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ⓘ Basilica di San Giovanni in Laterano




Basilica di San Giovanni in Laterano
                                     

ⓘ Basilica di San Giovanni in Laterano

La basilica di San Giovanni in Laterano o cattedrale di Roma, nome completo Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano è la cattedrale della diocesi di Roma, attualmente retta da papa Francesco tramite il cardinale arciprete Angelo De Donatis.

È la prima delle quattro basiliche papali maggiori e la più antica e importante basilica dOccidente. Sita sul colle del Celio, la basilica è la rappresentazione materiale della Santa Sede, che ha qui la sua residenza. Al suo interno vi è infatti la Cattedra di San Pietro, ovvero il trono sul quale in teoria siede il papa in quanto monarca dello Stato della Città del Vaticano.

La basilica e il vasto complesso circostante godono dei privilegi di extraterritorialità riconosciuti dalla Repubblica Italiana alla Santa Sede che pertanto ne ha la piena ed esclusiva giurisdizione.

La denominazione ufficiale è "Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano". Papa Silvestro I, nel IV secolo, la dedicò al Santissimo Salvatore; poi papa Sergio III, nel IX secolo, aggiunse la dedica a San Giovanni Battista; infine papa Lucio II, nel XII secolo, incluse anche San Giovanni Evangelista. È detta "arcibasilica" perché è la più importante delle quattro basiliche papali maggiori; più precisamente, ha il titolo onorifico di Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput, ovvero Madre e Capo di tutte le chiese nella città e nel mondo. È detta infine "in Laterano", o "lateranense"; Lateranus era un cognomen della gens Claudia, e nella zona dove sorse la basilica si trovavano dei possedimenti horti di quella famiglia.

                                     

1.1. Storia Origini

La basilica sorse nel IV secolo nella zona allora nota come Horti Laterani, un antico possedimento fondiario della famiglia dei Laterani confiscato ed entrato a far parte delle proprietà imperiali al tempo di Nerone. Nel 161 Marco Aurelio costruì un palazzo nella zona. Alla fine del II secolo Settimio Severo fece costruire su una parte del fondo una fortificazione i Castra Nova equitum singularium; successivamente gli Horti ritornarono di proprietà della famiglia Laterani.

Il terreno e il palazzo che vi sorgeva pervennero allimperatore Costantino quando questi sposò nel 307 la sua seconda moglie, Fausta, figlia dellex-imperatore Massimiano e sorella dellusurpatore Massenzio. La residenza era dunque nota, a quellepoca, con il nome di Domus Faustae e Costantino ne disponeva come proprietà personale quando vinse Massenzio alla battaglia di Ponte Milvio, nel 312.

La tradizione cristiana aulica fa risalire la vittoria a una visione premonitrice che nel motto in hoc signo vinces avrebbe spinto lImperatore a dipingere il simbolo cristiano della croce sugli scudi dei propri soldati. Vittorioso, Costantino avrebbe donato, in segno di gratitudine a Cristo, gli antichi terreni e la residenza dei Laterani al vescovo di Roma, in una data incerta, ma associabile al papato di Milziade 310-314. Sul luogo degli antichi castra venne edificata dunque la primitiva basilica, consacrata da Milziade al Redentore, allindomani delleditto di Milano dellanno 313 che legalizzava il Cristianesimo. Nella domus, divenuta sede papale, si tenne in quello stesso anno il concilio con cui venne dichiarato eresia il donatismo.

La dedicazione ufficiale della basilica al Santissimo Salvatore fu compiuta però da papa Silvestro I nel 324, che dichiarò la chiesa e lannesso Palazzo del Laterano Domus Dei "casa di Dio".

                                     

1.2. Storia Età paleocristiana: la prima basilica

Sul primitivo aspetto della basilica, dopo leditto di Milano, sono note le descrizioni delle fonti le informazioni relative alle successive ricostruzioni, che per un certo periodo continuarono a basarsi sulla struttura originaria.

Loriginale basilica era nota, per il suo splendore e per la sua importanza, con il nome di Basilica Aurea ed era oggetto di continue e importanti donazioni da parte degli imperatori, dei papi e di altri benefattori, testimoniate nel Liber Pontificalis.

Ledificio era orientato secondo la direttrice est-ovest tipica delle basiliche paleocristiane, con la facciata rivolta a occidente, cioè verso il tramonto, e labside con laltare rivolti a oriente, cioè verso l alba, così come consigliava un testo attribuito a papa Clemente I, nel I secolo, ma forse databile al IV secolo, il quale recitava:

Oriente era quindi il luogo dove si trova il Paradiso e quindi Cristo, e la direzione dalla quale questi sarebbe tornato sulla terra. Nello stesso testo si recitava come il seggio del vescovo dovesse stare al centro, affiancato dai presbiteri, e che i diaconi avessero la cura disporre in zone separate i laici, divisi tra uomini e donne.

