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ⓘ Storia della Lombardia




Storia della Lombardia
                                     

ⓘ Storia della Lombardia

La regione, specialmente nella sua parte meridionale, venne abitata da popoli appartenenti alla civiltà villanoviana e poi da coloni etruschi, che fondarono la città di Mantova e diffusero la propria civiltà introducendo lalfabeto etrusco e la scrittura. Nel IV secolo vi giunsero attraverso le Alpi nuovi popoli, Celti dOltralpe, che i Romani chiamarono Galli.

Intorno al 400 a.C., i Galli transalpini iniziarono loccupazione della valle Padana spingendosi fino allAdriatico. Popolazione galliche, che assunsero il nome di Insubri, si stabilirono tra i Celti Golasecchiani della Lombardia occidentale; mentre nella parte orientale si insediarono i Galli Cenomani, spesso in conflitto con i primi essendo alleati dei vicini Veneti.

                                     

1. Romani

Sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della Pianura padana, scontrandosi con i Galli Insubri. Entro il 194 a.C. tutta la regione fu pacificata sotto le insegne dellUrbe con il nome di Gallia Cisalpina, cioè "Gallia al di qua delle Alpi".

I Galli Cenomani furono invece fin dallinizio alleati dei Romani, ed alla divisione amministrativa dellItalia in epoca imperiale entrarono a far parte allincirca gli attuali territori di Brescia, Cremona e Mantova della Regio X Venetia et Histria. Mentre il resto della regione, si divideva fra la Regio IX Liguria allincirca lOltrepò Pavese e la Regio XI Transpadana.

La guerra con le popolazioni alpine, dai romani genericamente chiamate Reti, continuò fino allimpero di Augusto, che nella guerra retica impegnò i suoi due figliastri Druso maggiore e Tiberio.

I Romani diffusero luso del latino, delle loro leggi, dei loro costumi e realizzarono numerose opere di urbanistica. In questo periodo fiorirono i commerci e lagricoltura, sorsero e si ingrandirono città e paesi.

La provincia diede i natali a celebri esponenti della cultura latina: a Como nacque lo scienziato e scrittore Plinio il Vecchio e suo nipote Plinio il Giovane, a Mantova Mantua il poeta Virgilio.

Negli ultimi secoli dellImpero, Milano Mediolanum, dapprima seconda a Brescia Brixia, a causa della particolare posizione geografica vicina ai valichi del Ticino accrebbe notevolmente la sua importanza di centro politico e religioso con lepiscopato di SantAmbrogio tanto che divenne una delle sedi dei tetrarchi al tempo di Costantino. A Milano, lo stesso imperatore, nel 313 d.C., emanò un editto, chiamato Editto di Costantino o Editto di Milano, nel quale concedeva a tutti la libertà di professare la propria religione. Accanto a Milano Mediolanum anche Pavia Ticinum, città posizionata lungo importanti snodi fluviali, cominciò ad emergere, tanto che la città ospitò importanti distaccamenti militari, una fabbrica statale di archi e fu a lungo sede di una zecca, tanto che la rivolta dellesercito che causò la caduta di Stilicone avvenne proprio a Pavia nel 408.

Negli ultimi anni dellImpero romano, la relativa vicinanza con il confine danubiano favorì numerose incursioni di popoli barbarici nel territorio lombardo; con il definitivo crollo dellOccidente, si alternarono al suo possesso Ostrogoti e Bizantini.

Proprio in Lombardia avvennè lepisodio principale della caduta dellImpero Romano dOccidente, nel 476, a causa della rivolta di Odoacre, Oreste si rinchiuse a Ticinum Pavia, confidando nelle poderose fortificazioni della città. Tuttavia Odoacre assediò la città, catturò Oreste, che fu giustiziato e depose Romolo Augustolo, segnado così la fine dellImpero Romano dOccidente.

