Indietro

ⓘ Herbert Graf




Herbert Graf
                                     

ⓘ Herbert Graf

Herbert Graf è stato un produttore teatrale austriaco di opera lirica, noto per essere stato il protagonista di uno dei casi clinici più importanti della storia della psicoanalisi.

Nacque a Vienna da Max Graf 1873-1958, autore, critico musicale e membro del circolo di Sigmund Freud. Il caso clinico che lo riguarda, relativo a quella che sembrava una fobia infantile per i cavalli, e denominato Il Caso del Piccolo Hans dal grande psicoanalista austriaco, fu oggetto di un celebre studio freudiano Analyse der Phobie eines fünfjhärigen Knaben, 1909.

                                     

1. Caso clinico del piccolo Hans

Secondo linterpretazione di Freud, il cavallo - oggetto dei timori del bambino - avrebbe rappresentato il padre, di cui il piccolo Herbert che Freud nel suo scritto designa con lo pseudonimo Hans, aveva paura. Egli era infatti nella fase edipica, durante la quale lamore per la madre porta ad essere invidiosi, ed al contempo a temere, la figura del padre. La paura per un cavallo minaccioso che lo avrebbe potuto mordere entrando nella sua stanza, o che avrebbe potuto cadergli addosso, sarebbe quindi da mettere in relazione con il timore di una punizione da parte del padre, per i desideri inconsci del bambino verso la figura materna.

La paura di Herbert fu interpretata da Freud come lesito della composizione di vari fattori, quali la nascita di una sorellina, il desiderio di sostituire il padre nel mondo affettivo-relazionale della madre, ed i primi conflitti emozionali relativi alla scoperta del sesso e della masturbazione compulsiva. Lansietà dimostrata dal fanciullo sarebbe quindi derivata dallattivazione di specifici meccanismi di difesa, e da una non completa rimozione degli impulsi libidici legati allo sviluppo sessuale.

                                     

2. Vita adulta

Da adulto, Herbert Graf si dedicò al teatro e divenne primo direttore dopera del Metropolitan di New York. Durante la sua carriera negli Stati Uniti si batté per rendere lopera lirica meno "aristocratica" e più accessibile alla gente, come esteriorizzazione e visualizzazione del mondo interiore della fantasia.

Per citare le sue stesse parole, si cimentò contro chi lavorava "per il proprio ingrandimento piuttosto che per la causa comune", ovvero la realizzazione di uno spettacolo armonioso ed espressivo.

Tuttavia, ciò facendo, finì per minimizzare la propria voce subordinandosi ai "grandi" e alle "primedonne". In una intervista concessa poco tempo prima di morire, facendo un bilancio della sua esistenza si definì un "uomo invisibile".

Ovvero, un professionista eccessivamente sminuito, ma soprattutto e prima ancora, un bambino trattato dagli adulti non come una persona che cresce ma come uno schermo su cui proiettare i loro bisogni e aspirazioni.

Questo vale per i suoi genitori, ma anche per lo stesso Freud. Egli infatti nel descrivere il suo caso, divenuto uno dei più famosi nella storia della letteratura psicoanalitica, sacrifica pesantemente la completezza della narrazione e dei fatti in funzione di confermare e sottolineare i propri concetti teorici che voleva affermare.