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ⓘ Vetero-cattolicesimo




Vetero-cattolicesimo
                                     

ⓘ Vetero-cattolicesimo

Il vetero-cattolicesimo è la dottrina cristiana professata dalle comunità cattoliche che si separarono dalla Chiesa cattolica romana nel 1869–1871 in opposizione alla proclamazione del dogma dellinfallibilità papale, promosso da papa Pio IX, e definito dal Concilio Vaticano I con la costituzione dogmatica Pastor Aeternus. Lespressione "vecchi cattolici" o "vetero-cattolici" fu usata per la prima volta nel 1853, in riferimento ad alcuni cattolici di Utrecht che si rifiutarono di riconoscere la legittimità del nuovo arcivescovo nominato dal papa. Queste comunità aderiscono allUnione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche.

                                     

1.1. Storia La Chiesa Vetero-Cattolica di Utrecht 1853

La sede vescovile di Utrecht aveva goduto di particolare autonomia sin dalla fondazione. San Villibrordo o Willibrord, consacrato arcivescovo dei Frisoni a Roma da papa Sergio I nel 696 con lincarico di evangelizzare il nord dei Paesi Bassi, vi stabilì la sua sede.

Il vescovo Eriberto nel 1145, grazie allappoggio dellimperatore Corrado II, aveva ottenuto da Papa Eugenio III il privilegio per i vescovi di Utrecht di nominare i successori; il privilegio era stato confermato dal Concilio Lateranense IV del 1215.

La Sede di Utrecht rimase comunque suffraganea della Sede metropolitana di Colonia fino allelevazione di Utrecht a Sede metropolitana nel 1559 ad opera di papa Paolo IV e con la perdita del potere temporale, avvenuta sotto Carlo V, e la nuova fisionomia di Utrecht ormai a capo di una nuova provincia ecclesiastica, la situazione medievale venne a cessare.

Nel 1691 papa Innocenzo XII, su proposta dei gesuiti, nominò una commissione cardinalizia per giudicare larcivescovo Petrus Codde, accusato di eresia per aver sostenuto i giansenisti. La commissione lo riconobbe colpevole e papa Clemente XI, nel 1701, lo dichiarò decaduto e nominò un sostituto.

Alcuni neerlandesi non riconobbero il nuovo arcivescovo e continuarono a riconoscere lautorità di Codde, che si dimise nel 1703 nominando e ordinando un successore che non fu riconosciuto dalla Santa Sede.

Solo nel 1853 papa Pio IX ripristinò per i Paesi Bassi in gran parte la provincia ecclesiastica di Utrecht, eretta nel 1559 da papa Paolo IV. Alcuni neerlandesi rimasero fedeli ai vecchi vescovi: si costituirono, quindi, in Chiesa vetero-cattolica o Chiesa dei vecchi cattolici, in opposizione a quei "cattolici nuovi" che avevano riconosciuto i nuovi vescovi di nomina papale.

Per il diritto canonico, la linea di successione apostolica della chiesa di Utrecht rimane valida ma non lecita, in quanto è previsto che per lordinazione di nuovi vescovi sia necessaria lautorizzazione pontificia, che i vetero-cattolici non ottennero mai. La chiesa vetero-cattolica si pone quindi al di fuori della comunione della Chiesa Cattolica di Roma.

                                     

1.2. Storia Le conseguenze del Concilio Vaticano I

Nonostante le resistenze di alcuni autorevoli vescovi Félix Dupanloup di Orléans, Josip Juraj Strossmayer di Dakovo, alcuni dei quali abbandonarono i lavori quelli di Milano e Saint Louis-Missouri, il 18 luglio 1870 il Concilio Vaticano I definì il dogma dellinfallibilità papale per cui le decisioni solenni del pontefice in materia di fede e morale e proclamate ex cathedra sono da ritenersi infallibili. Venne inoltre ribadito il primato giurisdizionale del pontefice su ogni singola Chiesa diocesana e su ogni cristiano cattolico.

In alcuni Paesi germanofoni le decisioni del Concilio Vaticano I trovarono oppositori che si definirono vecchi cattolici: il più illustre rappresentante di questo movimento di resistenza fu Johann Joseph Ignaz von Döllinger, sacerdote un tempo cattolico, che venne scomunicato nel 1871.

I vetero-cattolici organizzarono tra il 1871 e il 1873 tre incontri ecumenici internazionali i congressi di Monaco di Baviera, Colonia e Costanza per discutere sui provvedimenti da prendere: in questa fase furono gli arcivescovi vetero-cattolici di Utrecht a garantire lassistenza spirituale a questo gruppo ad esempio, nel 1872 larcivescovo di Utrecht cresimò i figli dei vetero-cattolici tedeschi a cui i vescovi cattolici avevano rifiutato questo sacramento. La rottura definitiva si ebbe nel 1873, quando i vetero-cattolici tedeschi 21 sacerdoti e 56 laici elessero loro vescovo Joseph Hubert Reinkens, il quale ricevette lordinazione episcopale Rotterdam, 11 agosto 1873 dal vescovo vetero-cattolico di Deventer Hermann Heykamp, della Chiesa di Utrecht: nacque così la Chiesa Vetero-Cattolica in Germania; a questa si aggiunse, nel 1876, la Chiesa Cattolica Cristiana, costituita dai vetero-cattolici svizzeri, il cui primo vescovo, Eduard Herzog, fu ordinato da Reinkens.

Il 24 settembre 1889 i cinque vescovi vetero-cattolici si riunirono a Utrecht, si costituirono in conferenza episcopale e dichiararono la piena comunione tra le Chiese che rappresentavano e guidavano: formarono il primo nucleo dellUnione di Utrecht, di cui oggi sono membri anche le Chiese vetero-cattoliche di Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Croazia, Francia, Italia, Svezia, Danimarca e Canada limitatamente alla Cattedrale di San Giovanni Battista di Toronto.

Nel 1875 Pio IX pubblicò lenciclica Graves ac diuturnae sulla difficile situazione della Chiesa Cattolica in Svizzera, funestata dalla presenza dei vetero-cattolici, che il Papa chiamò "Figli delle tenebre", in cui condannava la dottrina vetero-cattolica.

                                     

1.3. Storia I vetero-cattolici oggi

È unassociazione di Chiese che si professano cattoliche, e che dal 1873 non dipendono giuridicamente dallo Chiesa cattolica romana né sono "in comunione con essa". È nata con lo scopo di ritornare alla fede della Chiesa indivisa del primo millennio, abbandonando le innovazioni introdotte in seguito, e ritiene validi solo i primi sette Concili ecumenici quelli celebrati tra il 325 e il 787 in quanto i successivi sono stati celebrati separatamente dalla Chiesa ortodossa e da quella cattolica romana: per quanto riguarda il Credo, ritiene che lo Spirito Santo procede solo da Dio Padre ; riconosce come fonti della rivelazione sia la "Tradizione" che la "Bibbia" compresi i libri deuterocanonici; respinge lidea di tesoro a cui la Chiesa può attingere per la concessione delle indulgenze di conseguenza, rifiuta anche queste ultime; anche la dottrina dellaldilà è semplice, affermando che tutte le anime si purificano per la grazia di Cristo, negando così la necessità di un Purgatorio; rifiuta i dogmi mariani dellImmacolata concezione e dellAssunzione, in quanto da essa ritenuti in contraddizione con la tradizione della Chiesa dei primi secoli.

È una Chiesa apostolica: riconosce la successione apostolica e il primato onorifico del papa in quanto vescovo di Roma e successore di San Pietro, il principe degli apostoli ed è "con lui in unione di preghiera e di amore"; tuttavia non riconosce il dogma dellinfallibilità papale e non attribuisce al pontefice la giurisdizione universale sui vescovi; i vescovi vengono eletti da un sinodo composto sia da chierici che da laici; al sinodo spetta anche il diritto di vigilare sulloperato del vescovo e di decretarne i canoni. Non riconosce lobbligo al celibato per il clero ed ammette, dal 1996, allordine diaconale, presbiterale ed episcopale anche le donne: questo ha portato alla scissione della Chiesa Nazionale Polacca negli Stati Uniti dAmerica dall Unione e al suo riavvicinamento alla Sede apostolica romana.

