Indietro

ⓘ Z - L'orgia del potere




Z - Lorgia del potere
                                     

ⓘ Z - Lorgia del potere

Z - Lorgia del potere è un film del 1969 diretto da Costa-Gavras, vincitore dellOscar al miglior film straniero e del Premio della giuria al 22º Festival di Cannes. È un thriller politico la cui sceneggiatura, opera dello stesso Costa-Gavras e di Jorge Semprún, si basa sullomonimo romanzo del 1966 dello scrittore Vasilīs Vasilikos, ispirato allassassinio di Grigoris Lambrakis.

                                     

1. Trama

Il Generale, nuovo comandante della Gendarmeria nel nord di una nazione non precisata dellEuropa mediterranea, partecipa a un convegno dagricoltura; in realtà parla della peronospora da estirpare per alludere al socialismo e al comunismo. Annuncia ai presenti che un importante esponente dellopposizione parlamentare è atteso per la sera stessa in città, dove deve tenere un comizio pubblico. Gli organizzatori del meeting politico nel frattempo ricevono la disdetta dal proprietario della sala, che è stato evidentemente intimidito; inoltre una telefonata anonima li avverte che è in progetto di assassinare" il Dottore”, cioè il deputato atteso in città.

Il Deputato arriva e, avvertito dei contrattempi, si reca immediatamente dal Colonnello, capo della polizia cittadina, il quale conferma la revoca dellautorizzazione al locale, anche se fino a poco prima vi si sono tenuti spettacoli aperti al pubblico. Consiglia lutilizzo di una sala di proprietà dei sindacati degli impiegati, situata proprio di fronte allalbergo del Deputato. Gli organizzatori inviano simpatizzanti a distribuire volantini davanti alla sala disdettata, ma un gruppo di picchiatori armati di manganelli interviene e li disperde violentemente.

La sera stessa, la piazza tra lalbergo e la sala del comizio è presidiata da ingenti forze di polizia, che dovrebbero trattenere i numerosi provocatori che insultano i partecipanti al pacifico convegno; in realtà le forze dellordine non intervengono neppure quando gli scalmanati aggrediscono fisicamente i giovani che si recano allappuntamento politico. Il Deputato esce dallalbergo e si avvia attraverso due ali di folla ostile; un giovane esce dalla massa e lo colpisce alla testa con un oggetto, lui riesce a raggiungere la sala del comizio. Malgrado sia dolorante alla testa, parla al pubblico pigiato nella sala. Gli altoparlanti diffondono il suo discorso anche allesterno, dove nel frattempo è arrivato il capo della polizia. Un altro parlamentare dellopposizione uscito dalla sala, Pirou, viene aggredito e manganellato; caricato su unambulanza in attesa, appena lasciata la piazza viene aggredito da diversi uomini su un tre-ruote. Viene colpito violentemente al capo finché uno degli aggressori si rende conto che non è il Deputato.

Il comizio è finito, il Deputato esce alla testa dei sostenitori. Per garantire lincolumità agli spettatori chiama il capo della polizia, che però si nasconde tra gli agenti senza rispondergli. Il Deputato attraversa la piazza dove la polizia finge di contenere i provocatori, due dei quali escono dalle fila per aggredirlo; ma basta unocchiata del parlamentare per farli indietreggiare. Improvvisamente il tre-ruote irrompe nello spazio libero e sfreccia vicino al Deputato, un uomo di nome Vigo dal retro del veicolo gli sferra un violento colpo di bastone al cranio. Il Deputato si accascia, sostenuto dai seguaci che riescono a caricarlo su unauto e portarlo in ospedale. Uno dei suoi sostenitori è salito di corsa sul tre-ruote che si allontana in fretta. Ingaggiata una colluttazione con il manganellatore, riesce a gettarlo fuori ma il conducente, che si chiama Yago, scende a picchiarlo. Per fortuna ci sono testimoni, interviene un poliziotto che blocca Yago e chiama un cellulare della gendarmeria.

Appena termina il contemporaneo spettacolo delle ballerine del Teatro Bolšoj, il Procuratore viene avvertito del grave incidente. Irritato perché teme che il governo addebiti a lui la responsabilità, si reca in ospedale dove il Deputato viene operato al cervello da unéquipe medica, poi chiede spiegazioni al capo della polizia. Il Colonnello gli mostra il colpevole, Yago, condotto alla centrale di polizia dopo il fermo. Il generale dellesercito sostiene che guidava il tre-ruote in stato di ebbrezza e quindi si tratta di un incidente stradale. Il Procuratore incarica del caso il suo giovane sostituto.

