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ⓘ Norberto Bobbio




Norberto Bobbio
                                     

ⓘ Norberto Bobbio

Norberto Bobbio è stato un filosofo, giurista, politologo, storico e senatore a vita italiano.

Considerato "al tempo stesso il massimo teorico del diritto e il massimo filosofo nella seconda metà del Novecento", fu "sicuramente quello che ha lasciato il segno più profondo nella cultura filosofico-giuridica e filosofico-politica e che più generazioni di studiosi, anche di formazione assai diversa, hanno considerato come un maestro".

                                     

1.1. Biografia Fascismo e antifascismo

Bobbio nacque a Torino il 18 ottobre 1909 da Luigi medico e Rosa Caviglia.

Una condizione familiare agiata gli permise uninfanzia serena. Il giovane Norberto scrive versi, ama Bach e la Traviata, ma svilupperà, per causa di una non ben determinata malattia infantile "la sensazione della fatica di vivere, di una permanente e invincibile stanchezza" che si aggravò con letà, traducendosi in un taedium vitae, in un sentimento malinconico, che si rivelerà essenziale per la sua maturazione intellettuale.

Studiò prima al Ginnasio e poi al Liceo classico Massimo DAzeglio dove conoscerà Leone Ginzburg, Vittorio Foa e Cesare Pavese, poi divenute figure di primo piano della cultura dellItalia repubblicana. Dal 1928, come molti giovani dellepoca, fu infine iscritto al Partito Nazionale Fascista.

La sua giovinezza, come da lui stesso descritto fu: "vissuta tra un convinto fascismo patriottico in famiglia e un altrettanto fermo antifascismo appreso nella scuola, con insegnanti noti antifascisti, come Umberto Cosmo e Zino Zini, e compagni altrettanto intransigenti antifascisti come Leone Ginzburg e Vittorio Foa".

Allievo di Gioele Solari e Luigi Einaudi, si laureò in Giurisprudenza l11 luglio 1931 con una tesi intitolata Filosofia e dogmatica del Diritto, conseguendo una votazione di 110/110 e lode con dignità di stampa. Nel 1932 seguì un corso estivo allUniversità di Marburgo, in Germania, insieme a Renato Treves e Ludovico Geymonat, ove conoscerà le teorie di Jaspers e i valori dellesistenzialismo. Lanno seguente, nel dicembre 1933, conseguì la laurea in Filosofia sotto la guida di Annibale Pastore con una tesi sulla fenomenologia di Husserl, riportando un voto di 110/110 e lode con dignità di stampa, e nel 1934 ottenne la libera docenza in Filosofia del diritto, che gli aprì le porte nel 1935 allinsegnamento, dapprima allUniversità di Camerino, poi allUniversità di Siena e a Padova dal 1940 al 1948. Nel 1934 pubblicò il primo libro, Lindirizzo fenomenologico nella filosofia sociale e giuridica.

                                     

1.2. Biografia Larresto del 1935 e la lettera a Mussolini

Le sue frequentazioni sgradite al regime gli valsero, il 15 maggio 1935, un primo arresto a Torino, insieme agli amici del gruppo antifascista Giustizia e Libertà; fu quindi costretto, a seguito di una intimazione a presentarsi davanti alla Commissione provinciale della Prefettura per discolparsi, a inoltrare esposto a Benito Mussolini. La chiara reputazione fascista di cui godeva la famiglia gli permise però una piena riabilitazione, tanto che, pochi mesi dopo, con il richiesto intervento di Mussolini e di Gentile, ottenne la cattedra di filosofia del diritto a Camerino, che era occupata da un altro ordinario ebreo, espulso a seguito delle leggi razziali. Dopo un diniego iniziale a causa dellarresto di tre anni prima, fu reintegrato grazie allintervento di Emilio De Bono, amico di famiglia, mentre era presidente di commissione il cattolico e dichiarato antifascista Giuseppe Capograssi.

È in questi anni che Norberto Bobbio delineò parte degli interessi che saranno alla base della sua ricerca e dei suoi studi futuri: la filosofia del diritto, la filosofia contemporanea e gli studi sociali, uno sviluppo culturale che Bobbio vive contemporaneamente al contesto politico temporale. Un anno dopo le leggi razziali, infatti, esattamente il 3 marzo 1939, giurò fedeltà al fascismo per poter ottenere la cattedra allUniversità di Siena. E rinnovò il giuramento nel 1940, a guerra dichiarata, per prendere il posto del professor Giuseppe Capograssi, a sua volta insediatosi nel 1938 nella cattedra del professor Adolfo Ravà estromesso dallUniversità di Padova perché ebreo. Questo episodio della sua vita - spesso riportato come se Bobbio avesse preso direttamente il posto di Ravà - fu poi oggetto di svariate polemiche.

