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ⓘ Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)




Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)
                                     

ⓘ Xª Flottiglia MAS (Repubblica Sociale Italiana)

La Xª Flottiglia MAS è stato un corpo militare indipendente, ufficialmente di fanteria di marina della Marina Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, attivo dal 1943 al 1945. La Xª Flottiglia MAS al nord, al comando del capitano di fregata Junio Valerio Borghese in seguito allarmistizio di Cassibile strinse accordi di alleanza con il capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra germanica.

Durante i due anni che seguirono operò in coordinazione coi reparti tedeschi, sia per contrastare lavanzata alleata dopo lo sbarco di Anzio e sulla Linea Gotica e nel Polesine, sia in operazioni contro la resistenza italiana con forte determinazione e perdite significative. Attività durante la quale lunità impiegò strategie tipiche della controguerriglia e in alcuni episodi si macchiò di crimini di guerra, e infine nel tentativo di difendere i confini nordorientali dalla controffensiva iugoslava, cercando anche di affermare litalianità di quelle regioni di fronte alle politiche annessionistiche delloccupante tedesco sostenuto da elementi collaborazionisti serbi, croati e sloveni. Peraltro questi tentativi ostacolati anche dagli stessi tedeschi non ottennero risultati definitivi ed i reparti inviati in Friuli furono presto fatti trasferire oltre il Piave, a Thiene, dal Gauleiter Rainer, deciso a mantenere il controllo totale della regione.

La Xª Divisione MAS si arrese il 26 aprile 1945 ai rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale CLN nella caserma di piazzale Fiume lattuale piazza della Repubblica a Milano dopo la cerimonia dellammaina bandiera.

                                     

1.1. Storia Larmistizio

Nella confusione e nello sbandamento delle forze armate causato dalle circostanze dellarmistizio dell8 settembre, la Xª Flottiglia MAS Motobarca Armata Silurante - già denominata: Motobarca Armata SVAN nella Prima guerra mondiale a differenza di quasi tutti i reparti delle Regie forze armate non si sbandò. La Xª rimasta a sud, costituì una unità denominata Mariassalto che partecipò nel 1944 e nel 1945 ad un paio di azioni, al fianco di omologhe unità britanniche, per mantenere aperto il Porto della Spezia, contro il tentativo dei tedeschi di affondare delle navi alla sua entrata. Alla prima di queste azioni prese parte Luigi Durand de la Penne una volta rimpatriato dalla prigionia.

Al nord, immediatamente dopo larmistizio dell8 settembre, molti fucilieri di marina della Xª Flottiglia Mas tornarono a casa o si rifugiano sulle colline in attesa degli eventi, mentre il comando di stanza nella caserma di La Spezia non si sbandò e messo in allarme attese ordini disciplinatamente evitando però di distruggere i piccoli mezzi navali allancora fuori della caserma di cui parte poi cadde momentaneamente in mani tedesche. La serata stessa Junio Valerio Borghese raggiunse lammiraglio Aimone dAosta e inutilmente cercarono insieme di contattare Roma per avere conferma dellarmistizio e ricevere ordini. La Xª MAS, continuando a rimanere priva di ordini, mantenne lattività nella caserma immutata e per tutto il tempo la bandiera italiana rimase sul pennone. Borghese inoltre dispose di aprire il fuoco contro chiunque avesse tentato di attaccare la caserma riuscendo a respingere alcuni tentativi tedeschi di disarmare i fucilieri. Il 9 settembre gli ufficiali si riunirono per decidere la strada da intraprendere e Borghese ribadì la sua intenzione di continuare la guerra contro gli angloamericani, scegliendo lalleanza con la Germania. L11 settembre radunò i marinai di stanza La Spezia spiegando la situazione e dando il permesso di congedarsi a coloro che non se la fossero sentita di continuare la guerra. La maggioranza si congedò.

                                     

1.2. Storia La ricostituzione

Egli avrebbe poi spiegato tale azione dicendo di avere fatto questo "per riscattare lonore militare dellItalia, riconquistare la stima della Germania e ricondurre le due nazioni sul piano dellalleanza" secondo le sue stesse parole tratte da una intervista concessa nel dopoguerra al giornalista e storico Ruggero Zangrandi. La Decima assunse, almeno ufficialmente, atteggiamento del tutto apolitico ed apartitico, tanto che per essere inquadrati nei marò della Xª MAS occorreva non essere iscritti ad alcun partito politico.

Borghese strinse dunque il 12 settembre direttamente con il Capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra germanica, la Kriegsmarine, una singolare alleanza che permetteva la continuazione dellattività della Xª MAS con il Terzo Reich, conservando bandiera a cui era stato tolto lemblema dei Savoia e divisa italiane, seppur sotto il controllo operativo tedesco.

Al progetto di Borghese alla metà di settembre aderirono circa metà dei duecento ufficiali presenti alla sede della Spezia. Gli altri chiesero regolare licenza, concessa dal comandante. Ben presto si unirono a quello che avrebbe formato il nucleo della futura formazione autonoma della Decima Mas nella Repubblica Sociale i trecentocinquanta marò al comando del capitano di corvetta Umberto Bardelli.

Fin dai primissimi giorni dopo larmistizio iniziarono a giungere giovani volontari, spesso minorenni, attratti dalla leggenda delle gesta eroiche dei "maiali" e dalla fama del comandante Borghese, celebrati dai manifesti di propaganda che tappezzarono le città italiane. I ruolini della Decima giunsero quindi a contare complessivamente 20.000 uomini, lentità di una divisione di fanteria. Vice comandante della divisione fu scelto il Capitano di Fregata Luigi Carallo, che fu ucciso nel dicembre 1944.

