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ⓘ Economia contadina




                                     

ⓘ Economia contadina

Allinterno della categoria delle economie agrarie – ossia di quei sistemi produttivi in cui più di metà della popolazione è impegnato nei settore primario e in cui più di metà del prodotto è di natura agricola – si distinguono, come caso particolare, le economie contadine.

                                     

1. Premessa: il modello di Čajanov

Il modello di Čajanov, noto in occidente solo dal 1966 ma risalente al 1925, ha fortemente influenzato gli studi sulle economie non-industrializzate.

Avendo come base le ricerche statistiche degli economisti agrari russi dei primi decenni del Novecento, Čajanov osservò forse che il 90% delle" imprese” agricole russe avevano le seguenti caratteristiche:

  • assenza di lavoro salariato;
  • scarsi rapporti col mercato.
  • autoconsumo e con domanda interna legata alle dimensioni della famiglia;
  • tendenza al profitto molto ridotta;
  • piccola proprietà;
  • lavoro proveniente dai componenti della famiglia;

Questo modello, elaborato come descrizione della realtà contadina russa che sfuggiva alle logiche del capitalismo, venne applicato da sociologi e storici anche ad altre economie rurali, e in sostanza contiene tutti i tratti considerati distintivi delle economie contadine.

È comunque da notarsi che molti ricercatori considerano il modello di economia contadina una sorta di concetto di comodo, utile e utilizzabile solo per poter distinguere le economie agrarie moderne da alcune di quelle premoderne difficili da inquadrare in maniera più precisa.

                                     

2. La famiglia contadina

Nelle economie contadine lunità di riproduzione biologica e lunità di produzione economica coincidono; la famiglia si trova quindi ad essere la base del sistema sociale e produttivo.

In Europa il modello di famiglia patriarcale, in cui ciascuno deve sottostare alle decisioni del capofamiglia, in cui la posizione e il ruolo derivano dalle differenze di età genere e parentela, e che svolge funzioni economiche e anche di esercizio del pubblico potere per molti secoli, è sopravvissuta in alcune regioni fino a tempi molto recenti, pur avendo ridotto la propria incidenza sulla società e sulleconomia durante lOttocento.

La questione del numero dei componenti è sempre molto dibattuta ma si possono evidenziare alcuni punti sui quali vi è abbastanza accordo.

Nonostante gli stereotipi, è quasi certo che durante lAlto Medioevo le famiglie contadine erano di tipo nucleare, con quattro o cinque membri. Una famiglia di piccole dimensioni, fondata da due coniugi che si sposavano molto giovani, era sicuramente il risultato della tendenza espansiva dellagricoltura europea di quei secoli, che permetteva incrementi estensivi della produzione grazie alla bassa densità della popolazione e alla disponibilità di terre incolte.

Nel Basso Medioevo la situazione era notevolmente diversa. Le possibilità di estendere le coltivazioni tramite disboscamenti e bonifiche si erano notevolmente ridotte e la popolazione era tornata ai livelli precedenti alla caduta dellImpero romano dOccidente. La famiglia contadina, adattandosi alla nuova condizione, era diventata una famiglia di tipo esteso, che conteneva due o tre generazioni, più i servi o gli apprendisti. Il matrimonio avveniva molto più tardi perché le nuove difficoltà nel raggiungere lindipendenza economica ritardavano la decisione di formare una famiglia.

Questo era valido in linea di massima: le oscillazioni regionali dopo il Medioevo erano molto accentuate. Nel complesso lEuropa di antico regime doveva contare un numero di famiglie allargate leggermente superiore al 50%, con le famiglie nucleari che si concentravano in Inghilterra e Fiandre e quelle estese che si concentravano nei Balcani e nellEuropa mediterranea.

                                     

3. Il rapporto con il mercato

Come scritto in precedenza, e come già visto nel modello di Čajanov, la famiglia contadina era legata al proprio podere sul quale vanta un diritto di proprietà, un diritto di usufrutto o simili dal quale traeva la maggior parte delle risorse di cui necessita.

I contatti con il mercato erano generalmente limitati alla vendita delle eccedenze del raccolto – quando cerano – oppure alla lavorazione di prodotti tessili per i mercanti delle città. Questo dava modo alla famiglia contadina di procurarsi la poca moneta di cui necessitava. Quando i contatti col mercato erano inesistenti, la produzione non risentiva delle oscillazioni dei prezzi; quando i contatti cerano ma erano scarsi si verificava un fenomeno molto singolare: la produzione familiare seguiva un andamento" inverso” rispetto a quello che ci si aspetta dallimpresa che si rapporta ad un sistema di prezzi determinato da meccanismi di domanda e offerta: quando il prezzo era basso, si produceva molto per procurarsi i soldi che servivano per i pochi acquisti essenziali, quando il prezzo era alto si produceva poco perché poco bastava ad ottenere la quantità di moneta richiesta.

Ma lelemento che influenzava maggiormente landamento della produzione, come prevedibile in un sistema votato allautosufficienza, era il numero di familiari presenti nel podere, in quanto nascite, partenze e dipartite incidevano sulle necessità alimentari e quindi su quelle lavorative.

Nei Paesi Bassi e in Inghilterra invece la mercantilizzazione delleconomia contadina, già molti secoli prima della rivoluzione industriale era abbastanza avanzata, accompagnata da affitti pagati in moneta e da un forte indebolimento della piccola proprietà rurale. In Inghilterra, addirittura, fin dal Basso Medioevo sono rilevabili consistenti quote di agricoltori salariati, di prodotti coltivati per la vendita sul mercato, e una certa tendenza allindebitamento – leconomia monetaria avanzava con una discreta velocità.