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ⓘ Giurisprudenza




Giurisprudenza
                                     

ⓘ Giurisprudenza

La giurisprudenza è la scienza che studia il diritto e la sua interpretazione. In senso più ristretto e tecnico, il termine indica linsieme delle sentenze e delle decisioni attraverso cui gli organi giudicanti di uno Stato interpretano le leggi applicandole ai casi concreti che si presentano loro.

Alla giurisprudenza si affianca normalmente la dottrina, intesa quale attività di studio scientifico ed elaborazione intellettuale del diritto. In alcuni sistemi giuridici, come in quelli di common law, la giurisprudenza, intesa, in questo caso, come complesso delle decisioni giudiziarie, rientra tra le fonti del diritto.

                                     

1.1. Storia Età antica

Già nel diritto romano era in vigore il principio scire leges non est verba earum tenere sed vim ac potestatem; del resto la iurisprudentia era per i romani la scienza del diritto, in origine monopolio del collegio sacerdotale dei pontefici, cui competeva la determinazione delle norme di diritto ius: la loro opera, che si pronunciava su casi concreti, formalmente appariva ricognitiva dello ius, ma in realtà creava ius, procedendo alla sua determinazione non solo sulla base degli usi tradizionali mores maiorum, ma anche di valutazioni in via equitativa, che portavano ad adeguare la norma di volta in volta alle esigenze. Si assisteva così a una interpretazione continuamente evolutiva per opera della giurisprudenza dei pontifex, che si arricchì poi man mano di nuovi istituti, mantenendosi nel solco degli istituti tradizionali.

Il monopolio pontificale della giurisprudenza dura sino al III secolo a.C., lasciando luogo ad analoga attività di interpretazione da parte della giurisprudenza laica, aperta a chiunque abbia acquisito prestigio per la propria personale competenza nella materia. Si noti che, non esistendo fonti scritte di diritto, lattività del collegio sacerdotale dava adito a gravi e probabilmente fondati dubbi di arbitrarietà, in special modo quando una vertenza vedeva contrapposti un patrizio nobile e un plebeo. Per tale ragione si è giunse alla stesura delle "Leggi delle XII tavole" e al successivo sviluppo del diritto romano classico fino alla codificazione ad opera dellImperatore Giustiniano mediante il Corpus iuris civilis anche per tale motivo si ritiene che la tradizione del diritto nellantica Roma è dunque alla base del moderno sistema legale di civil law vigente in Europa e in via di introduzione anche in Cina.

                                     

1.2. Storia Medioevo

Levoluzione giuridica in Europa ha le sue radici proprio nella penisola italiana; i glossatori, quali Pepone, Irnerio e Graziano, furono i primi eruditi a lavorare sugli antichi Codici del diritto romano, guidandone la transizione durante tutto il medioevo. A Cino da Pistoia, Bartolo da Sassoferrato e Baldo degli Ubaldi si deve poi la formazione della nuova scuola di interpretazione delle fonti romane, detta dei commentatori: questi superarono il metodo della glossa per rendere lo stile più libero di confrontarsi con i testi giuridici giustinianei, non fermandosi al significato letterale delle parole ma interpretandone il senso in modo più estensivo, soprattutto al fine di adattare lo spirito delle regole romanistiche alle nuove esistenze di regolazione economica e sociale del tempo.

                                     

1.3. Storia Età moderna

In età moderna contributo significativo fu dato allinizio del XIX secolo dal codice civile napoleonico, che influenzò la tradizione giuridica nella penisola italiana. Dopo lunità dItalia la regolazione dei rapporti privati dei cittadini nella loro vita quotidiana, del commercio, del processo civile, del processo penale, fu prevista nel codice civile e nel codice di commercio insieme al codice di procedura penale e nel codice penale in questultimo caso prima il codice sardo del 1859, poi quello varato dal Ministro Zanardelli nel 1889 e poi quello riformato dal Ministro Rocco nel 1930. Sul piano del contributo politico al rafforzamento dellItalia, il ruolo dei giuristi italiani "appare il nerbo e la dimensione caratteristici del nuovo Stato, con i giuristi né impassibili né estranei, ma anzi coinvolti nella comune edificazione e impegnatissimi in una adeguata cementazione della costruenda struttura".

                                     

2.1. Descrizione Significato concettuale

Linterpretazione giuridica di un testo normativo non implica una mera conoscenza di esso in sé già espressa, bensì comporta lanalisi e la formulazione di una o più ipotesi circa il significato e, contestualmente, la risoluzione di potenziali conflulitti che possono insorgere, o son gia in atto, nella sua applicazione. Dal punto di vista dei soggetti che svolgono lattività interpretativa si suole distinguere tra interpretazione giudiziale, interpretazione dottrinale e interpretazione autentica.

Lattività assume tuttavia valore vincolante soltanto quando sia compiuta dalla magistratura dello Stato nellesercizio della funzione giurisdizionale. Linterpretazione della disposizione, attraverso cui il giudice giunge alla decisione del caso sottoposto al suo esame, svolge il suo ruolo autoritativo nei confronti delle sole parti del giudizio, che sono le sole destinatarie del provvedimento del giudice. Le massime consolidate della giurisprudenza concorrono inoltre alla formazione del diritto sia nei sistemi di common law che du civil law con minore incidenza in questi ultimi.