Altri elementi che diedero presso i giovani della Repubblica Sociale popolarità notevole al corpo furono il cameratismo che esisteva tra gli ufficiali e i marinai istituzione del rancio unico per marinai e ufficiali e delluniforme di panno uguale e il suo non conformismo saluto meno formale rispetto ai canoni tradizionali della marina e la promozione guadagnata sul campo e non con lanzianità o i concorsi. Il regolamento della Decima - rivoluzionario per le Forze Armate italiane dellepoca - era una derivazione del volontarismo garibaldino e del particolare tipo di cameratismo dei sommergibilisti, dalle cui fila provenivano Borghese, Bardelli ed altri capi del corpo.

Lideologia fondante del corpo era basata sul nazionalismo e sul combattentismo, in cerca della "bella morte" in battaglia e delleroismo "per riscattare lonore della nazione italiana". Ciò trovava espressione nel motto del corpo "Per lonore e la bandiera dItalia" e nello scudetto in cui era disegnata una X sormontata da un teschio con una rosa in bocca e nellInno della Decima, scritto dalla moglie di Borghese sulle note di una canzone doperetta. Limmagine del teschio con la rosa in bocca veniva dal capitano di corvetta Salvatore Todaro: poco prima di morire aveva espresso il desiderio di un distintivo per la Xª che rendesse lidea che la morte in combattimento era una cosa dolce, come il profumo di un fiore.

Nonostante la premessa di voler partecipare solo alla guerra per la "liberazione dellItalia invasa" ben presto i reparti della Decima furono coinvolti dai tedeschi nelle operazioni di controguerriglia, ma gli ufficiali furono lasciati liberi di congedarsi senza conseguenze qualora avessero rifiutato di sollevare le armi contro altri italiani. Lesasperazione e la ferocia cui giunse la guerra civile condussero alcuni elementi della Decima a macchiarsi di crimini di guerra, come la fucilazione di prigionieri, la cattura di ostaggi fra i civili, la tortura di partigiani o civili presunti tali catturati. Venne comunque applicata la convenzione dellAja che non permetteva la fucilazione di prigionieri, la cattura di ostaggi fra i civili per diritto di rappresaglia. Daltro canto, vi furono anche diversi episodi di accordi fra i reparti partigiani e quelli della Decima in funzione anti-tedesca e anti-iugoslava, soprattutto ma non solo al confine orientale. In molti casi si giunse a regolari scambi di prigionieri, e in un caso un ufficiale traditore della Decima - passato ai partigiani con la cassa del reparto - fu fucilato da un plotone desecuzione misto di resistenti e marò.

La Xª MAS di Borghese aumentò rapidamente i suoi numeri, sia con arruolamenti regolari sia accettando nelle proprie file disertori di altri reparti e perfino ex-partigiani, attratti dalla paga migliore, dal regolamento peculiare della Decima e soprattutto dalla prospettiva di poter colà combattere contro gli angloamericani. Per contro, la Decima fu una delle unità della RSI che soffrì meno per le diserzioni invece epidemiche nelle altre unità, soprattutto nellEsercito Nazionale Repubblicano. Borghese aveva sancito la pena di morte per la diserzione e la codardia in faccia al nemico ben prima che tale pena fosse estesa alle altre Armi e Forze Armate della RSI.

                                     

1.3. Storia Rapporti fra Xª e RSI

Numerosi furono i problemi organizzativi che si erano materializzati per il nuovo corpo, sia per le oggettive condizioni economiche e militari dellItalia settentrionale, sia a causa delle difficoltà sollevate dalle autorità tedesche e repubblicane. Borghese negoziò direttamente con la Germania nazista i termini della sua collaborazione con lAsse. Questo dal punto di vista della legittimità del corpo e del suo successivo inserimento nellorganico della RSI pose non pochi problemi, e caratterizzò i rapporti fra Borghese e RSI, tanto che alcuni autori stentano a considerare la Xª MAS di Borghese un corpo della Repubblica Sociale Italiana, bensì un vero e proprio corpo franco o compagnia di ventura inserita nellambito delle forze dellAsse: in realtà, la Xª e la RSI mantenevano rapporti difficili, perché lautorità politica della RSI cercava faticosamente di ricondurre tutte le varie forze armate e di polizia sotto il suo controllo centralizzato in quanto solo allo Stato è concesso il monopolio delluso della forza, secondo il diritto. Daltro canto, Borghese aveva ottenuto legittimazione dai tedeschi, attraverso il capitano di vascello Berlinghaus della Kriegsmarine, con il riconoscimento a combattere sotto bandiera italiana, ottenendo ampia autonomia. Pur rispondendo, in pratica, al comando tedesco e amministrativamente dal Ministero della Difesa repubblicano, la Xª MAS era formalmente equiparata alla Wehrmacht, e in pratica era un corpo franco. Il comportamento apertamente autonomistico contro le autorità repubblicane fino alla strafottenza - alle quali formalmente la Decima avrebbe dovuto appartenere e da cui amministrativamente dipendeva, avendo i suoi uomini giurato secondo la formula prevista dal governo repubblicano - causò molti attriti con altri organismi della Repubblica Sociale e perfino la ventilata possibilità che Borghese tentasse un colpo di Stato contro Mussolini. In seguito alle voci circolanti su questa eventualità, Borghese, convocato a Gargnano, fu posto agli arresti il 14 gennaio 1944. La voce dellarresto di Borghese, attraverso circostanze fortuite, arrivò al comando della Decima, che valutò addirittura lipotesi di marciare su Salò. Probabilmente lincidente fu risolto anche con la mediazione dei tedeschi, che non volevano una lotta intestina tra i loro alleati. Tutto venne risolto in tempi brevi con il rilascio di Borghese e il seguente licenziamento del sottosegretario alla Marina, Ferruccio Ferrini, da parte di Mussolini, che lo sostituì con il contrammiraglio Giuseppe Sparzani. Borghese divenne sottocapo di Stato Maggiore ed ebbe ai suoi ordini tutte le attività operative di Marina.

