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ⓘ Castel Mella




Castel Mella
                                     

ⓘ Castel Mella

Castel Mella è un comune italiano di 11 003 abitanti della provincia di Brescia, nellhinterland meridionale della città.

                                     

1. Origine del nome

Il toponimo Castel Mella significa borgo sulle rive della Mella e va separato in Castello dal latino castellum" diminutivo di castrum ", borgo fortificato e Mella ", Castrum Novum de ultra Mellam" secolo XIII, Castelnovo Bressano" secolo XVI, Castel Novo" e "Castelnuovo" secolo XIX, "Castel Mella" con regio decreto 1795/1864 di Vittorio Emanuele II.

                                     

2.1. Geografia fisica Territorio

Castel Mella, dal punto di vista fisico, è delimitato: a nord est, dal fiume Mella; a sud est, dalla roggia Garzetta e dalla strada provinciale IX di Quinzano dOglio; a ovest, da due rogge, la Mandolossa e il Trolio; a nord, dalla strada statale 235 di Orzinuovi.

Castel Mella, dal punto di vista amministrativo, confina: a nord est, col Comune di Brescia; a sud est, col Comune di Flero e il Comune di Capriano del Colle; a sud ovest, col Comune di Azzano Mella; a ovest, col Comune di Torbole Casaglia; a nord, col Comune di Roncadelle.

                                     

2.2. Geografia fisica Idrografia

Il territorio si estende a cavallo tra lalta e la bassa pianura padana, nella zona di affioramento dei fontanili, che danno origine a tre rogge: la Bellina Piccola e la Bellina Grande le quali, in contrada dei livelli di sotto, si uniscono per formare ununica Roggia Bellina, che va a sfociare nel Mella; e il Fontanone, che sfocia nella Mandolossa. Nei tempi andati, le acque risorgive dei fontanili servivano per irrigare i campi, d’estate, per allagare le caratteristiche" marcite”, d’inverno, e infine per fornire energia motrice tutto l’anno a due mulini: il" Molino di Onzato” e il" Molino di Castelnuovo ”.

Il territorio castelmellese è bagnato anche da rogge che nascono altrove: il Trolio, la Mandolossa, la Sorbanella, la Garzetta. Infine, c’è il Vaso Pasini, fatto scavare nel 1929 dal podestà dellepoca, per irrigare i campi situati a ridosso della sponda destra della Mella.

                                     

3.1. Geografia antropica Contrade

Nell’Ottocento, come risulta dalla mappa napoleonica del 1810, la popolazione di Castel Novo era dislocata in tredici" Contrade ”:

  • Contrada Alle Fornaci sullo stradone per Quinzano d’Oglio
  • Contrada del Molino di Onzato
  • Contrada di San Pietro di Onzato
  • Contrada del Castello
  • Contrada della Piazza
  • Contrada dei Livelli di sotto
  • Contrada di Colorne
  • Contrada dei Livelli di sopra
  • Contrada della Mandolossa sulla strada per Torbole
  • Contrada della Breda sullo stradone per Orzinuovi
  • Contrada del Cortevazzo
  • Contrada della Madonnina del boschetto
  • Contrada del Fienile di là della Mella

Nell’autunno del 1996, quando è nato il" Palio delle Contrade”, quelle antiche sono state ridotte a quattro:

  • la Contrada del Castello, comprendente il centro storico di Castel Mella, gonfalone giallo;
  • la Contrada dei Fontanili, comprendente la zona dei fontanili e del parco" Giovanni Paolo II ”, gonfalone blu;
  • la Contrada delle Fornaci, comprendente l’Oltre Mella, gonfalone rosso;
  • la Contrada della Madonnina del boschetto, comprendente il borgo di Onzato, gonfalone" verde ontano”.


                                     

3.2. Geografia antropica Parchi comunali

I parchi comunali sono ventuno. Ne ricordiamo i più significativi.

  • Bosco Urbano dell’Opolo m² 16.030. È delimitato da Via Oriana Fallaci, Via Ugo La Malfa, Via Achille Grandi e Via don Giovanni Minzoni. Il nome ricorda le boscaglie di aceri che ricoprivano rigogliosi la plaga: infatti," ò pol”, nel dialetto bresciano, è l’acero campestre Acer campestre, usato come sostegno delle viti. Qui, c’erano i poderi chiamati" Opolo ” e" Opoletto”, registrati negli antichi Estimi Veneti.
  • Parco" Case del Santuario” m² 5.035. Il santuario è riferito alla Madonnina del boschetto. È delimitato da Via Santuario e da Via Pietro Nenni.
  • Parco" Manziana” m² 6.810. È situato lungo Viale dei Caduti già Viale della Rimembranza. È nato nel 1980 su un terreno donato dal Vescovo Carlo Manziana, cittadino onorario di Castel Mella, con lo scopo di" adibire l’area a parco giochi, per la gioia dei bambini, la serenità delle mamme e dei vecchi”.
  • Parco del Fontanone m² 5.940. Sorge sulla strada comunale per Cizzanello. Fiancheggia la Roggia Fontanone, le cui acque risorgive sgorgano da numerosi fontanili. È attrezzato come area ricreativa.
  • Parco" Fenile Mella” m² 4375. Prende il nome dalla cascina omonima, che si trova lì vicino. È delimitato da Via dei Marinai, Viale dei Caduti già Viale della Rimembranza e da Via Giorgio Amendola.
  • Parco" Giovanni Paolo II” m² 43.964. Si trova nel centro del paese. È delimitato dai fontanili della Cascina America, Via Eugenio Montale, Via Giuseppe Ungaretti e Via Bellina Piccola. È attrezzato per la pratica ricreativa e sportiva.
  • Parco" Borgo Nuovo” m² 7.920. È compreso tra Viale Lombardia, Via Luigi Einaudi e Via IV Novembre.
  • Parco" Colorne ” m² 4.120. È delimitato da Via Card. Giulio Bevilacqua e Via Colorne.
  • Parco del Polo Scolastico m² 5.000. Sorge vicino all’Istituto Comprensivo, con la scuola primaria" Fabrizio De André” e la scuola secondaria di 1º grado" Giacomo Leopardi ”. Fiancheggia Via Onzato.
  • Parco dei monumenti m² 2.165. È delimitato da Via Torbole già Contrada della Mandolossa, Via Angelo Lorini e Via Paolo VI. Ospita i monumenti all’Artigliere d’Italia, al Marinaio d’Italia e ai Caduti del lavoro.