La primitiva basilica aveva una forma oblunga e disponeva di cinque navate fortemente digradanti in altezza, divise da colonne: la navata centrale era la più larga e più alta e si elevava sopra delle altre permettendo di aprire luminose finestre nel cleristorio. Il soffitto era coperto a capriate, che probabilmente dovevano essere a vista. Opposta alla facciata era presente ununica abside dove venne posta la cattedra vescovile, in analogia con le tribune allestite per le sedute solenni nelle basiliche civili. In fondo alle navate esisteva una navatella trasversale, il primitivo transetto, nella quale prendevano posto durante la celebrazione il vescovo, sedendo in centro, su un seggio rialzato, affiancato dai sacerdoti, disposti ai lati. Tra le navate e il transetto due possenti colonne sostenevano un grande arco detto arco trionfale.

Tra la navata e la parte destinata allaltare venne posto il fastigium una grande struttura su quattro colonne che fu lantecedente di tutte le strutture simili che in seguito caratterizzarono le chiese sia in occidente sia in oriente. Le colonne in metallo dorato sorreggevano un frontone con statue dargento e lampade doro, come descritto nel Liber Pontificalis. Verso il centro della navata si disponeva il lettore dei testi sacri, che doveva disporre di una struttura rialzata.

Già colpita nel 410 dal Sacco di Roma dei Visigoti di Alarico, nel 455 la basilica venne nuovamente saccheggiata dai Vandali di Genserico, che la privarono di tutti i suoi tesori. La chiesa venne però restaurata e riportata al suo originario splendore da papa Leone Magno attorno al 460, venendo poi ulteriormente arricchita sotto il successore Ilario, il quale vi aggiunse tre oratori. In totale la basilica venne dunque a essere circondata da sette oratori, in seguito parzialmente inglobati nelledificio, da cui nacque in seguito la tradizione di dotare le chiese di sette altari.

Declinata parallelamente al declino della città, la basilica venne restaurata da papa Adriano I alla fine dellVIII secolo, apparendo in tutto il suo splendore in occasione della Pasqua dellanno 774, quando vi ricevette il battesimo Carlo Magno. Nuovi interventi seguirono poi negli anni 844-847, quando papa Sergio II ricavò una confessio sotto laltare maggiore.

La basilica fu teatro di uno degli avvenimenti più drammatici nella storia della Chiesa cattolica: il processo a papa Formoso, detto anche il Sinodo del cadavere. Dopo la morte di Papa Formoso, nell896, probabilmente a seguito di avvelenamento, il suo successore, Stefano VI, istruì un processo contro di lui, ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie allappoggio del partito filogermanico. La mummia di Formoso fu dunque riesumata dal sepolcro, abbigliata con i paramenti pontifici e collocata su un trono nella sala del concilio, per rispondere a tutte le accuse che erano state avanzate da papa Giovanni VIII. La macabra adunanza si svolse nella Basilica con i cardinali e i vescovi riuniti sotto la presidenza di Stefano VI.

Il verdetto stabilì che il deceduto era stato indegno del pontificato. Tutti i suoi atti le sue misure vennero annullati, e gli ordini da lui conferiti vennero dichiarati non validi. Le vesti papali vennero strappate dal suo corpo, le tre dita della mano destra, usate dal Papa per le consacrazioni, vennero tagliate e il cadavere fu poi trascinato per le vie di Roma e gettato nel Tevere. In quello stesso anno, un terremoto fece crollare il tetto sopra la navata centrale, danneggiando gravemente la chiesa e levento fu ritenuto un castigo divino nei confronti di Stefano VI. I racconti dicono che la basilica "sprofondò dallaltare alle porte" ab altari usque ad portas cecidit e i danni furono così ampi che si rese necessaria una radicale ricostruzione.

Poche tracce rimanenti degli edifici originali possono tuttora essere identificate nelle Mura aureliane, fuori Porta San Giovanni e una grande parete decorata con pitture fu trovata nel XVIII secolo allinterno della basilica stessa, dietro la cappella Lancellotti. Poche altre tracce delledificio più vecchio vennero alla luce durante i lavori di scavo effettuati nel 1880, quando erano in corso i lavori per allargare labside, ma non fu scoperto niente di importante o di valore.

                                     

1.3. Storia Età altomedievale: la seconda basilica

Il nuovo edificio, inaugurato agli inizi del X secolo, rispettava nella loro essenza le proporzioni della basilica costantiniana. Esso venne consacrato da papa Sergio III, il quale, inaugurando anche il nuovo battistero, aggiunse alla chiesa anche la dedicazione a San Giovanni Battista. Sergio fece inoltre ornare la tribuna di mosaici, lasciando memoria della propria opera in unelaborata epigrafe, che venne posta al disopra della porta maggiore.

La basilica di papa Sergio era dotata di un campanile, distrutto però da un fulmine nel 1115 e riedificato da papa Pasquale II.

Nel XII secolo, poi, papa Lucio II dedicò il Palazzo del Laterano e la basilica anche a San Giovanni Evangelista. In seguito nel Palazzo del Laterano fu insediato un monastero di Benedettini.

Nel 1276 allinterno della basilica venne poi inaugurato il Monumento Annibaldi, opera di Arnolfo di Cambio che costituì un prototipo per le tombe romane del periodo gotico.

Nel 1292, inoltre, papa Niccolò IV restaurò i mosaici absidali per opera dei francescani fra Giacomo di Turrita e fra Giacomo da Camerino. Tra il 1297 e il 1300 sono inoltre forse databili i primi interventi da parte di Giotto sui cicli decorativi della basilica, nel corso del suo secondo soggiorno romano. Lapice della gloria della nuova basilica lateranense giunse comunque il 22 febbraio 1300, quando papa Bonifacio VIII vi indisse il primo Giubileo.

