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ⓘ Architettura telematica




                                     

ⓘ Architettura telematica

L architettura telematica è il progetto esecutivo che descrive lintera struttura delle informazioni e dei componenti ed apparati informatici e di comunicazione che le gestiscono.

Definire larchitettura telematica di una realtà significa realizzare un documento progettuale che raggruppi e renda uniformi le descrizioni delle architetture hardware e software con le analisi le soluzioni operative e con le regole le strategie di gestione delle informazioni e delle comunicazioni. Tale progetto è finalizzato ad ottenere i risultati stabiliti attraverso il coordinamento strategico di procedure e documenti altrimenti indipendenti.

                                     

1. Storia

Lo studio dei sistemi telematici è iniziato come il sotto-ramo dellinformatica che si prefiggeva lo scopo di comprendere e razionalizzare lamministrazione ICT nelle aziende per portare a compimento linformatizzazione del sistema informativo aziendale. Con la convergenza di informatica e telefonia nel più ampio sistema telematico, la materia si è evoluta trasformandosi in un campo di studio superiore allinterno delle maggiori facoltà di amministrazione e gestione dimpresa del mondo.

Avviato dallanalisi delle formulazioni del piano regolatore per il CED detto IT Masterplan, lo studio delle metodologie di rappresentazione è entrato di diritto nei corsi di studio indirizzati alla formazione del personale dirigente, rendendo fondamentale lindividuazione del CIO per assistere il consiglio direttivo su questi argomenti.

Lo scopo che si vuole raggiungere con gli studi più recenti è il perfezionamento delle tecniche di progettazione per migliorare il controllo, la pianificazione e la gestione delle attività e laumento di velocità nellelaborazione dei dati, delle informazioni e delle comunicazioni.

                                     

2. Ciclo di vita

La realizzazione dellarchitettura telematica si sta diffondendo rapidamente in Italia e sta seguendo queste fasi:

  • Formazione: si erogano i corsi di formazione e si attivano le varie componenti mentre si istruisce il personale sulle modalità di utilizzo.
  • Sviluppo della documentazione: consiste nella realizzazione dei documenti di gestione secondo la struttura le caratteristiche definite nella fase di progettazione; ci si occupa inoltre di sviluppare le strategie di governo dellICT prevedendo, per quanto possibile, tutte le condizioni operative.
  • Manutenzione: con la manutenzione correttiva si consolida il sistema, mentre con la manutenzione evolutiva lo si completa ed arricchisce di funzionalità inizialmente non individuate.
  • Produzione: in questa fase larchitettura telematica diventa operativa. Se non si verificano malfunzionamenti o revisioni delle funzionalità, questa attività richiede solo operazioni di gestione e manutenzione.
  • Validazione: è il momento in cui si redige la lista delle componenti da acquisire per portare a regime larchitettura. Durante questo passo si verifica la situazione amministrativa.
  • Progettazione: in questa fase si esegue lanalisi funzionale ed il progetto architetturale e si definiscono i processi aziendali sottesi alla vita quotidiana in azienda.
  • Analisi di contesto: ha lo scopo di comprendere la situazione attuale e raccogliere la documentazione esistente.
  • Studio di fattibilità: il consulente si occupa di definire, in accordo con lazienda, le alternative possibili ed effettua una prima analisi volta a impostare una proposta di cammino critico per la realizzazione delle varie componenti dellarchitettura.
  • Individuazione dellesigenza: lazienda sente la necessità di comprendere appieno la propria struttura tecnica per perseguire gli obiettivi istituzionali;
  • Analisi dei requisiti: consiste nel verificare se le premesse emerse durante lo studio di fattibilità sono suffragate dai dati. Questa fase richiede uninterazione con gli utenti

Il suddetto ciclo di vita ha origine dalla formalizzazione dei sistemi informativi, differenziandosi secondo le necessità relative alle architetture di comunicazione ed alle esigenze di studio dei processi aziendali; è bene ricordare che tale cammino va adattato alle situazioni esistenti e può capitare che durante lesecuzione di unattività si debbano rivedere decisioni o documenti precedenti.

                                     

3. Componenti

Larchitettura telematica è composta dallinsieme dei sistemi informativi, tecnologici e comunicativi dellazienda e riporta le indicazioni inerenti alla gestione, la manutenzione, la sicurezza, il Problem solving, il Disaster recovery le informazioni amministrative necessarie a una corretta gestione.

                                     

3.1. Componenti Analisi dei requisiti

  • Verifica del quadro generale emerso durante le riunioni introduttive
  • Elenco degli scopi da raggiungere
                                     

3.2. Componenti Analisi funzionale

  • Analisi di processo
  • Rappresentazione dei processi di gestione ordinaria e straordinaria da parte del personale IT
  • Rappresentazione del ciclo di vita delle informazioni
  • Rappresentazione del sistema di condivisione delle informazioni interne allIT
  • Rappresentazione dei processi di funzionamento dellarchitettura informatica
  • Descrizione dei flussi di lavoro interni allIT
  • Formalizzazione della scala gerarchica e dei compiti individuali
                                     

3.3. Componenti Documentazione di gestione

  • Schema delle metodologie di backup
  • Piano di protezione dal sabotaggio interno ed esterno
  • Linee guida per lutilizzo delle password e dei token
  • Politica di assegnazione e rimozione del nome utente
  • DPS e DUVRI
  • Piano di prevenzione dallIngegneria sociale
  • Regolamento di sicurezza
  • Procedura di dismissione e smantellamento del materiale obsoleto
  • Regolamenti per laggiornamento hardware e software
  • Formalizzazione delle liste di controllo per le operazioni ordinarie e straordinarie
  • Piano di formazione del personale
  • Regole per la gestione documentale
                                     

