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ⓘ L'armata perduta




Larmata perduta
                                     

ⓘ Larmata perduta

Larmata perduta è un libro di Valerio Massimo Manfredi edito nel 2007 da Arnoldo Mondadori Editore. Il romanzo ha vinto il premio Bancarella nel 2008.

Il libro racconta, in forma romanzata, la vicenda della lunga marcia dei diecimila mercenari greci assoldati dal principe persiano Ciro il Giovane per tentare di detronizzare il fratello, Artaserse II: la storia dei diecimila è documentata nel V secolo a.C. da Senofonte nell Anabasi.

La storia viene vista attraverso gli occhi di Abira, una giovane donna che, per amore, seguirà larmata dal suo villaggio nel nord della Siria fino a Cunassa, nelle vicinanze di Babilonia dove si svolge la battaglia che vedrà la vittoria sul campo dei greci ma anche la morte di Ciro, evento che rende impossibile il proseguimento della missione e costringe i mercenari ad intraprendere un durissimo viaggio di ritorno verso le coste del mar Nero.

Da notare che, sebbene larmata fosse inizialmente formata da circa tredicimila soldati, essa è passata alla storia come "i Diecimila"; di questi solo seimila arriveranno alla fine dellavventura.

                                     

1. Trama

Nel villaggio di Beth Qadà, nel nord della Siria, tre ragazze Abisag, Mermah e unaltra ragazza di cui lautore non specifica il nome assistono alla lapidazione di una straniera, appena arrivata, per un motivo che non riescono a comprendere. Durante la notte, per pietà e per curiosità, le tre si recano presso il corpo della straniera e quando la scoprono ancora viva, riescono a salvarla e a nasconderla in un capanno in disuso dove la curano. Ripresasi, la fanciulla afferma di chiamarsi Abira e di essere nativa di Beth Qadà, da dove era fuggita anni prima per seguire un guerriero. Le ragazze incuriosite vogliono conoscere tutta la storia ed Abira inizia a raccontare la sua avventura.

Anche lei, come loro, andava tutti i giorni ad attingere lacqua dal pozzo, ed era sempre stata convinta che la sua vita sarebbe stata simile a quella delle donne della zona: matrimonio combinato dai genitori, molti figli, nessuno svago e monotonia. Ma tutte le sue certezze svaniscono quando, un giorno, arriva lesercito di Ciro, ed ella conosce un giovane guerriero di nome Xeno, finendo per innamorarsene perdutamente. Lui le chiede di seguirlo ed Abira accetta, fuggendo dal villaggio. Agli occhi dei suoi paesani diventa così una traditrice, avendo infatti disonorato il suo futuro sposo e la sua famiglia e come tale avrebbe dovuto essere trattata se mai fosse ritornata.

Abira entra ben presto a contatto con il piccolo universo che marcia al seguito dellesercito, costituito da innumerevoli servitori, mercanti e prostitute, e ha anche modo di conoscere meglio lamante, Xeno: questi è sì un guerriero, ma il suo compito principale è di tenere un diario del viaggio, e verrà soprannominato, con un po di disprezzo, "lo scrittore".

Alle truppe viene inizialmente fatto credere che la loro missione sia di attaccare alcune tribù barbare che si erano ribellate, ma col passare del tempo a tutti diventa chiaro, anche con il contributo di Xeno, il vero piano di Ciro: sconfiggere il fratello maggiore Artaserse e prenderne il posto sul trono del più grande impero del mondo.

Lesercito di Ciro è formato da circa 100.000 asiatici al comando di Arieo e 13.000 greci guidati dallo spartano Klearchos; Ciro basa le sue speranze di vittoria soprattutto su di una parte di loro, i mitici "Mantelli Rossi", gli spartani, considerati la più potente arma di guerra da quando 300 di loro fermarono unimmensa armata persiana alle Porte Ardenti le Termopili, ottantanni prima.

Arrivati nella piana nei pressi del villaggio di Cunassa, i protagonisti si trovano la strada per Babilonia bloccata dallesercito guidato da Artaserse, che li sovrasta numericamente. I" Diecimila” si schierano nellala destra; allultimo momento, però, Ciro chiede loro di cambiare il piano di battaglia deciso, convergendo verso il centro dello schieramento avversario dove si trova Artaserse, ma Klearchos rifiuta, preferendo rispettare il piano stabilito nella notte. I greci attaccano lala sinistra persiana, travolgendola ed inseguendola per un lungo tratto. Quando verso sera tornano indietro, si aspettano di aver conseguito una vittoria schiacciante, ma, con amara sorpresa, trovano il campo di battaglia vuoto ed il corpo di Ciro impalato al centro. Inoltre, si rendono conto che i persiani controllano da lontano le loro mosse, timorosi, nonostante la superiorità numerica, di doversi scontrare e che sono riusciti a portare dalla loro parte Arieo e i 100.000 asiatici.

Dopo alcuni giorni di trattative, si decide che i greci potranno tornare indietro, accompagnati da un esercito persiano guidato da Tissaferne che dovrà recarsi in Lidia ad assumere la carica di satrapo in sostituzione di Ciro. I due eserciti iniziano così a risalire la valle del Tigri, mantenendosi a debita distanza, in quanto nessuno si fida dellaltro; nonostante ciò, quotidianamente avvengono scontri tra reparti avversari che aumentano le tensioni tra le due parti. Per porre fine a tale situazione, i persiani propongono un incontro a cui dovranno presenziare tutti i comandanti greci più alti in grado. In realtà si tratta di un tranello e Klearchos con tutti i suoi generali vengono catturati dai persiani, che si convincono che, senza i propri punti di riferimento, larmata greca cadrà nello scoraggiamento e nella disorganizzazione, divenendo quindi una facile preda, ma non hanno fatto i conti con Xeno, il misterioso Sophos che fino ad allora era sempre stato al margine delle azioni, ma che si rivela essere un ufficiale dalto grado dellesercito spartano in missione segreta, più un pugno di altri guerrieri che sostituiscono i generali morti e infliggono una pesante sconfitta ai persiani non appena tentano di attaccare.

Nonostante ciò la situazione non è per nulla favorevole ai Diecimila, in quanto lunica via possibile per tornare a casa è quella verso il nord che attraversa i monti abitati dai feroci Kardachia, da cui mai nessun corpo militare è riuscito a tornare vivo. Tra le strette valli ed i gelidi passi montani, la marcia dei greci si trasforma in un calvario, poiché i soldati sono continuamente attaccati dai Kardachi che, non osando sfidarli in campo aperto, li punzecchiano con tattiche da guerriglia, fino a spingerli allinguadabile fiume Kentrites che segna il confine col regno dellArmenia. Qui la sorte dellarmata greca sembra segnata: impossibilitati a proseguire, con un esercito persiano che li attende sullaltra sponda e coi Kardachi ora riunitisi in grande numero che minacciano di attaccarli quanto prima, sembrano destinati ad una morte cruenta. Invece avviene un colpo di fortuna: viene casualmente scoperto un guado pochi chilometri più a valle, che permette al grosso dellesercito di passare il fiume e prendere alle spalle larmata persiana sconfiggendola, mentre la retroguardia greca riesce a battere i montanari Kardachi, impreparati a combattere una battaglia campale.

Il satrapo dArmenia, Tirbaz, propone quindi un patto: lascerà passare i greci permettendo loro di approvvigionarsi, a patto però che questultimi in cambio lascino integre le terre ed i paesi attraversati. Sophos, che era stato precedentemente nominato comandante supremo, accetta, e la marcia verso nord ed il Ponto Eusino attuale Mar Nero dove vi sono colonie greche, può riprendere.

Nel frattempo Abira, che ha imparato il greco, continua la sua storia damore con Xeno, che la rende partecipe delle decisioni che la sua nuova posizione lo porta a dover prendere; pur essendo dubbiosa sui reali intenti dei persiani, non riesce a convincere Xeno del pericolo. Durante il cammino, inoltre, Abira si è fatta carico di aiutare Lystra, una giovane prostituta incinta che il lenone aveva abbandonato, e la missione di portare in salvo la vita della madre e del nascituro diventa per lei sempre più importante.

Arriva linverno, e lattraversamento del gelido altopiano armeno e delle catene montuose che lo intersecano si dimostra la prova più dura, poiché quando finalmente i greci arrivano al mare, si contano quasi 4000 morti, ma di questi meno di 500 sono caduti in combattimento, e tutti gli altri sono spirati per il freddo e gli stenti.

I soldati continuano per lunghe settimane la loro avanzata verso settentrione. Durante una tappa, arriva il momento per Lystra di partorire, ma il parto va per le lunghe, e quando lesercito riprende la marcia il bambino non è ancora nato. Abira decide di restare con la puerpera, alladdiaccio e sotto una tormenta di neve. Nonostante tutti i suoi sforzi, né la madre ne il figlio resistono alle terribili condizioni, e, quando finalmente Abira si rende conto che non ci sono più speranze e cerca di raggiungere larmata, la tormenta ha ormai cancellato ogni traccia. La giovane, sfinita, crolla al suolo pensando che sia la fine anche per lei, ma si risveglia allaccampamento, vicino a Xeno, che le spiega che è stata trovata dalle sentinelle poco fuori dal campo. Lei ha come il ricordo di cui un cavaliere, comparso dal nulla, che lha portata fin là, ma nessuno dice di averlo visto.

Quando arrivano presso le rive di un grande fiume che va verso est, Xeno lo identifica erroneamente come il fiume Fasi che egli sa sboccare proprio nelle vicinanze della colonia greca di Trapezus Trebisonda e quindi propone di seguirne il corso. Nessuno degli altri generali è daccordo, ma stranamente il comandante supremo, Sophos, gli dà fiducia. Ma dopo parecchi giorni di marcia è evidente che il fiume continua ad andare verso est, Xeno è confuso, ma Sophos non vuole modificare i suoi ordini. Tutti sono increduli e lunica che prova a capire realmente come mai Sophos, che si è sempre dimostrato un ottimo condottiero, perseveri in un atteggiamento suicida, è Abira, che con laiuto di alcune amiche riesce ad introdursi nella tenda di Sophos alla ricerca di qualche documento. Viene scoperta, ma in seguito al suo gesto Sophos è costretto a confessare il ruolo impostogli dai governanti spartani che volevano aiutare Ciro nel caso fosse riuscito a detronizzare il fratello ma senza che si sapesse nel caso al contrario Artaserse avesse sconfitto i ribelli, quindi larmata avrebbe dovuto vincere con Ciro o essere annientata in caso di sconfitta. Si sta verificando invece una terza situazione che, per Sparta, è pericolosissima, cioè che larmata tornasse indietro svelando il tradimento nei confronti del Gran Re; Sophos doveva impedire che ciò succedesse, anche a costo della propria vita. Messo di fronte alle proprie responsabilità, Sophos capisce che non può tradire quegli uomini che ormai ama come figli e decide di condurli alla salvezza, conscio che questo significherà la sua morte. Riprendono perciò a marciare verso nord e dopo lunghe tribolazioni finalmente giungono al mare ed entrano in Trapezus.

Lavventura sembra finita, ma lesercito viene spedito fino a Bisanzio dove viene fatto accampare allesterno della città senza ordini e senza viveri. Sophos muore, quasi certamente avvelenato da sicari spartani, e Xeno assume il comando. Abira nota che però egli è cambiato: non è più laudace sognatore di un tempo, ed anche quando ha ricevuto notizie da Atene che i suoi genitori gli hanno trovato una moglie, acconsente passivamente, senza preoccuparsi di Abira.

Larmata viene assunta da un signorotto della Tracia che mira alla conquista di un piccolo regno, ma allatto pratico non paga il dovuto e dopo breve tempo lesercito torna verso Bisanzio, dove emissari spartani li contattano per arruolarli in un corpo di spedizione che Sparta sta allestendo per attaccare il loro vecchio nemico Tissafene. Gli uomini accettano e quindi si recano fino al luogo di concentramento, non lontano da Sardi, la città da dove un paio di anni prima erano partiti. Qui Xeno considera conclusa la sua opera e lascia lesercito. Abira capisce che anche la loro storia è terminata se ne va tornando al suo villaggio.

Il racconto di Abira termina qui, ma qualche notte dopo, in unatmosfera irreale, dal vento del deserto compare un cavaliere con un candido mantello; è Menon, bello e feroce ", uno dei comandanti catturati dai persiani, lunico che poteva riuscire a sfuggire loro. Da sempre innamorato di Abira, egli aveva seguito le orme dellarmata, salvandola dalla tormenta ed ora era giunto a riprenderla.

Il romanzo termina con Abisag le amiche che osservano i due scomparire nella notte.

                                     

2. Personaggi

  • Menon, comandante catturato dai persiani e innamorato di Abira
  • Tissaferne, cognato di Artaserse, generale dellesercito persiano, diverrà satrapo di Lidia dopo la battaglia di Cunassa
  • Ciro, fratello di Artaserse e governatore della Lidia
  • Melissa, concubina di Ciro, in seguito amante di Kleanor
  • Lystra, giovane prostituta al seguito dellesercito
  • Klearchos, spartano, comandante dei mercenari greci
  • Artaserse II, Gran Re dei persiani
  • Xeno, nomignolo di Senofonte, giovane ateniese, arruolato nellesercito di Ciro per scriverne il diario, ne diverrà il comandante
  • Sophos, unico ufficiale regolare spartano nellarmata, ne diverrà il comandante supremo
  • Agasìas, Aghias, Menon, Proxenos, Socrate: generali dellesercito greco che cadranno in mano ai persiani
  • Parisatis, regina di Persia, madre di Artaserse e Ciro
  • Abira, protagonista e la voce narrante
  • Tirbaz, satrapo dArmenia
  • Abisag e Mermah, due delle ragazze che soccorrono Abira, sono affiancate da una terza della quale lautore non specifica il nome
  • Arieo, comandante del contingente asiatico dellesercito di Ciro
  • Kleanor, Timas, Xanthi: guerrieri greci, diverranno generali dopo la cattura dei vecchi comandanti
                                     

3. Edizioni

  • Valerio Massimo Manfredi, L’armata perduta, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2007, pp. 420, ISBN 978-88-04-56210-2.
  • Valerio Massimo Manfredi, L’armata perduta, Oscar Bestsellers, Arnoldo Mondadori Editore, 2016, pp. 431, ISBN 978-88-04-66717-9.