La decadenza cominciò però ben presto, appena nel 1305, quando, morto Bonifacio le sue aspirazioni universalistiche, linizio della cattività avignonese segnò labbandono di Roma da parte dei papi. Nella notte del 6 maggio 1308 la seconda basilica laterana andò quasi completamente distrutta in un furioso incendio.



                                     

1.4. Storia Età bassomedievale: la terza basilica

Da Avignone, papa Clemente V e papa Giovanni XXII inviarono il denaro necessario alla ricostruzione e al mantenimento della basilica, ma la chiesa non tornò più al suo splendore originario. Nel 1360, poi, la nuova chiesa venne nuovamente distrutta dal fuoco e ricostruita da papa Urbano V.

La terza basilica continuò a mantenere la sua forma antica, essendo ancora divisa in cinque navate separate da colonne e preceduta da un ampio quadriportico di stile paleocristiano, anchesso retto da colonne e decorato, al centro, da fontane. La facciata era abbellita da un grande mosaico su fondo doro raffigurante al centro il Cristo Salvatore e, nel registro inferiore, i Quattro Evangelisti. Sempre sulla facciata principale si aprivano tre ampie finestre che donavano luminosità allinterno. I portici, ancora risalenti alla chiesa paleocristiana, erano affrescati con opere probabilmente non precedenti al XII secolo, che commemoravano la flotta romana sotto Vespasiano, la presa di Gerusalemme, il battesimo dellimperatore Costantino e la sua donazione alla Chiesa. A differenza delledificio precedente, però, Clemente fece introdurre una navata trasversale, imitata senza dubbio da quella aggiunta molto prima alla Basilica di San Paolo fuori le mura e a modello dei tipici transetti medievali.

Oltre ai portici, altre parti delle costruzioni più antiche ancora sopravvivevano, fra esse la pavimentazione cosmatesca le statue di San Pietro e di San Paolo, ora nel chiostro. Nel portico era poi conservata la "stercoraria", il trono di marmo rosso su cui sedevano i papi in occasione dellincoronazione, ora conservata ai Musei Vaticani. Doveva il suo nome particolare allantifona cantata durante lincoronazione papale De stercore erigens pauperem "Sollevando il povero dal letamaio", dal Salmo 112.

Nel 1349 ledificio venne lesionato da un nuovo terremoto e quindi nuovamente attaccato dal fuoco nel 1361. Papa Urbano V affidò i restauri al senese Giovanni di Stefano, il quale eliminò parzialmente le trabeazioni interne e sostituì le colonne costantiniane con venti pilastri in laterizio, realizzando infine, con il contributo del re di Francia Carlo V il grandioso ciborio, inaugurato nel 1370, nel quale furono inseriti i preziosi reliquiari contenenti le teste dei Santi Pietro e Paolo. Il ciborio tuttoggi sovrasta laltare maggiore, nel quale è incastonata la reliquia della tavola su cui celebrò San Pietro.

Vi si trovava poi un ciclo di affreschi, a suo tempo ammiratissimo seppure incompleto, oggi scomparso, opera di Gentile da Fabriano e del Pisanello, commissionato da Martino V.

Al ritorno da Avignone di papa Gregorio XI, nel 1377, i papi scelsero di spostare la loro residenza al Vaticano e il Laterano perse parte della sua importanza a vantaggio di San Pietro. Nonostante questo lo stesso Gregorio dotò la basilica di un nuovo portale, ornato da leoni, riedificando al contempo la facciata settentrionale, nella quale fece aprire un nuovo rosone.

Nel 1413 la basilica lateranense venne però nuovamente danneggiata dalle truppe di Ladislao di Napoli, costringendo papa Martino V a provvedere con grandiosi restauri, che si prolungarono sino al pontificato di Eugenio IV. Nel 1421 la chiesa venne arricchita da un nuovo pavimento cosmatesco e il soffitto venne riparato, mentre Gentile da Fabriano riceveva lincarico di realizzare un nuovo ciclo di affreschi nella navata destra. Alla basilica venne annesso inoltre un nuovo convento, addossato al muro della città, assegnato a monaci benedettini.

Alla fine del XVI secolo papa Sisto V fece demolire il vecchio e pericolante palazzo del Patriarchio, facendolo riedificare ex novo dal suo architetto preferito, il ticinese Domenico Fontana. In questoccasione fu ricostruita la facciata del transetto, fondale prospettico dellantica via Triumphalis rivolta verso la città, con ledificazione di una nuova Loggia delle Benedizioni, di fronte alla quale venne ricollocato lantico obelisco Lateranense.

                                     

1.5. Storia Età barocca: la quarta basilica

Papa Innocenzo X decise la radicale riedificazione della basilica, affidandone lopera al Borromini. Il progetto era ambizioso e si protrasse a lungo.

Nel 1660 papa Alessandro VII fece rimuovere i portoni bronzei dellantica Curia Iulia perché divenissero i battenti del nuovo ingresso della basilica.

