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ⓘ Egitto (provincia romana)




Egitto (provincia romana)
                                     

ⓘ Egitto (provincia romana)

L’ Egitto fu uno dei più importanti territori dellImpero romano a partire dal 30 a.C., quando fu acquisito da Ottaviano Augusto, dopo la morte di Cleopatra dEgitto.

                                     

1. Statuto

Governata dal 29 a.C. da un prefetto dellordine equestre, il praefectus Alexandreae et Aegypti, munito di imperium delegato dal principe. Allinizio del IV secolo, lEgitto divenne una diocesi e fu diviso in sei province, Aegyptus, Augustamnica, Heptanomis poi Arcadia, Thebais, Alto-Egitto e Basso Egitto. Nel V secolo, poi, alla Diocesi impero romano dEgitto si aggiunsero anche le province della Cirenaica, dal nome di Lybia Superior e Lybia Inferior.

Dopo la riforma il prefetto si occupò con incarichi civili solamente del Basso Egitto e del distretto del Fayum, mentre il resto del territorio fu affidato a un praeses. Il potere militare fu affidato al dux Aegypti et Thebaidos utrarumque Libyarum.

                                     

2. Storia

Marco Atilio Regolo e Manio Acilio furono inviati come ambasciatori, nel 210 a.C., ad Alessandria dEgitto da Tolomeo IV e Cleopatra, per rinnovare lamicizia col popolo romano. Ai due regnanti furono portati dei doni: al re una toga, una tunica di porpora ed una sedia curule eburnea; alla regina una ricca veste ricamata insieme ad un mantello di porpora.

                                     

2.1. Storia Occupazione romana

La prefettura romana dEgitto titolo ufficiale latino: Alexandrea et Aegyptus, fu istituita nel 30 a.C. da Augusto, in seguito alla conquista del paese e alle morti di Cleopatra e Cesarione; lEgitto divenne parte dellImpero romano, governata da un prefetto scelto dallImperatore nellordine equestre: il praefectus Alexandreae et Aegypti. Ottaviano rifiutò di assumere il titolo di faraone al momento della conquista dellEgitto, temendo di non riuscire a giustificarlo ai Romani, anche considerando il fatto che egli stesso aveva fatto attaccare dalla propaganda il comportamento "esotico" di Antonio e Cleopatra. Nonostante ciò la popolazione nativa dellEgitto lo considerava il faraone successore di Cleopatra e Cesarione. Nella versione in lingua egizia di una stele del 29 a.C. eretta da Cornelio Gallo, ad Augusto furono attribuiti titoli tipici dei faraoni, che tuttavia furono omessi nelle versioni in latino e in greco dello stesso testo. La religione egizia richiedeva lesistenza di un faraone affinché agisse come intermediario tra le divinità e lumanità, per cui gli imperatori romani furono considerati dei faraoni, al di là delleffettiva situazione politica, come già era successo con i sovrani persiani ed ellenistici. A differenza delle precedenti dinastie straniere di faraoni, tuttavia, gli imperatori romani raramente visitavano lEgitto più di una volta nella vita. Inoltre gli imperatori romani erano considerati faraoni solo in Egitto, mentre nel resto dellImpero assumevano il titolo di Imperator in latino o Autokrator in greco. Al di là degli effettivi legami dinastici, linsieme degli imperatori/faraoni romani è talvolta indicato come la XXXIV Dinastia dellEgitto. Alcuni studiosi copti del XIX secolo, come Mikhail Sharubim e Rifaa al-Tahtawi, avevano proposto una suddivisione degli imperatori romani in due dinastie egizie, una trentaquattresima per gli imperatori pagani e una trentacinquesima per gli imperatori cristiani da Teodosio I alla conquista islamica dellEgitto del 641, al di là del fatto che nessun imperatore cristiano fu mai considerato un faraone, nemmeno dalla popolazione dellantico Egitto.