Nel 42, un giovane Bobbio affermò davanti alla Società Italiana di Filosofia del Diritto che Capograssi crebbe in "quel rinascimento idealistico del XX secolo, nel nostro campo di studi iniziato, stimolato, e, quel chè di più, criticamente fondato da Giorgio Del Vecchio".

                                     

1.3. Biografia Ladesione al Partito dazione

Nel 1942 partecipò al movimento liberalsocialista fondato da Guido Calogero e Aldo Capitini e, nellottobre dello stesso anno, aderì al Partito dAzione clandestino.

Nei primi mesi del 1943 respinse l"invito" del ministro Biggini a partecipare a una cerimonia presso lUniversità di Padova durante la quale si sarebbe dedicata una lampada votiva da collocare al sacrario dei caduti della rivoluzione fascista nel cimitero della città.

Nel 1943 sposò Valeria Cova: dalla loro unione nacquero i figli Luigi, Andrea e Marco. Il 6 dicembre del 1943 fu arrestato a Padova per attività clandestina e rimase in carcere per tre mesi. Nel 1944 venne pubblicato il saggio La filosofia del decadentismo, nel quale criticò lesistenzialismo le correnti irrazionalistiche, rivendicando al contempo le esigenze della ragione illuministica.

Dopo la liberazione collaborò regolarmente con Giustizia e Libertà, quotidiano torinese del Partito dazione, diretto da Franco Venturi. Collaborò allattività del Centro di studi metodologici con lo scopo di favorire lincontro tra cultura scientifica e cultura umanistica, e poi con la Società Europea di Cultura.

Nel 1945 pubblicò unantologia di scritti di Carlo Cattaneo, col titolo Stati uniti dItalia, premettendovi uno studio, scritto tra la primavera del 1944 e quella del 1945 dove sosteneva che il federalismo come unione di stati diversi era da considerarsi superato dopo lavvenuta unificazione nazionale.

Il federalismo a cui pensava Bobbio era quello inteso come "teorica della libertà" con una pluralità di centri di partecipazione che potessero esprimersi in forme di moderna democrazia diretta.



                                     

1.4. Biografia Lattività accademica

Nel 1948 lasciò lincarico a Padova e venne chiamato alla cattedra di filosofia del diritto dellUniversità di Torino, annoverando corsi di notevole importanza come Teoria della scienza giuridica 1950, Teoria della norma giuridica 1958, Teoria dellordinamento giuridico 1960 e Il positivismo giuridico 1961.

Dal 1962 assunse lincarico di insegnare scienza politica, che ricoprirà sino al 1971; fu tra i fondatori della odierna facoltà di Scienze politiche allUniversità di Torino insieme con Alessandro Passerin dEntrèves, al quale subentrò nella cattedra di filosofia politica nel 1972 mantenendola fino al 1979 anche per linsegnamento di Filosofia del diritto e Scienza politica. Dal 1973 al 1976 divenne preside della facoltà ritenendo che mentre gli incarichi accademici fossero "onerosi e senza onori" era linsegnamento lattività principale della sua vita: "un abito e non solo una professione".

La politica, del resto, divenne via un tema fondamentale nel suo percorso intellettuale e accademico, e parallelamente alla pubblicazioni di carattere giuridico, aveva avviato un dibattito con gli intellettuali del tempo; nel 1955 aveva scritto Politica e cultura, considerato una delle sue pietre miliari, mentre nel 1969 era uscito il libro Saggi sulla scienza politica in Italia.

Nei venticinque anni accademici allombra della Mole Antonelliana, Bobbio svolse anche diversi tra corsi su Kant, Locke, lavori su Hobbes e Marx, Hans Kelsen, Carlo Cattaneo, Hegel, Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, e contribuì con una pluralità di saggi, scritti, articoli e interventi di grande rilievo che lo portarono, in seguito a diventare socio dellAccademia dei Lincei e della British Academy. Divenuto condirettore con Nicola Abbagnano della Rivista di filosofia a partire dal 53, fu come questi socio dellAccademia delle Scienze di Torino, della quale entrò a far parte il 9 marzo dello stesso anno per essere confermato socio nazionale e residente dal 26 aprile 1960.