I lavori edilizi si prolungarono fino al pontificato di Clemente XII, quando venne realizzata infine la facciata principale, progettata da Alessandro Galilei, completata nel 1734 rimuovendo completamente le vestigia del tradizionale impianto dellantica basilica.

Della basilica medioevale restarono solo il pavimento, il ciborio e il mosaico absidale, restaurato poi da papa Leone XIII.

Unulteriore campagna decorativa fu portata avanti da Clemente VIII negli anni dellultimo manierismo; egli fece affrescare il transetto da un gruppo di pittori tra cui il giovanissimo Morazzone, capeggiati dal Cavalier dArpino.

Francesco Borromini, pur vincolato dalle preesistenze creò qui uno dei suoi più alti capolavori, specie nella fuga di spazi delle navate minori, caratterizzate da un uso estroso e intellettuale delle fonti luminose, dette camere di luce, espediente che permette lilluminazione diffusa degli spazi architettonici e dallo stucco bianco. Francesco Borromini racchiuse le colonne dellantica navata centrale in nuovi pilastri, alternati ad archi e caratterizzati da un ordine colossale di paraste. Sui pilastri collocò delle nicchie dalla forma di tabernacolo, riutilizzando parte delle splendide colonne in marmo verde antico che sostenevano le volte delle navate laterali. Nel secondo ordine fece in modo di alternare ai finestroni delle cornici ovali adornate dai motivi vegetali della palma, dellalloro, della quercia e di essenze floreali, al cui interno lasciò visibili, quali reliquie, lacerti dellantica muratura costantiniana.

Finalmente, dopo che le nicchie borrominiane erano rimaste vuote per decenni, la ricostruzione dellinterno si concluse quando, verso la fine del 1702, Papa Clemente XI e il cardinale Benedetto Pamphilj, arciprete della Basilica laterana, annunciarono la loro intenzione di dotare le nicchie di 12 monumentali sculture degli Apostoli. Ogni statua sarebbe dovuta essere sponsorizzata da un illustre principe, lo stesso Papa finanziando la realizzazione della statua di Pietro e Benedetto Pamphilj quella di Giovanni lEvangelista. Alla maggior parte degli scultori, reclutati fra quelli più in vista nella tardo-barocca Roma di quel tempo, furono dati schizzi eseguiti da Carlo Maratta, il pittore preferito dal Papa Clemente XI, come traccia per le loro realizzazioni scultoree. Unica notevole eccezione fu quella di Pierre Le Gros che si rifiutò di avere a che fare con gli schizzi di Maratta e che con successo perseguì la propria vena creativa. Questi sono gli abbinamenti artisti / opere secondo Conforti:

Negli spazi tra una finestra e laltra Papa Clemente XI fece inoltre eseguire una serie di ovali con Profeti a un gruppo di pittori tra cui Francesco Trevisani, Giovanni Odazzi, Sebastiano Conca, Giuseppe Bartolomeo Chiari, Benedetto Luti, Luigi Garzi.

La facciata fu invece progettata da Alessandro Galilei 1735, dopo un concorso che lo vide primeggiare, per essere conterraneo del papa fiorentino Clemente XII Corsini su architetti ben più celebri di lui, e dopo che Filippo Juvarra fu invitato a partecipare al confronto solo come giudice. Tuttavia lopera del Galilei ha il merito di allontanarsi da un repertorio barocco ormai esaurito e di avvicinarsi ai nuovi dettami dellarchitettura classica. La facciata, tra le più suggestive di Roma, si presenta come uno schermo davanti alloriginaria basilica, generando così un nartece o vestibolo che, rapportato alla navata centrale e alle due navate laterali, ha richiesto una parte centrale più larga del resto. Galilei ha allargato la finestra centrale fiancheggiandola con due colonnine che sostengono larco, secondo lo schema della familiare finestra Palladiana. Portando la parte centrale un po in avanti e ricoprendola con un frontone che si rompe nella balaustra del tetto, Galilei fornisce una porta dentrata su una scala più che colossale, incorniciata da colossali pilastri di ordine composito accoppiati, che lega la facciata nel modo introdotto da Michelangelo nel Palazzo Senatorio.

Più avanti, sempre nel XVIII secolo, si segnalano i progetti monumentali al limite dellutopia di Giovanni Battista Piranesi per un nuovo, grandioso presbiterio, eseguiti per conto di Clemente XIII, mai posti in opera.

Fino al XIX secolo tutti i Papi furono incoronati in Laterano, ma dopo la breccia di Porta Pia lusanza cadde in abbandono.

Nei primi del XX secolo dopo che un avveniristico progetto di traslazione non poté esser messo in opera in ragione dei costi elevati che avrebbe comportato, labside antica fu abbattuta per volontà di Leone XIII e ricostruita in posizione diversa per ospitare un nuovo coro, turbando così la spazialità della basilica.

Il 28 luglio 1993 lentrata laterale e parte della facciata del palazzo furono danneggiati gravemente da un attentato dinamitardo: esplose unautobomba. Anche se la statica della facciata fu danneggiata, fu possibile riparare i danni rapidamente.

