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ⓘ Canone di Pachelbel




Canone di Pachelbel
                                     

ⓘ Canone di Pachelbel

Il Canone di Pachelbel, noto anche come Canone e giga in re maggiore o Canone per tre violini e basso continuo, è una composizione musicale barocca in forma di canone, per tre violini e basso continuo, attribuita al musicista tedesco Johann Pachelbel. Né la data né le circostanze della composizione sono note, e il più antico manoscritto superstite risale al XIX secolo, nel quale il canone è seguito da una giga in 12/8, sempre per il medesimo organico.

Un arrangiamento orchestrale del canone, registrato nel 1968 dalla celebre orchestra da camera Jean-François Paillard, ebbe uno straordinario successo popolare; nei decenni successivi, il brano fu registrato da molti altri gruppi, eseguito in concerti e utilizzato come colonna sonora. La progressione di basso su cui si basa la serie di variazioni che costituisce il brano è stata utilizzata e citata ampiamente nellambito della musica pop.

                                     

1. Struttura

Questa linea di basso viene ripetuta in tutto ventotto volte. Gli accordi di tale sequenza sono: Re maggiore tonica, La maggiore dominante, Si minore tonica parallela, Fa Diesis minore dominante parallela, Sol maggiore sottodominante, Re maggiore tonica, Sol maggiore sottodominante, La maggiore dominante.

La sequenza o le sue successive imitazioni possono essere individuate internamente ad altri canoni di musica classica. Mozart la utilizzò per il suo Il Flauto Magico 1791 nella scena in cui i tre geni appaiono in scena per la prima volta, nonché nel Credo della Missa solemnis K337 1780. Gioachino Rossini citò questa melodia nel coro "Qui è tutta calma" nel terzo atto dell Armida composta nel 1817. Anche Joseph Haydn la utilizzò nel suo minuetto op.50 n.2, composto nel 1785. In tutti e tre i casi le corrispondenze non sono eccessivamente marcate, quanto piuttosto dei "richiami", divergendo in particolare nelle ultime misure.

Qui sopra sono riportate le prime nove misure del Canone: i violini eseguono il canone a tre voci sopra la linea del basso che provvede a garantire la struttura armonica. I colori evidenziano le variazioni individuali e il tempo di entrata degli strumenti.

                                     

2. Il Canone di Pachelbel nella cultura di massa

Il Canone di Pachelbel rappresenta uno degli esempi più importanti di crossover in ambito musicale: a partire dagli anni settanta è infatti passato dallessere unopera poco conosciuta della musica barocca al diventare un elemento culturale universalmente noto. Il Canone è stato infatti oggetto di numerosi rifacimenti e adattamenti in chiave pop o rock: alcuni si rifacevano nellorchestrazione e nel rispetto della partitura, al modello originale, altri invece hanno avuto il carattere talvolta di vera e propria sperimentazione musicale, con luso di strumenti prettamente usati per altri generi musicali, come ad esempio la chitarra elettrica.

Utilizzi:

  • in Discreet Music, album di musica ambient di Brian Eno 1975, la seconda metà dellalbum consiste in tre variazioni sul Canone create ognuna sulla base di un algoritmo fino a renderlo irriconoscibile. La progressione degli accordi del Canone è avvertibile inoltre nella canzone Always Returning contenuta nellalbum Apollo: Atmospheres and Soundtracks del 1983.
  • le prime versioni moderne del Canone di Pachelbel alla chitarra elettrica sono state eseguite dai musicisti Joe Satriani e Yngwie Malmsteen.
  • sempre del 1968 è ladattamento in chiave pop del gruppo spagnolo Los Pop Tops nel brano O Lord, Why Lord?, che ebbe un modesto successo sul mercato discografico USA e in quello dei Paesi Bassi.
  • degne di nota sono inoltre le Variations on the Kanon by Johann Pachelbel, rielaborazione pianistica di George Winston.
  • il primo esempio di utilizzo del Canone nella popular music è il brano Tiny Goddess dei Nirvana inciso nel luglio 1967 e ripreso da Françoise Hardy con lo stesso titolo nellottobre 1968 nellalbum En anglais interpretandola con parole proprie anche in italiano La bilancia dellamore, CGD - N 9697 ed in francese Je ne sais pas ce que je veux, EPL 8635. Altro brano che esplicitamente si richiama al Canone è Rain and Tears, inciso nel 1968 dagli Aphrodites Child con Demis Roussos come cantante solista: sulletichetta del 45 giri era riportato tra gli autori anche Pachelbel.
  • dal giro armonico utilizzato in questo canone ne derivano almeno altri quattro, ampiamente utilizzati nella musica leggera da artisti di ogni genere: Let It Be dei Beatles, A te di Jovanotti che ha ammesso apertamente di essersi ispirato al canone, La Primera Persona del cantautore Alejandro Sanz, solo per citarne alcuni dei tanti.
  • nel 1991 la RCA ha distribuito una compilation su CD intitolata Pachelbels Greatest Hit con otto versioni differenti del Canone. Nello stesso anno la casa discografica ha pubblicato anche una sorta di parodia sull ubiquità del Canone, dal titolo WTWP Classical Talkity-Talk Radio.
  • il Canone compare come colonna sonora del film quattro volte premio Oscar Gente comune di Robert Redford 1980 e come colonna sonora di chiusura nel documentario Gizmo 1977 diretto da Howard Smith.
                                     

2.1. Il Canone di Pachelbel nella cultura di massa Adattamenti musicali

I seguenti brani sono esempi di incisioni che riadattano il Canone o che comunque ne riutilizzano la progressione di accordi:

                                     

3. Kanon

Canon, modificato probabilmente per questioni di pronuncia nipponica in Kanon, è anche il titolo di una visual novel giapponese della Key, da cui sono stati tratti due manga e anime. Alla composizione viene fatto esplicito riferimento ne viene analizzata la struttura messa in paragone con la vita umana.