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ⓘ Casco




Casco
                                     

ⓘ Casco

Il casco è un copricapo protettivo, facente parte dellequipaggiamento protettivo individuale per motociclisti, realizzato in materiale resistente agli urti e usato sia in ambito sportivo sia nel mondo del lavoro, allo scopo di preservare la testa da impatti improvvisi. Pur derivando chiaramente dallelmetto, si distingue per essere stato concepito ed essersi tecnicamente evoluto in funzione di proteggere la testa dagli effetti dellimpatto di un corpo in velocità contro oggetti generalmente fermi e non viceversa. Da cui il nome "casco" che etimologicamente discende da "cascàre". Per le similitudini duso e daspetto, il casco viene anche chiamato impropriamente elmetto e viceversa.

                                     

1. Storia

La prima documentazione relativa alluso del casco è formata dalle cronache dellincidente occorso al campione statunitense di ciclismo su pista Harry Elkes, in attività a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Il 30 maggio 1903, mentre stava provando la pista del velodromo di Boston, prima della gara di mezzofondo, Elkes cadde e venne travolto da uno stayer che lo seguiva, finendo con il capo schiacciato dalla ruota del motociclo. I raccapriccianti effetti dellincidente, lenorme numero di spettatori presenti e la popolarità del ciclista, ne fecero un caso di grande impatto mediatico, con decine di articoli sulla stampa americana ed europea. Fu in quelloccasione che, per la prima volta, si iniziò a discutere sullopportunità di indossare un casco protettivo nelle gare velocistiche.

I primi caschi per piloti di auto e moto furono dei semplici copricapo in cuoio morbido, del tutto simili a quelli utilizzati dai pionieri dellaviazione. Già dalla fine degli anni dieci cominciarono ad essere utilizzati i primi caschi realizzati in cuoio rigido, sagomati "a scodella", ai quali furono presto aggiunte delle bordature in cuoio, dette creste, con la funzione di attutire maggiormente gli urti. Tali bordature richiamavano la forma degli elmi in uso ai soldati inglesi nel XVII secolo e per tale motivo il casco prese la denominazione di Cromwell, dal celebre condottiero inglese, poi mantenuta nei decenni successivi anche dopo la scomparsa delle creste.

La grande frequenza degli incidenti durante le competizioni le drammatiche conseguenze dovute ai circuiti dellepoca, spesso collocati sulle strade dei centri cittadini, mantennero alta lattenzione degli organizzatori e delle autorità, verso una maggiore sicurezza dei piloti. Nel 1922, in occasione della 3ª Coppa dInverno svoltasi sul circuito di Montichiari e organizzata dallassociazione studentesca torinese "La Goliarda", venne imposto per la prima volta in Italia lobbligo di uso del casco ai concorrenti durante le prove e la gara, poi vinta da Mario Cavedini su Moto Guzzi

A partire dalla seconda metà degli anni venti si registra una grande evoluzione tecnica dei caschi, soprattutto ad uso motociclistico, che vede lutilizzo di varie tipologie dimbottitura, dal sughero, alla polpa di legno, alla tela, oltre allaggiunta della parte coprinuca integrata al sottogola. Furono proposti anche caschi pneumatici, da gonfiare con pompa per bicicletta, già sperimentati nei primi anni del secolo, ma non ebbero successo.

Negli anni trenta e quaranta, sempre mantenendo lidentica foggia, ebbero una limitata diffusione caschi con calotta in lega leggera ottenuta per stampaggio, particolarmente economici, per poi passare alla fibra vulcanizzata, al poliestere e, finalmente, alla fibra di vetro, a partire dal 1954. Con questi materiali verniciabili, nacque la consuetudine di colorare i caschi in modo vistoso, allo scopo di offrire al pubblico la possibilità di identificare più facilmente il concorrente nelle gare motociclistiche. Celeberrima la calotta gialla con leffigie di Topolino del campione Umberto Masetti o la versione tricolore di Giacomo Agostini.