                                     

2.1. Laspetto odierno della basilica La facciata principale

La facciata principale, costruita nel 1732 secondo il progetto di Alessandro Galilei, è costituita da un lungo atrio e da un arioso loggiato che si innesta sopra a questultimo. Latrio, che ricalca lo stile, seppur in forme più semplici, di quello di San Pietro in Vaticano, custodisce, in una nicchia quadrangolare posta allestremità sinistra, una statua di epoca romana raffigurante Costantino I. La porta centrale della basilica proviene dalla Curia Iulia, già chiesa di SantAdriano, ed è stata riadattata dal Borromini per la chiesa. Sulla sommità della facciata si trova un gruppo marmoreo raffigurante Cristo con la croce tra alcuni santi vescovi della Chiesa dOriente e di quella dOccidente. Nel timpano si trova un mosaico proveniente dalla basilica paleocristiana raffigurante Gesù.

                                     

2.2. Laspetto odierno della basilica La facciata settentrionale

La facciata del transetto nord, inquadrata tra due campanili medioevali dellepoca di Pio IV, è preceduta da un ampio portico con loggiato, opera di Domenico Fontana. Sul soffitto del portico e su quello della loggia si trovano degli affreschi eseguiti sotto Sisto V raffiguranti Angeli e Santi. In fondo sulla destra, in una nicchia chiusa da un cancello, si trova la statua bronzea di Enrico IV di Francia.

                                     

2.3. Laspetto odierno della basilica Le navate le cappelle

La basilica di San Giovanni ha cinque navate. Mentre quella centrale ha il soffitto a cassettoni le due limitrofe a piccole cupolette, le navatelle estreme hanno il soffitto piatto e sono divise in campate quadrate e rettangolari da lesene. Nella navata centrale, in alcune nicchie ricavate nei pilastri, si trovano le statue dei dodici Apostoli, inserite nella basilica con gli interventi del Borromini, opere di vari artisti tra cui Camillo Rusconi, Pierre Legros e Angelo De Rossi. Negli spazi tra una finestra e laltra ci sono dei tondi dipinti raffiguranti i Profeti. La pavimentazione è quella cosmatesca della basilica medievale.

Lungo le navate laterali estreme si apre una serie di cappelle. Quelle più importanti della navatella destra sono la cappella Massimo, la cappella Torlonia e la cappella Casati: qui si trovano le tombe del cardinale lombardo Conte Casati scomparso in Roma nel 1288 e quella di un suo discendente don Agostino Casati 1739-1820, il Conte della storica dinastia di Milano e Muggiò, zio di Gabrio Casati 1798-1873; mentre la più importante della navatella sinistra è la cappella Corsini, a pianta centrale con cupola, contenente i sepolcri di Clemente XII al secolo Lorenzo Corsini, del cardinale Neri Maria Corsini e del cardinale Andrea Corsini.

Le decorazioni di contorno in stucco sono opera dello scultore messinese Simone Martinez e del figlio Francesco, autore delle due Beatitudini in marcato altorilievo poste ai lati della finestra della parete sinistra, sopra la statua di papa Clemente XII, e i modelli delle teste di cherubino e dei due angeli reggenti lo stemma dei Corsini che ornano la cancellata, sono anchessi opera del Martinez. Nella cappella è inoltre conservata la struggente Pietà marmorea di Antonio Montauti, datata 1733 e considerata il capolavoro dello scultore barocco.



                                     

2.4. Laspetto odierno della basilica Il transetto nord e il transetto sud

Il transetto nord della basilica ospita nella controfacciata lenorme organo cinquecentesco di Luca Biagi decorato da Giovan Battista Montano. Questo è costituito da tre trifore contenenti ciascuna una serie di canne in metallo, di cui alcune tortili. Nel transetto sud, invece, cè laltar maggiore, o del S.S. Sacramento, avente un ciborio barocco con pietre preziose. Sopra il ciborio si trova il reliquiario della mensa su cui Gesù consumò lUltima Cena. Questo, raffigurante proprio il suddetto avvenimento, è opera di Ambrogio Buonvicino e di Orazio Censore. Sopra si trova laffresco raffigurante lAscensione, opera del Cavalier dArpino.

                                     

2.5. Laspetto odierno della basilica Laltare papale e la confessione

Laltare papale si trova nella crociera ed è sormontato dal monumentale ciborio gotico, opera dellarchitetto Giovanni di Stefano. Sopra la volta che copre larea riservata allaltare, chiusa da una fitta grata in oro, si trovano i reliquiari delle teste dei S.S. Pietro e Paolo. Lungo il cornicione esterno che divide la cella delle reliquie e lo spazio dellaltare, ci sono degli affreschi raffiguranti Santi e la Crocifissione, il Buon Pastore, la Madonna il trono col Bambino e lIncoronazione di Maria.

Davanti allaltare si apre la confessione, fatta realizzare per volontà di papa Pio IX nel 1851 su progetto di Filippo Martinucci, in concomitanza con i lavori di rifacimento dellaltare papale diretti dallo stesso Martinucci. Essa è ornata con marmi policromi e delimitata da una balaustra in ferro battuto dorato in stile neogotico; nel medesimo stile è anche lampia fenestella confessionis, posta in asse con laltare.



                                     

2.6. Laspetto odierno della basilica Labside e il coro di Leone XIII

Papa Leone XIII 1878-1903 fece restaurare lantica abside della basilica, distruggendo quella con deambulatorio fatta erigere da Niccolò IV 1288-1292 alla fine del XIII secolo. Labside attuale è preceduta da un nuovo ambiente destinato ad accogliere il coro. Il nuovo coro, fastosamente decorato da affreschi, stucchi e marmi policromi, contiene sei cantorie, tre per lato, con parte delle canne dellorgano della basilica. Nel catino dellabside cè lenorme mosaico raffigurante la Vergine che presenta il committente Niccolò IV inginocchiato, San Paolo, San Pietro, San Francesco dAssisi, San Giovanni Battista, SantAntonio di Padova, San Giovanni Evangelista e SantAndrea. Al centro del mosaico si trovano la Croce di Cristo e la colomba dello Spirito Santo. Il mosaico era stato eseguito da Jacopo Torriti e Jacopo da Camerino, che avevano incluso in esso una più antica immagine del Salvatore. Quello attuale non è che un rifacimento realizzato dai mosaicisti di Leone XIII, che riutilizzarono soltanto le tessere musive dorate dello sfondo. I lavori promossi da Leone XIII sono ricordati da uniscrizione musiva, che corre al di sotto delle finestre gotiche. In fondo allabside si trova la cattedra papale, riproduzione ottocentesca di quella cosmatesca ora visibile nel chiostro, che è decorata con marmi policromi vari e con bassorilievi.

                                     

3.1. Il complesso architettonico del Laterano Palazzo del Laterano

Accanto alla Basilica è situato il Palazzo del Laterano, eretto sul finire del XVI secolo da papa Sisto V al posto dellantico Patriarchio, cioè lantico palazzo patriarcale dei Papi, danneggiato da un incendio nel XIV secolo e ormai pericolante, che era stato, fino al 1309, loro residenza ufficiale. Lattuale edificio, molto più piccolo del precedente, fu progettato da Domenico Fontana, che si ispirò allarchitettura di Palazzo Farnese, e dal 1586 il ricostruito Palazzo del Laterano venne usato nuovamente come residenza estiva, anche se in genere gli venne preferito il Palazzo del Quirinale.

Il palazzo del Laterano ospita il Vicariato della città di Roma, una delle due articolazioni su cui è strutturata la diocesi papale, competente per tutte le attività diocesane riguardanti la città e il territorio esterno alla Città Leonina. Allinterno vi è inoltre una sezione del Museo Storico Vaticano, che comprende lappartamento pontificio con la sala della Conciliazione, nella quale vennero firmati i Patti Lateranensi l11 febbraio 1929 e alcune sale dedicate alliconografia papale. I vecchi Musei Lateranensi Gregoriano Profano, Pio Cristiano e Missionario Etnologico sono stati trasferiti in Vaticano.

                                     

3.2. Il complesso architettonico del Laterano San Salvatore alla Scala Santa

Con la costruzione del nuovo palazzo, i resti dellantico Patriarchio vennero traslati in un nuovo edificio, detto di San Salvatore alla Scala Santa o, più semplicemente, Scala Santa, per la particolarità di contenere quella che è ritenuta dai devoti la scala del pretorio di Gerusalemme, dove Ponzio Pilato giudicò Gesù. La scala venne portata a Roma da Flavia Giulia Elena, madre di Costantino.

Sulla cima della scala si trova la cappella detta Sancta Sanctorum che conserva alcune tra le più importanti reliquie cristiane.

                                     

3.3. Il complesso architettonico del Laterano Chiostro lateranense

Dallinterno della basilica si accede anche al chiostro opera dei più celebri maestri cosmateschi romani. Nel chiostro, oltre ad alcune testimonianze dellantico Patriarchio, sono visibili opere di Arnolfo di Cambio e di altri artisti.

Il chiostro è legato allesistenza in loco di un grande monastero benedettino racchiuso tra la mura aureliane, il Patriarchio e la basilica, nel quale abitava la comunità dei monaci addetti ai servizi nella basilica. Lunica parte che ancora rimane del grande complesso monastico è per lappunto il chiostro, circondato da graziose colonne di marmo intarsiato. Sono di uno stile intermedio fra il romanico vero e proprio e quello gotico, opera di stile cosmatesco dei Vassalletto, famosa famiglia di marmorari romani, databile allinizio del XIII secolo. Con i suoi 36 metri di lato è il più grande chiostro di Roma.

                                     

3.4. Il complesso architettonico del Laterano Battistero lateranense

Il battistero del Laterano, con la sua pianta ottagonale, si leva separato dalla basilica. È stato fondato da papa Sisto III, forse su una struttura precedente, dato che una leggenda dice che Costantino I fosse stato battezzato là e avesse arricchito la struttura; in realtà fu battezzato in oriente, da un vescovo ariano. Questo Battistero è stato per molte generazioni lunico Battistero a Roma e la sua struttura ottagonale, concentrata sul grande bacino per le immersioni complete, ha fornito un modello per altri battisteri per tutta lItalia e perfino il motivo iconico per la cosiddetta "fontana di vita" dei manoscritti miniati.