Borghese, daltronde, aveva sempre ostentato disprezzo nei confronti dei partiti e aveva la propensione per un modello di società organicista e militarista secondo il modello che realizzò con la Decima. Nella Xª MAS di Borghese non venne mai fatto il saluto al Duce ", ma solo il saluto Decima marinai! Decima Comandante! di questo lo stesso Borghese venne accusato da parte di chi lo voleva esautorare dal comando della Decima.

Dopo lalleanza coi tedeschi, il nuovo corpo si dedicò allorganizzazione militare al fine di poter recarsi al fronte a combattere gli anglo-americani. La sera del 3 marzo 1944 il battaglione "Barbarigo" il primo reparto di fanteria della marina, guidato da Bardelli entrò in linea nei pressi di Anzio e Nettuno, dove venne impiegato contro gli Alleati durante lo Sbarco di Anzio, operando però alle dipendenze della 175ª divisione tedesca.



                                     

1.4. Storia La Divisione

I diversi reparti di fanteria, con il 3º reggimento San Marco e il 1° comprendente il "Barbarigo", vennero raggruppati nella Divisione Fanteria di Marina "Xª", costituita il 1º maggio 1944. Dopo la rotta seguita allo sfondamento di Cassino, i reparti della Decima furono impiegati in maniera disorganica anche in operazioni di polizia e di contro guerriglia in Italia settentrionale contro i partigiani, mentre sul fronte della Linea Gotica venivano inviati nel 1945 il "Lupo", il "Nuotatori Paracadutisti" o "NP" Polesine, e il gruppo dartiglieria "Colleoni" sul fiume Senio. Questi reparti ebbero pesanti perdite in combattimento durante lultima offensiva nemica, e ricevettero numerose decorazioni dai tedeschi; il "Lupo" e l"NP", dopo il crollo della linea Verde, riuscirono a ripiegare su Venezia, dove rimasero fino allarrivo degli alleati, a cui si arresero con lonore delle armi.

Nel 1945 Borghese riorganizzò la Divisione Decima nel Veneto su due Gruppi di Combattimento. Lobbiettivo era quello di costituire una grossa massa di manovra da spostare a Trieste e Fiume per evitare alle città la prevedibile occupazione titina, mentre si intensificavano i contatti con i servizi segreti regi, americani e britannici per favorire uno sbarco italo-inglese in Istria. Tuttavia il precipitare degli eventi e il completo controllo del cielo da parte alleata impedì alla Divisione Decima di raggiungere le posizioni previste né daltro canto vi fu il promesso sbarco italo-britannico. I reparti così rimasti immobilizzati si arresero alle truppe alleate con lonore delle armi fra il 29 aprile ed il 2 maggio 1945.

                                     

1.5. Storia Il fronte orientale

Subito prima della costituzione della Repubblica Sociale, i tedeschi avviarono una politica di annessione delle Tre Venezie, riunendo le province di Bolzano, Trento, Belluno, al Gau dellAlto Tirolo, dietro il pretesto della costituzione di una zona doperazioni nota con il nome di Alpenvorland, e quelle di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana già aggregata come Provincia Autonoma alla Venezia Giulia al Gau della Carinzia nellambito della zona doperazioni chiamata Adriatisches Küstenland.

Soprattutto le terre orientali, già minacciate di annessione dagli ustascia croati alleati dei nazisti, furono teatro di aspri scontri coi partigiani di Tito, che - organizzati in formazioni di notevoli dimensioni e potenziale bellico - cercavano di sconfinare nella Venezia Giulia per poter reclamare, giusta il principio dell uti possidetis, lannessione di questa alla Jugoslavia.

Perciò la Decima ebbe un notevole impiego sul fronte dellIstria e del Carso e nelle retrovie dellesercito tedesco soprattutto nel 1944, collaborando con i tedeschi nello scontro con i partigiani titini insieme agli altri cinque reggimenti italiani inquadrati nelle Forze Armate germaniche come Milizia Difesa Territoriale e ai reparti e batterie di difesa costiera. Gli scontri con i titini assumevano spesso laspetto tipico della guerriglia, con azioni crudeli ed atrocità alle quali seguivano altrettanto crudeli rastrellamenti da parte nazifascista, mentre solitamente le truppe titine rifiutavano la battaglia in campo aperto, dove ancora non potevano avere ragione dei tedeschi e dei loro alleati.

Sulla frontiera orientale i battaglioni Sagittario, Barbarigo, Lupo, appoggiati dai gruppi dartiglieria San Giorgio ed Alberto da Giussano e da parte dei battaglioni Nuotatori Paracadutisti, guastatori Valanga e genio Freccia furono coinvolti nellOperazione Aquila Adler Aktion per la distruzione delle forze del IX Korpus iugoslavo, e quindi il Fulmine fu impiegato per arginare i tentativi di invasione iugoslava della Venezia Giulia, rimanendo coinvolto in un aspro scontro con i partigiani iugoslavi nella Battaglia di Tarnova, dove fu quasi distrutto, riuscendo tuttavia a sbarrare il passo alle forze nemiche.

In seguito le autorità tedesche pretesero da Mussolini che i reparti della Decima fossero ritirati dalla Venezia Giulia, dove si erano verificati scontri anche sanguinosi con i collaborazionisti iugoslavi e con lo stesso gauleiter Rainer. Rimasero solo alcune unità minori che presidiavano le isole del Quarnaro e Trieste.

In Istria perciò rimasero solo alcune centinaia di uomini della Decima dislocati in vari presidi a fianco dei reparti tedeschi, perlopiù catturati dai titini durante loccupazione della Venezia Giulia insieme ai tedeschi e altri soldati della RSI e massacrati nelle tristemente note foibe, o deportati nei campi di prigionia iugoslavi.

