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ⓘ Sacra Parentela




Sacra Parentela
                                     

ⓘ Sacra Parentela

Il tema religioso della Sacra Parentela si sviluppò come risposta al cosiddetto problema dei "Fratelli di Gesù", connesso alla interpretazione dei passi evangelici nei quali si parla appunto dei "fratelli" di Cristo. Con la grande diffusione che, tra il XV secolo e la prima metà del XVI secolo, ebbe il culto di SantAnna, la rappresentazione della sua famiglia estesa divenne un tema iconografico abbondantemente trattato nellarte sacra, soprattutto in area nordica.

                                     

1. Il trinubium Annae

Il dibattito sul significato dei passi evangelici in cui si parla di personaggi ai quali è riservato lappellativo di fratelli di Gesù si sviluppò precocemente nella storia della chiesa cristiana. La rilevanza del dibattito si collega al controverso dogma della verginità di Maria che vedeva ad esempio francescani e domenicani schierati su versanti opposti.

San Gerolamo, in polemica con altre tesi che si rifacevano al "protovangelo di Giacomo", affermò che i cosiddetti fratelli debbano in realtà intendersi come "cugini" di Gesù, tenendo conto del fatto che il termine fratello, in ebraico, poteva estendersi appunto ai cugini primi.

La soluzione del problema riportata dalla Legenda Aurea soluzione che fu successivamente abrogata dal Concilio di Trento fa riferimento al cosiddetto "trinubium Annae". Secondo tale versione SantAnna, rimasta vedova di Gioacchino, avrebbe celebrato un secondo matrimonio andando in moglie, secondo i costumi del tempo, al fratello di Gioacchino, Cleofe, poi - nuovamente vedova – un terzo matrimonio con un secondo fratello di Gioacchino, Salome. Sempre secondo quanto narra la Legenda Aurea, da ciascuno dei tre matrimoni Anna ebbe una figlia e, a ciascuna figlia, venne imposto il nome di Maria. La prima Maria la Madonna sposò Giuseppe ed ebbe un unico figlio concepito non carnalmente, Gesù. La seconda Maria Cleofe ebbe dal suo sposo Alfeo quattro figli. La terza Maria Salome generò dal suo sposo Zebedeo due figli Giacomo il Maggiore e Giovanni levangelista. In tal modo, ben cinque apostoli su dodici, sarebbero da considerare cugini primi di Gesù, e due delle Marie citate dai Vangeli sarebbero sorelle della Vergine, tutte e tre figlie di Anna.

                                     

2. Il tema iconografico della Sacra Parentela

Nel corso del XV secolo il culto di SantAnna patrona delle madri di famiglia e delle vedove, invocata nei parti difficili e contro la sterilità crebbe impetuosamente.

Nellarte sacra numerosi furono i temi iconografici volti a celebrare la santa, a cominciare dalla celebre raffigurazione, molto diffusa in Italia, della cosiddetta SantAnna metterza.

Tra le raffigurazioni che trovarono notevole popolarità, soprattutto nel Nord Europa, va senzaltro menzionata quella della Sacra Parentela, basata sulla raffigurazione della famiglia estesa, connessa ai tre matrimoni di SantAnna e delle relative discendenze, così come esse sono narrate dalla Legenda Aurea, libro a quel tempo molto diffuso.

Tra gli esempi più notevoli dal punto di vista artistico, in area fiamminga, troviamo il pannello centrale del trittico realizzato da Quentin Massys per la Confraternita di SantAnna a Lovanio, conservato ora a Bruxelles nei Musées royaux des Beaux-Arts, opera in cui solo la presenza di due angeli musicanti che contrastano col volto severo dei personaggi maschili, ci porta a pensare che si tratti di una rappresentazione sacra.

In Italia troviamo rappresentazioni della Sacra Parentela in Trentino-Alto Adige, regione in cui, nei secoli XV e XVI fu rilevantissima linfluenza dellarte germanica. Notevole è, ad esempio, la tavola centrale del flügelaltar conservato nel Museo Diocesano di Trento, opera di ignoto artista gotico, in cui la figura della donatrice trova spazio nella scena già affollata dai numerosi personaggi della Sacra Parentela.

Singolare è la attenzione riservata alla iconografia della Genealogia della Vergine dal pittore astigiano Gandolfino da Roreto documentato tra il 1493 e il 1518, influenzato dapprima dalla scuola ligure e provenzale, poi da quella cremonese. Nel catalogo delle opere che gli sono state assegnate compaiono ben cinque raffigurazioni della Sacra Parentela ; in esse la posizione "in verticale" di SantAnna, della Madonna e del Bambino riflette abbastanza da vicino liconografia della SantAnna metterza.

Oltre alle opere di Gandolfino, troviamo nel contesto del Rinascimento italiano unaltra raffigurazione della Sacra Parentela assai prossima per stile a quella del pittore astigiano. Si tratta di una tavola del 1513 firmata dal pittore pavese Lorenzo Fasolo, conservata al Museo del Louvre.