                                     

3.5. Il complesso architettonico del Laterano Triclinio Leonino

Unabside decorata con mosaici e aperta allaria, situata accanto a San Salvatore della Scala Santa, costituisce lultimo resto dellantico Patriarchio. Si tratta di quanto rimane di una delle più grandi sale del palazzo antico, il triclinium fatto erigere da papa Leone III come sala per i banchetti di Stato. La struttura attuale non è antica, ma è possibile che alcune parti dei mosaici originali siano state conservate in un mosaico in tre parti: nel centro Cristo affida agli Apostoli la loro missione, a sinistra consegna le chiavi a san Silvestro e il Labaro a Costantino, mentre sulla destra san Pietro dà la stola a Leone III le insegne a Carlo Magno.

                                     

3.6. Il complesso architettonico del Laterano Piazza di San Giovanni in Laterano

La piazza davanti al Palazzo Laterano ospita un obelisco di granito rosso alto più di 30m, forse il più grande esistente. Lobelisco fu realizzato allepoca dei faraoni Thutmose III e Thutmose IV XV secolo a.C. e proveniente dal tempio di Ammone a Tebe Karnak in Egitto. Fu portato a Roma dallimperatore Costanzo II nel 357 e collocato sulla spina del Circo Massimo, dove già si trovava lobelisco Flaminio. Fu ritrovato rotto in tre pezzi nel 1587, insieme allobelisco Flaminio, e fu eretto nel 1588 dallarchitetto Domenico Fontana per volontà di papa Sisto V nella Piazza San Giovanni.

Nel 1929 i Patti Lateranensi assicurarono la sovranità alla Città del Vaticano, e lo status extraterritoriale al Laterano e a Castel Gandolfo, come possedimenti della Santa Sede.

Dal 1990 in Piazza di San Giovanni in Laterano è nata una nuova "tradizione" quella del Concerto del Primo Maggio: nella piazza antistante la Basilica il Primo Maggio viene organizzato dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL un grande concerto, al quale partecipano molti tra i più importanti cantanti e musicisti italiani e internazionali, in onore della festa dei lavoratori. Questo concerto raccoglie ogni anno numerosi giovani che accorrono da tutta Italia.

Nel 15 ottobre 2000, una lapide commemorativa in onore delle vittime della miseria è stata posta sul sagrato della basilica. Riproduce loriginale inaugurato sul Sagrato delle Libertà e dei Diritti dellUomo, al Trocadero a Parigi, il 17 ottobre 1987, da padre Joseph Wresinski, fondatore del Movimento Internazionale ATD Quarto Mondo, alla presenza di 100 000 difensori dei Diritti dellUomo di tutti paesi, condizioni e origini. Nel 1992, il 17 ottobre fu proclamato Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria dalle Nazioni unite, e si celebra ormai ogni anno in tutto il mondo. Il testo della lapide proclama:

"I difensori dei diritti dellUomo e del Cittadino di tutti i paesi si sono riuniti su questo sagrato. Hanno reso omaggio alle vittime della fame, dellignoranza e della violenza. Hanno sostenuto di essere convinti che la miseria non è fatale. Hanno proclamato la loro solidarietà con coloro che in tutto il mondo lottano per distruggerla".

"Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti delluomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro. Padre Joseph Wresinski, Parigi, 17 ottobre 1987".

"Mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi. Giovanni Paolo II, Roma, 12 marzo 2000".

                                     

4. Liturgie e tradizioni di san Giovanni in Laterano

Nel calendario liturgico della Chiesa cattolica, la festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano è il 9 novembre.

Come sede vescovile di Roma, san Giovanni ospita grandi liturgie, ed era anticamente meta delle principali processioni della Roma papalina. Proprio in funzione di tutto ciò papa Gregorio XIII aprì alla fine del Cinquecento la via Merulana, poi prolungata da Sisto V per offrire un adeguato scenario a processioni e cortei pontifici tra la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Basilica di San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Di queste grandi e frequenti processioni sussiste ancora solo quella del Corpus Domini, ripristinata da Papa Giovanni Paolo II.

La festa popolare di san Giovanni, tuttavia, era quella del 24 giugno, solennità della Natività di San Giovanni Battista, festa romana, carica di tutte le tradizioni popolari legate al solstizio destate: le streghe, che si raccoglievano di notte sui prati davanti alla basilica, lasciavano il posto di giorno a scampagnate, bancarelle, gran bevute e gran mangiate di lumache, stornelli, pacificazioni e risse dosteria.

                                     

4.1. Liturgie e tradizioni di san Giovanni in Laterano La presa di possesso del Laterano

Alla presentazione del nuovo pontefice, eseguita attraverso il tradizionale annuncio dellHabemus Papam, segue, solitamente dopo pochi giorni la solenne cerimonia dimposizione del pallio nella basilica di San Pietro in Vaticano, che avvia il complesso delle cerimonie di insediamento, che comprendono, nei giorni successivi, le visite alle basiliche papali di San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore e che si concludono con la solenne cerimonia di presa di possesso della cathedra episcopalis in quanto vescovo di Roma.

Per secoli, una delle principali caratteristiche della presa di possesso del Laterano era la solenne cavalcata papale con cui il Pontefice, partendo dai Sacri Palazzi del Vaticano o del Quirinale, attraversando in processione tutto il centro di Roma, raggiungeva solennemente a dorso di una mula bianca la Cattedrale del Laterano.

