesa cattolica come la Prostituta di Babilonia vaticinata nel Libro dellApocalisse.

Tali dichiarazioni di Martin Lutero vennero trasferite nella liturgia di alcune confessioni riformate, tanto da divenire una professione di fede. Riporta infatti la professione di fede di Westminster, recitata dai fedeli anglicani, che il capo della Chiesa è Gesù Cristo, e che il papa non può quindi esserlo, in quanto peccatore e figlio della perdizione. La confessione di fede battista di Londra del 1689 calvinista recita nei suoi punti essenziali che, ribadito il ruolo di Gesù Cristo come capo della Chiesa, il papa è escluso dal ruolo di guida in quanto espressamente definito" Anticristo”.

                                     

1.2. Origini e storia del fenomeno Inghilterra

In Inghilterra, invece, il fenomeno antipapista ebbe origine con lo scisma anglicano di Enrico VIII 1534: già prima di lui diversi sovrani inglesi si erano opposti al sistema di tassazione del clero operato da Roma, ed Enrico VIII colse loccasione del diniego del papa Clemente VII di concedergli il divorzio dalla moglie Caterina dAragona per fare approvare dal parlamento alcune norme che svincolavano il clero inglese dallautorità papale per porla in capo alla Corona. Nel 1534, poi, fu approvato l Atto di Supremazia Act of Supremacy con il quale la Corona inglese veniva dichiarata la massima autorità religiosa dInghilterra, e di conseguenza ogni qualsiasi atto di fedeltà o sottomissione al papa sarebbe stato considerato tradimento cosa questa che portò allesecuzione di Tommaso Moro.

Tale Atto, soppresso nel 1554 da Maria Tudor figlia di Enrico VIII e di Caterina dAragona, fervente cattolica e soprannominata Maria la Sanguinaria Bloody Mary per via delle feroci persecuzioni operate nei confronti dei protestanti a seguito dei suoi tentativi per ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra, fu reintrodotto da Elisabetta I figlia dello stesso Enrico VIII e di Anna Bolena nel 1559. La condanna a morte per cospirazione decretata da Elisabetta nei confronti di sua cugina, Maria Stuarda al centro di un complotto per uccidere la regina, da lei definita la bastarda in quanto figlia del matrimonio considerato illegittimo con Anna Bolena, regina di Scozia e appoggiata dalla casa regnante di Francia, pose definitivamente fine a qualsiasi tentativo di reintrodurre il cattolicesimo come religione di Stato in Inghilterra.

Durante il regno di Elisabetta I, le persecuzioni operate in precedenza da sua sorella Maria la Sanguinaria nei confronti dei protestanti furono sfruttate in chiave propagandistica contro i papisti così venivano definiti i cattolici in Inghilterra nel Libro dei Martiri di John Foxe Foxes Book of Martyrs. Nel 1571 il sinodo dei vescovi anglicani stabilì che il Libro dovesse venire esposto per pubblica lettura in tutte le cattedrali e in tutte le abitazioni del clero, e in molte chiese parrocchiali esso venne esposto di fianco alla Bibbia. Tale libro divenne popolarissimo soprattutto tra i Puritani inglesi e lo rimase fino al XIX secolo, anche se la trattazione invero partigiana alimentò in senso negativo i pregiudizi verso il cattolicesimo al di là della critica alle numerose persecuzioni da questultimo messe in atto direttamente dal papato oppure da sovrani cattolici, in Inghilterra e nel resto dEuropa.

A peggiorare ulteriormente il clima di ostilità ormai palese tra cattolici da una parte, e anglicani e protestanti dallaltra, vi fu il tentativo di Pio V di delegittimare Elisabetta con una bolla Regnans in Excelsis, 1571 che definiva la regina eretica e tramite la quale si intendeva sciogliere i cattolici inglesi dal vincolo dobbedienza alla loro sovrana. Come risultato, tale bolla ebbe solo quello di aumentare la diffidenza di Elisabetta verso i cattolici, considerati politicamente inaffidabili quando non sospetti di infedeltà verso la Corona.

Ulteriore motivo di astio verso i cattolici e il papato fu il tentativo di Filippo II di Spagna di dare attuazione pratica alla bolla di Pio V, invadendo lInghilterra per sedersi sul trono di Londra, su cui il re di Spagna rivendicava diritti in quanto vedovo di Maria Tudor. Nel 1588 la flotta spagnola, lInvincibile Armata, mosse verso le Isole Britanniche, ma fu sconfitta e decimata nel Canale della Manica dalle navi anglo-olandesi altro popolo che si era ribellato al cattolicesimo e alloccupazione spagnola durata quasi un secolo comandate dallammiraglio Francis Drake.

Tale clima ostile generò anche da parte anglicana persecuzioni nei confronti dei cattolici: missionari gesuiti - insieme a laici che ne avevano favorito il tentativo di fuga - vennero giustiziati a Tyburn, presso Londra. La Chiesa cattolica li canonizzò come martiri e poco lontano dal luogo della loro esecuzione oggi sorge un convento.

Tra gli altri episodi che acuirono tra gli anglicani e i protestanti inglesi il sentimento antipapista e, più in generale, anticattolico, vi fu la fallita cospirazione del cattolico Guy Fawkes nota come Congiura delle Polveri Gunpowder Plot: questi, di concerto con altri correligionari, organizzò un attentato dinamitardo contro il re Giacomo I e il Parlamento riunito nella Camera dei Lord nella sessione dapertura del 1605: il complotto fu scoperto in tempo per impedire che le polveri esplodessero; ugualmente influente sullimmaginario collettivo fu il Grande incendio di Londra del 1666, che qualcuno attribuì ai cattolici sebbene non vi sia alcuna evidenza al riguardo in base al fatto che una mano ignota aveva inciso sul monumento commemorativo di tale incendio una dichiarazione, che ascriveva la paternità del disastro a un non meglio identificato" fanatico papista”. A inasprire il clima da parte anglicana, infine, vi fu linvenzione di un complotto papista da parte di Titus Oath, che denunciò a un magistrato anglicano un piano ordito da alcuni cattolici per uccidere il re e sostituirlo con un papista che avrebbe reintrodotto lobbedienza a Roma nel regno. Tale montatura portò alla condanna a morte di almeno 15 persone con laccusa di tradimento, prima che venisse scoperta e Oath venisse imprigionato.