L’area complessiva dei parchi comunali permette a ciascun abitante di Castel Mella di usufruire di circa 13 m² di verde pro capite.

                                     

4.1. Storia Le origini

Castel Mella al contrario della frazione di Onzato, che è di origine celtica e romana, è stato fondato dai longobardi nel secolo VI. Qui, è stata scoperta una tomba longobarda con corredo funebre una spada ed è stata innalzata una cappella" intitolata a San Siro, primo vescovo e patrono di Pavia, capitale del loro regno.

                                     

4.2. Storia Alto Medioevo

Nel secolo X, il borgo rurale di Castel Mella si trasformò in "castello civico" mediante un efficace sistema difensivo, per resistere alle feroci scorrerie degli Ungari. Fu scavato un grande fossato, riempito dacqua risorgiva e affiancato da un terrapieno, su cui correva la strada pubblica; fu edificata una cinta muraria con i torrioni di avvistamento; fu approntato un ponte levatoio, per mettere in comunicazione il borgo fortificato con la "Contrada dei Livelli" e la "Contrada del Castello" i resti di tale ponte erano visibili ancora nellultimo dopoguerra. In questarea fortificata di circa quattro piò bresciani, vivevano un centinaio di famiglie di contadini, artigiani e bottegai, che si addensavano nelle casupole strette attorno alla loro chiesuola.

                                     

4.3. Storia Basso Medioevo

Dopo lanno Mille, una ventata di rinnovamento ha investito il borgo e la popolazione è uscita dalla cinta murata per colonizzare il territorio circostante, bonificando terreni incolti, costruendo cascinali, aprendo botteghe artigianali e innalzando una nuova "cappella", per contenere laccresciuta popolazione.

Nel 1353, per decreto del vescovo di Brescia Bernardo Tricardo, nacque la parrocchia di san Siro, accorpando i benefici di tre "cappelle": di san Siro "de Castronovo ultra Mellam", dei santi Pietro e Paolo "de Onsado ultra Mellam", d i santa Maria de Onsado ultra Mellam", così da formare una prebenda sufficiente per mantenere in loco un prete stabile.

In questo periodo, "Castrum Novum ultra Mellam si organizzò in Comune Rurale, unistituzione tipica dellItalia centro-settentrionale. Nella Terra Bresciana, nacque nei secoli XI/XII e fiorì fino alla fine del secolo XVIII. Era amministrato da un Console coadiuvato da un Campàro, un Massàro e un Cancelliere e da una "Vicinìa", lassemblea dei capifamiglia originari ne erano esclusi i "nobiles et cives" e i forestieri, che dettava le norme comunitarie.

Durante la dominazione dei Visconti di Milano su Brescia 1337-1426, il" Comune de Castronovo ultra Mellam” era tra i più floridi della" Quadra di Capriano con Mairano”.



                                     

4.4. Storia Dominazione Veneta

Nella prima metà del secolo XIV, i Visconti di Milano dovettero cedere alla superiorità delle armi venete, che sancirono il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia su Brescia.

Nel corso della sua plurisecolare dominazione dal 1426 al 1797, Venezia - ha scritto uno storico bresciano - dimostrò di rispettare le secolari usanze locali, le guarentigie statutarie, gli ordinamenti repubblicani di origine comunale, tollerando una libertà della quale i precedenti governi signorili, autoritari ed accentratori, soprattutto quello visconteo, avevano destato il rimpianto". Di conseguenza, il Comune Rurale di Castelnuovo Mella mantenne intatta la propria autonomia amministrativa.

La vicinanza di Castelnuovo Mella a Brescia faceva sì che ogni volta che la città era cinta da assedio, il territorio suburbano ne pagasse le conseguenze in saccheggi, violenze, carestie, epidemie. Ne ricordo un paio. Il memorabile assedio del 1438, durante la campagna militare condotta da Milano per riprendersi Brescia, che si era consegnata a Venezia. In soccorso dei Bresciani, che resistevano eroicamente, la leggenda narra che intervennero i santi protettori Faustino e Giovita. Il famoso "sacco di Brescia" del 1512 ad opera di Gastone de Foix, luogotenente di Luigi XII re di Francia e duca di Milano. Dal giovedì grasso all’inizio della quaresima, fu un Carnevale di sangue e di terrore, durante il quale echeggiò un grido agghiacciante:" Sacco, sacco. Carne, carne. Ammazza, ammazza.

                                     

4.5. Storia Età Moderna

Nel biennio 1609-1610, mentre era Podestà di Brescia Giovanni da Lezze, risulta che" le ville picciole di Castel Novo, Onsado e Colorne” facevano parte della" Quadra di Mairano". La prima aveva 63" fuoghi” famiglie e 500 anime; la seconda, 23" fuoghi” famiglie e 119 anime; la terza, 10" fuoghi” famiglie e 50 anime.

Durante la guerra per la successione spagnola, negli anni 1701-1706, il territorio di Castel Novo e Onzato di Mella è stato devastato dalle soldatesche imperiali e francesi. Alla fine, forse per farsi perdonare la" neutralità disarmata ”, il Governo Veneto invitò i cittadini a chiedere il risarcimento degli ingenti danni subiti.

L’anno 1797 è stato un anno cruciale per Brescia: è terminato il dominio della Repubblica di Venezia; è vissuta lo spazio di pochi mesi la Repubblica Bresciana; è iniziata la dominazione francese, che durerà fino al 1814." La Comune di Castel Novo con Colorne e Onzato” fece parte prima della" Municipalità di Azzano ” e poi della" Municipalità di Flero”, all’interno del Dipartimento del Mella.