                                     

5.1. Curiosità La tomba di papa Silvestro II

In San Giovanni esiste, piuttosto nascosta, la tomba di un altro papa Silvestro, Silvestro II, uomo di grande sapienza al quale nel Medioevo si aggiunse una sinistra fama di mago. Si dice che la tomba originale, erettagli da papa Sergio IV, si inumidiva quando si avvicinava la morte di un cardinale, mentre trasudava acqua quando un papa si avvicinava alla morte. Questo fino al 1684, quando, per volere di papa Innocenzo XI, venne aperta per unispezione le spoglie del papa, trovate intatte, si dissolsero al contatto con laria. Una parte delliscrizione sulla tomba di Gerberto recita Iste locus Silvestris membra sepulti venturo Domino conferet ad sonitum: la traduzione erronea di conferet ad sonitum con "emetterà un suono" diede adito alla curiosa leggenda che le sue ossa sbatacchino subito prima della morte di un papa.

Il secondo sepolcro venne innalzato da Francesco Borromini; la tomba attuale venne eretta nel 1910, a seguito della distruzione di quella borrominiana, su progetto dellarchitetto Gzila Nalder.

                                     

5.2. Curiosità Santa Maria del Pozzo

La Reale Basilica Santuario di Santa Maria del Pozzo di Capurso è affiliata alla Basilica di San Giovanni in Laterano. I segni visibili di questa concessione sono lombrello a fasce rosse e oro e il campanello portati in processione meridiana lultima domenica dagosto, giorno in cui si festeggia, la solennità di Santa Maria del Pozzo Madre e Regina di Misericordia.

                                     

5.3. Curiosità Reliquie

In cima al baldacchino che sovrasta laltare papale sono conservate, dentro splendidi reliquiari, le teste degli apostoli San Pietro e San Paolo. I reliquiari sono del 1804 e sostituiscono quelli andati trafugati nel 1799 e che erano stati realizzati da Giovanni di Bartolo. Oltre alle teste dei due apostoli unaltra preziosa reliquia conservata nella basilica di San Giovanni è un frammento della tavola dove, secondo una leggenda medievale, Gesù avrebbe consumato assieme agli apostoli lUltima Cena.

                                     

5.4. Curiosità Protocanonico onorario del capitolo lateranense

Tale titolo onorario ha origini nel XVI secolo, risale a Enrico IV, re di Francia calvinista convertitosi al cattolicesimo, che garantì la libertà religiosa ai protestanti con l’Editto di Nantes del 1598, senza dimenticare di fare importanti donazioni alla basilica lateranense.

Da allora i re di Francia, e successivamente i Presidenti della Repubblica francese, vengono insigniti di questo titolo.

                                     

5.5. Curiosità Francobolli

Numerosi francobolli sono stati dedicati alla basilica: la facciata compare in emissioni della Città del Vaticano del 1949, del 1993, del 1996 e del 2000; analogo soggetto si riscontra in un francobollo da 15 centesimi emesso dalle Poste Italiane nel 1924. La facciata del transetto nord con la loggia delle benedizioni e i due campanili compare in unemissione della Repubblica di San Marino del 2000. Lorgano di Luca Biagi, infine, appare in un francobollo della Città del Vaticano del 2014.

                                     

5.6. Curiosità Chiese affiliate con vincolo speciale allArcibasilica Lateranense

  • 2) Abbazia Benedettina St. Pierre - Clairac Francia
  • 8) S. Lorenzo in Palatio alla Scala Santa - Roma Chiesa Rettoria
  • 7) S. Giovanni Battista allOsteria del Curato - Roma Chiesa Rettoria
  • 9) Ss. Marcellino e Pietro a Duas Lauros - Roma Parrocchia
  • 6) S. Giovanni a Porta Latina - Roma Chiesa Rettoria
  • 4) Oratorio dellArciconfraternita Lateranense del Ss.mo Sacramento alla Scala Santa - Roma
  • 1) Abbazia S.Pietro in Valle - Ferentillo TR
  • 3) Madonna del Divino Amore - Roma Santuario
  • 5) S. Cesareo in Platio - Roma Chiesa Rettoria
  • 10) Chiesa Madre - Arcipretura di San Cataldo - Sicilia
                                     

5.7. Curiosità Chiese affiliate allArcibasilica Lateranense

  • Beata Vergine del Soccorso nel Borgo di S.Pietro - Bologna BO Santuario
  • S. Pietro in Lognola - Monghidoro BO Chiesa
  • S. Maria Maddalena e del SS.mo Crocifisso - Novi LIgure AL Confraternita
  • S. Maria del Suffragio - Fano Confraternita
  • Madonna della Guardia - S. Giovanni in Carico FR Santuario
  • Ss. Trinità - Polistena RC Chiesa
  • S. Maria in Criptula - Toffia RI Chiesa
  • Madonna della Pioggia - Bologna BO Santuario
  • Ss. Giovanni Battista ed Evangelista, Reale Arciconfraternita dei Cavalieri di Malta ad honorem - Catanzaro CZ
  • S. Giorgio martire - Gozo Malta Basilica

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