Le ragioni alla base del fiero sentimento anticattolico che permeava il Regno Unito di quellepoca sono riassunte da William Blackstone nei suoi Commentari sulle leggi inglesi Commentaries on the Laws of England:

Il nocciolo dellaccusa, quindi, è che i cattolici costituivano un Imperium in imperio, una quinta colonna che riservava maggior obbedienza al papa che non alle leggi del proprio Stato. A seguito di ciò, un corpus di leggi penali fu emanato per limitare i diritti civili e politici dei cattolici che non riconoscessero lautorità del re sopra ogni altra. Con la loro emancipazione nel 1829 tali leggi furono in seguito abrogate.

Nonostante la fine di tali limitazioni legali, tuttavia, rimase un diffuso pregiudizio verso i cattolici per tutto lOttocento, acuito dallesodo in Inghilterra degli irlandesi che cercavano di sfuggire alla Grande carestia di metà secolo. A tuttoggi i membri della famiglia reale britannica perdono qualsiasi prerogativa di successione al trono qualora si convertano al cattolicesimo, come previsto dallAct of Settlement, 1701 Legge di Successione del 1701, ma con il successivo Succession to the Crown Act 2013 legge di Successione alla Corona del 2013 non perdono più i loro diritti nel caso in cui sposino un cattolico.

                                     

1.3. Origini e storia del fenomeno Irlanda

La maggioranza cattolica dellisola dIrlanda fu soggetta a vessazioni inglesi fin dallo scisma di Enrico VIII. Tale atteggiamento si inasprì allorquando Elisabetta I - e il suo successore Giacomo I - decisero di smantellare il sistema sociale basato sul clan per instaurare quello statale inglese. Vi furono espropri dei latifondi, attuati sia tramite conversione allanglicanesimo dellaristocrazia terriera anglo-irlandese, oppure tramite confische. Molti cattolici irlandesi vennero spossessati delle loro terre, le quali furono assegnate a coloni provenienti dalla Gran Bretagna va detto tuttavia che anche Maria la Sanguinaria si era già resa attrice a sua volta di una colonizzazione simile in Irlanda, sebbene di stampo cattolico invece che anglicano.

Lo spossessamento continuò anche durante il breve periodo repubblicano di Oliver Cromwell, il quale assegnò ai veterani di guerra inglesi ampi possedimenti in Irlanda quale ricompensa per i loro servizi allo Stato. LIrlanda andò incontro a un rapido spopolamento degli indigeni sia per via dei massacri commessi per sottomettere lisola - che per le emigrazioni di massa, che durarono fino al XIX secolo, sia verso lEuropa continentale che, più frequentemente, verso lAmerica settentrionale.

Lopera di colonizzazione britannica provocò anche unalterazione demografica, etnica e culturale dellisola: si formò una classe dirigente anglicana e protestante fedele a Londra, che lasciò fuori dalle leve del potere la popolazione cattolica. La vecchia struttura ancora basata sui rapporti familiari fu smantellata e furono introdotte nuove forme giuridiche di proprietà privata, commercio e credito. Furono bandite anche forme di espressione della religione cattolica, e scuole ed edifici cattolici furono chiusi ed espropriati.

Con il citato atto di emancipazione del 1829 le cose cambiarono anche in Irlanda, e i cittadini di religione cattolica divennero eleggibili al parlamento britannico; ma le modificazioni sociali avevano fatto sì che vi fossero significative presenze protestanti e unioniste soprattutto nel nord dellisola lodierna Irlanda del Nord. Anche dopo lindipendenza e la nascita della Repubblica dIrlanda 1921 il conflitto nellIrlanda del Nord, rimasta al Regno Unito, tra i cattolici filo-repubblicani e i protestanti e gli anglicani unionisti portò a una lunga stagione di atti terroristici a opera di ambo le parti, segnatamente gli unionisti ispirati dal reverendo anglicano Ian Paisley da un lato e lIRA dal lato cattolico. Solo negli ultimi anni si è addivenuti a una pacifica risoluzione del sanguinoso conflitto tra le due parti etnico-religiose in causa.



                                     

1.4. Origini e storia del fenomeno Scozia

Con ladesione nel 1560 alla Riforma, anche la Scozia uscì dalla sfera dinfluenza di Roma e istituì una chiesa nazionale, di stampo calvinista. A differenza della Chiesa Anglicana, quella scozzese non divenne tuttavia Chiesa di Stato. Lo scisma scozzese dal cattolicesimo, comunque, acuì maggiormente la separazione e il clima di ostilità verso la Chiesa cattolica in Gran Bretagna. Anche gli anglicani di Scozia tuttavia non furono esenti da attacchi ostili, a seguito del tentativo di Carlo di riformare la Chiesa scozzese: i tentativi di riforma furono rigettati in quanto ritenuti troppo affini - nei sacramenti e nel rito - a quelli cattolici.

