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ⓘ Diritto di resistenza




Diritto di resistenza
                                     

ⓘ Diritto di resistenza

Il diritto di ribellione, noto anche come diritto alla resistenza, è la prerogativa concessa a un popolo dalla sua costituzione di opporsi allingiusto esercizio del potere o al potere illegittimo.

                                     

1. Storia

Il ius resistentiae trova le sue origini in epoche precedenti allaffermazione del Cristianesimo.

Nel Medioevo ne inizia sia la teorizzazione, sia la concessione in documenti ottriati dal sovrano; tuttavia fu solo nella Germania medioevale che iniziò ad assumere valore giuridico, come strumento dei ceti contro le imposizioni del Principe: questo diritto compare nel Sachsenspiegel in una norma riportata agli inizi del XIII secolo. Questa norma recita "Luomo può resistere al proprio re e al proprio giudice quando questo agisce contro il diritto, e financo aiutare a fargli guerra. Con ciò egli viola il giuramento di fedeltà". Del resto, furono proprio i privilegi medievali, primo fra tutti la Joyeuse Entrée, a fornire ai rivoltosi delle Province Unite "la principale fonte di legittimazione della resistenza contro Madrid".

Nel suo L’antico regime e la rivoluzione, perciò, Tocqueville esprimeva "la convinzione intorno al ruolo nevralgico svolto dalle forze della "resistenza" alle tendenze dispotiche dei monarchi aristocrazia in primis quali levatrici del liberalismo: senza privilegi corporati di antico regime, niente libertà individuale moderna".

Il diritto di resistenza viene spesso assimilato al concetto di disobbedienza civile e i metodi non violenti di opposizione sono stati legittimati dalla storia politica del XX secolo e riconosciuti come accettabili e compatibili limpianto costituzionale liberal-democratico.

Anche l’istituto giuridico dello sciopero, oggi quasi universalmente riconosciuto come mezzo perfettamente lecito per rappresentare il dissenso, nel passato è stato visto come estrema ratio del popolo, di alcune classi sociali o dei lavoratori, per opporsi a comportamenti reazionari da parte della classe dirigente o del governo.

Studi specifici hanno messo in relazione l’introduzione del diritto alla ribellione negli ordinamenti nazionali con recenti rivoluzioni ad esempio la Rivoluzione Francese o la sconfitta di regimi totalitari o eventi particolarmente drammatici: il diritto alla rivolta, ad esempio, venne inserito nella Costituzione ruandese dopo il genocidio del 1994. Anche lesperienza maturata a seguito di colpi di stato ha favorito la diffusione di norme costituzionali a garanzia della democrazia che potessero favorire lesercizio del diritto alla rivolta: è questo il caso, in particolare, del Sudamerica e del Centromerica.

                                     

2. Teorizzazione

Questo diritto è contemplato:

  • Nello Stato moderno. In alcune costituzioni odierne in particolare quella tedesca possiamo ancora trovare il diritto di resistenza, anche se nello Stato di diritto il diritto alla resistenza è stato formalmente escluso.
  • Nella dottrina politica di San Tommaso, in cui si prevede il tirannicidio per il Principe che abbia violato lordine divino;
  • Nella prima età moderna si consolida nella polemica che si oppone allassolutismo in materia religiosa. Anche la disobbedienza di M. K. Gandhi può essere considerata come esercizio del "Diritto di resistenza";

Il diritto di resistenza discende anche dal contrattualismo e dalla teoria politica di John Locke, fondata sui diritti irrinunciabili dellindividuo: in questottica, se i governanti calpestano i diritti naturali, vengono meno i fondamenti del patto e si configura il diritto del popolo ad opporre resistenza al sovrano.

In opposizione ad Achenwall, uno dei più importanti studiosi di diritto naturale del tempo, Kant nega invece che attraverso i diritti innati delluomo si possa "legittimare un diritto di resistenza al sovrano. A fondamento di questa presa di posizione netta contro il diritto del singolo individuo di opporsi al potere statale non vi sono solo considerazioni giuridiche in senso stretto, bensì filosofiche dalle quali si evince che il popolo ha sì dei diritti nei confronti dello Stato, ma non di tipo coattivo, ovvero non vincolanti".

                                     

3. Il diritto nel mondo

Il diritto alla ribellione è previsto dalle Costituzioni di 37 paesi in tutto il mondo, la maggior parte dei quali situati in America centrale, in Sudamerica e in Europa occidentale. Anche in Africa alcune costituzioni garantiscono questo diritto ai loro cittadini, ad esempio il Benin, il Ghana, Capo Verde e il Ruanda; in questultimo Stato la norma costituzionale è stata introdotta dopo il genocidio del 1994. In Asia la sola nazione in cui questa prerogativa può essere legittimamente esercitata è la Thailandia e tale diritto è invocato dalle varie fazioni coinvolte nella querelle seguita alla crisi politica del 2008.

Per quanto riguarda Cuba il ricorso al diritto alla ribellione è peculiare: fu introdotto nella Costituzione da Fulgencio Batista nel 1940 dopo aver rovesciato il governo di Carlos Prío Socarrás, per giustificare la sua dittatura ma fu il suo stesso rivale, Fidel Castro, ad avvantaggiarsi di tale norma costituzionale nel 1953 dopo essere stato arrestato per un fallito tentativo di rivoluzione. Anche grazie a tale preesistente norma, lallora giovane Fidel Castro strappò al termine del processo una pena relativamente lieve.

Nella Costituzione francese il diritto alla ribellione è sancito come il diritto di "resistere all’oppressione", mentre la Grundgesetz tedesca riconosce ai suoi cittadini il diritto di resistere contro i tentativi di abolizione della carta costituzionale.

Per quanto riguarda lItalia una delle prime bozze della Costituzione della Repubblica Italiana, sottoposta al vaglio dellAssemblea Costituente, nellarticolo 50 che poi sarebbe diventato lattuale articolo 54 riportava nel secondo comma:

LAssemblea dibatté a lungo sulla necessità di introdurre nella Costituzione uno specifico passaggio che ribadisse tale prerogativa in caso di abuso da parte delle istituzioni; nella seduta del 5 dicembre 1946 tuttavia, per il volere, soprattutto, della Democrazia Cristiana. Il deputato Costantino Mortati, principale oppositore allintroduzione del diritto di resistenza nella Costituzione repubblicana, sottolineando loggettiva difficoltà nel riuscire a distinguere la legittima ribellione da quella illegittima, convinse lAssemblea a espungere tale comma dal testo.



                                     
  • 674053 E45.075844 7.674053 Il Museo diffuso della Resistenza della deportazione, della guerra, dei diritti e della libertà è ubicato presso il settecentesco
  • il movimento di resistenza tedesca agli Alleati, vedi Werwolf. Con il termine resistenza tedesca in tedesco Widerstand ovvero Resistenza o antifaschistischer
  • cittadinanza, del diritto all integrità fisica come per esempio la pena di morte oppure del diritto all identità personale. Il diritto di resistenza all oppressione
  • La Resistenza italiana, comunemente chiamata Resistenza anche detta Resistenza partigiana o Secondo Risorgimento, fu l insieme dei movimenti politici
  • La donna nella Resistenza su youtube.com. Donne decorate di Medaglia d Oro al Valore Militare, su combattentiliberazione.it. Resistenza Italiana Partigiano
  • Il diritto internazionale umanitario DIU è l insieme delle norme di diritto internazionale che riguarda la protezione delle cosiddette vittime di guerra
  • I canti della Resistenza rimandano non solo al ricordo della lotta partigiana, ma richiamano anche un più ampio concetto di libertà. Nella memoria collettiva
  • fonti - atto e diritto scritto non è un identità, in quanto vi possono essere casi di fonti atto a cui non corrisponde il relativo diritto scritto così
  • storico della Resistenza in Toscana è associato all Istituto nazionale Ferruccio Parri. Rete degli istituti per la Storia della Resistenza e dell età contemporanea
  • della Resistenza Museo del Risorgimento e della Resistenza cannoni Parco di Villa Guiccioli Parco di Villa Guiccioli Parco di Villa Guiccioli Parco di Villa