Riconosce il numero e lefficacia dei sacramenti: oltre alla confessione auricolare, permette il rito della confessione collettiva, durante la quale i fedeli, dopo aver confessato i peccati direttamente a Dio, ricevono lassoluzione dal sacerdote; alla Eucaristia che non spiega in termini di transustanziazione, celebrata sempre sotto le due specie, ammette tutti i battezzati delle varie Chiese cristiane; in base al permesso del vescovo, permette di celebrare un nuovo matrimonio in chiesa per i divorziati. Liturgia e paramenti sacri sono quasi identici a quelli della Chiesa cattolica romana.

È una Chiesa ecumenicamente aperta: è in piena comunione con la Chiesa Filippina Indipendente dal 1948 e con la Comunione Anglicana in virtù dellaccordo di Bonn del 2 luglio 1931 ed è anche rappresentata alle Conferenze di Lambeth; nel 1975 ha anche avviato un proficuo dialogo con la Chiesa Ortodossa che ha portato alla pubblicazione, nel 1983, di dichiarazioni comuni in materia cristologica ed ecclesiologica.



                                     

1.4. Storia Chiese autocefale

DellUnione di Utrecht fanno attualmente parte:

  • la Chiesa Vetero-Cattolica dAustria, il cui vescovo è Dr. Heinz Lederleitner
  • la Chiesa Polacco-Cattolica, il cui vescovo presidente è Wiktor Wysoczański Vescovo di Varsavia; a questa Chiesa fanno inoltre capo le diocesi di Cracovia-Częstochowa attualmente vacante, amministrata da Antoni Norman in qualità di amministratore diocesano e di Breslavia, il cui Vescovo emerito è Wiesław Skołucki e che attualmente è retta dal decano Stanisław Bosy.
  • la Diocesi Cattolica per i Vecchi Cattolici in Germania, il cui vescovo è Matthias Ring
  • la Chiesa Vetero-Cattolica della Repubblica ceca, il cui Vescovo è Pavel Benedikt Stránský
  • la Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera, il cui vescovo è Harald Rein
  • la Chiesa Vetero-Cattolica dei Paesi Bassi, il cui attuale arcivescovo è Joris Vercammen Arcivescovo di Utrecht che è anche di diritto presidente dellUnione di Utrecht; questa Chiesa ha una seconda diocesi a Haarlem, retta dal Vescovo Dirk Schoon; un terzo incarico, puramente titolare, è quello di Vescovo di Deventer lultimo a portare questo titolo è stato Antonius Jan Glazemaker, in seguito Arcivescovo di Utrecht.
                                     

1.5. Storia Chiese sotto la supervisione della Conferenza episcopale internazionale

Esistono poi alcune Chiese in formazione, che non hanno ancora un vescovo proprio e la cui amministrazione è affidata ad un vescovo di unaltra Chiesa. Queste sono:

  • la Chiesa Vetero-Cattolica di Svezia e Danimarca, dipendente dal vescovo di Haarlem fino al 29 gennaio 2009 dal vescovo ceco
  • la Chiesa Vetero-Cattolica croata, dipendente dal vescovo emerito dAustria
  • la Missione Vetero-Cattolica in Francia, dipendente dallarcivescovo di Utrecht

Pur essendo denominate ufficialmente come Chiese, queste non lo sono giuridicamente rispondendo piuttosto alla definizione di "diaspora" o di "missione" secondo lecclesiologia vetero-cattolica, secondo cui "non cè Chiesa senza vescovo e non cè vescovo senza Chiesa".

Fino al maggio 2009 ha fatto parte dellUnione anche la Chiesa Polacco-Cattolica del Canada, in seguito tornata in unione con la Chiesa Cattolica Nazionale Polacca.

Alcuni vescovi dellUnione hanno contribuito a porre le basi per la Chiesa Vetero-Cattolica in Ucraina, che però non fa parte dellUnione stessa.

                                     

1.6. Storia Altre tradizioni

Al di fuori dellUnione di Utrecht esistono molte Chiese che si rifanno al vetero-cattolicesimo o al cattolicesimo indipendente, con posizioni dottrinali e disciplinari molto variegate. Alcune di queste Chiese accettano la presenza del Filioque nel Simbolo niceno-costantinopolitano, altre sono non-filioquiste; alcune hanno un clero aperto a tutte le tendenze sessuali, altre sono su posizioni più conservatrici; alcune hanno clero maschile e femminile, altre soltanto maschile; alcune, pur non facendo parte dellUnione di Utrecht, sottoscrivono integralmente il testo della Dichiarazione di Utrecht, altre no.