A partire dalla seconda metà del XIX secolo il flusso migratorio di irlandesi verso la Gran Bretagna aumentò considerevolmente, e anche in Scozia i cattolici vennero per lungo tempo trattati alla stregua di cittadini di rango inferiore. Ancora oggi, le due squadre di calcio più importanti di Scozia, il Celtic e i Rangers, entrambe di Glasgow, conservano uno zoccolo duro di tifoseria connotato religiosamente e politicamente: cattolico e filo-irlandese quello dei Celtic, protestante e nazionalista quello dei Rangers. In passato vi furono problemi di ordine pubblico anche molto seri a causa di ciò la Coppa di Scozia del 1909 non fu assegnata a causa dei gravi incidenti causati dalle tifoserie delle due squadre, impegnate nella finale, anche se negli ultimi anni, con nuove immigrazioni da altre parti dEuropa e nuove politiche tendenti a combattere la faziosità sugli spalti e fuori, la rivalità ha perso le sue connotazioni più estreme per limitarsi solo allambito sportivo, sebbene ancora negli anni ottanta fosse possibile rischiare una rivolta a Glasgow per mano di entrambe le tifoserie a causa dellingaggio da parte dei Rangers di un calciatore cattolico di grido, Mo Johnston, visto come un tradimento dai tifosi del Celtic e un affronto alla tradizione da quelli dei Rangers.

                                     

1.5. Origini e storia del fenomeno Le nuove colonie in America e la nascita degli Stati Uniti

La colonizzazione del continente nordamericano, iniziata a partire dal XVII secolo, fu di carattere prevalentemente protestante, a opera dei cosiddetti" Padri Pellegrini” che nel 1620 sbarcarono nellodierno Massachusetts: questi, provenienti dallInghilterra e dai Paesi Bassi, avevano lasciato i loro Paesi dorigine al fine di stabilirsi in un posto ove potessero preservare la propria identità culturale e religiosa.

Le successive ondate di immigrazione nel continente - in stragrande maggioranza provenienti dallInghilterra e altri Paesi che avevano aderito alla Riforma - portarono alla commistione di diverse confessioni riformate, cosa questa che indusse un secolo e mezzo più tardi i padri fondatori degli Stati Uniti che avevano firmato la Dichiarazione di indipendenza dalla madrepatria 4 luglio 1776 a proporre, nella istituenda Costituzione 1788, un" muro di separazione” lett." Wall of Separation” tra Stato e qualsivoglia Chiesa. La proposta fu inserita nel Primo Emendamento della Costituzione, e oggi è nota come Establishment Clause. Alla lettera recita che "Il Congresso non potrà istituire alcuna religione di Stato", mentre il comma successivo, chiamato Free Exercise Clause, aggiunge "né potrà impedire il libero esercizio di qualsivoglia religione". Con tali due commi inseriti nel dettato costituzionale, gli Stati Uniti diventavano la prima nazione moderna in cui lautorità statale rimaneva neutrale di fronte alla professione di fede - o a nessuna professione - dei suoi cittadini e non faceva distinzioni o concedeva privilegi a seconda del culto praticato; inoltre non prevedeva alcuna religione di Stato.

                                     

1.6. Origini e storia del fenomeno Fenomeni di ostilità antipapista negli Stati Uniti

I Padri Pellegrini, oltre alla loro religione, avevano portato seco anche le loro convinzioni sul papato. Tali idee permearono anche la cultura religiosa delle nuove colonie e anche una volta formatosi uno Stato indipendente, con una Costituzione che non faceva distinzioni formali tra qualsivoglia culto religioso ne assicurava a ciascuno la libera professione, rimasero profonde divisioni tra cattolici e protestanti.

Lostilità si rifaceva da un lato al presupposto religioso della polemica di Lutero contro il papa, e dallaltra a quello politico, esplicitato più di un secolo dopo in Inghilterra nei citati Commentaires, per il quale la gerarchia cattolica, tramite lobbedienza imposta ai suoi fedeli anche fuori dai confini nazionali, era vista come colei che li manovrava come pedine per estendere i suoi privilegi medievali in tutto il mondo.

Con lentrata in vigore della Costituzione caddero le vecchie leggi che istituivano pubbliche liste di proscrizione ai cattolici nelle tredici colonie federate. Ma anche dopo lapprovazione della Costituzione, o nelle more di essa, vi fu chi cercò di prevenire linsorgenza di supposte" quinte colonne” nellamministrazione pubblica americana: John Jay, uno dei firmatari della Dichiarazione dIndipendenza, sollecitò nel 1788 il parlamento di New York a emanare una legge che richiedesse a tutti i funzionari pubblici di quello Stato di non riconoscere qualsiasi autorità straniera "in qualsiasi campo, sia religioso che civile".

Le continue ondate che, a partire dallOttocento, portarono in America migranti da Paesi a forte connotazione cattolica, causarono allarmismo nella popolazione residente, preoccupati dallinflusso che i cattolici potessero avere sulla società. Il movimento xenofobo nativista che nacque per reazione a ciò, e che assunse grande rilevanza negli anni quaranta del secolo, diede vita a vessazioni, incendi di varie proprietà della Chiesa cattolica, e talora allomicidio di cattolici. Il pregiudizio era alimentato dalla convinzione diffusa che i cattolici operassero per distruggere la cultura degli Stati Uniti. Agli irlandesi fu addossata la colpa dellaumento delle tasse nel Paese e lo spargimento di malavita e malattie.

Lespressione politica del movimento xenofobo fu l Unione Nazionale National Union, anche detta Non so nulla Know Nothing Party. Tale nome derivava dallo slogan del suddetto partito, che recitava: I know nothing but my Country, my whole Country, nothing but my Country, nato nel 1848 a seguito della notizia del fallimento delle lotte dindipendenza in Europa, di cui fu incolpata linfluenza che Pio IX aveva sulle potenze imperiali in primis lAustria-Ungheria, fedeli al papa. Tale partito, che aveva nel suo programma la condanna della Chiesa cattolica, arrivò anche a esprimere un proprio candidato indipendente alla Casa Bianca, Millard Fillmore, già 13º presidente dal 1850 al 1853, che tuttavia non riuscì a farsi rieleggere.