                                     

4.6. Storia Età Contemporanea

Dal 1815 al 1859 Brescia appartenne al Regno Lombardo-Veneto, sotto il dominio degli austro-ungarici. Il Comune ritornato di genere maschile, secondo una consuetudine secolare! di Castelnuovo apparteneva al" Distretto di Bagnolo”. Il territorio con le sue contrade è descritto in modo dettagliato in un documento conservato c/o l’Archivio Comunale

Grazie al Risorgimento Nazionale, Castelnuovo si trova a far parte prima del Regno di Sardegna 1859 e poi del Regno dItalia 1861. Dal 1864, per decreto regio di Vittorio Emanuele II, Castelnuovo si chiama Castel Mella.

Nel 1865, la ponticella di legno sul Mella lasciò il posto al ponte in muratura coi rivestimenti in pietra di Botticino. Per l’occasione, si eseguirono imponenti lavori per rettificare l’alveo del fiume, raddrizzare la strada comunale diretta alla" strada regia” per Brescia e rafforzare gli argini. Alle ingenti spese parteciparono – oltre a Castel Mella - i Comuni del" Consorzio della Sponda Sinistra della Mella, dalla confluenza della Sorbana sino al confine con Capriano del Colle ” e del" Consorzio della Sponda Destra della Mella, dalla montata di Roncadelle sino al Fienile Cattaneo”.

                                     

4.7. Storia La belle époque

Durante le "belle époque" "lepoca bella": così è chiamato il periodo che va dalla fine dellOttocento allo scoppio della prima guerra mondiale, sindaco Cav. Daniele Pasini, le contrade del paese furono fornite di" pompe pubbliche” di acqua potabile; vennero illuminate da" lampade pubbliche” ; l’istruzione popolare a carico del Comune fu riordinata con l’istituzione di un triennio di" classi miste ”; fu aperto il" Lazzaretto” sulla strada per Torbole, per la quarantena di chi era colpito da epidemie allora, frequenti; nacque la Società Operaia Cattolica" San Giuseppe ”, una società di mutuo soccorso; la popolazione aumentò da 1.159 1901 a 1.375 abitanti 1911.

                                     

4.8. Storia Novecento, il secolo breve

Il Novecento è stato chiamato "il secolo breve": viene fatto iniziare nel 1914, con lo scoppio della prima guerra mondiale e viene fatto terminare nel 1989, con la caduta del Muro di Berlino.

Nel 1917, nei giorni 11/12/13/14/15 del mese di novembre, durante la Grande Guerra, di passaggio per Brescia diretto al fronte, si accampò a Castel Mella il 63º Battaglione degli Alpini Francesi. Il paese contava allora 1.359 abitanti, con l’arrivo dei francesi, la popolazione raddoppiò!

Nel 1937, i ragazzi passarono un mese - dal 12 luglio al 12 agosto - nella colonia elio-fluviale sulle rive della Mella.

Nel 1938, la scuola elementare completò il ciclo quinquennale con l’istituzione della classe quinta mista.

Nel 1964, venne istituita la scuola media statale" Giacomo Leopardi”.

Nel 1966, 4 novembre, la Mella ruppe gli argini e sommerse il paese sotto due metri di acqua e fango.

Nel 1974, in autunno, in piazza san Siro, aprì i battenti la Biblioteca Comunale.

Nel 1999, in Via Giuseppe Di Vittorio, si inaugurò il Centro di Formazione Professionale, a cura dellAssociazione Industriale di Brescia.

                                     

5. Monumenti e luoghi dinteresse

A Castel Mella, un turista curioso può fare una piacevole passeggiata, sicuro di non rimanere deluso dalle bellezze naturalistiche come i fontanili, artistiche come le chiese e storiche come Villa Fenaroli.

                                     

5.1. Monumenti e luoghi dinteresse La chiesa dei santi Siro e Lucia

La chiesa parrocchiale dei santi Siro e Lucia, si trova in piazza san Siro. È stata innalzata, rimaneggiando una precedente chiesa di fondazione longobarda, negli anni 1708-1747, dall’architetto bergamasco Bernardo Fedrighini da Predore, su incarico dell’arciprete Marc’Antonio Bedussi, nativo di Castelnuovo. Di stile barocchetto lombardo, è adorna di pregevoli opere d’arte. Nell’abside, cè una pala del pittore Paolo da Caylina il Giovane ante 1485-post 1554 racchiusa in una ricca soasa di Francesco Pialorsi, della famiglia di intagliatori noti come" Boscaì ”, e ci sono le statue policrome dei santi Siro e Lucia dello scultore Beniamino Simoni 1712-1787. Le tre cupole le pareti sono ricoperte da un ciclo di affreschi sulla vita di Gesù, sui patroni Siro e Lucia, sugli evangelisti, sui profeti dell’antico testamento e sui dottori della chiesa latina, del pittore Giovanni Antonio Cappello 1669-1741. Il portone di bronzo dello scultore Maffeo Ferrari da Brescia, inaugurato nell’Anno Santo 2000 è chiamato" la porta del terzo millennio”. Oltre allaltar maggiore, vi sono quattro altari. L’altare del SS. mo Sacramento è abbellito dalla pala del pittore Angelo Paglia 1681-1763. L’altare dei Santi custodisce un prezioso reliquiario settecentesco d’argento. Laltare della Madonna del Rosario è ornato da una pala settecentesca con la sacra conversazione dei santi Carlo Borromeo, Veronica Giuliani, Domenico Guzmàn e Pietro Apostolo con la Vergine e il Bambino di autore ignoto. Laltare della Madonna col Bambino, infine, ospita una statua policroma dellintagliatore Andrea Comploj, copia della Madonna dei Chierici", della cattedrale di Volterra, opera dello scultore Francesco di Valdambrino 1363-1435. Nella chiesa sono ospitate altre opere pregevoli: la pala della Natività del pittore Giacomo Bergomi 1923-2003 e la pala del pittore Camillo Rama 1586-1627, proveniente dall’oratorio di san Giovanni Battista nella frazione di Colorne.