Gli altri morirono a fianco degli ultimi nuclei di resistenza tedeschi nei combattimenti che divampavano contemporaneamente allavanzata dei titini verso il Friuli e la Venezia Giulia. Essi, insieme a questi resti dellesercito tedesco, dovevano resistere per coprire la ritirata del grosso delle truppe tedesche acquartierate nellIstria e nella Slovenia verso lAustria. Il caos che sconvolse le truppe tedesche prive di ordini univoci e divise nel tentare di resistere oppure ritirarsi trascinò anche i reparti repubblicani, e fra questi ovviamente quelli della Decima.

Gli ultimi focolai di resistenza che proseguirono fino agli inizi di maggio vennero tutti schiacciati dai titini, combattendo oppure - più spesso - promettendo salva la vita in caso di resa. Tra questi ultimi combattimenti, degno di nota quello che si svolse a Pola. Qui, dopo la firma della resa delle ultime truppe tedesche affiancate da alcuni reparti della Decima decimati dalla battaglia alle forze iugoslave l8 maggio 1945, lammiraglio tedesco che aveva firmato la capitolazione venne subito dopo fucilato insieme ad un gruppo di suoi ufficiali, insieme a una decina di ufficiali italiani della Decima Mas.

Poco prima delloccupazione dellIstria da parte iugoslava, Borghese cercò unimprobabile alleanza con gli Alleati per fronteggiare lesercito iugoslavo di Tito, che stava rapidamente avanzando: in quei tempi, era viva in molti gerarchi nazisti e fascisti la speranza di arrivare a un armistizio con gli alleati occidentali per poter continuare la guerra contro lUnione Sovietica e il bolscevismo in generale.

Analogamente, fra il settembre ed il dicembre del 1944 furono presi approfonditi contatti con la brigata partigiana Osoppo, al fine di costituire un corpo misto che potesse organizzare una difesa comune di quel fronte, ma il comando inglese a cui faceva riferimento la Osoppo, seppur con qualche tentennamento, rifiutò lofferta. Poco tempo dopo a Porzûs tutti i principali esponenti della brigata partigiana furono uccisi in quanto accusati di tradimento e per aver dato ospitalità ad una giovane, Elda Turchetti, denunciata come spia da Radio Londra su segnalazione di agenti inglesi, e il tentativo di collaborazione non ebbe séguito.

Negli ultimi mesi del conflitto, al fine di difendere litalianità dellIstria, Borghese avviò contatti con la Regia Marina al sud ammiraglio De Courten per favorire uno sbarco italo-alleato in Istria e salvare le terre orientali dallavanzata delle forze iugoslave. Lo sbarco studiato dalla marina italiana del Sud si sarebbe avvalso dellappoggio delle formazioni fasciste e della Decima, con o senza lintervento Alleato. Lopposizione inglese fece fallire questo piano, non volendosi inimicare Stalin dopo laccordo di Yalta e favorendo così lavanzata degli iugoslavi, che ebbero peraltro anche lattivo sostegno della Royal Navy britannica.

                                     

1.6. Storia Il coinvolgimento nella guerra civile

La decima, nata per proseguire la guerra contro gli angloamericani, fu inizialmente risparmiata dalle azioni partigiane e gappiste, fino al 23 gennaio 1944, quando un attacco dinamitardo fece saltare alla Spezia il tram che collegava il centro cittadino colla sede della Decima nella Caserma San Bartolomeo, provocando la morte di tre fucilieri di marina e due cittadini.

A questo punto però i suoi appartenenti furono posti di fronte alla libera scelta di congedarsi o continuare con la guerra civile

In seguito a questo episodio, la Decima inviò dei reparti in supporto ai tedeschi per un rastrellamento nelle montagne prospicienti La Spezia, durante il quale non si ebbero scontri a fuoco, ma solo sequestri darmi.

La prima rappresaglia compiuta dalla Decima risale invece al marzo 1944, quando il treno Parma-La Spezia fu bloccato dai partigiani per liberare alcuni prigionieri che i fascisti dovevano trasportare a Parma e, nell’azione, morirono il sottotenente Gastone Carlotti della X Mas, il sottotenente Domenico Piropan, la guardia nazionale repubblicana Luigi Comelli e venne gravemente ferito il militare Riziero Biancardi. La Decima ordinò un rastrellamento, durante il quale 13 partigiani furono sorpresi: quattro morirono nello scontro a fuoco e altri nove furono portati alla Spezia. Di questi, un minorenne fu rilasciato, e gli altri otto furono fucilati. Spostate le unità in Piemonte alla Decima fu sempre più spesso richiesta la partecipazione alle operazioni di grande polizia, richieste alle quali la formazione aderì sempre con riluttanza e mettendo a disposizioni nuclei di entità inferiore alla compagnia.

Per fronteggiare le sempre più frequenti azioni dei partigiani, viene costituita una speciale "Compagnia O" operativa, composta da 120 uomini al comando del tenente Umberto Bertozzi. Non è chiaro invece il suo rapporto con Borghese e coi comandi della Decima: pare piuttosto plausibile che detta compagnia "O" sia stata maltollerata quanto necessario per venire incontro alle urgenze della primavera-estate 1944, e appena possibile sciolta e i suoi elementi inviati nel Distaccamento "Milano".

Tuttavia, il 4 luglio 1944 lepisodio delluccisione del comandante Umberto Bardelli spinse Borghese a tornare sulla sua decisione di non impiegare i suoi uomini nella controguerriglia. Così dallautunno 1944 anche la Decima fu massicciamente coinvolta nella guerra civile contro i partigiani italiani, dispiegando una forza ed una violenza impressionante.