Alla metà del secolo, i cattolici avevano la maggioranza relativa nel Paese, e tra il 1860 e il 1890 triplicarono per via delle immigrazioni, raggiungendo il numero di 7 milioni al trapasso di secolo. Ciò fu dovuto principalmente allarrivo di numerosi irlandesi e, soprattutto, italiani. Questo causò una crescente influenza politica e culturale sulla società americana e, dallaltro lato, un crescente timore per una supposta minaccia cattolica.

Con lavvento del XX secolo, quando la maggioranza protestante si rese conto che i cattolici non avevano intenzione di controllare il governo, lanimosità scemò, anche se per tutto il secolo a venire rimase un certo timore: ad esempio, nel 1928, la candidatura di un cattolico, Al Smith, alla presidenza degli Stati Uniti fu contestata fortemente voci dellepoca sostenevano che se Smith fosse stato eletto, il papa avrebbe messo piede nella Casa Bianca e i protestanti sarebbero stati privati della cittadinanza.

Nel 1949, Paul Blanshard 1892-1980, un giornalista statunitense di famiglia protestante ed egli stesso già socialista e, successivamente, ateo militante, diede alle stampe un libro che raccoglieva numerosi articoli da lui scritti contro la Chiesa cattolica sul quotidiano The Nation, per il quale fu corrispondente a Roma negli anni cinquanta. La tesi principale del libro era che la Chiesa cattolica fosse un potere subdolo, ostile, antidemocratico e nemico della libertà di parola e di religione:

Il libro vendette quasi subito 300.000 copie ed ebbe forti ripercussioni politiche, in quanto influenzò la bocciatura di un progetto di legge federale che mirava a fare ottenere fondi alle scuole cattoliche per i loro servizi accessori. La vedova del presidente Franklin Delano Roosevelt, Eleanor, si scagliò pubblicamente contro il cardinale Spellman su tale tema. Due anni più tardi, Blanshard sottolineò "la fondamentale somiglianza tra il Vaticano e il Cremlino", in un ulteriore sforzo di mostrare come il cattolicesimo, così come il comunismo, fosse incompatibile con gli ideali americani. Nel suo necrologio è riportata una sua frase di qualche anno prima, in cui sosteneva che "il cristianesimo è talmente pieno di falsità che ogni uomo onesto dovrebbe ripudiarlo in blocco e diventare ateo".



                                     

1.7. Origini e storia del fenomeno Opposizione al papato nei Paesi cattolici

A partire dal XVIII secolo anche nei Paesi di tradizione cattolica, che non aderirono alla Riforma e che furono altresì interessati dalla controriforma successiva al concilio di Trento, iniziò a farsi strada una corrente di pensiero che sosteneva laffrancamento dallautorità morale del papato sopra i sovrani cattolici e la non ingerenza del potere ecclesiastico negli affari civili.

                                     

1.8. Origini e storia del fenomeno Francia

Storicamente, il momento che segnò la discontinuità dellinfluenza papale sulla vita politica francese tramite il re defensor fidei fu la Rivoluzione 1789, la quale, ispirata dalle teorie illuministiche di numerosi pensatori e filosofi primo tra tutti Voltaire, riformò radicalmente il sistema politico di quel Paese: fu introdotto il parlamentarismo, la Chiesa fu esautorata da qualsiasi ruolo pubblico le furono tolti i privilegi fiscali e di proprietà di cui godeva fino ad allora; la trasformazione fu così profonda che anche dopo Napoleone e la Restaurazione e nonostante la Francia si fosse fatta garante della difesa dello Stato Pontificio fino al 1870, nel 1905 fu emanata una legge, tuttora vigente, la Loi du 9 décembre 1905 concernant la séparation des Églises et de lÉtat Legge del 9 dicembre 1905 riguardante la separazione tra Chiese e Stato che sancì anche in maniera formale lassoluta laicità dello Stato.

Tale legge giungeva alla fine di un ventennio turbolento, che aveva visto una profonda divisione tra la Francia cattolica e filo-monarchica e quella laica e socialista, repubblicana, in cui si era rischiato un colpo di Stato per mano del generale Mac-Mahon, appoggiato dalla nobiltà e dal clero, e viva era la memoria del recente Affaire Dreyfus, in cui un ufficiale ebreo dellesercito era stato accusato di spionaggio, degradato e condannato, prima che il famoso Jaccuse!… di Émile Zola 1898 portasse alla riapertura dellinchiesta, alla scoperta del vero colpevole di spionaggio e alla conferma che la condanna a Dreyfus era stata pesantemente influenzata da latente antisemitismo presente negli ambienti politici e militari filo-monarchici. Lo scandalo che ne seguì ebbe conseguenze anche sulla vita pubblica francese: più tardi si sarebbe scoperto che, per reazione allepisodio, nel biennio 1904-1905 il ministro della Guerra Louis André si era adoperato per impedire promozioni e avanzamenti di carriera al personale civile e militare di manifesta fede cattolica.

La citata legge del 1905, nel suo punto più qualificante recita: "La République ne reconnaît, ne salarie ni ne subventionne aucun culte…" "La Repubblica non riconosce, né stipendia né sovvenziona alcun culto…". Da tale legge discesero anche la non validità dei matrimoni celebrati da autorità diversa da quella civile, la legalizzazione del divorzio e labrogazione formale di qualsivoglia religione di Stato. I culti furono dichiarati per legge" attività culturali” le proprietà della Chiesa, pena confisca da parte dello Stato, avrebbero dovuto essere trasferite ad apposite istituende associazioni culturali. Ma papa Pio X cercò di sollecitare i cattolici francesi a non collaborare allattuazione delle nuove leggi che sancivano formalmente la laicità dello Stato, con le encicliche Vehementer Nos e Gravissimo Officii Munere e lallocuzione concistoriale Gravissimum tutte del 1906, anche contro le raccomandazioni di vescovi francesi che gli avevano suggerito di astenersi dallingerenza. Questo atteggiamento da parte della Santa Sede impedì la costituzione di quelle associazioni culturali che avrebbero potuto assumere la conduzione delle proprietà ecclesiastiche e, in mancanza di ciò, queste ultime passarono allo Stato.

                                     

1.9. Origini e storia del fenomeno Spagna

Con la proclamazione della repubblica 1931, il potere civile di orientamento liberal-socialista diede vita a una serie di riforme che, tra laltro, andarono a toccare gli interessi economici che la Chiesa cattolica aveva in Spagna. A livello popolare, vi furono numerosi episodi di intolleranza verso ecclesiastici, fedeli e proprietà della Chiesa, con luccisione di sacerdoti e lincendio di numerosi edifici di culto.

La guerra civile che ne seguì vide il generale golpista Francisco Franco, ultraconservatore e fortemente religioso, prendere il potere nel 1939: appoggiato da Hitler e Mussolini, tra i primi atti del suo governo vi fu il ripristino di particolari franchigie alla Chiesa cattolica, tanto che lo stesso dittatore tedesco ebbe a pentirsi di aver sacrificato soldati tedeschi per "ripristinare i privilegi feudali del pretume spagnolo",

Franco morì nel 1975 e i governi legittimamente eletti a partire dalla fine della dittatura quasi tutti di ispirazione socialista a parte il periodo popolare di Aznar dal 1996 al 2004 perseguirono politiche di laicizzazione del Paese, non senza suscitare critiche da parte cattolica, che attribuisce tali misure alla volontà di sradicare il sentimento cattolico dalla Spagna. Durante il suo mandato come presidente di governo 2004-2011, il socialista Zapatero, ha promosso varie misure legislative al fine di permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, estendere la ricerca scientifica alle cellule staminali; inoltre ha abrogato lobbligatorietà dellinsegnamento della religione cattolica, togliendola anche dal gruppo delle materie che concorrono al voto scolastico complessivo.

                                     

1.10. Origini e storia del fenomeno Italia

Per ragioni culturali, storiche, geografiche e politiche lItalia è stata soggetta, più di altri Paesi di tradizione cattolica, allinfluenza del papato sia in forma indiretta e, almeno fino allUnità 1861, anche del suo potere temporale, estendentesi in maniera diretta su buona parte dellItalia centrale. Il primo episodio storico di discontinuità del potere temporale è senza dubbio la prima Repubblica Romana, nata nel 1798 a seguito delloccupazione napoleonica di Roma, ma che durò solo un anno. Meno ancora durò la seconda Repubblica Romana, nata nel 1849 nel pieno del Risorgimento che, nel proclamare la caduta del potere temporale del papa allepoca Pio IX si diede come principi ispiratori labolizione della pena di morte, il suffragio universale - benché allepoca solo maschile - e la libertà religiosa. Il carattere sostanzialmente antipapista - e non genericamente antireligioso - si evince dal motto inscritto nel campo bianco della bandiera della Repubblica sostanzialmente il Tricolore: Dio e Popolo.

Antipapista, ma non antireligiosa, era anche Casa Savoia, il più fiero avversario politico del papato: lo Statuto albertino, promulgato nel 1848 da Carlo Alberto come carta fondamentale del Regno di Sardegna e, successivamente, costituzione del Regno dItalia fino al 1945, in effetti, riconosceva il cattolicesimo quale sola religione dello Stato.

I rapporti tra i Savoia e il papato erano già tesi da quando, nel febbraio del 1848, erano state emanate le Lettere Patenti che emancipavano civilmente i cittadini di religione valdese e, soprattutto, latto del 19 giugno dello stesso anno, che emancipava anche gli ebrei. In aggiunta a ciò, le cosiddette leggi Siccardi dal nome di Giuseppe Siccardi, ministro della giustizia del governo DAzeglio, emanate nel 1850, abrogarono il foro ecclesiastico un tribunale separato per gli ecclesiastici consegnando quindi i membri del clero che si fossero macchiati di reati al tribunale secolare; il diritto di asilo, eliminando quindi limmunità di coloro che si rifugiassero dentro una chiesa, e la manomorta, rendendo quindi alienabili o espropriabili i beni ecclesiastici. Nel 1852, per iniziativa dello stesso guardasigilli, fu istituito anche il matrimonio civile, ulteriore motivo di frizione con la Santa Sede. Nel 1855 Pio IX emanò unenciclica, la Cum saepe, con la quale criticava le leggi Siccardi e invitava i cattolici del Regno di Sardegna a disattenderle. Ma la risposta dei Savoia fu ferma: larcivescovo di Torino, Luigi Fransoni, per aver incitato il clero del Regno a disobbedire a quanto stabilito dalle nuove leggi dello Stato, fu processato e condannato a un mese di reclusione. Successivamente morì in esilio a Lione.

Nel 1855 furono aboliti nel Regno di Sardegna diversi ordini religiosi, tra i quali gli agostiniani, carmelitani, certosini, cistercensi, cappuccini, domenicani e benedettini, dichiarati "di nulla utilità sociale" ; i relativi edifici furono espropriati. La legge fu estesa a tutto il territorio nazionale dopo la III guerra dindipendenza 1866, allorché il Regno dItalia necessitò di finanze per colmare i disavanzi causati dal conflitto.

