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ⓘ Isa Bluette




Isa Bluette
                                     

ⓘ Isa Bluette

Isa Bluette, nome darte di Teresa Ferrero, è stata unattrice teatrale, cantante e soubrette italiana del teatro di rivista degli anni venti e trenta del Novecento.

                                     

1. Biografia

Dopo aver lavorato come operaia presso la Manifattura Tabacchi di Torino, cominciò fin da giovanissima a calcare le scene del café-chantant come sciantosa, facendosi notare in particolare per la sua avvenenza e la sua forte carica sensuale sul palcoscenico.

Diventa rapidamente una vedette e primadonna di una serie di riviste ed operette di successo in tutta Italia. Importa da Parigi la famosa "passerella"; è lei inoltre a presentare per prima la scena della soubrette circondata da un folto numero di uomini eleganti.

Negli anni venti i suoi spettacoli, caratterizzati da grande sfarzo e sensualità, ebbero un notevole successo in tutta Italia; con la sua compagnia, Isa Bluette lanciò in quel periodo quelli che poi diverranno i comici più importanti del teatro italiano: su tutti Erminio Macario dal 1925 ed Antonio de Curtis Totò dal 1928, dimostrando un intuito artistico cui il nostro teatro deve moltissimo.

Gatte di lusso, Donne, Ventagli e fiori, Madama Follia, Il Paradiso delle donne, Mille e una donna, sono solo alcuni dei titoli di questo periodo.

Nel 1926 porta a un notevole successo la canzone Creola di Ripp Luigi Miaglia, tra laltro a lei dedicata. Celebre, nel testo della canzone, il verso "straziami, ma di baci saziami". La canzone Creola, anni dopo la guerra, venne riproposta anche da Nilla PIzzi e Claudio Villa.

A partire dagli anni trenta si dedicherà sempre più alloperetta, continuando ad avere sempre un buon successo di pubblico. Poesia senza veli, Il ratto delle cubane, continuano a registrare il tutto esaurito in tutta Italia.

Nel 1939 contrae la tisi che la mina gravemente nel fisico e la porta al ricovero presso lOspedale Molinette di Torino. Poco prima di morire quarantunenne per le conseguenze della malattia, sposa lattore Nuto Navarrini.

È sepolta al Cimitero monumentale di Torino. Purtroppo a causa del conflitto bellico e delle distruzioni che ne seguirono, la morte della famosa diva è stata quasi dimenticata, tanto che a Torino, nella sua città, non esiste alcun ricordo dedicato alla sua memoria.

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