3.4. Componenti Governo dellICT

  • Esternalizzazione e relativo Backsourcing
  • Internalizzazione o servizi condivisi interni
  • Inhouse
  • Piani di Sourcing
  • Manutenzione correttiva
  • Piano di contingenza con rimandi ed adeguamenti al piano di Business Continuity ed al piano di Gestione del rischio
  • Service level agreement
                                     

3.5. Componenti Analisi fabbisogno di adeguamento

  • Eventuale Preventivo di spesa per ladeguamento dellarchitettura
  • Descrizione degli eventuali componenti da aggiungere allarchitettura di contesto per raggiungere la soluzione tecnologica
                                     

3.6. Componenti Situazione Amministrativa

  • Quadratura delle licenze software
  • Contratti di fornitura e di manutenzione.
                                     

4. Metodologie di progettazione, sviluppo e descrizione

Nel tempo si sono sviluppati diversi metodi per rappresentare tutto ciò che ruota intorno al CED e, più in generale ed in tempi recenti, al reparto ICT.

                                     

4.1. Metodologie di progettazione, sviluppo e descrizione Rappresentazione a blocchi correlati

La prima metodologia di rappresentazione delle architetture telematiche risale agli anni 70, nata dalla necessità di fare distinzione tra informatica concentrata e informatica distribuita. Inizialmente gli utenti remoti si collegavano ad un unico calcolatore centralizzato es. mainframe in cui risiedeva tutta la potenza elaborativa; con lavvento del Personal Computer, ci si interrogò sulla possibilità di realizzare reti complesse di più calcolatori collegati tra loro in uno schema a maglia così che le informazioni potessero viaggiare dalla sorgente alla destinazione seguendo percorsi distinti. Sebbene i primi progetti furono sviluppati a scopo militare negli USA, oggi ne abbiamo applicazioni civili in molteplici ambienti, il più noto dei quali è rappresentato da Internet.

È una metodologia che ha come scopo unico la descrizione dei collegamenti fisici e logici degli apparati che identificano i nodi e fa distinzione tra i diversi tipi di collegamento: linee telegrafiche, telefoniche, commutate o dedicate, ponti radio, satelliti per le telecomunicazioni, ecc.

È una tecnica che venne abbandonata quando ci si rese conto che larchitettura telematica doveva astrarsi ad un livello superiore rispetto alle connessioni fisiche per poter descrivere correttamente la crescente complessità dei sistemi. Rimane tuttora valida come tecnica di rappresentazione degli impianti fisici livello 1, 2 e 3 della pila ISO/OSI.



                                     

4.2. Metodologie di progettazione, sviluppo e descrizione Rappresentazione a lista

La storica metodologia di descrizione della situazione tecnica è strutturata come una lista di apparecchiature e una lista di correlazioni; le due liste sono tra loro legate a doppio filo attraverso le specifiche di progetto oppure secondo le regole di utilizzo.

È una metodologia che ha come scopo principale linventario del materiale presente ed il controllo approfondito delle risorse impiegate, sia tecniche che economiche; produce una documentazione molto dettagliata ed orientata allottimizzazione della spesa e del TCO.

È una tecnica nata prima della convergenza voce-dati e non permette di gestire contemporaneamente i due servizi; linfrastruttura informatica deve perciò essere descritta in maniera separata dallinfrastruttura telefonica e lunione delle due descrizioni fornisce un quadro telematico completo.

                                     

4.3. Metodologie di progettazione, sviluppo e descrizione Rappresentazione ad oggetti

La più accreditata metodologia di rappresentazione dellArchitettura Telematica si basa sul concetto di oggetto e prende quindi il nome di Architettura Telematica ad Oggetti ATO. È una metodologia di rappresentazione che integra la realtà ICT nella struttura aziendale poiché si basa sui dati esistenti e sulla situazione attuale e la ottimizza gradualmente: costruisce la documentazione in maniera che ogni classe di oggetti sia autoreferenziale e contenga sia le informazioni che le procedure che operano su tali informazioni, siano esse strutturate o meno.

Lobiettivo principale della sua implementazione in azienda è di migliorare i percorsi delle informazioni tra le classi le relazioni tra gli oggetti secondo step predefiniti e concordati in anticipo. Permette inoltre la valutazione ed il confronto di molteplici scenari per ciascuna risorsa, agevolando la redazione dei piani necessari ad ogni unità funzionale, sia tecnica che amministrativa.

È una tecnica relativamente nuova, fornita di scarsa documentazione, che obbliga ad un apprendimento sul campo da chi già ne fa uso ma permette di fare modifiche anche radicali senza perdere il contatto con la realtà aziendale, produce tutta la documentazione necessaria ad un migliore sfruttamento delle risorse e garantisce risposte rapide ed integrate nei processi di business.



                                     

5. Il tuning

Eseguire il tuning significa ottimizzare larchitettura precedentemente formalizzata secondo i parametri di utilizzo quotidiano.

I passi principali da compiere dopo aver messo in produzione larchitettura sono la verifica di rispondenza ai bisogni, la risoluzione dei problemi evidenziati e ladeguamento della documentazione per queste quattro classi di criticità:

  • Necessità quotidiane di primo impatto
  • Rispondenza ai bisogni a breve termine
  • Analisi dellimpatto a medio periodo
  • Segnalazione di note di ampio respiro
                                     

6. Normativa italiana

  • Legge 196/2003 Codice in materia di trattamento dei dati personali
  • Legge 81/2008 Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza delle Lavoratrici e dei Lavoratori
  • Legge 231/2001 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica