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ⓘ Eugenio Scalfari




Eugenio Scalfari
                                     

ⓘ Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari è un giornalista, scrittore e filosofo italiano.

Contribuì, con altri, a fondare il settimanale lEspresso ed è fondatore del quotidiano la Repubblica. I campi principali dellanalisi di Scalfari sono leconomia e la politica. La sua ispirazione politica è liberale di matrice sociale. Punti forti dei suoi articoli recenti sono la laicità, la questione morale, la filosofia.

                                     

1.1. Biografia Formazione e vita privata

Nasce a Civitavecchia Roma il 6 aprile del 1924. Scalfari inizia gli studi secondari al Liceo Mamiani di Roma, ma è a Sanremo che compie gli studi liceali, al liceo classico G.D. Cassini, col compagno di banco Italo Calvino.

Nel 1950 si sposa con la figlia del giornalista Giulio De Benedetti, Simonetta, morta nel 2006.

Dalla fine degli anni settanta Scalfari è sentimentalmente legato a Serena Rossetti, già segretaria di redazione de LEspresso e poi di Repubblica che sposerà dopo la scomparsa della moglie Simonetta.

Eugenio Scalfari è ateo.

                                     

1.2. Biografia Esordi giornalistici durante il fascismo

Tra le prime esperienze giornalistiche di Scalfari cè Roma Fascista, organo ufficiale del GUF Gruppo Universitario Fascista, mentre era studente di giurisprudenza. Negli anni successivi Scalfari continua a collaborare con riviste e periodici legati al fascismo, come Nuovo Occidente, diretto dallex squadrista e fascista cattolico Giuseppe Attilio Fanelli. Nel 1942 Scalfari sarà nominato caporedattore di Roma Fascista.

Allinizio del 1943 scrisse una serie di corsivi non firmati sulla prima pagina di Roma Fascista in cui lanciava generiche accuse verso speculazioni da parte di gerarchi del Partito Nazionale Fascista sulla costruzione dellEUR. Questi articoli portarono alla sua espulsione dai GUF per opera di Carlo Scorza, allora vicesegretario del PNF. Di fronte al gerarca intenzionato a perseguire gli speculatori, il giovane Scalfari aveva ammesso come i suoi corsivi fossero basati su voci generiche. Il gerarca accusò poi il giovane di essere un imboscato, e lo prese materialmente per il bavero strappandogli le mostrine dalla divisa del partito.

                                     

1.3. Biografia Carriera giornalistica nel dopoguerra

Dopo la fine della seconda guerra mondiale entra in contatto con il neonato Partito Liberale Italiano, conoscendo giornalisti importanti nellambiente. Nel 1950, mentre lavora presso la Banca Nazionale del Lavoro, diventa collaboratore prima a Il Mondo e poi a LEuropeo di due personalità che spesso richiama nei suoi scritti: Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti. Ricorderà, poi, con orgoglio di essere stato licenziato dalla BNL per una serie di articoli sulla Federconsorzi non graditi alla direzione.

Nel 1955 partecipa allatto di fondazione del Partito Radicale. Nello stesso anno nasce il settimanale LEspresso: Scalfari è direttore amministrativo e scrive articoli di economia.

Nel 1963 somma la carica di direttore responsabile de LEspresso a quella di direttore amministrativo. Il settimanale arriva in cinque anni a superare il milione di copie vendute. Il successo giornalistico si fuse con il piglio imprenditoriale, dato che Scalfari continuò a gestire anche la parte organizzativa e amministrativa.

Sempre nel 1967 Scalfari pubblicò insieme a Lino Jannuzzi linchiesta sul SIFAR che fece conoscere il tentativo di colpo di Stato chiamato piano Solo. Il generale De Lorenzo li querelò e i due giornalisti furono condannati rispettivamente a 15 e a 14 mesi di reclusione, malgrado la richiesta di assoluzione fatta dal Pubblico Ministero Vittorio Occorsio, che era riuscito a leggere gli incartamenti integrali prima che il governo ponesse il segreto di Stato.

Scalfari e Jannuzzi evitarono il carcere grazie allimmunità parlamentare loro offerta dal Partito Socialista Italiano: alle elezioni politiche del 1968 Scalfari fu eletto deputato, come indipendente nelle liste del PSI, segreteria Mancini, mentre Jannuzzi divenne senatore. Scalfari, che era stato eletto sia nella circoscrizione di Torino che in quella di Milano, optò per la seconda e aderì al gruppo del PSI. Restò deputato fino al 1972. Nel 1968 con la candidatura in Parlamento aveva lasciato la direzione de LEspresso.

Nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta a LEspresso contro il commissario Luigi Calabresi. Nel 2017 dopo 45 anni ammette che "quella firma era stata un errore".

In quegli anni criticò accanitamente le manovre di Eugenio Cefis, prima presidente dellENI e poi di Montedison, appoggiando spesso chi gli si opponeva; tra questi vi fu nel 1971 Sindona nel suo scontro con Mediobanca per il controllo di Bastogi. Soprattutto contro Cefis era indirizzato il celebre libro-inchiesta pubblicato da Scalfari e da Giuseppe Turani nel 1974, Razza padrona.



                                     

1.4. Biografia Fondazione e direzione de la Repubblica

Nel 1976, dopo aver già tentato inutilmente di vararne uno insieme a Indro Montanelli che aveva respinto la proposta definendola piuttosto azzardata, Scalfari fondò il quotidiano la Repubblica, che debuttò nelle edicole il 14 gennaio di quellanno. Loperazione, attuata con il Gruppo LEspresso e la Arnoldo Mondadori Editore, aprì una nuova pagina del giornalismo italiano. Il quotidiano romano, sotto la sua direzione, compie in pochissimi anni una scalata imponente diventando per lungo tempo il principale giornale italiano per tiratura.

Lassetto proprietario registra negli anni ottanta consolidamenti della posizione dello stesso Scalfari e lingresso di Carlo De Benedetti, nonché un vano tentativo di acquisizione da parte di Berlusconi in occasione della "scalata" del titolo Arnoldo Mondadori Editore, finito con il "lodo Mondadori" resosi necessario a causa del fatto che come accertato dalla magistratura in seguito Silvio Berlusconi, a capo della Fininvest, aveva corrotto uno dei tre giudici per avere un pronunciamento favorevole nella disputa con De Benedetti per il controllo della Mondadori: tale accordo fu fortemente voluto da Giulio Andreotti, grazie allintermediazione di Giuseppe Ciarrapico. Sotto la sua guida La Repubblica aprì il filone investigativo sul caso Enimont, che dopo due anni fu in buona parte confermato dallinchiesta di "Mani pulite".

Contro Craxi, a differenza che con Spadolini e con De Mita, Scalfari sera speso sin dallinizio del decennio precedente, considerandolo larchetipo della questione morale contro cui si scagliava lanima della sinistra rappresentata da Berlinguer. Di questi invece elogiò lo "strappo" con lUnione Sovietica in occasione del golpe polacco, pur restando essenzialmente estraneo alla tradizione comunista e rimanendo su posizioni legate allintellettualità laica e alla tecnocrazia. In tal senso vanno lette alcune sue importanti iniziative, tutte sostenute per il tramite di "Repubblica": sponsorizzò il "governo del Presidente" candidandovi il governatore della Banca dItalia Carlo Azeglio Ciampi già negli anni ottanta; indicò al presidente Scalfaro il commissario PSI a Milano Giuliano Amato come viatico per la sua scelta a premier nel 1992; apprezzò Guido Rossi come commissario delle aziende travolte nel turbine di Tangentopoli. Il 27 gennaio 1994 incomincia, dapprima in solitaria, la sua ventennale battaglia contro Silvio Berlusconi. Il 7 maggio 2008 è il primo a percepire e ad avvertire il pubblico circa la potenziale pericolosità di Beppe Grillo. Il 13 aprile 2019 è il primo a preconizzare una possibile, futura alleanza fra Matteo Renzi e Matteo Salvini.

                                     

1.5. Biografia Ritiro dalla direzione de la Repubblica

Scalfari, padre del quotidiano la Repubblica e della sua ascesa editoriale e politico-culturale, abbandona il ruolo di direttore nel 1996 dopo che già da tempo ha ceduto, insieme a Caracciolo, la proprietà a Carlo De Benedetti, e a lui subentra Ezio Mauro. Non scompare dalla testata del giornale, poiché attualmente svolge il ruolo di editorialista delledizione domenicale. I suoi editoriali sono entrati oramai nella consuetudine del giornale, tanto da essere soprannominati - anche per la loro lunghezza - "la messa cantata della domenica". Cura altresì una rubrica su LEspresso il vetro soffiato. Il 6 luglio 2007, sul Venerdì di Repubblica il magazine settimanale che esce dal 1987, ha annunciato labbandono della sua storica rubrica Scalfari risponde dopo lestate ringraziando i lettori per laffetto ricevuto e gli stimoli da loro pervenuti per le sue riflessioni. Gli è subentrato Michele Serra.

Su RaiSat Extra è andato in onda per qualche tempo, ogni giovedì, un programma dal titolo la Scalfittura, in cui Scalfari teneva colloqui politici con Giovanni Floris.

                                     

2. Controversie

Nel 2013 e nel 2014, le sue "interviste" con papa Francesco hanno causato per due volte la smentita da parte della sala stampa vaticana in relazione alle parole attribuite da Scalfari al Pontefice. Scalfari ha ribattuto di aver scritto virgolettati "come se fossero usciti dalla bocca del Papa", senza aver preso appunti o registrato durante i colloqui, sostenendo che quello era stato il suo metodo di lavoro per quasi cinquantanni. Il 29 marzo 2018 il Vaticano ha smentito un’altra intervista di Eugenio Scalfari a papa Francesco, a seguito della pubblicazione di un suo articolo su Repubblica, negando che il Papa avesse rilasciato un’intervista a Scalfari e sostenendo che il contenuto dell’articolo fosse il frutto di una sua ricostruzione.

Ciononostante, Papa Francesco continua periodicamente a concedere interviste esclusive a Scalfari.

                                     

3. Premi ed onorificenze

Scalfari ha ricevuto varie onorificenze. A livello giornalistico ha vinto nel 1988 il Premio Internazionale Trento per "Una vita dedicata al giornalismo", nel 1996 il "Premio Ischia" alla carriera, nel 1998 il Premio Guidarello al giornalismo dautore e, di recente, il Premio Saint-Vincent 2003. L8 maggio 1996 è stato nominato Cavaliere di gran croce dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro mentre nel 1999 ha ricevuto una delle più prestigiose onorificenze della Repubblica francese diventando Cavaliere della Legione donore successivamente è stato promosso ufficiale. È cittadino onorario di Velletri, città in cui risiede. Il 5 maggio 2007 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Vinci e il 23 ottobre 2008 gli è stata conferita la cittadinanza benemerita di Sanremo. Nel 2019 vince il prestigioso Premio Viareggio

  • Cittadinanza onoraria di Vibo Valentia 1990, Velletri 1993 e Vinci 2007
  • Cittadinanza benemerita di Sanremo 2008


                                     

4. Opere

  • Come andremo a incominciare?, con Enzo Biagi, Milano, Rizzoli, 1981.
  • La sera andavamo in Via Veneto. Storia di un gruppo dal "Mondo" alla "Repubblica", Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1986; Collana Super ET, Torino, Einaudi, 2009, ISBN 978-88-061-9916-6.
  • Racconto autobigrafico, Collana Passaggi, Torino, Einaudi, 2014, ISBN 978-88-06-21642-9.
  • Alla ricerca della morale perduta, Milano, Rizzoli, 1995; Collana ET Scrittori, Torino, Einaudi, 2019, ISBN 978-88-062-4057-8.
  • Lamore, la sfida, il destino. Il tavolo dove si gioca il senso della vita, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2013, ISBN 978-88-06-21850-8.
  • Luomo che non credeva in Dio, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2008, ISBN 978-88-061-9419-2.
  • Dibattito sul laicismo, a cura di E. Scalfari, Roma, La Biblioteca di Repubblica, 2005.
  • Vito Mancuso-E. Scalfari, Conversazioni con Carlo Maria Martini, Collana Campo dei fiori, Roma, Fazi, 2012, ISBN 978-88-641-1635-8.
  • Il potere economico in URSS, Bari, Laterza, 1962.
  • Lallegria, il pianto, la vita, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2015, ISBN 978-88-062-2822-4.
  • La ruga sulla fronte, Milano, Rizzoli, 2001; Collana ET Scrittori, Torino, Einaudi, 2010, ISBN 978-88-062-0075-6.
  • Articoli, 5 voll., Roma, la Repubblica, 2004.
  • Papa Francesco-E. Scalfari, Dialogo tra credenti e non credenti, Torino, Einaudi, 2013, ISBN 978-88-062-1995-6.
  • Enrico Berlinguer, La questione morale. La storica intervista di Eugenio Scalfari, Reggio Emilia, Aliberti, 2011. - ed. ampliata, Prefazione di Luca Telese, Aliberti, 2012.
  • Incontro con Io, Milano, Rizzoli, 1994; Collana ET Scrittori, Torino, Einaudi, 2011, ISBN 978-88-062-0074-9.
  • Rapporto sul neocapitalismo in Italia, Bari, Laterza, 1961.
  • Lautunno della Repubblica. La mappa del potere in Italia, Milano, Etas Kompass, 1969.
  • Il caso Mattei. Un corsaro al servizio della repubblica, con Francesco Rosi, Bologna, Cappelli, 1972.
  • I padroni della città, con Leone Cattani e Angelo Conigliaro, Bari, Laterza, 1957.
  • Denis Diderot, Il sogno di dAlembert seguito da Il sogno di una rosa di Eugenio Scalfari, Collana La memoria, Palermo, Sellerio, 1994. - II ed. accresciuta, nuova Introduzione di E. Scalfari, Palermo, Sellerio, 2018, ISBN 978-88-389-3809-2.
  • Il Dio unico e la società moderna. Incontri con Papa Francesco e il Cardinale Carlo Maria Martini, Torino, Einaudi, 2019, ISBN 978-88-062-4386-9.
  • Storia segreta dellindustria elettrica, Bari, Laterza, 1963.
  • Il labirinto, Milano, Rizzoli, 1998; Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2016, ISBN 978-88-062-3011-1.
  • Lanno di Craxi o di Berlinguer?, Milano, Mondadori, 1984.
  • Attualità dellIlluminismo, a cura di, Roma-Bari, Laterza, 2001.
  • La passione delletica. Scritti 1963-2012, a cura di Angelo Cannatà, Collezione I Meridiani, Milano, Mondadori, 2012, ISBN 978-88-04-61398-5.
  • Petrolio in gabbia, con Ernesto Rossi e Leopoldo Piccardi, Bari, Laterza, 1955.
  • Interviste ai potenti, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  • Per lalto mare aperto. La modernità e il pensiero danzante, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2010, ISBN 978-88-062-0418-1.
  • L’ora del blu, Torino, Einaudi, 2019, ISBN 978-88-06-24176-6.
  • Razza padrona. Storia della borghesia di Stato, con Giuseppe Turani, Milano, Feltrinelli, 1974.
  • Le baronie elettriche, con Josiah Eccles, Ernesto Rossi e Leopoldo Piccardi, Bari, Laterza, 1960.
  • Scuote lanima mia Eros, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2011, ISBN 978-88-062-0859-2.