Il principale interesse romano per lEgitto era costituito dallapprovvigionamento di grano per la città di Roma. LEgitto era governato in maniera diversa dalle altre province. Gli imperatori la consideravano più un loro possesso personale che non una provincia, assumendo governatori che la amministrassero senza linterferenza del Senato romano; nessun senatore fu mai nominato governatore di Egitto e fu loro proibito di visitare la provincia senza autorizzazione esplicita. Lamministrazione romana della prefettura dEgitto si stabilì ad Alessandria; Roma introdusse nuovi funzionari, nuove forme di tassazione, abolì i titoli di corte tolemaici e lautonomia della capitale, che perse la sua Bulè; diverse e sostanziali furono le modifiche apportate al sistema tolemaico di governo, tanto che la storiografia più recente parla senza dubbio di Egitto Romano, distinto dallEgitto Tolemaico. I Greci continuarono a lavorare nella maggior parte degli uffici amministrativi; come tutto lOriente ellenistico, greca rimase la lingua utilizzata nella prefettura. Il latino, al contrario, si mantenne vivo in ambito militare. Anche la cultura e leducazione rimasero greche durante il periodo romano.

I Romani rispettarono le usanze le credenze religiose egiziane, e venne introdotto il culto dellImperatore, considerato un faraone nel solo Egitto in modo da consentire ai sacerdoti egizi di dimostrare la loro lealtà al nuovo sovrano estero nei modi tradizionali. Nel tempio di Dendur, costruito dal governatore romano di Egitto Gaio Petronio, sono presenti delle raffigurazioni di Ottaviano, ora chiamato Augusto, vestito da faraone nellatto di sacrificare a varie divinità egizie. Ai primi imperatori furono attribuite titolature elaborate simili a quelle dei Tolomei e ai faraoni nativi loro predecessori, mentre agli imperatori da Commodo in poi fu attribuito solo un nomen, seppur scritto in un cartiglio come in precedenza. Con la diffusione del Cristianesimo, che finì per diventare la religione di stato, gli imperatori non ritennero più possibile accettare le implicazioni tradizionali del titolo di faraone ruolo con salde radici nella religione egizia, e a partire dagli inizi del IV secolo la stessa Alessandria, capitale dEgitto fin dai tempi di Alessandro Magno, era diventata un importante centro del Cristianesimo. Lultimo imperatore a cui fu conferito il titolo di faraone fu Massimino Daia che regnò tra il 311 e il 313.

Il primo prefetto dEgitto, Gaio Cornelio Gallo, portò lAlto Egitto sotto il controllo di Roma con un intervento militare e stabilì un protettorato sul distretto della frontiera meridionale, che era stata abbandonata dagli ultimi Tolomei. La narrazione di questa impresa è descritta nella famosa stele dellisola di Philae. Il secondo prefetto, Elio Gallo, organizzò una spedizione non riuscita per conquistare lArabia: la costa egiziana del Mar Rosso non fu controllata dai Romani fino al regno di Claudio. Il terzo prefetto, Gaio Petronio, bonificò dei canali di irrigazione, dando il via a una ripresa dellagricoltura.

Dal regno di Nerone in poi, lEgitto conobbe unera di prosperità che durò circa un secolo. Giuseppe Flavio racconta, che quando Vespasiano, durante la guerra civile venne acclamato imperatore dalle truppe coinvolte nella guerra contro i Giudei giugno del 69, lo stesso si preoccupò di avere come suo alleato, lEgitto.

I maggiori problemi incontrati riguardarono i conflitti religiosi sorti tra Greci ed Ebrei, in particolar modo ad Alessandria, che in seguito alla distruzione di Gerusalemme nel 70 divenne il centro mondiale della religione e della cultura ebraica. Sotto Traiano vi fu una rivolta ebraica, sfociata nella repressione degli Ebrei di Alessandria e nella perdita di tutti i loro privilegi, anche se in seguito vennero rapidamente ripristinati. Adriano, che visitò due volte lEgitto, fondò Antinopoli in memoria del suo favorito Antinoo. Da allora in avanti furono eretti edifici in stile greco-romano in tutta la regione.

Sotto Marco Aurelio leccessiva tassazione condusse gli Egiziani a una rivolta 139, che fu repressa solo dopo alcuni anni di combattimento. Questa Guerra Bucolica causò gravi danni alleconomia e segnò linizio del declino economico dellEgitto. Avidio Cassio, che fu a capo delle armate romane nella guerra, si autoproclamò imperatore, e fu riconosciuto dagli eserciti di Siria ed Egitto. Allavvicinarsi di Marco Aurelio, comunque, fu deposto e ucciso, e la clemenza dellimperatore restaurò la pace. Una rivolta simile scoppiò nel 193, quando Pescennio Nigro fu proclamato imperatore alla morte di Pertinace. Limperatore Settimio Severo, nel 202, diede una costituzione ad Alessandria e alle capitali dei distretti territoriali le nomai.