Tre anni dopo lUnità dItalia, lenciclica di Pio IX Quanta cura, del 1864, accompagnata dal Sillabo, una serie di proposizioni su alcune novità sociali del periodo Syllabus complectens praecipuos nostrae aetatis errores, "Elenco contenente i principali errori del nostro tempo", costituì di fatto il momento di maggior distacco della Chiesa cattolica del XIX secolo dalla società laica: sia nellenciclica sia nelle proposizioni del Sillabo, infatti, Pio IX condannò il relativismo etico e religioso, il liberalismo, il socialismo e il comunismo, lo Stato laico, il monopolio statale dellistruzione e il matrimonio civile. Per mano dei bersaglieri, il 20 settembre 1870 Roma fu annessa al Regno dItalia e venne posto fine allo Stato Pontificio, durato più di mille anni. Ritiratosi in Vaticano, Pio IX raccomandò ai cattolici di non partecipare alla vita pubblica del Regno con il suo pronunciamento Non expedit 1874. La polemica antipapale proseguì anche dopo la presa di Roma: negli anni seguenti molte diocesi rimasero senza vescovi per via del mancato gradimento placet delle autorità italiane. A livello di circoli intellettuali la polemica trovò altre forme: il monumento eretto a Giordano Bruno in Campo de Fiori a Roma, sul punto dove fu arso al rogo nel 1600; organizzazione di banchetti nei venerdì di quaresima nei pressi delle Mura Vaticane in scherno del precetto di digiuno cattolico.

Lascesa al potere di Benito Mussolini nel 1922 il quale, dopo lAventino dei parlamentari del 1925, divenne di fatto dittatore, coincise con la normalizzazione dei rapporti Stato-Chiesa: il Concordato dell11 febbraio 1929 aboliva di fatto la preesistente Legge delle Guarentigie, istituiva lo Stato della Città del Vaticano, rendeva il cattolicesimo religione ufficiale di Stato, uniformava il diritto di famiglia civile a quello ecclesiastico quindi il divorzio non era ammesso ed esentava gli ecclesiastici dal servizio militare obbligatorio. Pio XI, pochi giorni dopo la firma del trattato, disse di Mussolini che "Forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare". Indipendentemente dalle ragioni sia contro che a favore dei personaggi citati, il principale motivo di frizione tra papato e ambienti liberali è laccusa da parte di questi ultimi verso il primo di avere dato il proprio avallo morale a un regime dispotico e illiberale e, nel caso di Pio XII, di avere sempre levato la sua voce contro una sola delle parti belligeranti lUnione Sovietica, rifiutandosi di condannare con unenciclica il comportamento della Germania nazista, anche nei confronti - talora - degli stessi cattolici, come accadde in Polonia con il caso di Massimiliano Maria Kolbe.

Laccordo di villa Madama del 1984), firmato da Bettino Craxi per il governo italiano, aboliva la religione di Stato e introduceva il finanziamento, noto come Otto per mille, il cui aspetto più controverso è quello che eroga i finanziamenti a qualsivoglia assegnatario non già in funzione delle preferenze eventualmente ricevute, ma in proporzione a esse, ivi conteggiando, quindi, anche le quote non espressamente destinate, che rappresentano circa i due terzi dei contribuenti. La polemica riguarda associazioni che genericamente si contrappongono ai privilegi concessi dal potere politico allautorità ecclesiastica, ma anche organismi di consumatori che chiedono conto delleffettiva destinazione delluso delle risorse finanziarie incamerate.

Nel XXI secolo il Segretario di Stato Tarcisio Bertone in unintervista concessa a Famiglia Cristiana ha denunciato "oscure intenzioni" da parte dellUE di "distruggere la credibilità di istituzioni ecclesiali che sono le più presenti nella società le più attive nel curarne le ferite". La radicale Emma Bonino, tra le più attive nel denunciare presso le istituzioni europee i vantaggi fiscali goduti dalla Chiesa in Italia, affermò che nel 2007 vi fu unanaloga indagine anche in Spagna e che bisogna tenere distinta la pratica religiosa dagli aiuti di Stato alle istituzioni religiose. Labitudine di usare argomenti simili in risposta alle critiche era stata già criticata da Curzio Maltese, in un articolo apparso su Repubblica quasi due mesi prima della formalizzazione della richiesta di informazioni, quando già si ventilava che alla fine dellestate la Commissione avrebbe aperto listruttoria: il giornalista scrisse che "Cè chi in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena laccusa di anticlericalismo".



                                     

2.1. Lopposizione contemporanea le critiche di "anticattolicesimo" Stati Uniti

La costante critica al papato e, più in generale, alle posizioni espresse dai cattolici negli Stati Uniti portò, negli anni cinquanta del XX secolo, a parlare per la prima volta di" anticattolicesimo”. "Un diffuso pregiudizio anticattolico sbarcò a Jamestown nel 1607, vogliamo auspicare che anchessi effettivamente si facciano con noi, cioè con la Chiesa cattolica, promotori della vera concezione della famiglia e della sua autentica fioritura nella vita". Anche in occasione dellapprovazione della legge 194 sullinterruzione volontaria di gravidanza nel 1978, il messaggio di Paolo VI si limitò a unesortazione ai cattolici - e, virtualmente, a chiunque - a non farvi ricorso: "La vera pietà per le difficoltà le angustie della vita umana non consiste nel sopprimere chi è frutto o del fallo o del dolore umano, ma nel sollevare, consolare, beneficare la sofferenza, la miseria, la vergogna della debolezza, o della passione umana: ucciderlo non mai! Questo noi dovremo riflettere davanti al triste e ignobile ricorso allaborto legalizzato".