Significativa la collaborazione, sul tema pacifista, col filosofo e amico antifascista Aldo Capitini, le cui riflessioni comuni sfoceranno nellopera I problemi della guerra le vie della pace 1979.

                                     

1.5. Biografia Lattività politica

Nel 1953 partecipò alla lotta condotta dal movimento di Unità Popolare contro la legge elettorale maggioritaria e nel 1967 alla Costituente del Partito Socialista Unificato. Nel tempo delle contestazioni giovanili, Torino fu la prima città a farsi carico della protesta, e Bobbio, fautore del dialogo, non si sottrasse a un difficile confronto con gli studenti, tra i quali il suo stesso primogenito Luigi che militava allepoca in Lotta Continua. Nel contempo, venne anche incaricato dal Ministero per la Pubblica Istruzione quale membro della Commissione tecnica per la creazione della facoltà di sociologia di Trento.

Nel 1971 Bobbio fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale LEspresso sul caso Pinelli. Nel 1998 Norberto Bobbio in una lettera indirizzata ad Adriano Sofri pubblicata su La Repubblica ripudiò il tono del linguaggio utilizzato nellappello ma senza ritrattarne ladesione al contenuto di critica sui fatti legati a Piazza Fontana.

Il 14 febbraio 1972 scrivendo a Guido Fassò intorno al problema democratico, Bobbio si sfogava sostenendo che "questa nostra democrazia è divenuta sempre più un guscio vuoto, o meglio un paravento dietro cui si nasconde un potere sempre più corrotto, sempre più incontrollato, sempre più esorbitante a causa delle sue interne, profonde, forse inarrestabili degenerazioni".

A metà degli anni settanta, nel solco di un sempre più vivace impegno civile, e alle soglie di uno dei periodi più drammatici in Italia culminato col rapimento e lomicidio di Aldo Moro, provocò un vivace dibattito sia negando lesistenza di una cultura fascista sia trattando estensivamente sui rapporti tra democrazia e socialismo.

L8 maggio 1981, alla vigilia dei referendum sullaborto, rilascia unintervista al Corriere della Sera nella quale afferma la sua contrarietà allinterruzione della gravidanza in qualunque periodo e per qualsiasi motivo.

Successivamente la sua attenzione si concentrò a favore di una "politica per la pace", con motivati distinguo a sostegno del diritto internazionale in occasione della Guerra del Golfo del 1991.

Delle venticinque lettere inedite che fanno parte della corrispondenza epistolare che Bobbio tenne con Danilo Zolo e che ora sono state rese pubbliche nel volume Lalito della libertà, a cura dello stesso Zolo, interessante quella del 25 febbraio 1991 riguardante la "Guerra del Golfo" che vide protagonisti nel gennaio del 1991 gli Stati Uniti di George Bush senior, le forze dellONU e vari paesi arabi alleati contro lIraq di Saddam Hussein che aveva invaso il Kuwait. Bobbio definì "giusta" questa guerra non rendendosi conto che quella parola ". poteva essere interpretata in modo diverso da come lavevo intesa io. come guerra "giustificata" in quanto rispondente a unaggressione." Bobbio quindi si lamentò delle polemiche nate al riguardo da parte di "pacifisti da strapazzo". Il fatto che lONU, scrisse Bobbio, avesse autorizzato lintervento in guerra contro lIraq, la rendeva "legale", in questo senso, "giusta".

Bobbio però riconobbe che lONU fosse stato successivamente, nel corso della guerra, messo da parte e gli "spietati bombardamenti" su Baghdad hanno fatto sì che si possa temere che ".se la pace sarà instaurata con la stessa mancanza di saggezza con cui è stata condotta la guerra, anche questa guerra sarà stata, come tante altre inutile."

                                     

1.6. Biografia La nomina a senatore a vita

Nel 1979 fu nominato professore emerito dellUniversità di Torino e nel 1984, ai sensi del secondo comma dellarticolo 59 della Costituzione italiana, avendo "illustrato la Patria per altissimi meriti" in campo sociale e scientifico, fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. In quanto membro del Senato si iscrisse prima come indipendente nel gruppo socialista, poi dal 1991 al gruppo misto ed infine dal 1996 al gruppo parlamentare del Partito Democratico della Sinistra, poi divenuto dei Democratici di Sinistra.