Levento più rivoluzionario nella storia dellEgitto romano fu lintroduzione del Cristianesimo nel II secolo. Dapprima esso fu vigorosamente osteggiato dalle autorità romane, che temevano le discordie religiose più di ogni altra cosa in un paese nel quale la religione aveva sempre goduto di una notevole importanza. Comunque la nuova religione fece presto seguaci tra gli Ebrei di Alessandria. Da questi passò rapidamente ai Greci, e in seguito si diffuse tra gli Egiziani dellinterno, senza che lantica religione opponesse molta resistenza.

Caracalla 211-217 concesse la cittadinanza romana anche ai Greci dEgitto. Nel III secolo vi fu una serie di rivolte militari e civili. Sotto Decio, nel 250, i cristiani subirono le prime persecuzioni, ma la loro religione continuò a diffondersi. Durante il regno di Gallieno, il prefetto Mussio Emiliano si fece proclamare imperatore dallesercito, finché il legato di Gallieno, Aurelio Teodoto, non lo sconfisse. Poco dopo Zenobia, regina di Palmira, invase e conquistò lEgitto, ma nel 272 Aureliano pose fine alla rivolta contro Roma, come pure quella di Firmo. Due generali di stanza in Egitto, Marco Aurelio Probo e Domizio Domiziano, organizzarono con successo delle rivolte e furono proclamati imperatori. Diocleziano nel 296 sconfisse Domizio e riconquistò Alessandria. In seguito limperatore decise un riassetto del territorio dEgitto, che dopo più di trecento anni fu per la prima volta "normalizzato", passando dalla forma amministrativa straordinaria della prefettura territoriale a quella comune dellorganizzazione provinciale. La regione fu suddivisa in tre province, poi diventate quattro. Leditto di Diocleziano del 303 contro i cristiani fu linizio di una nuova era di persecuzione. Ma questo fu lultimo serio tentativo di frenare la crescita della religione cristiana in Egitto.



                                     

3. Difesa ed esercito

Essendo il prefetto di rango equestre, anche tutti gli ufficiali in Egitto erano del medesimo rango. Il praefectus legionis, il praefectus castrorum e anche gli stessi tribuni, solamente angusticlavi.

La forza militare complessiva dislocata nella regione al tempo di Augusto era composta da tre legioni, nove coorti di fanteria ausiliaria e tre alae di cavalleria; ad informarci è un noto passo di Strabone, dal quale apprendiamo che le legioni erano stanziate rispettivamente a Nicopoli di Alessandria, a Babylon presso lodierno Cairo e nella chora. Il confine più meridionale provinciale del limes rimase posizionato a Primis e Pselcis, almeno fino a Diocleziano o forse a Costantino I, quando questultimo sembra abbia ritirato lesercito attestandosi a Syene ed Elefantina e permettendo ai Nobati di occupare questi territori fertili attorno al Nilo, a condizione che difendessero questo tratto di limes dai Blemmi. Questa è la descrizione generale delle frontiere che fa Giuseppe Flavio, al tempo di Vespasiano nel 69:

                                     

3.1. Difesa ed esercito Legioni romane

Le legioni erano certamente la legio III Cyrenaica, la legio XXII Deiotariana e forse, ma non è certo la legio XII Fulminata. Forse ad opera dello stesso Augusto, certamente prima del 23, le legioni vennero portate a due legio III Cyrenaica e la legio XXII Deiotariana. In vista della progettata spedizione in Etiopia di Nerone, venne ammassato in Egitto un cospicuo contingente, che comprendeva, oltre la due legioni citate, anche la legio XV Apollinaris e 2000 uomini di truppe ausiliarie libiche; la XV legio prese poi parte al bellum Iudaicum e tornò in Egitto sino al 117 d.C. per essere poi trasferita, probabilmente, a Setala. La III Cyrenaica venne spostata nella nuova provincia di Arabia verso il 127; dal 119, invece, non si hanno più notizie della legio XXII Deioteriana: la spiegazione tradizionale la vuole distrutta o seriamente decimata nella campagna giudaica del 132-135, sebbene non vi siano prove certe di un coinvolgimento della legione negli avvenimenti della sommossa di Bar Koheba. Almeno dal 128, se non prima, con lo stanziamento a Nicopoli della legio II Traiana Fortis, l’ exercitus in Egitto si ridusse a una sola legio.