                                     

2. I regni romano-barbarici

Sono poi i barbari a dominare la Lombardia, tra Roma e Carlo Magno. Prima arrivano gli Ostrogoti 476-553, che nel 540 portarono la sede della loro corte e del tesoro reale a Pavia, quindi i bizantini, dopo la Guerra gotica, che durò quasi un ventennio e flagellò tutta lItalia. Tuttavia, tanti morti portarono a Bisanzio solo 16 anni di egemonia sulla Lombardia: i Longobardi, provenienti dalla Pannonia, attaccarono e conquistarono la Lombardia, che ancora oggi porta il loro nome, ponendo la capitale a Pavia, dove si trovava il Palazzo Reale, e come secondo centro Brescia Desiderio fu governatore della città prima di diventare re dei longobardi, e sempre a Brescia Ermengarda si ritirò.

                                     

2.1. I regni romano-barbarici Longobardi

Nel 569 i Bizantini furono sopraffatti da una popolazione germanica proveniente secondo Paolo Diacono dallattuale Scandinavia, i Longobardi, il cui dominio durò fino al 774.

La Lombardia divenne il centro del Regno Longobardo e la capitale fu posta a Pavia, ma le diverse tribù, dette faræ ossia stirpi e/o carovane di viaggio, nelle quali questo popolo era diviso mantennero sempre una certa indipendenza dal potere centrale. Delle fare, formate da famiglie quasi sempre imparentate tra loro, resta tuttoggi il ricordo nei nomi di alcune località, come Fara dAdda.

Altra divisione allinterno del regno, era quella che scandiva, lungo il corso dellAdda, il Nord-Ovest dal Nord-Est: ossia, nella denominazione dellepoca, Neustria ed Austria.

Il primo periodo della dominazione longobarda fu terribile per i romani, gli antichi abitanti dellImpero, che a lungo furono oggetto di persecuzioni. Fu solo dopo la conversione di questo popolo, inizialmente di confessione ariana, al cristianesimo tricapitolino e al cristianesimo romano per opera della regina Teodolinda che ebbe inizio un periodo di pace e di collaborazione fra barbari e latini, ma i Longobardi in seguito vennero in conflitto con il Papa, il quale chiamò in suo aiuto un altro popolo barbaro, quello dei Franchi.

Vi sorsero fondazioni monastiche provenienti dallabbazia di Bobbio che crearono le basi per lo sviluppo dellagricoltura, con la diffusione di vigneti, castagneti, mulini e frantoi. Si riaprirono le vie commerciali e di comunicazione: olio, sale, legname, carne, ecc.



                                     

2.2. I regni romano-barbarici Franchi

Nel 774 il re dei Franchi, Carlo Magno, fu chiamato in Italia dal papa che era minacciato dai Longobardi. Giunto con il suo esercito a Pavia, Carlo fece prigioniero il re longobardo Desiderio, dando inizio al dominio dei Franchi in Lombardia. Tuttavia, la conquista franca non segnò la caduta di tutte le strutture burocratiche create durante il Regno Longobardo. Pavia rimase capitale del Regno dItalia fino ai primi anni del XI secolo e presso il Palazzo Reale rimasero in funzione i tribunali, le scuole e gli apparati burocratici del precedente regno. Carlo divise le terre in feudi le affidò allamministrazione di nobili di sua fiducia, chiamati "vassalli", che governarono il territorio in suo nome, dando inizio alla struttura politica feudale che caratterizzò lAlto Medioevo.

