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ⓘ Referendum elettorale romeno del 2007




Referendum elettorale romeno del 2007
                                     

ⓘ Referendum elettorale romeno del 2007

Il 25 novembre 2007 si è svolto in Romania un referendum elettorale per cambiare il sistema elettorale verso un modello a doppio turno; la consultazione referendaria si tiene lo stesso giorno delle prime elezioni europee rumene. Il referendum era stato invocato dal Presidente Traian Băsescu il 23 ottobre 2007 quando il Parlamento della Romania non riuscì a approvare in tempo questi cambiamenti.

La domanda precisa è stata:

Mentre il sistema proposto dal Presidente rispecchierebbe il sistema francese a doppio turno, il Primo ministro della Romania Călin Popescu Tăriceanu ha proposto un sistema proporzionale misto basato sul sistema tedesco. La legge proposta ridurrebbe anche il numero dei parlamentari del 20%.

Mentre il Partito Grande Romania ha messo in discussione la legalità di tenere un referendum nello stesso giorno delle elezioni europee, la Corte costituzionale della Romania ha deliberato il 7 novembre 2007 che in questo non vi è nulla di sbagliato.

Secondo i risultati, laffluenza alle urne è stata del 26%, il che significa che anche se l81% dei votanti si è espresso in favore della proposta, il referendum non è valido.

                                     

1. Compromesso

Come compromesso, fu tuttavia introdotto un nuovo sistema elettorale, applicato per la prima volta alle elezioni parlamentari del 2008: il nuovo sistema cambiò dal vecchio proporzionale a liste di partito verso un proporzionale con membri misti, il primo a suddividere la nazione in entità di livello inferiore alle contee, i collegi elettorali. I partiti ottengono ogni collegio elettorale in cui hanno ottenuto almeno il 50% dei voti. Inoltre, i seggi sono allocati secondo il metodo DHondt se è necessario, viene innalzato il numero di seggi della Camera dei Deputati. Viene applicata una soglia del 5% per ogni Camera, oppure la condizione di ottenere almeno sei collegi per la Camera dei deputati e tre collegi per il Senato, con più del 50% dei voti in ognuno di essi. Sono stati previsti aggiustamenti per la Camera per quanto riguarda i candidati delle minoranze nazionali.