I sostenitori dellopposizione intanto si radunano fuori dallospedale dove è ricoverato il Deputato; giunge anche sua moglie Hélène in aereo. Lo stato maggiore dellopposizione è incerto su cosa fare, qualcuno propende per la moderazione, altri vorrebbero lasciare che i sostenitori si scatenino. Il chirurgo dice a Hélène che ci sono buone speranze di successo per la terza operazione chirurgica che è in corso. Ma il parlamentare muore sotto i ferri, le manifestazioni di protesta dei giovani oppositori vengono brutalmente disperse dalla polizia. Il Sostituto Procuratore chiede lautopsia di prassi, i medici rivelano che il decesso non è provocato da un trauma da caduta in terra bensì da un violento colpo di bastone o manganello sul cranio. Contemporaneamente un testimone chiama in Procura per rivelare che Yago aveva tutta lintenzione di uccidere, ma viene manganellato da un uomo su un furgone e finisce in ospedale. Il Generale tenta di dimostrare che è stato sobillato dai sovversivi, ma il testimone rivela al Vice Procuratore che il mattino dellincidente Yago gli confessò che avrebbe ucciso un uomo in cambio dellestinzione del debito per il suo autoveicolo.

Un reporter sorprende Vigo mentre cerca di entrare nella stanza dospedale del testimone, il giudice gli fa confessare con lastuzia di essere membro di unorganizzazione di estrema destra denominata C.R.O.C. Combattenti Realisti dellOccidente Cristiano. Lo stesso reporter contatta un altro membro dellorganizzazione di nome Dumas che lo porta in giro a fotografare di nascosto i compagni del C.R.O.C., poi consegna le foto al magistrato, che li convoca uno per uno. Adesso il giudice comincia a credere allipotesi di omicidio. Il deputato Pirou riconosce dalle foto il picchiatore che lha colpito mandandolo allospedale, il giudice lo torchia costringendolo a confessare. Gli avvocati dellopposizione accompagnano dal giudice un testimone di nome Elia Kostas, che riferisce una conversazione con Yago il giorno dellomicidio, e riconosce nel Colonnello comandante della polizia luomo con cui si è incontrato il picchiatore. Si scopre inoltre che il guidatore dellauto che ha portato il Deputato allospedale, si pensa perché transitasse per caso, è lautista del Generale della gendarmeria.

Dalla capitale arriva il Procuratore Generale dello Stato per invitare il magistrato inquirente a non mettere in pericolo la sicurezza del paese con la sua indagine, ma il Vice Procuratore non si fa intimorire: oltre ai due esecutori materiali, incrimina due alti ufficiali della polizia, il Colonnello comandante e anche il Generale della gendarmeria. Malgrado questa mole schiacciante di prove, dopo un processo in cui ben sette testimoni muoiono in incidenti sospetti, gli imputati vengono condannati a pene lievi; il Governo si dimette travolto dallo scandalo, le opposizioni si organizzano per affrontare le elezioni nelle quali sono favorite; ma una settimana prima delle votazioni, un colpo di Stato militare porta alla dittatura. Sullo schermo scorre come epilogo una scritta:

                                     

2. Critica

Z” è liniziale del verbo greco ζω" vivere” e ha la stessa pronuncia di ζει" lui vive”; a seguito dellomicidio Lambrakis la lettera veniva scritta per protesta sui muri per ricordare il deputato ucciso. Il film si è trovata appiccicata unetichetta di "cinema politico" anche se il regista ha dichiarato che Z è lomaggio alle idee e al comportamento esemplare di due uomini, il Deputato e il giudice che istruisce lindagine sulla sua morte.

Il film nacque dallincontro tra Costa-Gavras e lo scrittore Vasilīs Vasilikos. Il regista contattò Vassilikos e gli propose una resa cinematografica del romanzo; questultimo ne fu entusiasta. Una volta uscito, il film divenne un successo e passò alla storia come una delle opere più emblematiche dellepoca. È ispirato agli avvenimenti che vanno dallassassinio del deputato socialista greco Gregoris Lambrakis nel 1963 sino al colpo di Stato nel 1967 da parte dellesercito. Con la sua visione satirica sulla politica greca, con il suo umorismo nero e con il suo agghiacciante finale, il film cattura il senso di indignazione per la Dittatura dei colonnelli che governava la Grecia al momento in cui furono girate le riprese.