                                     

5.2. Monumenti e luoghi dinteresse Loratorio di san Giovanni Battista

Nella frazione di Colorne, in una grande cascina, sorge unelegante cappella gentilizia, il cui anno di costruzione è inciso sul portale dingresso, 1599. È dedicata a san Giovanni Battista. Ha un unico altare, ornato da una pregevole pala del pittore bresciano Camillo Rama 1586-1627. Loratorio è chiuso al culto e la pala seicentesca è temporaneamente trasferita nella chiesa parrocchiale di Castel Mella.

                                     

5.3. Monumenti e luoghi dinteresse La santella di Colorne

È una santella molto antica, già segnalata nella visita pastorale alla parrocchia di san Siro del 15 settembre 1703, dove mons. Marco Dolfin, vescovo di Brescia, documenta che "esiste una santella sulla Via Regia, verso Ponte Gattello, che suscita la pietà e la devozione dei fedeli". Attualmente, la santella si trova, inglobata in una rotonda, lungo la strada provinciale IX di Quinzano dOglio.

                                     

5.4. Monumenti e luoghi dinteresse Il santuario della Madonnina del boschetto

Nella frazione di Onzato, c’è il santuario della Madonnina del boschetto che sorge in un luogo considerato sacro prima dai Celti dal IV secolo a.C., poi dai Romani dal I secolo a.C. e infine dai Cristiani dal IV secolo.

L’attuale chiesa, di stile barocchetto lombardo, è stata costruita negli anni 1730-1737 dall’architetto comasco Antonio Corbellini di Pellio Superiore, in Valle d’Intelvi, lo stesso della chiesa parrocchiale dei santi Siro e Lucia di Castel Mella. Custodisce un incantevole affresco cinquecentesco con la Natività di Gesù, di un Maestro della Scuola Bresciana del Cinquecento. È adorno di pregevoli opere d’arte, come la pala settecentesca del pittore Antonio Moretti, i quadri settecenteschi sulla Passione di Gesù, gli affreschi novecenteschi del pittore Giuseppe Riva da Bergamo, il tabernacolo dell’altar maggiore rivestito da un bronzo dorato dello scultore Federico Severino da Brescia. Degno di nota è l’altare degli Apostoli Pietro e Paolo, perché conserva una pala cinquecentesca con una sacra conversazione degli Apostoli Pietro e Paolo con Maria col Bambino. Che proviene dalla pieve paleocristiana dei santi Pietro e Paolo, sorta nei primi secoli dellera volgare nel borgo di Onzato, e chiusa al culto nell’anno 1929.

                                     

5.5. Monumenti e luoghi dinteresse Villa Fenaroli

Allincrocio tra via Onzato e via Madonnina del boschetto, all’interno di una corte rustica, si erge la bella Villa Fenaroli, unelegante dimora signorile di campagna, con porticato e brolo recintato, costruita nel Seicento. Ne è proprietaria da quattro secoli, la nobile famiglia Fenaroli, del ramo Corneto di Franciacorta. Villa Fenaroli con annessi rustici e brolo è tutelata dalla legge 1089/1939, dal Ministero per i Beni le Attività Culturali.

                                     

5.6. Monumenti e luoghi dinteresse LUfficio Vecchio

Allinizio di Via Roma già Via Municipio, sorge unantica costruzione di mattoni, solida e slanciata, l’” Ufficio Vecchio”, così chiamato perché è stata sede del Municipio, dal 1860 al 1895. Era nato nel 1563 come Scuola della Dottrina Cristiana". Laveva edificato don Andrea Bertolotto, descritto nella visita pastorale del 1565 come curatus parochialis ecclesie, vir probus et populo gratus" il curato della chiesa parrocchiale è un uomo dabbene e ben voluto dalla gente. Il quale, dato che il parroco, il medico cremonese Francesco Maifredi, non risedeva in loco ", doveva farsi carico, lui solo, del governo della parrocchia di san Siro. Lanno di edificazione, 1563, è inciso su una lapide murata sul retro).

                                     

5.7. Monumenti e luoghi dinteresse La Macina

In aperta campagna, c’è" La Macina” ” La Màsnö”, nella parlata locale, un tempo il" Molino di Onzato”. Dagli estimi veneti settecenteschi, risulta che il notaio Faustino Salvi del fu Giovanni Battista era proprietario del mulino a due ruote e della macina dolio. Dunque, il toponimo La Macina" significa che qui si macinava ": presso il mulino, le "biade grosse" le biade minute" e presso la macina dolio, i semi di lino, i vinaccioli, le noci.

Oggi, c’è l’osteria" La Masna”, nota in provincia per i piatti della tradizione contadina. Sulla facciata, una lapide, fatta murare nell’anno 1902, ricorda le scampagnate di una brigata di amici.

                                     

5.8. Monumenti e luoghi dinteresse La torre della Terra di Onzato

In vai Madonnina del boschetto, all’interno della cascina Taglietti, si erge la medievale" Torre della Terra di Onzato”, da cui le sentinelle sorvegliavano il territorio e quando avvistavano l’arrivo degli invasori, davano l’allarme alla gente nei campi affinché si mettesse al sicuro nei cascinali fortificati. Nella cascina rurale sono visibili i segni delle trasformazioni subite nel corso dei secoli. È nata come "villa rustica romana nel I secolo a. C., è diventata curticella longobarda nellAlto Medioevo, si è trasformata in cascina fortificata nel Basso Medioevo, e infine ha preso laspetto attuale di cascina lombarda" nel Novecento.

                                     

5.9. Monumenti e luoghi dinteresse La torre degli artiglieri

In Via Vittorio Emanuele II, sorger la "torre degli artiglieri", chiamata così dalla gente perché se è ancora in piedi, lo si deve agli artiglieri, che lhanno presa in consegna cadente e restaurata a regola darte, ponendovi poi la sede della loro associazione. Questa torre è lunica reliquia superstite dellantica cinta fortificata che proteggeva il "castello civico", innalzato nellAlto Medioevo, per difendersi dalle feroci scorrerie degli Ungari 899 - 955, che avevano fama di mangiare, ancora palpitante, il cuore dei nemici vinti. Per questo motivo, è stata assunta a stemma moderno del Comune di Castel Mella.

                                     

5.10. Monumenti e luoghi dinteresse I fontanili

Come noto, i fontanili hanno origine dalle acque della falda freatica che affiorano in superficie in corrispondenza del passaggio dai suoli grossolani e permeabili dellalta pianura a quelli compatti e impermeabili della bassa pianura. Il territorio di Castel Mella, trovandosi proprio a cavallo tra lalta e la bassa pianura padana, pullula di risorgive e di fontanili. Le cui acque un tempo irrigavano i campi, destate, allagavano le marcite, dinverno, e fornivano la forza motrice al Mulino di Onzato e al Mulino di Castelnuovo.

Al giorno doggi, il turista amante della natura può fare una scampagnata al Parco del Fontanone", a sud del paese, dove lacqua dei fontanili - che sgorga a temperatura costante sui 10°/13° in tutte le stagioni dellanno - rinfresca lafa estiva e mitiga i rigori invernali.

                                     

5.11. Monumenti e luoghi dinteresse Il camposanto

Durante il medioevo e l’età moderna, i morti sono stati sepolti sul sagrato: davanti alla chiesa dei santi Siro e Lucia, quelli di Castelnuovo e davanti alla chiesa degli apostoli Pietro e Paolo, quelli di Onzato, fino a quando Napoleone non impose l’obbligo di spostare i cimiteri fuori dai centri abitati. Nell’anno 1813, perciò, venne inaugurato il nuovo camposanto, nella campagna di Onzato. Da allora, tutti i morti della comunità riposano qui, nell’unico cimitero del paese. La parte più antica a sinistra dellentrata principale viene chiamata il camposanto degli innocenti", perché è riservata ai bambini morti in tenera età, e perciò innocenti. Al centro del cimitero, c’è la cappella dei sacerdoti defunti, con le epigrafi dei parroci un tempo sepolti sotto il pavimento della chiesa parrocchiale.

                                     

5.12. Monumenti e luoghi dinteresse Tre viaggiatori a Castel Mella

Castel Mella è uno dei cento borghi della provincia bresciana trascurati dai grandi flussi turistici. Tuttavia, tre viaggiatori ci sono passati ne hanno parlato con cognizione di causa: Carlo Cocchetti, medico, insegnante e storico; Gustavo Strafforello Porto Maurizio, Imperia 1818 – 1903, letterato e patriota del Risorgimento Italiano; Maria Grazia Sandri Darfo, 1944, architetto e pubblicista.

                                     

5.13. Monumenti e luoghi dinteresse 1858, C. Cocchetti

Castelnovo, in bella pianura alla destra del Mella, dista circa un miglio dalla strada maestra che da Brescia mette a Quinzano e a Cremona. Ha con sé le contrade Colorne e Onzato, ov’era una lapida a Giove. Castelnovo, con 849 abitanti, si trova nel Distretto di Bagnolo ”.

                                     

5.14. Monumenti e luoghi dinteresse 1898, G. Strafforello

Castel Mella 1008 abitanti. Il territorio di questo Comune si stende sulla destra del fiume Mella, al nord-ovest di Bagnolo. Castel Mella 106 metri sul mare, capoluogo del Comune, è un villaggio di circa 500 abitanti, in posizione amena, non lungi dalla sponda del fiume e, sebbene abbia carattere affatto rurale, è di aspetto piacevole, con edifizi moderni e rimodernati. La circostante campagna è popolata di fattorie e cascinali. Che, isolati od in piccoli gruppi, formano le frazioni complementari del Comune. Prodotti del suolo, bene irrigato, lavorato con grande cura e fertilissimo, sono: cereali d’ogni specie, gelsi e foraggi. L’allevamento del bestiame da stalla e da cortile e la produzione di bozzoli sono le industrie di maggiore sussidio all’agricoltura. In Castel Mella trovansi anche tre fornaci per la cottura dei laterizi, alla lavorazione dei quali attendono giornalmente circa 160 operai”.

                                     

5.15. Monumenti e luoghi dinteresse 1985, M. G. Sandri

Onzato di Castel Mella: Villa Fenaroli. Onzato è una frazione rurale del Comune di Castel Mella. Nella via omonima, al numero civico 2, all’interno di una corte rustica, sorge questa casa elegante, dalla fronte asimmetrica, ora adibita in parte a deposito di prodotti agricoli. Il portico a quattro archi su colonne ha volte a crociera le porte d’accesso alle sale del piano terreno, con volta, presentano una terminazione a timpano triangolare. Attraverso il portale bugnato di fondo, si sale alla scala d’angolo. Un cancello retto da pilastri di marmo, immette nel brolo recintato. La costruzione della villa risale al secolo XVII ”.

                                     

5.16. Monumenti e luoghi dinteresse Araldica civica

Nel corso dei secoli, le famiglie gentilizie, gli enti ecclesiastici e i comuni si sono dati dei simboli come segni di riconoscimento e di identità. Castel Mella possiede lo stemma e il gonfalone concessi dalla Presidenza del Consiglio, Ufficio Onorificenze e Araldica, con Decreto 25 novembre 1958. Inoltre, a partire dalla prima edizione del Palio, autunno 1996, possiede i gonfaloni delle quattro Contrade.

                                     

5.17. Monumenti e luoghi dinteresse Stemma civico

Lo stemma di Castel Mella raffigura uno scudo con torre medievale, comunemente identificata col torrione della cinta fortificata dell’antico" castello civico ”, di fondazione longobarda, ora sede della associazione degli artiglieri. Lo scudo è ornato da due rami di quercia e di alloro, uniti da un nastro. Ed è sormontato da" una corona turrita, formata da un cerchio aperto da quattro pusterle tre visibili, sostenente una cinta, aperta da sedici porte nove visibili, ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d’argento e murato di nero” ex Regio Decreto 652/1943. Con una corona turrita sopra il capo, viene raffigurata simbolicamente l’Italia.

                                     

5.18. Monumenti e luoghi dinteresse Gonfalone civico

Il gonfalone di Castel Mella è un drappo di colore bianco, ornato da ricami d’argento. Al centro, lo scudo con torre medievale, è ornato da due rami di quercia e di alloro, uniti da un nastro, ed è sormontato da una corona turrita. In alto, campeggia la scritta argentata" COMUNE DI CASTEL MELLA”. Ricordo che i merli" a coda di rondine” sono ghibellini mentre i merli guelfi hanno la sommità squadrata.

