Indietro

ⓘ Regole ampezzane




Regole ampezzane
                                     

ⓘ Regole ampezzane

Le Regole ampezzane sono un istituto di proprietà collettive delle terre da pascolo e forestali, tradizionali nella zona di Cortina dAmpezzo.

Residuo di epoche in cui la proprietà dei terreni era per lo più comune, determina tuttoggi la proprietà degli abitanti originari, con esclusione quindi di tutti quelli che si trasferiscono successivamente in un comune.

Questo regime tradizionale ha permesso la conservazione delle caratteristiche del territorio, con indubbi vantaggi dal punto di vista ecologico.

Quanto al regime giuridico, vi è stata la tendenza a cercare di assimilare queste terre comuni a quelle di un demanio comunale, ma da parte dei regolieri vi è stata la tenace difesa dellopposto principio che si tratti di una proprietà privata esclusiva degli abitanti originari.

                                     

1. Le proprietà

A Cortina i boschi di proprietà delle Regole si estendono su una superficie di circa 16.000 ettari. Si tratta per lo più di conifere le essenze più diffuse sono: abete rosso, larice, abete bianco e cirmolo.

                                     

2. I laudi

Da secoli la regolamentazione dei diritti dei partecipanti alle regole, detti regolieri, viene fissata dai laudi. Ad esempio ciascun regoliere può disporre di legna da ardere per il riscaldamento domestico: nella valle dAmpezzo è duso sia la cucina economica" sporer” per cucinare, sia la stufa in maiolica" fornel” per il riscaldamento. Ogni regoliere può contare su 7 metri steri mst. di legna per ogni capo famiglia, più 1 mst. per ogni suo componente. Può inoltre disporre di legname da costruzione, il migliore disponibile, ma solo per uso proprio, escludendo la possibilità di farne commercio.

                                     

3. Natura giuridica delle Regole

Come tutte le proprietà comuni di una gens, tipiche dellantico diritto germanico, le Regole ampezzane hanno trovato una difficile collocazione nel diritto italiano moderno. Una certa tendenza era di assimilarla al demanio comunale, magari asservita ad una servitù di pascolo e di legnatico od ancora ad un uso civico. Simili istituti di proprietà collettiva erano presenti in Inghilterra tra il XVII ed il XIX secolo prima delle enclosures ed erano particolarmente diffusi in Sardegna prima delle chiudende e dove tuttora in parte sopravvivono. Per amore delle antiche tradizioni, congiuntamente agli interessi economici connessi allo sviluppo del turismo, i regolieri hanno strenuamente difeso il carattere privatistico della loro proprietà, sia pure regolata non dalle comuni regole della comunione, ma dai laudi, che introducono, a volte, norme di carattere sociale. Per lo stato italiano le Regole dAmpezzo non sono né un ente pubblico né un soggetto privato ma rientrano nellordine della proprietà collettiva.



                                     

4. La Casa delle regole

Al centro del paese a Cortina uno dei più bei palazzi antichi è la Ciasa de ra Regoles Casa delle regole che è la sede dellamministrazione del complesso sistema delle proprietà comuni. Inoltre ledificio ospita il Museo dArte Moderna "Mario Rimoldi".

                                     
  • all agricoltura propriamente detta. Nelle Alpi ad esempio vi erano le regole ampezzane o cadorine. Nel settecento in Inghilterra con le Enclosures e nell Ottocento
  • Proprietà collettiva Consulta nazionale della proprietà collettiva Regole ampezzane Partecipanza agraria Partecipanza agraria di Nonantola Partecipanza
  • Ampezzo nel Tirolo, Cortina d Ampezzo, Regole d Ampezzo, 2002, p. 333. Renato Ghedina, Genealogia Ampezzana Cortina d Ampezzo, Edizioni ULd A, 2009
  • sovrastanti le formazioni di dolomia nella stratigrafia delle montagne ampezzane formano pareti assai suggestive, caratterizzate da una peculiare levigatezza
  • provincia di Bolzano, dove sono chiamati harpfe nel tarvisiano, nell ampezzano dove assumono il nome di arfa e nelle Valli del Natisone, dove sono
  • Secondo la tradizione, questo espediente era stato sviluppato dalle ampezzane per sottrarsi allo ius primae noctis imposto dal castellano di Botestagno
  • Tamari, 1977 Giandomenico Zanderigo Ròsolo, Appunti per la storia delle Regole del Cadore nei secoli XIII - XIV, Belluno, 1982 A. Berti Guerra in Comelico
  • d Ampezzo, Cortina d Ampezzo, Regole d Ampezzo, 2012 Illuminato de Zanna e Camillo Berti, Monti boschi e pascoli ampezzani nei nomi originali, Cortina
  • Martino, il Latemar, il Catinaccio, il Sassolungo, il Sella e le Dolomiti Ampezzane Una veduta dell alba sulle principali cime delle Dolomiti occidentali

Anche gli utenti hanno cercato:

dolomiti ampezzane, regole d'ampezzo bandi, regole d'ampezzo - comunioni familiari montane, regole d'ampezzo telefono,

...
...
...