Il primo episodio in cui vi fu un intervento ecclesiastico su un evento politico in corso avvenne in occasione del referendum del 1995 nella Repubblica dIrlanda rimasto fino ad allora lunico Stato dellUnione europea a proibire il divorzio, per emendare un articolo della Costituzione del 1937 che impediva lo scioglimento del matrimonio. La Chiesa cattolica di quel Paese si schierò pubblicamente contro lemendamento e anche madre Teresa giunse in Irlanda per sostenere le ragioni antidivorziste. Lesito del referendum, tuttavia, fu favorevole ai promotori dellemendamento costituzionale e nel 1997 il parlamento irlandese approvò la legge che istituiva il divorzio anche in quel Paese.

Fu tuttavia durante i lavori preparatorî della Costituzione Europea 2001-2003 il periodo in cui da parte cattolica si cominciò a lamentare una qualche forma di discriminazione o di mancato riconoscimento. La Convenzione europea, lorganismo multistatuale istituito per preparare la bozza di Costituzione, presieduto dallex presidente della Repubblica francese Valéry Giscard dEstaing, rigettò la proposta di inserire nel preambolo della stessa un richiamo alle" radici cristiane” dellEuropa, caldeggiato da alcuni membri della Convenzione, tra i quali numerosi italiani.

La questione aprì un lungo contenzioso tra la Santa Sede e, più in generale, diversi politici e intellettuali di area cattolica da un lato e gli organismi legislativi dellUnione Europea dallaltro. La polemica poi si estese anche ad altri campi, come quello della cultura e dello spettacolo, ed è tuttora viva.

Loccasione in cui si iniziò a parlare più esplicitamente di" anticattolicesimo” fu, infatti, la 59ª Mostra del Cinema di Venezia del 2002, quando fu premiato con il Leone dOro quale migliore opera il film Magdalene, del britannico Peter Mullan: questi mise in scena i soprusi le angherie cui erano sottoposte le giovani ragazze nei conventi per orfane oppure spesso per ragazze giudicate immorali in Irlanda fino agli anni sessanta. Il riconoscimento conferito al film scatenò una serie di reazioni infervorate dal mondo cattolico: il cardinale Ersilio Tonini criticò la veridicità storica del film, laddove invece il sacerdote Gianni Baget Bozzo dichiarò testuale che "Chi ha premiato quel film lo ha fatto solo per il suo contenuto anticattolico", e nel prosieguo della sua intervista dichiarò: "Evidentemente il fascino del film è appunto in questo. Cè oggi un forte sentimento anti-cristiano", lasciando quindi non chiarita la questione se la sua polemica si riferisse a un presunto specifico" anticattolicesimo” o a un più generico presunto "anticristianesimo", né aiuta a chiarire i termini della vicenda la dichiarazione di Andrea Piersanti, cattolico anchegli, allepoca - e tuttora - presidente dellEnte dello Spettacolo, che giudicò lepisodio un "segnale strano da parte della prima mostra gestita dal centro-destra che premia un film sfacciatamente anticlericale". Furono anche espressi dissensi verso la direzione della Mostra del critico italo-britannico Moritz De Hadeln, il quale tuttavia replicò che la giuria aveva espresso il suo parere in forma democratica.

Largomento di un presunto" anticattolicesimo” divenne lo spunto per un infuocato scontro politico in sede europea quando, nellottobre 2004, il commissario europeo Rocco Buttiglione, insediato nella Commissione presieduta dal socialdemocratico portoghese Barroso, fu sfiduciato due volte nella stessa seduta della Commissione, prima per la nomina a Commissario per la giustizia, le libertà pubbliche e la sicurezza, poi per la conferma della carica di vicepresidente della stessa Commissione ma con un altro portafoglio. Allorigine di tutto, con dichiarazioni che almeno in Italia fecero passare in secondo piano i procedimenti legali a carico del suo assistente Giampiero Catone, vi fu il discorso di presentazione fatto di fronte al Parlamento europeo il 10 ottobre 2004, nel quale Buttiglione prima sostenne che "matrimonio significa protezione della madre; una protezione da parte delluomo che consente alle donne di generare figli", affermazione che provocò sconcerto tra alcune deputate tedesche e olandesi, per poi aggiungere - in risposta a una deputata dei Paesi Bassi che gli chiese in ragione di cosa egli chiedesse la fiducia viste le politiche discriminatorie degli omosessuali in alcuni settori lavorativi adottate in Italia dal governo Berlusconi, del quale il partito di Buttiglione faceva parte - che "Come cattolico considero lomosessualità un peccato, ma non un crimine. La mia è una posizione morale che non incide sui diritti che devono essere riconosciuti a tutti".

Subito dopo, la Commissione giustizia, libertà pubbliche e sicurezza espresse voto contrario 27 membri contro 26 alla nomina di Buttiglione a relativo Commissario e, a seguire, bocciò anche la proposta di confermarlo vicepresidente ma di cambiargli eventualmente portafoglio 28 contro 25. Buttiglione divenne così il primo candidato commissario a ricevere la sfiducia della Commissione, cosa che lo portò a recriminare su una presunta discriminazione religiosa, mista anche a un pregiudizio anti-italiano benché vi fu chi non mancò di sottolineare il cattolicesimo sia del presidente entrante Barroso sia di quello uscente Prodi, questultimo per giunta italiano, sebbene aggiunse di non avere intenzione di ritrattare quello che aveva dichiarato. Dal Parlamento italiano il capogruppo dellUDC alla Camera Luca Volontè denunciò il "pregiudizio anticattolico e anticlericale di cui il nuovo commissario italiano è stato oggetto". Sullargomento, Sergio DAntoni, anchegli cattolico, sostenne che la fede di Buttiglione centrava in realtà poco con la bocciatura e a pesare sulla mancata fiducia vi era semmai il prestigio - acquisito in sede europea - dilapidato dal comportamento del governo Berlusconi. Per lex presidente Cossiga, invece, Buttiglione sarebbe caduto in una trappola e avrebbe dovuto rispondere che degli argomenti sui quali era stato richiesto di unopinione non avrebbe risposto in quanto non di competenza della Commissione. Critiche nei confronti di Buttiglione, tuttavia, giunsero anche da destra: Enrico Oliari, esponente di Alleanza Nazionale e fondatore di Gaylib, unassociazione di omosessuali di orientamento politico liberale e di centro-destra, giudicò appropriata la bocciatura delleurodeputato italiano, perché "è sempre stato contro gli omosessuali", aggiungendo che la mancata ratifica della nomina di Buttiglione "è un segnale importante di cui lItalia dovrà tenere conto".