Nel 1994, dopo la stagione di mani pulite, e la cosiddetta fine della Prima Repubblica, venne pubblicato il saggio Destra e sinistra, i cui contenuti provocarono un notevole dibattito culturale, agitando non poco lhumus della politica italiana. Il libro toccò le cinquecentomila copie vendute in pochi mesi e venne ripubblicato lanno successivo, riveduto e ampliato, con risposte ai critici.

A riconoscimento di unintera vita lucidamente dedicata alle scienze del diritto, della politica, della filosofia e della società, tra dubbio e metodo, tra ethos e laicità, Bobbio ricevette lauree honoris causa da molte università, tra le quali quelle di Parigi Nanterre, Buenos Aires, Madrid tre, in particolare alla Complutense e Bologna, e vinse il Premio europeo Charles Veillon per la saggistica nel 1981, il Premio Balzan del 1994, ed il Premio Agnelli nel 1995.

Nel 1997 pubblicò la sua autobiografia. Nel 1999 uscì una terza edizione aggiornata del suo best seller, ormai tradotto in una ventina di lingue. Nel 2001 morì la moglie Valeria, e Bobbio iniziò un graduale ritiro dalla vita pubblica, pur rimanendo in attività e curando ulteriori pubblicazioni. Fecero rumore le sue osservazioni critiche sia nei confronti di Silvio Berlusconi sia della partitopenia ossia mancanza di partiti, le riflessioni sulla crisi della sinistra e della socialdemocrazia europea. Il 18 ottobre 2003, ricevette il "Sigillo Civico" della sua Torino "per limpegno politico e il contributo alla riflessione storica e culturale".

Dopo avervi trascorso la maggior parte della vita, Norberto Bobbio morì a Torino il 9 gennaio 2004. Secondo le sue volontà, alcuni giorni dopo la morte, la salma venne tumulata, con una cerimonia civile strettamente privata nel cimitero di Rivalta Bormida, comune piemontese in provincia di Alessandria.



                                     

2. Pensiero

Il pensiero di Norberto Bobbio si forma nei primi decenni del Novecento in una temperie filosofica dominata dellidealismo. Tuttavia, come molti studiosi torinesi, non abbraccia mai questa visione del mondo: dopo un primo accostamento alla fenomenologia, significativamente attestato dalle sue opere sulla filosofia di Husserl, si avvicina al filone neorazionalista e neoempirista fiorito in Europa, specialmente oltralpe in Germania ed attorno al Circolo di Vienna.

Negli anni quaranta e cinquanta Bobbio entra in contatto con la filosofia analitica di tradizione anglosassone. Compie studi di analisi del linguaggio, tracciando le prime linee di ricerca della scuola analitica italiana di filosofia del diritto, di cui è ancora oggi riconosciuto figura eminente di riferimento. Al riguardo vanno menzionati perlomeno i due saggi: Scienza del diritto e analisi del linguaggio del 1950 e Essere e dover essere nella scienza giuridica del 1967.

Dedica studi specifici a Hobbes, a Pareto e a molti filosofi e teorici della politica di cui già sè detto. Vede nellIlluminismo un modello di rigore e di rifiuto del dogmatismo di cui riprende lideale razionalistico, traducendolo anche nellanalisi del sistema democratico e parlamentare. Sino dagli anni cinquanta si occupa di temi quali la guerra e la legittimità del potere, dividendo la sua produzione tra la filosofia giuridica, la storia della filosofia e i temi di attualità politica.

Durante gli ultimi anni del fascismo, Bobbio matura la convinzione della necessità di uno Stato democratico, che sgombri il campo dal pericolo della politica ideologizzata e delle ideologie totalitarie sia di destra che di sinistra; auspica una gestione laica della politica e un approccio filosofico-culturale ad essa, che aiuti a superare la contrapposizione fra capitalismo e comunismo e a promuovere la libertà e la giustizia.

Nel saggio Quale socialismo? 1976, Bobbio critica sia la dialettica marxista sia gli obiettivi dei movimenti rivoluzionari, sostenendo che le conquiste borghesi dovevano estendersi anche alla classe dei proletari. Bobbio ritiene fallimentare solo lesperienza marxista-leninista, mentre prevede che le istanze di giustizia rivendicate dai marxisti possano, in futuro, riaffiorare nel panorama politico.