L8 luglio 1944 Bardelli si recò personalmente alla ricerca del guardiamarina Gaetano Oneto, disertore del "Sagittario" che, unitamente ad altri fucilieri, era fuggito con la cassa del battaglione. Giunto nel borgo di Ozegna con una scorta, si trovò faccia a faccia coi guerriglieri della formazione "Matteotti" al comando del partigiano Piero Urati, detto Piero Piero. Per evitare uno scontro fratricida, Bardelli depose le armi e ordinò ai suoi di fare lo stesso. Iniziarono così a parlamentare coi partigiani per ottenere la consegna del disertore, in un clima di crescente tensione. Dopo aver concordato lo scambio del disertore Oneto con dei prigionieri partigiani, Bardelli lasciò il convegno con Piero Piero, ma si trovò circondato da uomini della "Matteotti". Piero intimò la resa al comandante repubblicano, il quale rifiutò urlando "Barbarigo non si arrende! Fuoco!". Nel rapido scontro a fuoco che ne seguì Bardelli e 10 fucilieri furono uccisi. Le salme furono ricomposte nellattuale oratorio del paese e i feriti curati da alcune religiose del posto. I fucilieri prigionieri, invece, furono catturati dai partigiani e portati "in montagna", dove sarebbero stati sottoposti a varie pressioni fra cui la "falsa fucilazione" per indurli a disertare e passare con la "Matteotti". Furono poi rilasciati una settimana dopo, a seguito di uno scambio con prigionieri partigiani.

Caddero anche sette partigiani ed un civile.Secondo lufficio propaganda della Decima il corpo di Bardelli fu rinvenuto privo di due denti doro, mentre due caduti furono rinvenuti dai paesani ammassati contro un muro e imbrattati di sterco e con della paglia in bocca secondo alcuni a causa del trasporto con un carretto sporco, ma tale versione risulta respinta da altra storiografia.

In seguito a questo evento Borghese radunò lo stato maggiore della Decima comunicando la sua decisione e ribadendo il carattere volontario della Decima. Chiunque non avesse voluto rimanere nella Decima, che era nata per combattere al fronte gli anglo-americani, e che da quel momento si trovava coinvolta nella guerra civile, avrebbe ottenuto il congedo illimitato: quindici ufficiali su duecento chiesero ed ottennero dessere messi in congedo per non dover partecipare alla guerra civile.

Dopo altri due mesi di imboscate e rastrellamenti si giunse ad un nuovo abboccamento fra i reparti della Decima e della formazione di Piero che portò alla costituzione, caso più unico che raro, di un plotone desecuzione misto per lesecuzione del disertore Oneto. Oneto dopo essere stato degradato viene fucilato nei pressi di Configlietto Val Soana da un picchetto comandato dal tenente di vascello Montanari formato da sei fucilieri del battaglione Barbarigo e sei partigiani della Brigata De Franchi il 4 settembre 1944. Allesecuzione assistette un picchetto di venti fucilieri della Decima e di venti partigiani.

Nonostante questo episodio che ebbe come strascico larresto di Piero per ordine di altri capi partigiani, anche in seguito alle esazioni compiute dal gruppo in Valchiusella. Il malcontento della popolazione sfociò in uninchiesta da parte dei partigiani dellarea che fecero cessare le requisizioni e i furti di cibo e bestiame, la Decima si trovò coinvolta sempre più profondamente nella guerra civile. Subendo - in quanto forza militare alleata dei tedeschi e al pari delle forze militari di questi - attacchi, catture ed imboscate in numero crescente, i suoi uomini reagirono sempre più violentemente, fino a perpetrare veri e propri crimini di guerra contro le popolazioni civili.

Fra gli episodi più significativi si inquadra lesecuzione sommaria del partigiano garibaldino Ferruccio Nazionale, detto "Carmela", il cui corpo, immortalato in una macabra foto, è divenuto uno dei simboli della ferocia cui si giunse durante la guerra civile. Ad Ivrea il partigiano Nazionale decise di attentare alla vita del cappellano militare della Decima, don Augusto Bianco. Bloccato con una bomba a mano in pugno, proprio un istante prima che potesse scagliarla, fu sommariamente giustiziato il 29 luglio tramite impiccagione nella piazza del municipio. Il corpo, lasciato appeso con cartello al collo divenuto tristemente famoso per una foto scattata da un fuciliere vedi foto, sarebbe dovuto rimanere appeso quale monito per la popolazione, che venne raggruppata e fatta sfilare davanti al suo cadavere. Secondo le testimonianze di alcuni partigiani raccolte però successivamente ai fatti, al momento dellimpiccagione Nazionale era praticamente già morto a causa delle torture subìte da parte dei fucilieri della compagnia "O", generalmente ritenuta la più violenta della Decima, e, sempre secondo queste testimonianze, nellambito delle torture gli sarebbe anche stata mozzata la lingua. Tuttavia, dopo poche ore, un ufficiale del battaglione "Fulmine", non ritenendo compatibile un simile spettacolo di ferocia con lonore del proprio reparto, ordinò che il corpo fosse deposto, e cristianamente sepolto nel cimitero cittadino, alla presenza di un picchetto di fucilieri.