                                     

5.19. Monumenti e luoghi dinteresse Gonfaloni delle contrade

Dall’anno 1996, data di nascita del palio, Castel Mella è suddivisa in quattro Contrade, ognuna delle quali è dotata di gonfalone.

Il gonfalone della Contrada del Castello, di colore giallo, raffigura il torrione superstite della cinta fortificata del" castello civico”, di fondazione longobarda, ora sede della associazione degli artiglieri.

Il gonfalone della Contrada dei Fontanili, di colore azzurro, raffigura uno dei fontanili che hanno sempre allietato la campagna castelmellese.

Il gonfalone della Contrada della Madonnina del boschetto, di colore verde" ontano”, raffigura l’antico santuario di Onzato, frazione di Castel Mella, innalzato in una località sacra ai Celti e ai Romani.

Il gonfalone della Contrada delle Fornaci, di colore rosso, raffigura una delle fornaci di laterizi che operavano in Colorne, frazione di Castel Mella.

                                     

6.1. Società Istituzioni, enti e associazioni

Castel Mella è ricco di associazioni e circoli che animano la vita comunitaria. Il loro elenco, completo e dettagliato, è consultabile sul sito ufficiale del Comune www.comune.castelmella.bs.it. Meritano di essere segnalati:

  • Associazione Nazionale Marinai d’Italia, sezione di Castel Mella
  • Oratorio" Paolo VI ”
  • A.I.D.O. / Associazione Italiana per la Donazione degli Organi, Tessuti e Cellule, sezione di Castel Mella
  • Centro Diurno Anziani
  • S.A.R.C. / Soccorso Ambulanza Roncadelle Castel Mella
  • A.I.L. / Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma, delegato comunale
  • Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, sezione di Castel Mella
  • Gruppo Volontari del" Fontanone”
  • Associazione Genitori dell’Istituto Comprensivo di Castel Mella
  • A.I.R.C. / Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, delegato comunale
  • Associazione ProVita, delegato comunale
  • Maison des enfants, sezione di Castel Mella
  • C ircolo A.C.L.I." Anita Bertoli”: Patronato, Punto Famiglia, Sportello Informalavoro, Lega Consumatori
  • A.N.M.I.L. / Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, delegato comunale
  • Associazione Nazionale Alpini d’Italia, sezione di Castel Mella
  • A.V.I.S. / Associazione Volontari Italiani del Sangue, sezione di Castel Mella
                                     

7. Cultura

Giornali locali

A Castel Mella, si stampano due periodici di informazione:" Qui, Castel Mella ”, a cura dell’Amministrazione Comunale e" L’Onda del Mella”, a cura della Parrocchia di san Siro.

                                     

7.1. Cultura Biblioteca comunale

La Biblioteca Comunale, fondata nel 1974, si trova vicino al Polo Scolastico e all’Auditorium" Giorgio Gaber ”. È associata al "Sistema Bibliotecario Sud Ovest Bresciano" e alla" Rete Bibliotecaria Bresciana”. Dal 2008, organizza il" Gruppo di Lettura ” e la" Bancarella del libro ”.

                                     

7.2. Cultura Sistema scolastico

A Castel Mella, sono presenti: due asili nido, due scuole dell’infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di 1º grado. Cè poi un Centro di Formazione Professionale, che fa capo allAssociazione degli Industriali Bresciani.

                                     

7.3. Cultura Giornali locali

A Castel Mella, si stampano due periodici di informazione:" Qui, Castel Mella ”, a cura dell’Amministrazione Comunale e" L’Onda del Mella”, a cura della Parrocchia di san Siro.

                                     

7.4. Cultura Musica

A Castel Mella sono attivi: la Banda Musicale" Giuseppe Verdi ”, fondata nel 1975, con annessa Scuola di Musica" don Vittorio Bergomi ”, che suona nelle principali manifestazioni civili e religiose della comunità, e il Gruppo Polifonico" Giovanni Paolo II”, c/o l’oratorio" Paolo VI”, che canta nelle funzioni solenni nella parrocchiale dei santi Siro e Lucia.

                                     

7.5. Cultura Tracce

È un’associazione culturale con sede in Colorne, che organizza serate a sfondo filosofico, storico, etnografico. Ultimamente, ha avviato il progetto" Gente di terra e di fiume” per valorizzare la storia locale del Novecento. Raccoglie le testimonianze dei Castelmellesi più anziani interviste e foto, per arricchire il proprio e l’archivio storico-etnografico del Comune. Organizza, insieme al Comune, delle rappresentazioni teatrali sulla vita novecentesca del paese" Lo sguardo di Piero”," La vita la t’enségna öna infinità dè ròbe”," Adesso ti racconto quanto ho lavorato”.

                                     

7.6. Cultura Mondo Bambino

È una o.n.l.u.s. con sede in Onzato, che si propone di collaborare con le istituzioni scolastiche, le associazioni e l’Ospedale dei Bambini per sostenere i bambini e i ragazzi in difficoltà con progetti specifici" Ospedale dei bambini ”," Coro Mondo Bambino ”," CD Risonanze ”," Rogo della Vecchia”, etc. Ogni anno, all’inizio dell’estate, c/o il Parco Giovanni Paolo II di Castel Mella, organizza la festa" Mondo Bambino”.

                                     

7.7. Cultura CreArt

È una scuola per imparare le tecniche del disegno, della pittura, della decorazione. E per approfondire lo studio della storia dell’arte, con visite guidate ai siti artistici, anche locali. È tenuta da Cristina Treccani ed ha sede in piazza san Siro. Al termine di ciascun anno scolastico, si tiene una mostra collettiva dei lavori svolti dagli allievi.