Il pensiero di Bobbio diviene così, soprattutto tra gli intellettuali dellarea socialista, un modello esemplare, grazie al suo sapere impegnato, certamente "più preoccupato di seminare dubbi che di raccogliere consensi". Egli stesso riprenderà la riflessione su un tema a lui caro, quello del rapporto tra politica e cultura, proponendo, tra le pagine di Mondoperaio, una "autonomia relativa della cultura rispetto alla politica" secondo la quale "la cultura non può né deve essere ridotta integralmente alla sfera del politico".

Nel 1994 esce lopera Destra e sinistra, nella quale Bobbio focalizza le differenze fra le due ideologie e i due indirizzi politico-sociali; la destra, secondo lautore, è caratterizzata dalle tendenze alla disuguaglianza, al conservatorismo ed è ispirata da interessi, mentre la sinistra persegue luguaglianza, la trasformazione, ed è sospinta da ideali. In questopera, Bobbio si esprime anche in favore dei diritti animali.

Nellopera Letà dei diritti 1990, Bobbio individua i diritti fondamentali che consentono lo sviluppo di una democrazia reale e di una pace giusta e duratura. Una partecipazione collettiva e non coercitiva alle decisioni comunitarie, una contrattazione delle parti, lallargamento del modello democratico a tutto il mondo, la fratellanza fra gli uomini, il rispetto degli avversari, lalternanza senza lausilio della violenza, una serie di condizioni liberali, vengono indicati da Bobbio come capisaldi di una democrazia, che seppur cattiva, è preferibile ad una dittatura.

Per tutta la vita scrittore di numerosissimi articoli, anche tramite interviste, Norberto Bobbio incarna lideale della filosofia critica e militante che lo vede protagonista anche del Centro di studi metodologici di Torino e tra i fondatori del Centro studi Piero Gobetti di Torino che conserva la sua biblioteca e il suo archivio.

                                     

2.1. Pensiero Sul ruolo dellintellettuale

Contrario alla figura dellintellettuale "Profeta", preferendo il ruolo del "Mediatore" impegnato "nella difficile arte del dialogo" e ciò è anche testimoniato dal colloquio intrattenuto con i marxisti per un riesame critico del loro "dogmatismo e settarismo" che coinvolse anche Togliatti, il suo atteggiamento teoretico fu segnato da una positiva "ambivalenza" fra una posizione realista e una idealista che non rifuggiva le complessità del discorso, ricorrendo sovente al paradosso. Ciò gli valse, in virtù dellamore per il dibattito che consideri "il pro e il contro" di ogni questione, la qualifica di filosofo "de la indecisión" Rafael de Asís Roig, giacché ogni suo "ragionamento su una delle grandi domande quasi sempre, o esponendo la gamma delle possibili risposte, o ponendo ancora unaltra grande domanda".

                                     

3. Maestri, amici e allievi

Nellultimo libro che raccoglie saggi, scritti e testimonianze su maestri, amici ed allievi, Bobbio comincia ricordando i tre maestri Francesco Ruffini, Piero Martinetti e Tommaso Fiore. Lelenco degli amici è lungo e annovera compagni di studio come Antonino Repaci come Renato Treves e Ludovico Geymonat e colleghi come Nicola Abbagnano, Bruno Leoni, Alessandro Passerin dEntrèves e Giovanni Tarello. Bobbio ricorda poi gli allievi Paolo Farneti, Morris Lorenzo Ghezzi, Amedeo Giovanni Conte, Uberto Scarpelli che, come Bobbio stesso scrive, nel 1972 fu naturaliter suo successore a Torino sulla cattedra di Filosofia del diritto.

Traggono ispirazione dal pensiero di Bobbio le "lezioni Bobbio", svoltesi nel 2004, e la manifestazione "Biennale Democrazia" di Torino.

                                     

4. Intitolazioni

A Norberto Bobbio è stata intitolata la biblioteca dellUniversità di Torino, sita in Lungo Dora Siena, 100 A.

Gli é stato inoltre intitolato un istituto di istruzione superiore a Carignano, nella provincia di Torino, denominato appunto "I.I.S Norberto Bobbio".

                                     

5. Opere

Per una più completa bibliografia, si rinvia a Carlo Violi, Bibliografia degli scritti di Norberto Bobbio 1934-1993, Roma-Bari, Laterza, 1995, ISBN 978-88-420-4778-0.

  • Norberto Bobbio, Lindirizzo fenomenologico nella filosofia sociale e giuridica, a cura di P. Di Lucia, Torino, Giappichelli, 2018, ISBN 978-88-04-63388-4.