Nel 1950 vennero adottati dallaviazione militare statunitense degli appositi caschi per i piloti degli aerei da caccia a reazione con protezioni posteriore e laterali allungate, allo scopo di fornire un solido fissaggio per il respiratore. La nuova forma risultava anche maggiormente protettiva e lidea venne mutuata in campo motociclistico e automobilistico, nel 1955, con la produzione dei primi caschi appunto denominati Jet. Limpiego del casco tipo Jet ebbe, nel primo decennio, scarsa diffusione tra i piloti, particolarmente tra i motociclisti, i quali opposero una decisa resistenza allutilizzo, in quanto il nuovo casco risultava più pesante e la foggia limitava notevolmente i movimenti della testa. A metà degli anni sessanta quasi tutti i piloti di Formula 1 avevano ormai adottato il casco tipo Jet, mentre nel Motomondiale la maggioranza dei piloti ancora usava il Cromwell. Tra i più ostinati il campionissimo Agostini che mai utilizzò un Jet in gara, abbandonando il Cromwell solo nel 1971.

                                     

2. Caratteristiche

Il casco è composto da diversi componenti ed il modello forse più conosciuto è quello che si vede indossato da motociclisti ed automobilisti sportivi, al fine di proteggere il conducente e il passeggero dagli urti contro altri veicoli o cose. In Italia, nozioni e legalità del casco sono introdotte nellarticolo 171 del Codice della strada.

                                     

2.1. Caratteristiche Calotta

Il casco ha delle caratteristiche che gli permettono di proteggersi da urti più o meno violenti, queste caratteristiche oltre che dalla forma del casco stesso, sono dettate anche dal tipo di struttura, che è praticamente uguale per ogni ambito:

  • Materiali compositi PFL; più costosi ma più leggeri come il carbonio, il kevlar/fibra aramidica, Dyneema o vetroresina.
  • Calotta o calotta esterna: è la parte esterna del casco, la quale è estremamente resistente, perché oltre a ridistribuire la forza dellurto su una vasta area del casco, deve rimanere il più possibile integra alla sollecitazione, altrimenti la funzione del casco non solo lo vanifica, ma può aggravare lurto aumentando lentità delle lesioni. La calotta può essere realizzata con diversi materiali
  • Tecnopolimero STC/Polimeri termoplastici; ABS, policarbonato, PVC.
  • Imbottitura o calotta interna: è il sistema ammortizzante del casco, può essere fatto in vari materiali generalmente polistirolo espanso se destinato ai trasporti o coni in poliuretano o vinile-gommapiumacome nel caso di caschi da football americano i quali hanno il compito di assorbire lurto in modo graduale e che generalmente presentano dei canali daerazione.

La parte più interna della calotta viene munita di un rivestimento interno e visibile quando si guarda la parte interna del casco ed ha limportante funzione di porre uno strato morbido tra la calotta e la testa, rendendo il casco adattabile e permetterne di creare più misure, inoltre può facilitare il lavaggio del casco. Il materiale utilizzato per il rivestimento è generalmente tessuto, preferibilmente con trattamento anallergico e con una struttura traspirante, ma può essere utilizzato assieme a gommapiuma o altri materiali espansi per la creazione delle diverse taglie.



                                     

2.2. Caratteristiche Tipo di sottogola

Esistono diversi tipi di sottogola a seconda del sistema di chiusura:

  • AFB Automatic Fit Belt, si tratta di un sottogola a sgancio rapido da usare in caso il sistema automatico non funzioni più munito di avvolgitore automatico, il quale permette tramite un comando di far allungare il sottogola e sfilare il casco, mentre riselezionando il comando il sottogola si riavvolge e si tende, questo sistema è stato sviluppato dalla Sabelt del gruppo Brembo
  • fibbie a sgancio rapido in plastica utilizzate per alcuni caschi da ciclismo, i quali generalmente sono sottoposti a forze durto modeste
  • Micrometrico microlock, sistema che consente di regolare la lunghezza del cinturino ad ogni utilizzo e un rapido sgancio dello stesso, dove il bloccaggio è garantito da una cinghia di plastica con scanalature e da un fermo, il quale è munito di una bandella per lo sgancio.
  • Velcro sistema usato per caschi ad uso particolare, come le epilessie infantili
  • Sgancio rapido o Chiusura rapida fast-lock o quick release, sono caratterizzati da un pulsante posto sulla parte del cinturino più corto che fatto scorrere, lascia libero lanello posto sulla parte del cinturino più lungo e permette lapertura, inoltre lanello è munito di una fibbia per la regolazione della lunghezza.
  • Fibbia questo sistema veniva usato sui primi caschi ed è ora in disuso
  • A doppio anello, questultima è preferibile poiché si regola ad ogni utilizzo e presenta meno criticità di meccanica e risulta più facile da allacciare e slacciare.

Il fissaggio del sottogola alla calotta del casco avviene tramite rivetti, i quali possono essere esterni o interni, generalmente per i modelli di categoria superiore e sportivi i rivetti rimangono interni, in quanto a causa di un urto diretto potrebbero rompersi e far sfilare il casco, come nel caso di Franco Uncini durante il motomondiale classe 500 di Assen del 1983.

                                     

2.3. Caratteristiche Tipi di casco

Esistono diversi tipi di casco:

  • Cromwell: anche detto "a scodella" o "leggero", rappresenta la tipologia di casco in uso fino agli anni sessanta, poi divenuta desueta a causa della sua scarsa protettività e, per questa ragione, proibita nella maggior parte dei Paesi nei quali luso del casco è obbligatorio. In Italia la vendita del casco tipo Cromwell è stata consentita, per il solo uso ciclomotoristico, con omologazione DGM acronimo di Direzione Generale della Motorizzazione, fino alla pubblicazione del Decreto 28 luglio 2000 del Ministero dei Trasporti e della Navigazione che ne vietò lomologazione e per lanno successivo ne vietò la vendita. A partire dal 12 ottobre 2010 viene definitivamente proibito qualsiasi uso di questo casco su mezzi motorizzati.
  • jet o Aperto: rispetto al casco integrale sono sprovvisti della parte più anteriore della mentoniera, quindi hanno una struttura che si allunga e protegge le guance. In caso di urto non offre grande protezione alla mandibola, alla mascella e al naso che sono coperti solo dalla visiera. Questo tipo di casco nelletichetta di omologazione riporta indicata la lettera "J"
  • Integrale: protegge tutta la testa compresa la nuca e presenta una spessa visiera mobile. È la tipologia che offre il più alto grado di protezione ed è generalmente usato dai piloti di auto e moto nelle competizioni come ad esempio il motomondiale e la Formula 1 e da chi compie medi-lunghi viaggi con il motoveicolo e/o nel periodo invernale. Questo tipo di casco riporta la dicitura "P" sulletichetta di omologazione.
  • Demi-jet: casco di tipo simile al jet e che rispetto a questo è caratterizzato dallassenza della protezione delle guance e minore lunghezza nella zona della nuca per offrire una migliore mobilità del capo, a scapito della protezione. I caschi demi-jet sono generalmente provvisti di visiera ribaltabile.
  • Modulare, Crossover o Apribile: i caschi modulari sono caschi integrali con la mentoniera che può essere asportata o ribaltata, per ottenere maggiore comodità e ampliare il campo visivo. Questi possono essere suddivisi in due tipologie, gli "Apribili", in cui la mentoniera può essere sollevata o ribaltata allindietro, restando comunque sempre agganciata al casco, ed i "Crossover", che invece prevedono lasportazione della mentoniera. Per questo tipo di caschi non esiste una specifica omologazione: alcuni normalmente i più vecchi sono omologati semplicemente come Jet lettera "J" nelletichetta di omologazione, alcuni come Integrali lettera "P", altri hanno la doppia omologazione indicata con "J/P". Nelluso di tale tipo di casco occorre prestare attenzione allomologazione: nel caso sia omologato come integrale non è possibile circolare con la mentoniera aperta, in quanto il casco potrebbe non offrire una protezione adeguata alla relativa omologazione. Il primo casco apribile venne prodotto nel 1981 dalla BMW, mentre venne proposto da altri marchi solo dal 1991
  • A chiusura posteriore si tratta di un tipo di casco che è composto da una calotta sdoppiata anteriore e posteriore, incernierate tra loro e che permette un sistema di chiusura a conchiglia dello stesso e priva di cinturino sottogola, in quanto la parte inferiore del casco risulta molto più stretta e chiusa di un casco tradizionale, la chiusura viene garantita da un doppio sistema a sgancio rapido per lapertura e chiusura.
  • Elettronico: Il Casco Protettivo Elettronico CPE è una misura di Intelligent transportation system ITS che mira ad innalzare gli standard di sicurezza del trasporto sulle due ruote. Il Casco Protettivo Elettronico è un sistema tecnologico di abbinamento tra il veicolo e il casco. Il conducente non può avviare il ciclomotore se il casco non è correttamente indossato ed allacciato. Il casco è quindi dotato di sensori per percepire le correnti elettrostatiche ed elettromagnetiche, emesse dal corpo umano, in modo tale da verificare la corretta posizione del cranio nella calotta interna. Il casco è altrettanto fornito di sensori per intercettare il corretto allacciamento del sottogola. I dati sono quindi comunicati ad una centralina del motoveicolo che impedisce lavviamento del mezzo in caso di mancato o non conforme utilizzo del casco.
                                     

2.4. Caratteristiche Visiera

La visiera del casco può essere di vari tipi:

  • Trasparente, questo è il tipo di visiera più utilizzato, che permette una perfetta visione in tutte le condizioni
  • A specchio, questa visiera ha gli stessi vantaggi delle visiere oscurate, in più alcuni modelli possono evitare che il volto del guidatore possa essere visto in tutte le condizioni, mentre altre hanno leffetto specchio sono in condizioni di forte luce esterna.
  • Oscurata, questa visiera ha la particolarità di non essere perfettamente trasparente e quindi di limitare lintensità luminosa dei raggi solari, rendendoli comode durante lestate, la sera e il mattino, tutte quelle situazioni dove si può avere un intenso raggio di luce diretto agli occhi

Le visiere per permettere lisolamento dallesterno vanno a comprimere una guarnizione, la quale isola sia dallaria sia dallacqua, per garantire ciò il sistema su cui viene vincolata la visiera ha una regolazione tramite asole e viene vincolato da una o più viti, questo permette la tolleranza produttiva di ogni pezzo, che altrimenti potrebbe portare al mancato isolamento in quanto non comprimerebbe la guarnizione.



                                     

2.5. Caratteristiche Accorgimenti

  • Fotosensibile light sensitive sistema che permette di bloccare/ridurre leccessiva intensità della luce, evitando labbagliamento
  • Antiappannamento anti-fog alcune di queste visiere creano una camera daria con la visiera principale ed in ogni caso evitano che lumidità del respiro si condensi sulla visiera
  • Oscurata ad LCD si tratta di una visiera comandata da un circuito elettronico pilotabile dal guidatore, che permette di oscurare in modo più o meno marcato la visiera
  • Visiera o inserto interno sono che si applicano internamente alla visiera principale agganciandosi tramite Pinlock o soluzioni adesive, queste visiere possono assumere diverse funzioni a seconda del tipo
  • Fotocromatica Photochromism in questo caso linserto assumerà una colorazione più scura allaumentare dellintensità luminosa
  • Paranaso sistema posizionato nella parte alta della mentoniera, che copre il naso ed evita che la normale respirazione vada a causare lappannamento della visiera.
  • Ganci per le visiere a strappo tear off, sono dei ganci cilindrici ed eccentrici per poter agganciare facilmente e regolare la tensione del tear off, posti alle estremità della visiera, che permettono luso di visiere rimovibili tramite una mano e avere una visiera sempre pulita sono generalmente pellicole applicate sopra la visiera principale che vengono strappate unalla volta.
  • Alzavisiera, sono delle piccole leve, poste al fianco della visiera, che permettono unapertura ridotta della visiera, in modo da favorire laerazione.
  • Paravento sistema che protegge la parte inferiore del casco fino al mento, posizionato nella parte bassa della mentoniera, serve a ridurre linfiltrazione daria nel casco ed evitare il rumore ivi causato.
  • Chiudivisiera, sono dei elementi posti centralmente e in basso alla visiera, usati nelle competizioni, per evitare lapertura accidentale della visiera, altrimenti sono presenti in una forma più semplice nel sistema di aggancio della visiera.
  • Turbo Visor, accessorio posto sul casco e davanti alla visiera, munito di giranti centrifughe alle estremità, che sotto lazione dellaria mettono in rotazione la visiera, rotazione che spinge le gocce dacqua via dalla stessa.
  • Sistema a retrovisore, sistema che è apparso su un casco ideato nel 2005
  • Appendici aerodinamiche Atte a migliorare il comportamento del casco ad alte velocità, riducendo i vortici le forze da essi generati
  • Calotta esterna con super-pelle o SuperSkin, si tratta di un casco a cui è stato apportato uno strato superficiale di tessuto sintetico elastico e lubrificato tra casco e il tessuto stesso, questo sistema permette di ridurre gli effetti dei traumi da rotazione violenta, in quanto evita o riduce leffetto indotto dallattrito con il corpo contundente e riduce la coppia di torsione. Questo sistema è stato basato sul concetto PHPS Phillips Head Protection System, studiato dallomonimo medico per circa 15 anni, tale brevetto è stato premiato a Bruxelles come "Miglior Innovazione Brevettata dellAnno" nel 2009.
  • Visierino da pioggia Appendice generalmente posta sulla visiera, che permette di far defluire in modo controllato lacqua sul casco evitando o riducendo fortemente linfiltrazione dellacqua nelle prese daerazione e nel casco.
  • Seconda visiera, si tratta di una seconda visiera del tipo oscurata, posta internamente e che viene governata dal guidatore, in modo che venga usata solo in determinate condizioni. Sono utilizzate anche "visierine" scure esterne alla visiera principale.
  • Sistema HANS, sistema che implementa la protezione del casco, utilizzata negli sport automobilistici e nelle competizioni di motocross, le competizioni su moto di velocità risulta di difficile adattamento per via della postura del pilota.
                                     