Protagonista di Z è Jean-Louis Trintignant, che interpreta il ruolo del magistrato incaricato di indagare sullomicidio del deputato del partito di sinistra EDA; la sua figura si ispira a Christos Sartzetakis; inviato nel 1965 a Parigi per approfondire gli studi di legge, ma fu richiamato in Grecia dopo il golpe del 1967, dimesso dalla magistratura, perseguitato, torturato e imprigionato. Fu rilasciato nel 1971 a seguito di pressioni dellopinione pubblica internazionale. Diverrà dopo la caduta del regime Presidente della Grecia dal 1985 al 1990.

Gli altri attori di fama internazionale sono Yves Montand, Irene Papas, Renato Salvatori e Jacques Perrin, che ha anche co-prodotto il film; è proprio Perrin tra laltro a assicurarsi il contributo del compositore Mikīs Theodōrakīs, che al tempo si trovava al confino per ragioni politiche. Theodorakis riuscì a far uscire clandestinamente dalla Grecia due nastri registrati con la colonna sonora scritta per loccasione, e la sua condizione di perseguitato politico aumentò lattenzione sul film concorrendo al suo straordinario successo internazionale.

Le riprese vengono effettuate in Algeria, dal momento che sarebbe stato impossibile lavorare nel 1968 nella Grecia dei Colonnelli. A differenza del romanzo da cui è tratto, non è un film di ricostruzione storica in senso stretto, ma una ricostruzione drammatizzata di un fatto storico. Costa-Gavras, greco di nascita ma residente a Parigi dal 1952, si preoccupa di non trascurare le esigenze spettacolari e costruisce un film serrato e dinamico, che sfrutta le convenzioni del cinema di genere: in particolare, il thriller e il film dazione, per non rinunciare alle possibilità dei circuiti commerciali di distribuzione.

Dal punto di vista drammatico, è possibile dividere il film in due parti, seguite da un epilogo:

  • il breve epilogo comprende il" notiziario” finale letto dal fotoreporter, più la didascalia.
  • la seconda parte racconta lindagine del Vice Procuratore;
  • la prima parte va dallinizio fino alla morte del Deputato;

È da questa struttura che nasce la significazione tematica del film.

La prima parte inizia individuando chiaramente i" buoni” e i" cattivi”, i democratici nonviolenti e il potere prevaricatore con i suoi fiancheggiatori. La denuncia della deriva antidemocratica è infatti affidata a una struttura filmica che soddisfa le esigenze della suspense narrativa, che richiede una identificazione didascalica dei" buoni” e dei loro avversari. Questa sezione iniziale è decisamente spettacolare, giocata sulla tensione e sullangoscia, rafforzata in quella che potrebbe essere la seconda sezione della prima parte dallarrivo di Hélène, la moglie del Deputato, e dalla conseguente commozione affettiva.

La seconda parte, che racconta lindagine, presenta un aumento progressivo della tensione spettacolare provocato dai tentativi di depistaggio; a ogni pressione sul giudice istruttore, lidentificazione dello spettatore aumenta. Il film fa leva sullemozione, sul giusto sdegno, e sfoggia un meccanismo poliziesco dal ritmo incalzante e molto preciso negli incastri; sollecita la reazione psicologica dello spettatore che non può fare a meno di avvertire disagio per la realtà che gli viene presentata: la giustezza ideologica di questa reazione si basa dunque su un fatto emotivo più che razionale.

Nellepilogo il Potere vince, benché sconfitto dalla verità nella seconda parte, a dimostrazione che ha in sé la forza di vincere sempre contro la giustizia. È la struttura del film, il fatto che gli episodi appaiano emblematici di ogni situazione analoga, a dare alla storia questo carattere di universalità. Ovvero, questo è ciò che percepisce lo spettatore che si abbandona solo allaspetto emotivo del racconto: "è triste che sia così, ma il Potere vince sempre." Ma a leggere meglio il film, ci si accorge che la vera domanda è "perché il potere vince sempre?" ; dopotutto al termine della seconda parte era risultato sconfitto. Quali le cause del trionfo della giustizia? La forza danimo di un individuo, il Vice Procuratore, che arriva a pagare di persona; la collaborazione fra la stampa e la magistratura; lamore per la verità di alcuni individui isolati che si prestano a fare da testimoni malgrado le intimidazioni. Il Potere vince, dunque, quando lo si lascia vincere, quando si rimane passivi. Nellepilogo è vittorioso, ma un giorno qualcuno solleverà le bandiere della verità, della giustizia e della libertà, perché se vince non è per la propria forza intrinseca, ma per la debolezza dei suoi avversari. In questo senso il film assume un forte valore positivo e anche educativo.