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ⓘ Cocciopesto




Cocciopesto
                                     

ⓘ Cocciopesto

Il cocciopesto è un materiale edilizio utilizzato come rivestimento impermeabile per pavimenti sia interni sia esterni e per il rivestimento di pareti. È composto da frammenti di laterizi minutamente frantumati e malta fine a base di calce aerea. Si posa in diversi strati, caratterizzati da diverse granulometrie, che vengono battuti e bagnati diverse volte. Le fonti non forniscono termini che riconducano con precisione al cocciopesto, il quale viene spesso confuso con il cosiddetto opus signinum ; spesso ricorrono a perifrasi o termini confondibili con lopera laterizia: opus testaceum. Vitruvio ne descrive la fabbricazione e luso.

                                     

1. Origini storiche

La tecnica era conosciuta dai Fenici, come testimoniano ad esempio i pavimenti dei siti archeologici di Selinunte e Solunto in Sicilia, ma fu perfezionata dai Romani che utilizzavano il cocciopesto come impermeabilizzante rivestimento di fondo e pareti di vasche in muratura o di cisterne, così come lo descrive Vitruvio, oppure come materiale di pavimentazione, in cui la malta faceva da matrice a tessere di mosaico disposte in vario modo o a frammenti di marmi bianchi o colorati, e comunque in alternativa alla pozzolana come malta idraulica anche, sempre secondo Vitruvio, per intonaci.

                                     

2. Caratteristiche

La malta di cocciopesto, oltre a una notevole durabilità e resistenza possiede altre caratteristiche che ne hanno favorito luso, come la bassa permeabilità allacqua. Il cocciopesto, in parziale o totale sostituzione della sabbia normale, veniva utilizzato per il confezionamento di malte a base di calce aerea Idrossido di calcio, CaOH 2) le quali, in assenza di questo aggregato reattivo, non potevano indurire se non a contatto con laria, attraverso quel processo chimico noto come carbonatazione: laggiunta di questo aggregato veniva quindi effettuata in funzione idraulicizzante, cioè per ottenere una malta di calce con proprietà idrauliche, anche se il grado di idraulicità ottenibile è inferiore a quello che deriva dalluso della pozzolana.

Il peso specifico del cocciopesto ad avvenuta asciugatura è mediamente intorno ai 1350 kg/mc, ma dipende dalla granulometria e dal tipo degli inerti utilizzati.

                                     

2.1. Caratteristiche Coloritura

Una delle caratteristiche dellintonaco di cocciopesto, oltre alla capacità di far presa anche in ambienti non a contatto diretto con laria idraulicità, era di essere colorato in pasta e pertanto poteva fare a meno dello strato colorato di tinteggiatura. Infatti gli intonaci a cocciopesto possiedono naturalmente un colore rosato, dovuto agli aggregati di terracotta e al bianco della calce; potevano tuttavia essere trattati anche con velature di colore, sempre nella gamma dei rossi.

                                     

3.1. Utilizzo Antichità

Il cocciopesto è presente nelledilizia storica e nellarchitettura di varie città italiane come malta per murature ma soprattutto come intonaco sia per lo strato di sottofondo, sia per lo strato di finitura, particolarmente adatto ad ambienti umidi grazie allalta capacità traspirante e igrometrica della terracotta e della calce. Infatti una delle città in cui il suo uso era più diffuso nei secoli scorsi è Venezia, oltre a Treviso, Livorno, Roma e molte altre. La tecnologia era analoga a quella del più costoso "marmorino", in cui il granulato di laterizi di sfrido era sostituito da polvere e scaglie di marmo.

Era utilizzato anche come componente per pavimentazione in ambienti, anche umidi, come fondo per mosaici e decorazioni nellepoca rinascimentale, anche se non mancano esempi più antichi come la Basilica di Grado, come sottofondo per il "terrazzo veneziano", o come corpo negli stucchi a rilievo.

                                     

3.2. Utilizzo Utilizzo attuale

Attualmente viene prodotto industrialmente un granulato ottenuto dalla frantumazione di laterizi a pasta molle cotti a temperatura inferiore a 850°, selezionato in varie granulometrie. Il materiale, legato con calce aerea o calce idraulica naturale e con sabbia, incontra sempre maggiore diffusione per le sue caratteristiche tecniche che lo rendono particolarmente adatto non solo al recupero del patrimonio edilizio storico, ma anche alledilizia biocompatibile.