                                     

3. I Comuni e lImpero

Nel Basso Medioevo, a partire dai secoli XI e XII nelle regioni dellItalia settentrionale e quindi anche in Lombardia iniziò a diffondersi un modello politico nuovo: il comune medievale. Il modello comunale aveva molte analogie con le antiche città stato che diedero i natali alla democrazia diretta in Grecia, molti secoli prima. I comuni furono la conseguenza della rinascita dopo lanno mille e furono i protagonisti di un nuovo ripopolamento delle città che si erano progressivamente svuotate a seguito della caduta dellImpero romano dOccidente e con linstaurarsi del modello feudale. In merito alla Lombardia sarà proprio il modello comunale e la volontà di conservare autonomia dallautorità imperiale a portare allesperienza della Lega Lombarda, alleanza militare fra varie città della Lombardia ma non solo che nel 1176 sconfiggerà le truppe dellimperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano. La pace di Costanza del 1183 sancì la formale ubbidienza dei Comuni allimperatore, e il sostanziale riconoscimento delle autonomie comunali da parte del sovrano. A partire dal XII secolo il modello comunale entrerà in crisi e verrà presto soppiantato dalle nascenti Signorie.

                                     

4. Signorie, Spagnoli, Francesi e Repubblica di Venezia

Tra il XII e il XIV secolo diverse città lombarde passarono sotto il controllo di famiglie aristocratiche, le più potenti furono i Gonzaga a Mantova e i Visconti e gli Sforza a Milano. I rappresentanti di questi nobili casati chiamarono presso le proprie corti gli artisti più famosi che abbellirono i loro palazzi le loro città. La Lombardia si arricchì così di meravigliose opere darte tra cui il Castello Sforzesco di Milano e il Palazzo Ducale di Mantova, la Chiesa di Santa Maria del Carmine.

Dalla fine del XV secolo la Lombardia divenne nuovamente terra di conquista: prima arrivarono i Francesi, poi il ducato di Milano fu ceduto agli Spagnoli che vi rimasero a lungo. Durante questa dominazione la regione conobbe, dopo un primo periodo di prosperità, una progressiva decadenza, aggravata nel XVII secolo da epidemie di peste.

La parte orientale della regione cadde invece sotto il governo veneziano nel corso del XV secolo: i territori di Bergamo, Crema, Brescia e Salò seguirono dunque una storia in gran parte diversa dal resto della regione, fino al 1797. Il governo veneziano concesse una certa autonomia locale, con divisione amministrativa per aree omogenee e dando potere decisionale alle istituzioni locali, tramite le Pievi le Quadre, benché i posti di primo piano fossero tutti riservati ai nobili veneziani e preservando il territorio dal decadente malgoverno spagnolo: tuttavia, tra il XVII ed il XVIII secolo, anche in queste zone iniziò una progressiva decadenza, dovuta soprattutto alla crisi dellindustria tessile locale, mentre lagricoltura rimaneva spesso fiorente.



                                     

5. XVIII e XIX secolo

Nel 1706 il ducato di Milano fu ereditato dagli austriaci, che quasi un secolo dopo furono cacciati da Napoleone Bonaparte, il cui dominio durò solo una ventina danni. Caduto Napoleone, con la Restaurazione il regno Lombardo-Veneto ritornò sotto Vienna. Quando si diffusero le idee indipendentistiche tese a realizzare lUnità dItalia, dal 1830 la regione diventò un centro di cospirazioni segrete tutte motivate dal desiderio di unificazione nazionale. Nel giugno 1848, durante la prima guerra di indipendenza la grande maggioranza dei lombardi votò a favore di un plebiscito per la fusione con il Regno di Sardegna, vanificato però dalla vittoria austriaca.

Durante la guerra i lombardi si distinsero per i propri sentimenti patriottici. Emblema del 1848 in Lombardia furono le Cinque Giornate di Milano e, nel 1849, le Dieci giornate di Brescia.

Tra i principali esponenti del patriottismo risorgimentale italiano vi fu Carlo Cattaneo, strenuo difensore della laicità e della creazione di unItalia unita federale. In seguito alla seconda guerra di indipendenza la Lombardia fu unita nel 1859 al Regno di Sardegna ed il 17 marzo 1861 fu proclamata lUnità del Regno dItalia.

                                     

6. XX e XXI secolo

Nel 1898 i moti di Milano furono duramente repressi dal generale Fiorenzo Bava Beccaris che ordinò di sparare sulla folla, causando numerosi morti. Nel 1900 lanarchico italo-americano Gaetano Bresci uccise re Umberto I citando i fatti di Milano come causa del proprio gesto.