Le citate riforme introdotte in Spagna dal 2004 a opera del governo socialista di José Luis Zapatero hanno provocato, come detto, più di una protesta sia del Vaticano, che di parte della gerarchia ecclesiastica spagnola secondo la quale il "laicismo galoppante" del governo intenderebbe ridurre la Chiesa spagnola a poco più di un club, ma anche dellopposizione Popolare: in occasione dellapprovazione della legge che estende alle coppie di fatto omosessuali gli stessi diritti civili e fiscali di quelle eterosessuali, lex ministro dellinterno Ángel Acebes giudicò loperato di Zapatero indice di un "anticattolicesimo militante", a suo dire capace di portare la Spagna a una situazione analoga a quella che originò la guerra civile del 1936, anche se le obiezioni di Acebes confliggono con i dati che vogliono la riforma delle coppie di fatto approvata da due terzi degli spagnoli.

La più recente polemica che ha visto coinvolti il Vaticano e lUnione Europea, con i relativi schieramenti politici cattolici da un lato, laici dallaltro è dellagosto del 2007: la Commissione Europea, su proposta del commissario alla Concorrenza, la liberaldemocratica olandese Neelie Kroes, ha deciso di chiedere al governo italiano spiegazioni circa i vantaggi fiscali derivanti alla Chiesa grazie allesenzione del pagamento dellICI per quegli immobili di natura "non esclusivamente commerciale": la signora Kroes è convinta che tale clausola "non esclusivamente", che ha sostituito la precedente formulazione "non commerciale" costituisca aiuto illegale di Stato e sfavorisca la libera concorrenza. In Italia le reazioni non hanno tardato: la coalizione di centro-destra, nella sua quasi totalità, ha parlato di "anticristianesimo" e di "anticlericalismo". Il senatore Gianfranco Rotondi DCA ha denunciato un vento "anticristiano" che talora soffierebbe in Europa, definendo quella dellUnione Europea "una minaccia contro la Chiesa". Maurizio Lupi FI ha chiesto che Prodi si dissoci dagli "anticlericali" della sua coalizione. Altri politici hanno trovato "incredibile" o "intollerabile" che lUnione Europea metta la Chiesa sul banco degli imputati e interferisca nelle politiche fiscali italiane; Maurizio Ronconi, vicepresidente del gruppo UDC alla Camera, ha ventilato il sospetto di "circoli radical-massonici" che influenzerebbero le decisioni dellUE, e Rocco Buttiglione idem ha chiesto alla Commissione di non agire in maniera da dare lidea di unistituzione "anticristiana".

                                     

3. Le idee fondamentali

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, se ne elencano alcune delle più frequenti motivazioni:

  • nazionalistiche: quando, stante la natura di capo di Stato del Papa, losservanza ai precetti papali da parte dei fedeli venga vista come attività in contrasto con i loro doveri nazionali di cittadini, considerati preminenti dal loro Stato.
  • ideologiche: talora affini allanticlericalismo, anche da parte di determinate frange di cattolici che dissentano dalle posizioni dottrinali o sociali del papa; ma anche allanarchia, in quanto rifiuto dellautorità sia civile che religiosa e di qualsivoglia potere, spirituale o temporale;
  • socio-politico-economiche: in forma di rivendicazione da parte di gruppi secolari della non ingerenza delle gerarchie cattoliche nella vita civile di un Paese, oppure nella contestazione di politiche fiscali tendenti a trasferire fondi dallErario alla Chiesa cattolica, come, nel caso italiano, listituto dellOtto per mille oppure lesenzione dal pagamento dellICI garantita anche a edifici religiosi non espressamente destinati al culto ma ad attività economiche;
  • filosofiche: nel caso - per esempio - della manifestazione dateismo che si accompagna anche al momento proattivo della contestazione della legittimità della figura del capo di una religione e della sua autorità, giudicata basata sul nulla;

Per completezza di trattazione, si citano anche motivazioni di carattere più generale che si possono applicare a qualsivoglia gruppo religioso e che, quindi, non sono strettamente attinenti allosservanza della religione cattolica o, in qualsivoglia forma, alladesione ai dettami dottrinali del papa:

  • religiose: nel caso lopposizione o lostilità sia determinata dallappartenenza a un gruppo religioso diverso, facente parte della stessa famiglia ad esempio protestanti o meno ad esempio musulmani.
  • etniche: nella misura in cui lappartenenza religiosa si configuri anche come, in tutto o in massima parte, appartenenza a un distinto e determinato gruppo etnico, nazionale o linguistico considerato rivale o nemico.

Talora questi ultimi due aspetti si sono spesso sovrapposti, come nel caso della lunga stagione terroristica nellIrlanda del Nord, che vedeva come parti contrapposte in conflitto cattolici irlandesi da un lato e anglicani e protestanti di origine britannica dallaltro, rendendo di fatto estremamente difficile stabilire se la natura dei contrasti avesse natura etnica oppure religiosa.