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ⓘ Castel San Pietro (Verona)




Castel San Pietro (Verona)
                                     

ⓘ Castel San Pietro (Verona)

Il Castel San Pietro è un edificio militare di Verona. Ledificio sorge sul colle San Pietro, su una spianata in cui, in età romana, si trovava un tempio collegato al teatro romano.

                                     

1. Storia

Un castello visconteo sorgeva sul colle San Pietro, luogo strategico per il controllo del fiume e dellintera città, a destra e a sinistra dellAdige. Qui sono state trovate le più antiche tracce di insediamento pre-romano, risalenti allEtà del Ferro, tali da ipotizzare lesistenza di un castelliere.

In età romana, allinizio del I secolo a.C., vi sorgeva l’ Arx, luogo sacro e fortificato posto a guardia del passaggio sullAdige della via Postumia, dellOppidum posto ai piedi del colle, e, successivamente, della città sorta sullopposta riva. Si ritiene che la chiesa dedicata a San Pietro, esistente e restaurata nellVIII secolo, sia stata costruita su un preesistente tempio romano: allinizio dellOttocento si potevano ancora vederne

La funzione difensiva del colle si consolidò nel Medioevo. Si fa risalire a Berengario la sistemazione del Castrum nellanno 890. La ricostruzione del 1393, voluta da Gian Galeazzo Visconti, ha cancellato le antiche preesistenze. In epoca veneta il castello, con nuovi fabbricati interni, era destinato anche alla residenza del comandante militare. Nel 1627 furono documentati lavori di restauro negli alloggi dei soldati, nelle abitazioni del Governatore di Castelli e del capo dei bombardieri. Nel 1703 la caserma di fanteria esistente venne ampliata per ospitare un presidio raddoppiato da 150 a 300 uomini.

Nel 1801 i francesi di Napoleone distrussero gran parte del castello e degli edifici interni, compresa la chiesa e il mastio, le cui rovine si trovano ancora allinterno del recinto. Tuttavia, i resti della cinta, per quanto rovinati, sono ancora considerevoli.

Tra il 1852 e il 1858 ci fu la progettazione e la costruzione della caserma austriaca, presente ancora oggi. Questa venne ordinata dal feldmaresciallo Radetzky e fu progettata dei genieri austriaci sotto la supervisione di Conrad Petrasch. Un primo progetto, del 1852, prevedeva tra laltro la costruzione di torri a pianta circolare negli angoli, dove avrebbero trovato posto le scale. Venne scelto infine un edificio ispirato allarchitettura tedesca.

                                     

2. Descrizione

Il recinto del castello ha un tracciato irregolare, di forma allungata, derivato dalla morfologia del sito dimpianto, sulla sommità del colle: i lati a ovest e a sud sono rettilinei, il lato orientale è a linea spezzata. Originariamente il recinto era munito di dodici torri; è riconoscibile dalla muratura a corsi alternati di ciottoli e di mattoni. Allinterno, verso lestremità nordorientale, si elevava lalto mastio, oggi in rovina. Due porte daccesso dotate di ponte levatoio erano poste rispettivamente sul fianco orientale, e sul fronte meridionale. Inoltre, una via di soccorso condotta su unalta muraglia, lo collegava dallangolo nord-occidentale alla sottostante torre, appartenente alla cinta collinare scaligera.

Precedentemente alla costruzione della caserma asburgica, la parte meridionale del castello era occupata da vari fabbricati e per lacquartieramento dei soldati, dalla chiesetta di San Pietro in Castello, distrutti nel 1801 dai napoleonici; il castello era dotato di una grande cisterna sotterranea, edificata nel Cinquecento, ancora conservata.

La caserma di fanteria si eleva allinterno delloriginario recinto fortificato del castello visconteo, ed è in parte sovrapposta al sito dimpianto dellantica chiesa di San Pietro. La caserma è a corpo lineare tripartito: la parte centrale, di maggiore estensione planimetrica, si eleva su quattro piani, adattandosi al dislivello del terreno; le due testate a torre, sporgenti sul fronte principale, si innalzano di un ulteriore piano. Limpianto distributivo interno è regolato dagli elementi modulari dei grandi vani coperti da volte a sesto ribassato. Il corridoio, lungo il lato posteriore, è coperto allultimo piano da una volta a tutto sesto; su ogni livello disimpegna i grandi ambienti voltati delle camerate comuni.

Il corpo scala è in posizione centrale. Nelle due torri di testata, dove termina il corridoio, lasse delle volte è ruotato di 90 gradi, con vani in collegamento passante. I servizi igienici, su ogni piano, sono separati in un corpo a torre distaccato nel mezzo del fronte posteriore: sui tre piani erano collocate batterie circolari di servizi, collegate verticalmente a colonna. Oltre alle camerate, erano disposte allinterno della caserma gli uffici del comando, gli alloggi degli ufficiali, i laboratori di manutenzione degli equipaggiamenti e delle armi, i depositi.

La caserma poteva essere utilizzata da due compagnie di fanteria e 32 artiglieri, per un totale di 460 soldati. Il piazzale davanti a castel San Pietro poteva essere utilizzato dallartiglieria per colpire la città dallalto in caso di guerra.

Il Rundbogen uno stile dellarco a tutto sesto, allora adottato nel grande Arsenale di Vienna, viene applicato per la prima volta a Verona nel disegno neomedievale della Caserma di Castel San Pietro. Nelle sue facciate, con paramento di laterizio a vista e ghiere darco policrome, si riconoscono i caratteri del medioevo centroeuropeo e gli elementi della tradizione figurativa veronese. Consapevoli della speciale posizione nel paesaggio urbano, secondo le prescrizioni di Radetzky, i progettisti asburgici imprimono alla nuova caserma laspetto architettonico del castello, in accordo con le circostanti mura collinari scaligere. La copertura a terrazza, con le bianche merlature stilizzate, oltre che per la funzione militare, era pensata per losservazione prospettica dalla città nel suo quadro ambientale e paesaggistico.

                                     

3. Stato di conservazione

La caserma asburgica, ora inutilizzata, è quasi integralmente conservata, nonostante il lungo periodo di abbandono. Gli spazi esterni sono accessibili: il piazzale meridionale è meta preferita di turisti e veronesi; linterno del castello è sistemato come parco pubblico. Negli anni quaranta si costruì una funicolare per il trasporto dei visitatori a Castel San Pietro, ma nel dopoguerra limpianto fu abbandonato e rimase inattivo per molti anni, fino alla riapertura nel 2017.

Tra i fattori di degrado va menzionato la completa interruzione del rapporto un tempo esistente tra il castello e la cinta collinare, ora separati da una proprietà privata. La separazione è fisicamente accentuata dalla vegetazione, che sottrae alla vista lintero fronte settentrionale del castello.