La particolare crudezza che caratterizzò le azioni della Decima durante le operazioni antipartigiane è stata spiegata così dallo storico Renzo De Felice:



                                     

1.7. Storia Crimini di guerra e contro lumanità

I crimini di guerra e contro lumanità della Xª MAS si svolsero essenzialmente in paesi e frazioni, dove era concentrata lattività partigiana. Sono stati citati i seguenti episodi a carico della Decima durante il processo al suo comandante nel dopoguerra:

  • Guadine fraz. di Massa, 24 agosto 1944: rappresaglia sulla popolazione civile, ritenuta fiancheggiatrice dei partigiani, con 13 civili uccisi. Il paese le sue frazioni furono quasi completamente bruciati e distrutti. Loperazione probabilmente aveva anche lo scopo di bloccare eventuali fuggitivi dalla contemporanea azione della 16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, agli ordini del maggiore Walter Reder e degli uomini della Brigata Nera di Massa, che si stava svolgendo a Vinca comune di Fivizzano.
  • Valmozzola PR: 17 marzo 1944 fucilazione di otto partigiani presi prigionieri dopo luccisione di due ufficiali del battaglione Lupo della Xª Flottiglia MAS Carlotti e Pieropan
  • Castelletto sopra Ticino NO, 2 novembre 1944, dopo luccisione da parte dei partigiani del sottotenente di vascello Leonardi, pubblica esecuzione esemplare: un ufficiale della Xª MAS fa fucilare in pubblico cinque partigiani "garibaldini" detenuti ad Arona, dopo aver raccolto una folla obbligata ad assistere.
  • Crocetta del Montello TV: tortura di sei partigiani tramite fustigazione e ustioni con stracci imbevuti di benzina e accesi. I sei partigiani, presi prigionieri dal tenente dalla Xª MAS Filippo Mariucci, forse in seguito a delazione di un altro partigiano, erano stati indicati come i responsabili del rapimento e delluccisione avvenuta il 7 ottobre 1944 del brigadiere dei carabinieri Ettore Buggio pertanto furono sommariamente fucilati lungo il muro esterno del cimitero di Ciano del Montello il 2 gennaio 1945
  • Forno frazione di Massa, 13 giugno 1944: 68 persone tra le quali il maresciallo dei carabinieri Ciro Siciliano, che cercò di impedire il rastrellamento, per lo più civili e qualche partigiano, vennero uccise da un reparto di SS e da uomini della Compagnia "O" della Decima al comando di Umberto Bertozzi che secondo alcune fonti fu colui che selezionò chi tra i prigionieri sarebbe stato fucilato in quella che viene ricordata come la Strage di Forno.
  • Borgo Ticino NO, 13 agosto 1944: 12 civili vengono fucilati, in collaborazione con le SS, mentre il paese viene saccheggiato e incendiato, in quella che viene ricordata come la Strage di Borgo Ticino. Per la prima volta viene applicato il bando Kesselring di rappresaglia per il ferimento di quattro soldati tedeschi: al paese venne chiesto un risarcimento di 300.000 lire a compensazione del fatto e per evitare lesecuzione, ma dopo aver riscosso la cifra, come ammesso anche al processo dal Capitano Krumhar che guidava il gruppo delle SS, la fucilazione le successive violenze avvennero ugualmente.

Nel processo che Borghese subì dopo la guerra, una testimonianza suggerì anche che in alcune delle rappresaglie di cui furono protagonisti, gli uomini della Decima indossassero uniformi tedesche, probabilmente per farle attribuire esclusivamente allesercito nazista. Tuttavia nel dispositivo della sentenza, Borghese fu condannato a 12 anni di carcere ed esclusione dai pubblici uffici solo per "collaborazione militare" coi tedeschi, escludendo il suo coinvolgimento nei crimini di guerra come la sua partecipazione ai reati di omicidio e saccheggio.

Durante gli anni sessanta seicentonovantacinque fascicoli riguardanti le stragi nazifasciste in Italia vennero "archiviati provvisoriamente" dal procuratore generale militare, principalmente per ragioni di convenienza politica, e i vari procedimenti furono bloccati, garantendo quindi limpunità per i responsabili ancora in vita. Successivamente, nel 1994, durante la ricerca di prove a carico di Erich Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine, venne scoperta lesistenza di questi fascicoli trovati in quello che giornalisticamente è stato definito lArmadio della Vergogna: tra di questi ve ne erano diversi riferiti a fatti compiuti da personale della Decima Mas di Borghese.

                                     

1.8. Storia Comportamento in guerra

Le truppe coinvolte nelle operazioni di "grande polizia" o controguerriglia contro le forze partigiane italiane sono state oggetto di numerose critiche. La Xª MAS fu attiva in operazioni di grande polizia nel Monferrato, nelle Langhe, nel Canavese, in Carnia, in Val di Susa e in Val dOssola. Gli uomini della Decima si macchiarono di crimini di guerra, come torture, rappresaglie, fucilazioni sommarie.

Alcuni appartenenti alla Decima Mas si distinsero anche in azioni di saccheggio e furto a danno della popolazione civile, perseverando nellabuso della loro autorità tanto da far preoccupare le autorità legittime e non militari:

Nella sentenza di rinvio a giudizio del processo contro Junio Valerio Borghese, le accuse erano di aver effettuato, tra le altre cose:

Sergio Nesi, ex ufficiale della Xª, sostiene che Borghese e la Decima tennero un comportamento coraggioso ed intrepido di fronte al nemico e asserisce che nel complesso le diserzioni della Decima sarebbero state sensibilmente inferiori a quelle registrate in altre forze armate e reparti della RSI. Molte azioni di furto e saccheggio attribuite a reparti della RSI o tedeschi sarebbero, secondo lui, invece da attribuirsi alle numerose bande di criminali comuni che infestavano il territorio, i quali mascherati dietro uniformi della Decima che sarebbero riusciti ad ottenere durante lo sbandamento dell8 settembre 1943, taglieggiavano la popolazione civile con relativa impunità. Sempre secondo quanto riportato da Nesi, operazioni dello stesso genere - a scopo di propaganda antifascista - sarebbero state condotte, sempre con uniformi della Decima in qualche modo trafugate, da nuclei partigiani secondo Nesi, nella zona della Liguria e del Cuneense.