2.6. Caratteristiche Particolarità

I caschi per uso fuoristrada non sempre hanno la visiera, come nei modelli da cross, mentre queste ricompaiono risagomate nei modelli da enduro, in questi casi si ha/utilizza:

  • Parasole, nei caschi da cross questo parasole è molto marcato, tale componente è comunemente definito visiera e viene usata principalmente per proteggere la mascherina dal fango o dai sassi sollevati dalle altre moto, inclinando la testa, piuttosto che per evitare che i raggi solari giungano in modo diretto agli occhi del pilota.
  • Mascherina o occhialini nel caso il casco non abbia una visiera, esattamente come nei modelli da cross, si utilizzano delle mascherine, che ne sostituiscono la funzione/protezione.
                                     

2.7. Caratteristiche Omologazione

Il casco, di qualunque tipo sia, deve essere omologato dal Ministero dei Trasporti o tramite la specifica ECE/ONU 22-05 europea, a partire dal 1986 o la specifica DOT TP-218-07 americana o lomologazione senza valore legale della Snell o lomologazione nazionale, come quella dellAustraliana AU o del Giappone JIS T e letichetta di omologazione che vi è applicata deve comprendere diversi numeri e sigle; nello specifico per lomologazione europea si hanno:

  • Sigla di protezione della mentoniera /J caso privo di mentoniera; /NP caschi con mentoniera non protettiva; /P caschi con mentoniera protettiva
  • Numero distintivo dello Stato di immatricolazione ad esempio "E3" allinterno di un cerchio
  • Numero di omologazione ad esempio "052216", dove i primi due indicano la versione della direttiva domologazione, mentre i seguenti indicano lomologazione specifica del casco
  • Numero di produzione ad esempio "037628"

Esempio E 3 052216 / P − 037628 {\displaystyle {\begin{matrix}E3\\052216/P-037628\end{matrix}}}

Queste omologazioni hanno il compito di certificare la validità protettiva di un casco o più precisamente il superamento di determinati test, a seconda delle omologazioni possono essere utilizzate forme testa differenti, al riguardo esistono siti che raccolgono i risultati di queste prove, per diversi produttori e caschi, le omologazioni possono subire variazioni nel tempo e ladempimento da parte dei produttori deve avvenire entro un determinato periodo, stesso dicasi per i rivenditori. Al riguardo nel 2010 lassociazione altroconsumo ha svolto dei test su diversi caschi, alcuni dei quali non sono riusciti a superare i test; infatti nonostante alcuni produttori riportino il" marchio di omologazione internazionale”, ECE 22-05 i loro modelli non presentano le qualità e i requisiti di sicurezza previsti dal Regolamento vigente. Il test è stato ripetuto nel 2012, con risultati analoghi a quelli del 2010. Il giornalista Riccardo Matesic ha evidenziato che i test vengono eseguiti dagli stessi produttori e che il ministero non esegue i test di controllo per la verifica delle omologazioni in quanto mancano i fondi, attualmente in Europa solo il Regno Unito testa e fornisce dati sulla sicurezza dei caschi con il programma SHARP Safety Helmet Assessment and Rating Programme avviato nel 2007, la quale valutazione viene a volte riportata dal produttore per il casco in questione.