                                     

2.2. Descrizione Il rapporto con le fonti del diritto

Il termine in senso più strettamente letterale indica il complesso delle decisioni giudiziarie che si sono avute in merito allapplicazione di una norma giuridica, mediante la sua interpretazione e la formulazione di un principio del diritto; nei sistemi giuridici di common law i precedenti desumibili dalle decisioni giudiziarie sono vere e proprie fonti del diritto. Nel diritto italiano e in generale nei sistemi di civil law la sentenza del giudice produce, invece, effetti solo nei confronti delle parti, non cristallizzandosi nellordinamento come un vero e proprio precedente formalmente vincolante erga omnes.

Va comunque ricordato che anche nei sistemi di civil law le sentenze delle corti supreme assumono grande importanza pratica alla luce della funzione nomofilattica; si deve inoltre riconoscere allelaborazione giurisprudenziale il merito di aver favorito, in alcune fasi della storia giuridica dellItalia, una certa evoluzione del diritto, mediante linterpretazione del dato normativo in senso più coerente con i tempi.

In Italia, secondo alcuni studiosi, tra i quali basti citare Giuseppe De Rita, la funzione giurisprudenziale sarebbe divenuta nel mondo contemporaneo talmente importante da prendere "il sopravvento su quella legislativa", evidenziando "laffievolimento delle funzioni politiche legislativa e di governo rispetto alla crescita della funzione giurisdizionale; e, allinterno di questultima, la silenziosa prevalenza dei più alti riferimenti giurisprudenziali". Ciò si spiega con la crescente richiesta di equità che già da anni, negli ordinamenti di common law, aveva portato alle class action ed alle "public law litigations", con cui i cittadini agiscono in giudizio con ogni forma di contestazione delle politiche pubbliche assunte dai poteri rappresentativi.

I giudici civili e amministrativi aditi, ispirati dal primato dellinterpretazione equitativa, reagiscono alle istanze delle masse costruendo "sentenza dopo sentenza un corpo di norme coerenti con le attese di equità dei singoli e delle comunità in cui vivono" ed in questo modo supplendo alle carenze ed alle incertezze della classe politica.

Applicando al giudice penale il nuovo ruolo assunto dalla giurisprudenza nelle società contemporanee, Mauro Calise sostiene che "complici il declino dei partiti e la crescente frammentazione del Parlamento, la magistratura si ritrova ad assolvere a un ruolo di supplenza politica. nella grande maggioranza dei casi, giudici e magistrati farebbero molto volentieri a meno dei riflettori che sempre più implacabili si accendono sulle loro indagini. Ma, al tempo stesso, senza lipocrisia di non sapere che in alcuni casi isolati ma molto rilevanti la visibilità ha coinciso con le sorti di importanti carriere politiche". Ne deriva "lintreccio tra magistratura e media. questa spirale perversa quasi mai nasce da una intenzione soggettiva, e tanto meno cospirativa. Ma riflette la diabolica sinergia tra la logica del diritto penale e quella che regola la notiziabilità mediatica"

                                     

3.1. Nel mondo Italia

Lart. 12 delle disposizioni sulla legge in generale contenute nel codice civile italiano espressamente impongono di valutare non soltanto il "significato proprio delle parole secondo la connessione di esse" c.d. interpretazione letterale, ma anche la "intenzione del legislatore".

Il termine inoltre identifica il corso di laurea finalizzato allo studio del diritto e dellinterpretazione giuridica; punto di vista formale è denominato con lacronimo LMG/01 - Laurea Magistrale in Giurisprudenza, ed il titolo conseguito al termine del corso è quello di dottore magistrale in Giurisprudenza ". Il corso ha durata quinquennale ed ha come possibili sbocchi le professioni legali tradizionali come lavvocato, notaio, laccesso alla magistratura italiana, nella pubblica amministrazione italiana e nella dirigenza di questultima, nonché alle varie figure professionali del mondo del lavoro. Il piano di studi è fondato su un corpo omogeneo pari a 300 crediti formativi universitari di materie giuridiche sia di base sia caratterizzanti, quali il diritto romano, costituzionale, privato, commerciale, amministrativo, del lavoro, tributario, penale, ecclesiastico, internazionale e comunitario, a cui si aggiunge lo studio delle materie processualistiche come il diritto processuale civile, diritto processuale penale e diritto processuale amministrativo e ulteriori discipline integrative, nonché insegnamenti dellarea economico-sociale quali economia politica, politica economica, scienza delle finanze e diritto finanziario.

Il percorso formativo di coloro i quali intendano intraprendere le professioni legali può proseguire con ulteriori due anni di studio presso una scuola di specializzazione per le professioni legali con un numero di posti programmato a cui si accede mediante concorso pubblico bandito dal Ministero della giustizia dintesa con il Ministero dellistruzione, delluniversità e della ricerca e per gli aspiranti avvocati con la frequenza delle scuole forensi e di un tirocinio professionale post laurea.