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ⓘ Paleosuolo




Paleosuolo
                                     

ⓘ Paleosuolo

Un paleosuolo è una particolare tipologia di suoli contraddistinti da processi evolutivi sviluppatisi su tempi molto lunghi, che porta questi suoli a manifestare caratteristiche che mal si conciliano con le condizioni ambientali attuali. La lunghezza dei cicli pedogenetici, ad esempio, ha portato questi suoli ad attraversare condizioni climatiche differenti, o ad avere subito seppellimenti sotto materiali geologici di altra origine.

                                     

1. Tipologie di paleosuoli

Il pedologo francese Duchaufour ha proposto la classificazione dei paleosuoli in cinque categorie:

  • suoli policiclici o poligenetici, prodotti da una successione di più cicli di pedogenesi, separati da un qualche "evento traumatico". Lultimo di questi cicli può avere parzialmente interessato il suolo "precedente", ringiovanendolo;
  • suoli fossili, in cui potenti deposizioni di sedimenti o abbondanti colate laviche hanno sepolto il suolo originario, sigillandolo e impedendogli così ogni contatto successivo con latmosfera e la biosfera.
  • suoli antichi, in cui i processi durano indisturbati da più di 10-12.000 anni, data di inizio dellOlocene; questo a causa della stabilità delle condizioni climatiche, che in questo periodo di tempo non hanno subito significative variazioni. Tale definizione è però bersaglio di critiche;
  • suoli composti, in cui i differenti cicli hanno interessato substrati differenti, senza che il secondo processo fosse andato ad interessare il prodotto del primo, oramai terminato;
  • suoli complessi, analoghi ai precedenti ma con la differenza che i processi pedogenetici recenti sono andati ad interessare il materiale anticamente pedogenizzato.
                                     

2. Metodologie di studio dei paleosuoli

I paleosuoli manifestano delle particolari caratteristiche che, se adeguatamente analizzate e valutate, permettono di determinare lentità dellalterazione subita dai minerali del suolo, al fine di determinarne letà; possono pertanto essere calcolati diversi indici.

                                     

2.1. Metodologie di studio dei paleosuoli Tasso di saturazione in basi

Uno fra i tanti può essere il tasso di saturazione in basi, definito come il rapporto percentuale fra il contenuto in cationi scambiabili e capacità di scambio cationico; esso generalmente diminuisce allaumentare delletà del suolo. Lutilizzo del tasso di saturazione in basi viene utilizzato anche in alcune classificazioni pedologiche come la Soil Taxonomy statunitense, che pone la soglia del 35% come discrimine fra suoli degli ordini degli Alfisol, più giovani, e Ultisol, più evoluti.

                                     

2.2. Metodologie di studio dei paleosuoli pH di abrasione

Il pH di abrasione è dato dal valore di pH della frazione sabbiosa fine del suolo; la differenza fra questo valore e il valore di pH del suolo crescerebbe al crescere delletà del paleosuolo in esame.

                                     

2.3. Metodologie di studio dei paleosuoli Indice di rubefazione

Generalmente, colori via più rossi sono associati a pedogenesi di maggior durata: tramite la determinazione del valore delle singole componenti del colore dei suoli è possibile determinare una sorta di indice di arrossamento o indice di rubefazione, che può dare indicazioni di massima sulletà di un paleosuolo.

Calcolando detto indice tramite la formula

dove Ia = indice di arrossamento, h = valore di hue, c = valore di chroma, v = valore di value, si ottengono valori più alti tanto maggiore è letà del paleosuolo analizzato.

                                     

2.4. Metodologie di studio dei paleosuoli Frazionamento del ferro

Allinterno di un suolo, il ferro può presentarsi in tre forme, distinte attraverso la modalità utilizzata in laboratorio per la loro estrazione:

  • ferro estratto in pirofosfato, indicato con Fe p, caratteristico dei complessi organo-minerali.
  • ferro libero, non legato nel reticolo cristallino dei silicati ma presente sotto forma di ossido, idrossido o umato nei complessi organominerali; questo tipo di ferro viene estratto, in laboratorio, tramite lutilizzo di ditionito-citrato-bicarbonato, e per questa ragione viene definito Fe d
  • ferro estratto in ossalato, indicato con Fe o, anchesso caratteristico di alcuni altri ossidi amorfi e di alcuni chelati con acido fulvico;

La proporzione relativa del ferro presente in queste diverse forme varia secondo letà del suolo: in particolare, il rapporto Fe o /Fe d indice di attività, che può essere compreso nellintervallo fra 0 e 1, decresce al crescere delletà del suolo n esame.



                                     

2.5. Metodologie di studio dei paleosuoli Altri metodi

Altre metodologie utilizzate per lo studio dei paleosuoli sono di natura mineralogica, dato che a suoli più o meno evoluti corrispondono generalmente:

  • differenti concentrazioni di residui insolubili.
  • differenze nei rapporti quantitativi fra le diverse specie minerali;
  • differenti concentrazioni di minerali inalterabili;
  • differenti tipi di minerali argillosi;