I caschi hanno generalmente una sola omologazione, questo fa sì che tale casco sia riconosciuto come tale solo nelle nazioni che riconoscono tale omologazione, ma esistono alcuni caschi che hanno la doppia omologazione e che ne permettono la vendita e uso su più nazioni

                                     

2.8. Caratteristiche Obbligo di utilizzo ed esenzioni

Luso del casco è obbligatorio secondo lattuale "Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992" per:

  • Tutti i conducenti e passeggeri di ciclomotori e motocicli, sia maggiorenni che minorenni legge dell11 gennaio 1986.
  • I conducenti e i passeggeri di motocarrozzette e di motocicli comprese le forze di polizia ed i conducenti di moto depoca durante la manifestazioni.

Sono esenti da questobbligo:

  • Ciclomotori e motocicli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash e sistemi di ritenuta ad esempio il motocarro.
  • Ciclomotori e motoveicoli a tre o a quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa

Per le biciclette il codice della strada non impone alcun obbligo, ma viene imposto nelle competizioni giovanili, questo perché oltre a non aver evidenziato alcun beneficio nelluso quotidiano ha anche segnato una forte riduzione duso della bicicletta, costringendo i paesi che hanno testato o approvato tale obbligo a uninversione o a un nuovo studio in materia.



                                     

2.9. Caratteristiche Note sulla sicurezza

Il casco risulta essere molto importante in caso di urto, ma è altrettanto importante applicare altri accorgimenti:

  • Collare sottocasco, questo è un tipo di collare che si interpone tra il casco le spalle del conducente, la sua funzione è quella devitare uniperflessione del collo, che può portare alla sua rottura, tale protezione è molto importante e usata nelle competizioni, di qualsiasi livello esse siano.
  • Non sfilare il casco, in caso durto, soprattutto se violento, il casco deve essere rimosso da personale del 118 in grado di preservare lallineamento del rachide cervicale del paziente traumatizzato, infatti limpatto subito dal casco si può trasferire sul rachide cervicale che in questo caso deve essere mantenuto allineato sino a diagnostica ospedaliera; Mentre nel caso un oggetto sia conficcato nel casco e raggiunge il cranio, la rimozione è eseguita nella struttura sanitaria. Luso del casco permette di ridurre lincidenza delle lesioni al cranio, difatti per solo il 30% di coloro che usano il casco riporta lesioni al capo contro il 51% di chi non ne usufruisce, tra cui anche una riduzione delle fratture craniche.
                                     

2.10. Caratteristiche Prestazioni sulla durata

Il casco di per sé non ha una scadenza, ma la sua prestazione viene logorata dal tipo e gravosità dimpiego e dal corretto stoccaggio/conservazione dello stesso. Infatti la calotta che è sensibile ai raggi UV viene protetta dalla verniciatura, fin quanto essa rimane integra, mentre la calotta interna in poliestere espanso viene aggredita dal sudore o agenti atmosferici.

In linea di massima i vari costruttori in caso di uso quotidiano consigliano la sostituzione ogni 5 anni per via di molti fattori, quali fattori ambientali esposizione durante la custodia nel baule moto/scooter o allaperto, uso improprio del prodotto applicazione di adesivi o collanti o prodotti non idonei, urti accidentali casco che cade a tera o urta pareti o oggetti durante il trasporto a braccio, normale usura dellinterno e dellesterno, coinvolgimento in incidenti anche di lieve entità, che possono influire anche in misura rilevante sulle caratteristiche fisico-meccaniche del prodotto, pregiudicandone le sue prestazioni protettive.

                                     

3. Altri esempi di casco

In caso di epilessia

In alcuni casi viene consigliato agli affetti da epilessia lutilizzo di un apposito caschetto protettivo.

Casco coloniale

Particolare tipo di copricapo in uso principalmente presso gli eserciti coloniali europei.