                                     

7.8. Cultura Museo del falegname

È intitolato al" Cav. Pietro Ferrari ”, falegname provetto e appassionato collezionista di tutto ciò che concerne la lavorazione del legno. Il museo, nato nel 2000, espone in modo ordinato e con didascalie appropriate un migliaio circa di antichi strumenti e macchinari di falegnameria. Si trova in via G. Di Vittorio, nella zona artigianale di Castel Mella, a ridosso della strada statale 235 di Orzinuovi.

                                     

7.9. Cultura Sagra del loertìs

Si svolge in primavera e dura una settimana, durante la quale gli stand gastronomici in Piazza Unità d’Italia e i ristoratori di Castel Mella offrono menu con specialità a base di" loertìs ”. Così sono detti nel dialetto bresciano i teneri e gustosi germogli di luppolo" Humulus lupus”, che fioriscono lunghe le ripe delle rogge e dei fossi della campagna castelmellese. In contemporanea, si tengono mostre d’artigianato, esposizioni di pittori, concerti di musica e bancarelle di libri.

                                     

7.10. Cultura Sagra della Madonnina del boschetto

È la manifestazione più importante di Onzato, frazione di Castel Mella. Si svolge in occasione dell’8 settembre, festa della Natività di Maria. Dura un’intera settimana ed è ricca di iniziative religiose, artigianali, musicali e gastronomiche. Suggestiva, la processione" aux flambeaux ”, che si snoda attraverso il borgo antico di Onzato.

                                     

7.11. Cultura Palio delle contrade

Si svolge in autunno e dura una settimana, durante la quale si possono gustare i piatti della tradizione contadina e si svolgono varie iniziative sportive, musicali e culturali. Il momento culminante della sagra è la serata conclusiva, di sabato, con la corsa a staffetta, in cui gli atleti delle Contrade del Castello, dei Fontanili, delle Fornaci e della Madonnina del boschetto si contendono il palio, sfidandosi attraverso le vie del paese.

                                     

7.12. Cultura Santa Lucia

Nelle Terre Bresciane, come negli ex domini della Serenissima Repubblica di Venezia, Lucia di Siracusa è la santa che porta doni ai bambini buoni, mentre ai cattivi riserva cenere e carbone. Il 12 dicembre, la vigilia, nel piazzale dell’Oratorio" Paolo VI” si raduna una folla di bambini, che attende impaziente l’arrivo della santa, di vaporosi veli vestita, col baroccio e l’asinello. All’arrivo, i bambini le consegnano le loro letterine con la richiesta dei doni sognati. Santa Lucia ricambia con dolcetti, li saluta e poi riparte per il lungo viaggio notturno. Il mattino del 13 dicembre, festa di Santa Lucia, i bambini scopriranno se i loro desideri sono stati esauditi.

                                     

7.13. Cultura Carnevale

Si festeggia nei tre giorni antecedenti il Mercoledì delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima. Centro organizzatore è l’Oratorio" Paolo VI”. Da qui, la domenica, si muove la sfilata dei carri allegorici che si snoda attraverso le vie del paese. Qui, viene impiantato un luna park coi divertimenti per bambini e ragazzi. Qui, sono aperte le bancarelle coi dolci della tradizione: frittelle, frittellone e lattughe. Qui, il lunedì, nel teatro, si rappresenta la commedia dialettale della Compagnia" Spèto che rìe” Aspetta che arrivo!. E qui, il martedì grasso, si chiude il Carnevale col concorso a premi delle mascherine più belle, che si esibiscono davanti alle famiglie e al paese.

                                     

7.14. Cultura Rogo della Vecchia

Il giovedì di Mezzaquaresima, detto" giovedì grasso ”, a Castel Mella," sa brùső la èciő”, cioè" si brucia la vecchia”. È un rito antichissimo che un tempo segnava il passaggio da un anno all’altro, adesso segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. In aperta campagna, si mette insieme una catasta di ramaglie e di fascine, su cui si pianta un pupazzo con le sembianze d’una vecchia coi capelli di stoppa. Rappresenta Madre Natura che, giunta al termine del ciclo annuale, ha il volto della Vecchierella che se ne va insieme agli ultimi rigori invernali. Il" Rogo della Vecchia” è organizzato da" Mondo Bambino”, onlus che collabora con le istituzioni scolastiche e l’Ospedale dei Bambini, per aiutare i ragazzi con problemi di disagio.

                                     

8. Infrastrutture e trasporti

Strade

Sono due le strade di scorrimento che servono il territorio di Castel Mella, ma esse aggirano labitato principale delineando i confini con i territori amministrativi limitrofi: lex strada statale 235 di Orzinuovi, dal 2001 SP BS 235, divide Castel Mella da Roncadelle, e la provinciale IX Brescia-Quinzano che funge da confine con Flero.

Nella parte meridionale del territorio comunale passa il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari: il casello autostradale più vicino è quello di Azzano Mella.

Mobilità interurbana

Il comune è servito da due linee appartenenti alla rete di trasporto urbano di Brescia: la 16, diretta a Sanpolino, a servizio dellabitato di Onzato, e la 17, diretta allOspedale, che serve labitato principale e la località Fornaci.

                                     

9. Sport

A Castel Mella, sono attivi circoli e società che praticano lo sport sia a livello dilettantesco che professionistico. Il loro elenco completo è reperibile sul sito del Comune www.comune.castelmella.bs.it. Qui, si segnalano:

  • Bocciofila c/o Bocciodromo di Via Cortivazzo
  • Amatori Calcio Castel Mella
  • Polisportiva c/o Palestra Comunale" Giovanni Brera ”
  • A.N.U.U. Associazione Nazionale Migratoristi Italiani per la conservazione dell’Ambiente Naturale,
  • Amatori Ciclisti G. S." Arici ”
  • Federcaccia, sezione di Castel Mella
  • U.S.O. Castel Mella Calcio c/o Oratorio" Paolo VI”
  • A.S.D." Castel Mella 1963” c/o Centro Sportivo Silvano Meneghini
  • C.S.I." Oratorio Castel Mella ” c/o Oratorio" Paolo VI”

sezione di Castel Mella

  • Sci Club Castel Mella
  • Rugby" Oltre Mella ”
  • Gruppo Ciclistico" Leonessa 99”
  • MiniBasket" Brescia Basket Roncadelle ”
                                     