Nesi sostiene poi che taluni rapporti di polizia proverrebbero da uffici e comandi repubblicani ostili alla Decima, i quali avrebbero perseguito non lo scopo di riparare i numerosi torti subiti dai civili, ma quello di metterla in cattiva luce presso gli alti comandi nonché lo stesso Mussolini nellambito delle feroci lotte per il potere che caratterizzarono la Repubblica Sociale. Questi rapporti sarebbero stati comunque ingigantiti ed esagerati. Infatti, per finanziare la guerra contro gli angloamericani, fu anche impiegato il mercato nero, acquistando armi in Svizzera tramite contrabbando di beni calmierati. Lo stesso prefetto di Milano espresse preoccupazione per le numerose azioni illegali commesse dai fucilieri.

Sempre secondo lex ufficiale, nei confronti dei tedeschi la Decima non è stata, come sostenuto da altri, servile e collaborazionista, ma avrebbe invece seguito sempre un atteggiamento di furbesco doppiogioco, cercando di sottrarre allalleato ogni tipo di rifornimento e materiale con ogni mezzo. Secondo lex ufficiale è da inquadrare in questottica anche il pestaggio e larresto del gauleiter Friedrich Rainer, episodio che portò allespulsione quasi totale delle forze di Borghese dalla Venezia Giulia, sottoposte a "zona doperazione".

                                     

1.9. Storia La fine della guerra

Verso la fine della guerra, la Xª MAS di Borghese spostò il suo quartier generale in Piemonte. Il 26 aprile, primo dei tre giorni di insurrezione che portarono alla Liberazione, Borghese sciolse la Decima presso la caserma di piazzale Fiume odierna piazza della Repubblica a Milano.

I vari reparti della Decima seguirono invece diversi destini, a seconda del luogo e del nemico a cui si arresero.

  • I reparti di Fanteria di Marina a Venezia btg. "Serenissima" e Nuotatori Paracadutisti -NP- ed altri si arresero con lonore delle armi agli Alleati il 30 aprile 1945, presso lex collegio navale della GIL a SantElena.
  • I reparti indivisionati nella Divisione Decima in territorio vicentino attesero larrivo del nemico arma-al-piede, dopo un iniziale tentativo di raggiungere la Venezia Giulia per arginare linvasione iugoslava, frustrato dal totale controllo dellaria da parte delle aviazioni alleate. Anche questi reparti si arresero con lonore delle armi. I reparti concentrati a Bassano del Grappa invece si confrontarono coi partigiani, a volte combattendo a volte arrendendosi: in questultimo caso gli uomini che si consegnarono furono spesso oggetto di feroci esecuzioni sommarie.
  • I reparti in Istria, a Fiume e sulle isole del Carnaro furono sistematicamente annientati dagli iugoslavi. Il battaglione "San Giusto" di Trieste invece riuscì a raggiungere via mare Venezia dove si arrese agli Alleati il 30 aprile.
  • I battaglioni "Barbarigo", "Lupo", "NP" e "Freccia" e il gruppo artiglieria "Colleoni", impiegati a difesa della Linea Gotica, dopo aver subito perdite assai gravi nei combattimenti contro le forze inglesi e del Commonwealth, si ritirarono in piccoli nuclei oltre lAdige verso Padova ad Albignasego "Lupo" e "Barbarigo" dove si arresero quando furono raggiunte dal nemico, ottenendo lonore delle armi. Il "Freccia" e il "Colleoni" furono totalmente distrutti nella battaglia, e cessarono di agire come unità organiche già dagli ultimi giorni di aprile 1945, ripiegando disordinatamente.
  • I reparti di marina a Sanremo uscirono il 26 aprile per unultima missione contro i franco-americani, dopodiché affondarono i propri mezzi e dispersero gli uomini. Quelli che furono catturati dai partigiani furono sommariamente uccisi.
  • I reparti nel novarese btg. "Scirè" furono coinvolti in scontri a fuoco coi partigiani. Quelli che si arresero dietro promessa daver salva la vita furono in gran parte passati per le armi.
  • I reparti territoriali a Torino e Milano seguirono la sorte delle altre unità repubblicane ivi presenti. Quelli di Torino non riuscirono a ripiegare verso la "zona franca" di Ivrea per arrendersi agli americani il 5 maggio successivo, e seguitarono a combattere nella caserma assediata dai partigiani. Dopo aver finito le munizioni si arresero, e oltre 60 dei superstiti furono fucilati sommariamente. Quelli di Milano subirono lurto dellinsurrezione partigiana il 26 aprile.

I caduti accertati in operazioni belliche e di controguerriglia della Decima assommano a oltre 600. A questi vanno aggiunti gli uomini uccisi sommariamente al termine delle ostilità dopo aver ceduto le armi, in numero non precisato.

                                     

2. I reparti navali

Reparti di naviglio sottile della Decima furono impiegati contro le forze di sbarco e di rifornimento angloamericane. Impiegati quasi esclusivamente MAS e motoscafi veloci modificati in siluranti, gli MTM. I reparti navali erano di stanza a Genova Comando Tirreno insieme agli "uomini Gamma" sommozzatori, mentre la 1ª e 2ª squadriglia MAS erano di stanza La Spezia.

Il "Comando Tirreno" alla fine della guerra prese contatti con il locale CLN, prendendo efficaci contromisure a contrasto dellopera dei guastatori tedeschi che intendevano far saltare in aria le installazioni portuali. I sommozzatori del reparto disarmarono le 80 cariche di demolizione predisposte dai germanici e autoaffondarono le loro unità MAS e VAS e si consegnarono ai partigiani.