Dopo la prima guerra mondiale, dove il fronte attraversava tutto il versante alpino orientale nelle attuali provincie di Brescia e Sondrio, la Lombardia ebbe grande importanza nel ventennio fascista: nel 1919 nasceva a Milano il movimento che darà vita al Fascismo, e nel 1922 ancora a Milano fu rifugio del Duce mentre attendeva informazioni sullesito della Marcia su Roma. In Lombardia, a Salò, fu formalmente insediato il governo filo-tedesco presieduto dallo stesso Mussolini: in realtà i palazzi del governo e dei governanti, comprese famiglie e amanti si trovavano sulla linea del Lago di Garda che va da Gargnano, Gardone Riviera e la stessa Salò, dove sono ancora visibili i luoghi dove ebbero vita episodi non marginali della storia contemporanea). Sempre a Milano, proprio dove il fascismo aveva avuto inizio, fu portato il 29 aprile 1945 il corpo di Benito Mussolini ed esposto in Piazzale Loreto luogo simbolico dove in precedenza erano stati lasciati i corpi di quindici partigiani uccisi il 10 agosto 1944 insieme a Claretta Petacci e ad altri gerarchi in quello che molti considerano il vero atto finale del Ventennio Macelleria messicana fu definita la macabra esposizione dei corpi da parte di Ferruccio Parri, allora presidente del Consiglio del Comitato di Liberazione Nazionale.

Dopo la seconda guerra mondiale, a Milano fu conferita la Medaglia dOro al Valor Militare per la Resistenza dopo la sua liberazione da parte degli anglo-americani il 25 aprile, data divenuta festa nazionale.

Negli anni del boom economico, Milano fu con Torino e Genova uno dei poli del "triangolo industriale" del Nord Italia.

Gli anni di piombo ebbero ampia rilevanza in Lombardia, con la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969 e la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel 1974. Nel 1973 Giovedì nero di Milano segna la violenza neofascista, mentre nel 1977, sempre a Milano, le Brigate Rosse gambizzano Indro Montanelli.

Il 13 marzo 1975 il giovane simpatizzante di destra Sergio Ramelli, reo di aver scritto un tema a scuola in cui deplorava gli omicidi delle Brigate Rosse, veniva aggredito sotto casa da un commando di militanti della sinistra extra parlamentare, che lo ridusse fin di vita. Ricoverato durgenza allOspedale Maggiore di Milano e dopo un calvario di quasi due mesi il cuore di Ramelli smetterà di battere il 29 aprile. Ne seguirono forti scontri durante i funerali del ragazzo tra militanti degli opposti schieramenti mentre gruppi di rossi fotografavano da un palazzo antistante la chiesa i partecipanti alle esequie. Il materiale fotografico fu ritrovato nel 1985 nel famigerato covo brigatista di viale Bligny.

Negli anni ottanta Milano diviene simbolo della crescita economica, "capitale morale" dellItalia, e simbolo del rampantismo economico-finanziario della "Milano da bere", mentre il gruppo socialista milanese di Bettino Craxi occupa il governo a Roma.

Lo scandalo di Tangentopoli e linchiesta di Mani pulite si svolgono, ancora, principalmente a Milano. Nel vuoto lasciato dalla crisi della DC e del PSI cresce una nuova classe politica lombarda, incarnata da una parte dallo spirito autonomista della Lega Lombarda, e dallaltro dallideale imprenditoriale di Forza Italia, radicata nel capoluogo.

Il 22 ottobre del 2017 la Lombardia è stata chiamata a votare per un referendum riguardante la possibilità per la regione di richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato. Questo voto, il primo con modalità digitale, ha visto la partecipazione al voto di 3.017.707 elettori pari al 38.34% degli aventi diritto ed il SI ha vinto con una percentuale del 95.29%.

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