La riduzione delle legioni non deve trarre in inganno: alla diminuzione di forze legionarie corrispose un aumento di forze ausiliarie. Se infatti reali pericoli esterni non ve ne furono, la situazione interna vide al contrario il progressivo aumento di tensioni sociali, dal brigantaggio nella chora, sino ad aperte ribellioni, come nel caso della rivolta giudaica del 115-117 o della sommossa dei Bukoloi nel 172. Contrariamente a quanto avveniva nelle altre province con una sola legione, in cui il comandante era anche governatore, in Egitto già dalletà adrianea sussistettero distintamente la figura del governatore e quella del prefetto di legione.

                                     

3.2. Difesa ed esercito Auxilia

Subito dopo la conquista dellimperatore Augusto, furono installate soprattutto lungo i confini meridionali, ma anche ad Alessandria e nella penisola del Sinai 3 alae di cavalleria e 9 cohortes di fanteria nel 30-29 a.C., per un totale di 23 000 armati compresi i legionari. Sappiamo, infatti, da tutta una serie di iscrizioni epigrafiche che nella provincia cerano:

nell80 nellintero Egitto, tre alae di cavalleria e sette cohortes di fanteria, i cui nomi erano:
  • per le ali: I Augusta, Apriana e Commagenorum ;
  • per le coorti: I Augusta Pannoniorum, I Hispanorum equitata, I Flavia Cilicum equitata, II Ituraeorum equitata, III Ituraeorum.
nel 400 circa lesercito, dopo la riforma tetrarchica e di Costantino I, fu posto sotto il comando del Magister militum praesentalis I, che a sua volta controllava due duces per lEgitto e un comes. Si trattava di:
  • e un Comes limitis Aegypti, a capo di ben 31 unità o distaccamenti di unità.
  • un Dux Thebaidos, a capo di ben 42 unità o distaccamenti di unità;
  • un Dux Libyarum, a capo di un imprecisato numero di unità, come risulta dalla parte mancante della Notitia Dignitatum in Oriente la n. XXX;

Questa struttura amministrativo-militare rimase pressoché invariata almeno fino a Giustiniano I.



                                     

3.3. Difesa ed esercito Strutture militari lungo il limes della provincia egiziana

A tal proposito qui sotto troverete alcune tabelle/legenda:

  • legio =legione romana
  • coh. =coorte
  • mil =milliaria composta da 1 000 uomini
  • ala =unità di cavalleria
  • eq. =coorte equitata
  • c.R. = civium Romanorum
  • vexill = vexillationes
                                     

3.4. Difesa ed esercito Da Quena a Mons Porhyrities e poi al Mar Rosso

La strada che da Quena sul Nilo conduceva fino ad Abu Shaar, attraverso il sito di Mons Porphyrities Wadi Umm Sidri fu protetta da non meno di 125 postazioni militari per lo più torri di avvistamento, ma anche fortini.

                                     

3.5. Difesa ed esercito Da Coptos a Leukos Limen, e da Thebae a Berenice sul Mar Rosso

Lungo la strada che da Coptos conduceva a Leukos Limen / Myos Hormos furono disseminati oltre a una decina di Hydreuma presidiati ciascuno, da un piccolo contingente ausiliario, anche da una sessantina di torri di avvistamento, utilizzate per lo più per segnalare larrivo di stock di merci pregiate dallOriente, tra la costa del Mar Rosso e i porti sul Nilo. Laltra strada, lunga 370 km, che collegava Coptos/Thebae con Berenice, era anchessa accompagnata da unaltra decina di Hydreuma e numerose torri di avvistamento.