                                     

3. Struttura della Xª

  • Ufficio Assistenza
  • Servizio Approvvigionamento
  • Servizio Amministrativo
  • Servizio Informazioni
  • Servizio Polizia interna
  • Ufficio Stampa e propaganda
  • Comando Xª MAS
  • Servizio Ausiliario Femminile SAF
  • Servizio Genio Armi navali
  • Servizio Sanitario
  • Battaglione Bersaglieri "Fulmine"
  • 3º Reggimento artiglieria di marina "Condottieri", su
  • Battaglione Guastatori Alpini "Valanga"
  • Battaglione "Lupo"
  • Battaglione "Sagittario"
  • Gruppo Esplorante Divisionale
  • Gruppo artiglieria "San Giorgio"
  • Battaglione Nuotatori-Paracadutisti NP
  • Battaglione "Maestrale" poi "Barbarigo"
  • Gruppo artiglieria "da Giussano"
  • Gruppo artiglieria "Colleoni"
  • Batteria contraerea leggera 20/65
  • Divisione fanteria di marina Xª" dal 1º maggio 1944 raggruppati su
  • Battaglione del Genio "Freccia"
  • Battaglione "Castagnacci"
  • Battaglione "Risoluti"
  • Compagnia "Mai Morti"
  • Reparti di terra autonomi
  • Compagnia "Sauro"
  • Battaglione "San Giusto"
  • Battaglione "Serenissima"
  • Distaccamento "Torino"
  • Battaglione "Scirè"
  • Gruppo dardimento "Medaglia dOro Giobbe"
  • Battaglione "Vega"
  • Gruppo contraereo "Q"
  • Distaccamento "Roma"
  • Compagnia "Adriatica"
  • Battaglione "Longobardo"
  • Battaglione "Pegaso"
  • Distaccamento "Milano"
  • Compagnia operativa "O" successivamente assorbita nel Distaccamento "Milano"
  • Compagnia "dAnnunzio"
  • Distaccamento "Umberto Cumero" successivamente assorbito nel Distaccamento "Torino"
  • Squadriglia MAS "Comandante Castagnacci"
  • Reparto mezzi dassalto di superficie "Medaglia dOro Moccagatta", su
  • Base operativa ovest
  • Comando e reparto comando
  • Reparti di mare, su
  • Gruppo "Medaglia dOro Todaro" Scuola mezzi dassalto di superficie
  • Base operativa di collegamento
  • Base operativa sud
  • Base operativa est
  • Squadriglia sommergibili CB/CM
  • Gruppo "Gamma" - "Medaglia dOro Visintini"
  • Scuola sommozzatori
  • Reparto mezzi dassalto subacquei, su
  • Gruppo trasporto mezzi dassalto "Aradam"
  • Squadriglia sommergibili CA
  • Gruppo operativo SSB


                                     

4. Le riviste

La prima rivista pubblicata dalla Xª MAS fu "La Cambusa", nata presso la caserma di Muggiano alla Spezia fin dal settembre 1943. Dopo la distruzione della caserma a causa dei bombardamenti alleati tutto lufficio fu trasferito a Milano in Piazza Fiume. Il distaccamento milanese era allepoca comandato dal capitano Gennaro Riccio. Si occupò della rivista Pasca Piredda, affiancata da diversi corrispondenti di guerra come Ugo Franzolin. Presto nacquero problemi con lufficio stampa tedesco del tenente Schaffer che pretese di imporre la censura ma la Decima, forte degli accordi direttamente intercorsi con il comandante tedesco Berninghaus riuscì ad evitare ogni ingerenza. Il 9 dicembre 1944 Pasca Piredda ebbe un grave incidente stradale che la costrinse a una lunga degenza. Nel frattempo il suo ufficio fu affidato al tenente di vascello Mario Ducci e in seguito al giornalista Bruno Spampanato. Nel gennaio 1945 "La Cambusa" cambiò nome in LOrizzonte e si arricchì di due pagine in più arrivando a contarne sei e attirandosi le attenzioni del Ministero della Cultura Popolare che, a causa della carenza di carta, vietava alle riviste di avere più di quattro pagine, e pertanto non ne autorizzò la pubblicazione. Distribuito ugualmente per le strade e in alcune edicole presidiate da militi della Xª MAS, cessò le pubblicazioni con il terzo numero nel mese di febbraio 1945.

LOrizzonte assunse rispetto alla precedente rivista un taglio più politico affrontando argomenti che precedentemente erano stati lasciati ai margini. La questione dellantisemitismo fu affrontata dallIspettore generale per la razza Giovanni Preziosi, che iniziò a scrivere articoli fortemente antisemiti, in cui propugnava la teoria del complotto giudaico: "È storicamente dimostrato che lattuale guerra fu voluta, attuata e preparata dal giudaismo, che ha avuto come strumento principale la massoneria."

                                     

5. Decorazioni

Un totale di almeno 466 militi della Xª Flottiglia MAS della Marina Repubblicana furono insigniti di decorazioni al Valore Militare della Repubblica Sociale Italiana. Tra di loro:

3 Medaglie doro al valor militare tutte concesse alla memoria Guardiamarina Alessandro Tognoloni, Battaglione "Barbarigo", Cisterna 24/5/1944 Sottotenente Alfonso Guadagni, Battaglione "N.P" e Servizio Informazioni Xª MAS, Nisida 14/6/1944 Maggiore Genio Navale Umberto Bardelli, Battaglione "Barbarigo", Ozegna 8/7/1944 Al momento della resa della RSI erano ancora al vaglio della commissione di assegnazione altre quattro proposte, ossia: S.Ten. Sergio Denti, Mezzi dAssalto - Mare Tirreno 1944-45 Marò Giorgio Agostini, Casale Nenci 25/12/44 Marò Eugenio Bampi, Tarnova 18/1/45 S.Ten. Giovanni Biggio, Castelnuovo Perna 20/3/45 96 Medaglie dargento al valor militare 122 Medaglie di bronzo al valor militare 245 Croci di guerra al valore militare A cui si aggiungono 122 encomi solenni, sempre concessi dalla RSI.
                                     

6. Riferimenti postali storici

Al Comando X Flottiglia Mas venne assegnata: Fp. 80015 dal 4.5.44 e la Fp 81200 dal 5.3.45; La Spezia PdC.781; a Milano PdC.795; a Lonato BS PdC.755.

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