10.1. Curiosità Antichi abitatori di" Castronovo de ultra Mellam”

Castel Mella è stato fondato dai Longobardi, nell’alto medioevo. Tuttavia, i nomi dei primi abitatori, nero su bianco, sono documentati nel basso medioevo e si trovano in un rogito notarile del 25 gennaio 1230, dove la badessa del monastero benedettino dei santi Cosma e Damiano Brescia si accorda col prevosto di san Luca delle Chiusure per una permuta di terreni, sparsi nel contado, tra cui" Castronovo de ultra Mellam ”… Si chiamano:" Martinus Ferarius”," Iohannes”," Abramus”. Cioè: Martino Fabbro ferraio artigiano che lavora il ferro, Giovanni, Abramo; i primi due erano nomi molto diffusi; il terzo, invece, era un nome raro, di chiara origine ebraica un ” indizio ” di presenza ebraica in" Castronovo de ultra Mellam”.

                                     

10.2. Curiosità Il segretario comunale più longevo

Ambrogio Seriati è stato segretario comunale per trentadue anni, dal 1º luglio 1882 al 1º luglio 1914. Quando si dimise dall’incarico, a 70 anni, il Consiglio Comunale gli concesse" un sussidio annuo di Lire 1.000.00 vita natural durante ”, con questa motivazione:" Il signor Seriati fu sempre puntuale al suo servizio, disimpegnando con zelo e amore al disbrigo delle sue mansioni, con soddisfazione dell’Amministrazione Comunale e della popolazione, zelante sempre per l’interesse del Comune”.

                                     

10.3. Curiosità Beghe da strapaese

Tra Castel Mella e Roncadelle non è mai corso buon sangue. La storia dice che Roncadelle, come Comune, è nato soltanto all’inizio dellOttocento, in ritardo di molti secoli rispetto alla maggioranza dei Comuni Bresciani e al Comune Rurale di Castel Mella, già fiorente nel Medioevo. Da qui, forse, il desiderio di rivalsa dei Roncadellesi, e la loro voglia di espandersi al di là dei propri confini storici, ai danni del Comune e della Parrocchia Castelmellesi. Una subdola" campagna espansionistica”, che va avanti da mezzo secolo, e la cui eco si fa sentire, rumorosa e petulante, sui quotidiani bresciani.

                                     

10.4. Curiosità La Mella è femminile

Nella lingua italiana, i fiumi sono perlopiù di genere maschile. La Mella, no, insieme la Brenta, la Dora Riparia, la Secchia, etc. Per i Castelmellesi, e i Bresciani, il fiume di casa si chiama" la Mèlö”, dunque è di genere femminile, forse perché l’acqua del fiume è fonte di vita e simbolo di fecondità. Recita un antico proverbio:" Dà de nténder che la Mèlö la va n soe, l’è come dà de nténder che i àzegn i vùla” Dar da intendere che la Mella va in su è come dar da intendere che gli asini volano”.

                                     

10.5. Curiosità Un autunno funestato da tre inondazioni

Nel corso dei secoli, le acque torrentizie della Mella sono spesso straripate allagando la campagna e il borgo di Castel Mella. In una "Memoria a posteri", l’arciprete Giuseppe Lonati ha annotato:" Nell’anno 1804, li 28 ottobre, è venuto il fiume Mella così gonfio che ha atterrato un argine sul Tener della Commune di Onzato e ha per alcuni giorni innondata tutta questa parrocchia verso il tramonto, avendo per due altre volte dopo replicata l’innondazione. Finalmente, dopo replicate istanze al Magistrato sopra l’acque, li 15 febbraio 1805, si è dato principio a far l’argine, a spese de’ danneggiati”.

                                     

10.6. Curiosità Via Breda, un cimelio storico

Col termine" bràida” /" bréda”, i longobardi indicavano un podere, un campo, un prato. All’inizio dell’Ottocento, il paesaggio agrario di Castelnovo era tutto punteggiato di" brede ” con le varianti" bredazòla ”," bredazìna”, etc. Troviamo:" breda dell’olmo”," breda del roccolo”," breda dell’osteria”," breda di sopra”," breda di mezzo”," breda di sotto”," breda della ràsega”," breda del raseghètto”," breda di Onzato”… Nel Duemila, il ricordo delle" brede” sopravvive in Via Breda: un topònimo da conservare come un cimelio storico.

                                     

10.7. Curiosità L’eroismo delle donne castelmellesi

Durante la Grande Guerra 1915-18, con gli uomini al fronte, il peso della famiglia ricadeva interamente sulle spalle delle donne. Oltre ai lavori domestici, badavano ai lavori della stalla e dei campi. le sere d’inverno, nelle stalle, al lume della lampada ad olio, agucchiavano per fare" sciarpe, guanti, ginocchiere, ventriere, manichini, calze ”, per gli uomini al fronte. A pagare la giusta" mercede”, ci pensava la" commissione comunale per gli indumenti militari”. Insomma, l’umile eroismo delle donne non era inferiore a quello degli uomini che combattevano al fronte.

                                     

10.8. Curiosità Stradario

Osservando lo stradario di Castel Mella, si nota che la parte del leone dei toponimi la fa l’insieme degli scrittori da D. Alighieri a G. Deledda, degli scienziati da G. Marconi a C. Golgi e dei musicisti da G. Verdi a L. Boccherini. A seguire, i toponimi legati al" genius loci” da Breda a Cortivazzo. Viene poi la storia nazionale, coi Padri della Patria da Cavour a Garibaldi, la Grande Guerra da Ragazzi del ’99 a Piave, la Repubblica da A. De Gasperi a P. Nenni. Un posto è riservato anche alle persone legate al paese da G. Manziana a S. Reccagni. La storia locale, invece, fa la parte di Cenerentola. Comune e Parrocchia, le massime istituzioni civiche, sono ricordate con due sole strade, intitolate al sindaco A. Lorini e al parroco V. Bergomi. In effetti, ridurre la plurisecolare storia del paese con una lunga serie di sindaci e parroci a due soli nomi, rende lacunoso lo stradario.

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