La principale Tradizione alternativa a quella ultraiectina è quella che si rifà alla Chiesa Cattolica Apostolica Brasiliana, fondata nel 1945 da Carlos Duarte Costa oggi venerato come santo dalla sua Chiesa come San Carlo del Brasile.

Altra importante aggregazione di Chiese vetero-cattoliche è il Consiglio Mondiale delle Chiese Cattoliche Nazionali WCNCC. Di questa unione fanno parte:

  • la Chiesa Vetero-Cattolica dAngola, il cui vescovo e primate è António Maria Sim bi Zati.
  • la Chiesa Apostolica Episcopale Portoghese, il cui arcivescovo e primate è António José da Costa Raposo, patriarca del WCNCC
  • la Chiesa Cattolica Nazionale Canadese, il cui vescovo e primate è Ante Marian Nikolic
  • la Chiesa Apostolica Episcopale Cattolica - la branca ceca del Consiglio - il cui vescovo è Antonín Jelínek
  • la Chiesa Vetero-Cattolica in Slovacchia, il cui arcivescovo è Augustín Bačinský, attualmente segretario generale del WCNCC


                                     

1.7. Storia In Italia

In Italia non sono sotto la giurisdizione dellUnione di Utrecht le Parrocchie e Comunità che un tempo erano parte della missione utrettina. Al termine della missione utrettina le Parrocchie e Comunità di Milano e Livorno si sono poste sotto la giurisdizione della Chiesa Episcopale degli Stati Uniti dAmerica, mentre le Parrocchie e Comunità di Firenze, Livorno, Perugia e Roma si sono poste sotto la giurisdizione della Chiesa dInghilterra. Tutte queste comunità mantengono la loro identità, ma sono sotto la giurisdizione delle suddette Chiese della Comunione Anglicana, così come le comunità vetero-cattoliche nate sul territorio italiano da allora come la Comunità di Randazzo, la Comunità di San Secondo Parmense e la Comunità di Reggio Emilia.

La comunità di Bolzano è posta sotto la giurisdizione della Chiesa Vetero-Cattolica dAustria, servita da un presbitero di Innsbruck e da Stefan Wedra, presidente della comunità; rimane quindi lunica comunità del territorio italiano direttamente posta allinterno dellUnione di Utrecht delle Chiese Vetero-Cattoliche.

Attualmente in Italia esistono tre Chiese che portano la denominazione "vetero cattolica", nessuna delle quali appartenente allUnione di Utrecht:

  • la Chiesa Vecchio-Cattolica in Italia, erede della concezione dellOrtodossia Occidentale di mons. Antonio De Rosso ed aderente allUnione di Scranton originatasi da una scissione dellUnione di Utrecht. Questa giurisdizione, al pari della Chiesa Cattolica Nazionale Polacca, della Nordic Catholic Church scandinava e delle altre Chiese dellUnione di Scranton, mantiene un atteggiamento tradizionale e quindi ben distante da quello delle altre Chiese vetero-cattoliche, con cui peraltro non si considera in comunione, rifiutando i matrimoni tra persone dello stesso sesso le ordinazioni femminili;
  • la Chiesa Vetero Cattolica Italiana, che ha la propria sede priorale a Roma;
  • la Chiesa Vetero-Cattolica Romana Old Roman Catholic Church, erede della visione ecclesiastica di mons. Arnold H. Mathew di Caer-Glow 1852-1919, il cui ordinario diocesano in Italia è mons. Alessandro Landerset.
  • la Chiesa Cristiana Cattolica Indipendente in precedenza chiamata Chiesa Vetero-Cattolica Indipendente in Europa, il cui vescovo è Giacomo Motta, che ha la propria sede episcopale a Stresa.

In Italia sono presenti anche Chiese che non portano le denominazioni "vetero-cattolica" o "vetero cattolica", ma che ne condividono parte della teologia:

  • la Chiesa Cattolica Ecumenica in Italia.
                                     

2. Dottrina

La Chiesa Vetero-Cattolica crede nelle Sacre Scritture, contenute sia nellAntico che nel Nuovo Testamento, come norme ultime della fede e della vita cristiana. Crede in Dio Padre e in Gesù Cristo, suo figlio, Dio fatto carne, nella sua opera di redenzione e nel suo ritorno alla fine dei tempi.