                                     

3.6. Difesa ed esercito Da Edfu Apollonopolis Magna a Nechesia? sul Mar Rosso

Vi era anche unaltra strada per raggiungere il Maro Rosso dal fiume Nilo. Si trattava di quella che congiungeva Apollonis Magna Edfu con lattuale sito di Marsa Nakari forse identificabile con lantica Nechesia. Questa via permetteva di mettere in comunicazione le miniere doro di Barramiya con un porto fluviale e uno marittimo.

                                     

3.7. Difesa ed esercito Fronte meridionale: la regione del Dodecascheno

Il fronte meridionale fu il più difficile da controllare. Qui le popolazioni controllate dai romani erano: i Blemmi e i Megabari, che vivevano lungo la sponda orientale del Nilo ed erano soggetti ai Kushiti; i Trogoditi che vivevano sulle montagne lungo la costa del Mar Rosso; i Nobati indipendenti dai Meroiti e che vivevano sulla sponda occidentale del Nilo; e soprattutto i Kushiti dei regni di Napata e Meroe.

                                     

3.8. Difesa ed esercito Il fronte occidentale: dalloasi di Karga a sud, a quella di Siwa a nord-ovest

Vi fu, infine, un ultimo limes da difendere. Si trattava di quello più occidentale, ad ovest del Nilo, costituito da tutta una serie di presidi, posti a guardia delle principali oasi lungo le più importanti vie carovaniere. Si trattava di forti, fortini, torri di avvistamento costruiti, a volte su preesistenti strutture di epoche anteriori a quella romana, come nelle: oasi di Dungul o Dunqul la più meridionale, Kharga Oasis Magna, Dakhleh, Farafra, Bahariya e di Siwa la più settentrionale e occidentale della provincia in questione.

Nell Oasis Magna cerano ad esempio postazioni militari romane dal tempo di Augusto partendo da sud a nord a El-Qasr, Dush Kysis, Qasr el-Ghieta, el-Deir, Qasr el-Sumeria e Qasr el-Geb.

                                     

3.9. Difesa ed esercito Dimensione dellesercito provinciale

Qui sotto trovate una tabella che riassume le forze presenti nella provincia dell Egitto a partire dallImperatore Augusto agli Antonini:

                                     

4. Geografia politica ed economica

Il territorio in questione fu caratterizzato da importanti aree economico-commerciali come: la valle del fiume Nilo esigua striscia di terra fertile, rispetto allarea circostante desertica per le ricche coltivazioni cerealicole; alcuni punti dapprodo sul Mar Rosso come ad es. Berenice, per il commercio con lestremo Oriente da cui si importavano spezie e prodotti di lusso o lEtiopia e infine larea montuosa del deserto orientale il Gebel Dokhan, ricco di miniere doro ad es. in zona Abu Zawal, smeraldi, granito bianco pregiato del Mons Claudianus da dove uscivano colonne alte fino a 20 metri impiegate a Roma nel foro di Traiano, nel Pantheon o nella Villa Adriana di Tivoli e porfido, in particolare quello rosso del Mons Porphyrities Wadi Umm Sidri, da dove furono prodotte colonne alte fino a 6-8 metri ad es. quelle utilizzate nella Basilica di San Crisogono o nel Battistero di San Giovanni in Fonte. Questultima zona fu servita da due vie militari la prima da Quena portava a Mons Claudianus e poi alla costa presso Abu Shaar; la seconda sempre da Quena conduceva ad Abu Shaar attraverso la località di Mons Porphyrities, oltre allimportante arteria stradale della Via Hadriana, che da Antinoopolis Sheikh Ibada conduceva alla costa del Mar Rosso presso Abu Shaar e poi costeggiando la costa orientale, si fermava presso il porto di Berenice. Vi era poi una strada che collegava Coptos con il Mar Rosso presso Quseir al-Qadim forse lantica Leukos Limen e lantica Myos Hormos ; unaltra che sempre da Coptos conduceva a Berenice; e una terza che da Edfu conduceva anchessa a Berenice sulla costa, con una diramazione a Marsa Nakari lantica Nechesia?. Vale la pena ricordare che per i commerci con lIndia, la Persia e la Cina, i principali porti del Mar Rosso utilizzati furono da nord a sud: Clysma collegato al Nilo con un canale fluviale, attivato nuovamente al tempo di Traiano, Abu Shaar, Philoteras, Leukos Limesn, Myos Hormos, Nechesia e Berenice.

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