                                     

3.1. Altri esempi di casco Nello sport

  • Nel football americano viene utilizzato regolarmente un casco protettivo simile al tipo jet ma provvisto di una grata protettiva a difesa della parte anteriore del viso.
  • In alpinismo si utilizza spesso un apposito caschetto per riparare la testa sia dalla caduta di pietre e oggetti dallalto, sia da eventuali impatti diretti contro la parete.
  • Nel kudo viene utilizzato un casco con la visiera in plexiglass per attutire i colpi
  • Nel rugby può essere utilizzato un caschetto in materiale leggero e formato da spugnette di gommapiuma. Il regolamento World Rugby ne individua le caratteristiche e vieta lutilizzo di materiali plastici rigidi o fibbie. Utilizzato anche nel calcio da alcuni giocatori, famoso Petr Cech.
  • Nella boxe per i pugili dilettanti è tassativo luso del casco protettivo specifico, imbottito apposta per attutire gli urti dei colpi da parte degli avversari sul ring durante lincontro.
  • Nellhockey su ghiaccio viene utilizzato dal portiere un casco similare a quello del football americano ed uno più semplice da parte degli altri giocatori.
  • Nel baseball è obbligatorio luso del caschetto durante la fase offensiva, in battuta e durante la corsa sulle basi.
  • Dopo la morte del ciclista kazako Andrej Kivilev alla Parigi-Nizza 2003 in seguito ad una caduta in cui batté violentemente la testa sullasfalto, lutilizzo del casco protettivo è stato reso obbligatorio anche nel ciclismo su strada professionistico, mentre lo era già nel ciclismo su pista e nelle corse riservate alla categoria dilettanti. Fino al 2005 i professionisti potevano comunque togliere il casco nelle vicinanze dellarrivo se questo era in salita ovvero se la pendenza della strada superava un limite prestabilito ma dal 2006 lobbligo di indossare il casco è permanente.
                                     

3.2. Altri esempi di casco In caso di epilessia

In alcuni casi viene consigliato agli affetti da epilessia lutilizzo di un apposito caschetto protettivo.

                                     

3.3. Altri esempi di casco Forze dellordine

Le forze dellordine, in particolare forze speciali dellesercito e della polizia, possono essere equipaggiate con un casco di protezione antisommossa; viene usato dalla polizia specialmente negli scontri contro civili. Questo tipo di casco ha le caratteristiche di un elmetto che si allunga nella parte posteriore per proteggere il collo e nella parte anteriore ed ha una visiera che protegge il volto contro forti urti.

                                     

3.4. Altri esempi di casco Casco di volo

Casco di protezione utilizzato in particolar modo dai piloti militari e dagli equipaggi di volo per alloggiare la maschera di ossigeno, la cuffia, il microfono, il visore notturno e proteggere la testa in caso di eiezione. Lutilizzo di questo tipo di casco è necessario a bordo degli apparecchi ultraleggeri a cabina aperta e obbligatorio in alcune nazioni.

                                     

3.5. Altri esempi di casco Casco asciugacapelli

Esistono anche particolari apparecchiature che non hanno uno scopo protettivo ma con forma analoga al casco, che hanno la funzione di asciugacapelli. Questi sono spesso usati nei saloni dei parrucchieri.

                                     

3.6. Altri esempi di casco Casco coloniale

Particolare tipo di copricapo in uso principalmente presso gli eserciti coloniali europei.

                                     
  • Portland, South Portland e Biddeford. Situata a nord di Portland, costeggia la Casco Bay ed è una delle stazioni di ancoraggio più ampie del Maine. È sede di
  • dal 2000. I Browns hanno annunciato dei nuovi loghi il 24 febbraio. Il casco rimane il logo principale, mentre è stata adottata una tonalità di arancione
  • per assumere infine il nome attuale. Ha vinto 2 volte il Casco di Diamante, una volta il Casco d Oro torneo di seconda divisione e due campionati regionali
  • dipinse sul suo casco delle corna, simbolo della propria squadra Ram in inglese significa ariete creando così il primo esempio di casco di una squadra
  • 4 volte il Challenge Feminin, due volte il Casco d Oro torneo di seconda divisione due volte il Casco d Argento torneo di seconda divisione e un
  • luogo asciutto, senza chiudere il casco dentro a una scatola o sacchetto di plastica. Prima di immagazzinare il casco assicurarsi che sia asciutto completamente
  • locale squadra di football americano, i Templiers d Élancourt, ha vinto un Casco di Diamante. INSEE popolazione legale totale 2009 Altri progetti Wikimedia
  • scozzese si rese protagonista di un fatto curioso quando, rimasto senza casco al Gran Premio di Monaco, disputò la gara con uno prestatogli da Michael

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